03/06/2026
Oggi dalla 𝘽𝒊𝙗𝒍𝙞𝒐𝙩𝒆𝙘𝒂 𝒆𝙢𝒐𝙯𝒊𝙤𝒏𝙖𝒍𝙚
sempre aprendolo a "caso"
vi trascrivo le parole giunte ✨🤍
“…la differenza fra la perdita irreversibile di qualcosa che era “mio” e rendersi conto che ciò che era “mio” non era mai stato mio.
Piangiamo letteralmente le nostre perdute identità, le nostre perdute immagini, i nostri perduti sé. Ci sembra di piangere qualcosa o qualcuno “là fuori”, ma in realtà la morte è molto più vicina e più profonda di così.
E l'invito della vita è questo: restate con quella morte interiore. Restate col casino, come dico spesso. Non fate un solo movimento che allontani dall'esperienza presente. Potrebbe esservi nascosto un tesoro, e non lo saprete mai se cercate di allontanarvi. Restate vicino al lutto, al dolore universale della perdita, così che non si solidifichi in amarezza e depressione, nella convinzione che il mondo sia terribile, e la vita sia crudele, in una storia greve su “la mia tremenda sfortuna” da portarvi dietro per il resto dei vostri giorni. Non dev'essere per forza così.
La vita in sé non è crudele, perché la vita è tutto. È la perdita dei nostri sogni che sembra “crudele”, a tutta prima. Ma racchiuso in quella perdita c'è un invito segreto: svegliarsi da tutti i sogni.
Vedere la perfezione insita in ogni cosa, in ogni movimento della vita, non come concetto o soffice convinzione, ma come realtà vivente.
Vedere che la vita in sé non va mai davvero storta, perché non c’è alcun obbiettivo da mancare, e che persino l'intenso dolore che proviamo è un movimento d'amore, anche se in questo preciso istante non sembra così…”
𝘿𝙖: 𝙄𝙣𝙣𝙖𝙢𝙤𝙧𝙖𝙩𝙞 𝙙𝙞 𝙘𝙝𝙞 𝙨𝙚𝙞, 𝙦𝙪𝙞 𝙚 𝙤𝙧𝙖
𝙙𝙞: 𝙅𝙚𝙛𝙛 𝙁𝙤𝙨𝙩𝙚𝙧