19/06/2026
LO YOGA MODERNO È UNA REPRESSIONE DA MANICOMIO
Vi vogliono sedati, deboli e patinati. Ma la spiritualità è un incendio.
"Ci hanno tolto la carne, il sangue e il sudore per venderci una purga rassicurante. Lo Yoga proposto oggi là fuori è un invito continuo a schiacciare l'istinto: nascondi la rabbia, camuffa lo sforzo, sorridi sempre e respira sottovoce. Questa non è evoluzione, è camicia di forza spirituale."
La forza rivoluzionaria dello Yoga e del Ta**ra sta in un fatto unico, che lo differenzia da tutte le religioni: qui non esiste il concetto di peccato o di repressione. Il sistema moderno vi vuole puri, perfetti e terrorizzati dall'errore per potervi controllare. Ma nel vero cammino non esistono peccatori, esistono solo ricercatori. E non c'è ricerca senza errori, senza cadute, senza sporcarsi le mani nel fango del proprio limite.
Dall'Antico Ta**ra al Moderno Sadhguru
Per tutti i puristi del "peace & love" che confondono lo Yoga con un idromassaggio, guardate la realtà:
Il Ta**ra antico non reprime: Il Vijnana Bhairava Ta**ra (sloka 101) lo spiega chiaramente: nel cuore dello sforzo estremo, della foga o dell'errore, non bisogna fuggire. Bisogna entrare in quell'intensità totale per trovare la propria vera potenza.
L'energia è una sola: La forza viscerale, istintiva e sessuale che muove la vita è la stessa identica energia (Śakti) che si usa sul tappetino. Lo Yoga nasce proprio come lo strumento fisico per incanalare questa energia primordiale e grezza verso l'alto. Senza la forza del Ta**ra, lo Yoga è solo ginnastica dolce.
L'intensità moderna: Pensate a figure mediatiche ed enormi come Sadhguru e alla sua notte del Mahashivaratri. Non è un raduno per anime sedate che sussurrano mantra. È una notte di intensità totale, di canti selvaggi, di energia dirompente che esplode e che viene spinta verso l'alto a colpi di spina dorsale dritta e presenza totale. Lì non c'è spazio per la repressione.
Il circuito storico:
La morale occidentale ha preso gli Yoga Sutra e li ha letti come se fossero i 10 comandamenti della Chiesa. Patanjali però ha solo codificato una delle tante correnti (il Raja Yoga) ma lo yoga fisico che facciamo sul tappetino è filosoficamente non duale e tantrico.
Patanjali ha scritto un manuale per asceti isolati in una grotta, non per occidentali moderni che devono bilanciare lavoro, famiglia e figli. Se applicati alla lettera oggi, quegli standard non sono più disciplina, ma una repressione insostenibile.
Lo Yogin moderno sceglie inconsapevolmente il ta**ra perché trasforma il corpo, i desideri ed il caos quotidiano in carburante evolutivo anziché reprimerli. È una via di inclusione dinamica adatta alla vita reale, non una via di isolamento e rinuncia ascetica.
Per Patanjali l'asceta deve isolarsi perché gli altri sono solo un legame karmico da recidere. Il Sangha ( ciò che si fa nei centri Yoga, "la comunità" appartengono al Ta**ra in quanto l'energia di gruppo permette un'evoluzione collettiva, facendosi da specchio e sostenendosi a vicenda come un unico blocco di energia.
L'errore ed il caos fanno parte del processo.
Il desiderio, la rabbia, non sono colpe da reprimere ma l'energia più pura. La vera repressione è spegnere la propria natura per sentirsi spirituali o accettati da realtà spirituali.
Sul tappetino si fa proprio questo : prendere ogni brivido, ogni pulsione e ogni sforzo e usarli come carburante, non per nascondersi. 🙏🏼