17/08/2026
Il tempo è forse la cosa più difficile da definire e allo stesso tempo quella di cui è fatta interamente la nostra esistenza. Psicologicamente non lo percepiamo in modo oggettivo, un’ora può sembrarci infinita quando soffriamo e durare un istante quando siamo felici, alcuni anni sembrano volare, mentre certi momenti rimangono dentro di noi per tutta la vita. Il nostro cervello misura il tempo attraverso l’attenzione, le emozioni, le esperienze e i ricordi. E c’è un paradosso ancora più profondo, sappiamo di essere mortali, ma viviamo spesso come se avessimo davanti un tempo infinito. Forse anche perché guardare continuamente in faccia la nostra finitezza sarebbe psicologicamente difficile da sostenere. Così rimandiamo continuamente, rimandiamo un viaggio, una telefonata, un abbraccio, una scelta, il tempo con le persone che amiamo, perfino la vita che vorremmo vivere. E mentre siamo attentissimi a non perdere denaro, oggetti o cose di valore, dimentichiamo che quasi tutto ciò che perdiamo può essere recuperato, mentre il tempo purtroppo no. Un’ora trascorsa non tornerà mai più. E forse è proprio questo il punto, il tempo non è semplicemente qualcosa che abbiamo, il tempo è vita. Quando regaliamo un’ora a qualcuno, gli stiamo regalando un pezzo della nostra esistenza. Quando sprechiamo il nostro tempo, stiamo sprecando qualcosa che nessuna ricchezza potrà mai ricomprare. Per questo valorizzarlo non significa riempire ogni minuto, correre di più o produrre di più. Significa semplicemente fermarsi a chiedersi a chi, a cosa e a quali emozioni voglio davvero consegnare il mio tempo. Perché forse, guardandoci indietro, potremmo capire che la vera ricchezza non sarà stata la quantità di tempo che abbiamo avuto, ma la qualità del tempo che abbiamo vissuto, riuscendo a dedicarlo a ciò che per noi contava davvero.
Psicologa Rey