Emmaus - Casa di preghiera

Emmaus - Casa di preghiera Accoglie tutti! Giovani e adulti, laici e religiosi, da soli o in gruppi, credenti o non credenti.

Emmaus accoglie tutti: giovani e adulti, laici e religiosi, da soli o in gruppi, credenti o no in un luogo di pace per riscoprire la bellezza del silenzio, della riflessione e della condivisione fraterna. Emmaus permette una sosta di silenzio, nella preghiera, nella riflessione, nella condivisione fraterna per riscoprire o approfondire i valori fondamentali del Vangelo. Emmaus è aperta ad ogni per

sone che, nelle inevitabili difficoltà o nei momenti di stanchezza o di indecisione, si è allontanata dall'ideale di vita cristiana e vuole riscoprire l'Amore misericordioso di Dio e la dignità a cui è chiamata. La comunità propone incontri di formazione, preghiera, approfondimento, riflessione...
La comunità è sempre a disposizione di tutte quelle persone che desiderano essere aiutate nel proprio cammino di fede. Riceve gruppi o persone singole che lo richiedono per un'esperienza di preghiera, approfondimento spirituale, esercizi, ritiri...

Commento al Vangelo di don Luigi Maria Epicoco La liberazione di un ragazzo che nessuno era riuscito ad aiutare suscita ...
08/08/2026

Commento al Vangelo di don Luigi Maria Epicoco

La liberazione di un ragazzo che nessuno era riuscito ad aiutare suscita nei discepoli del racconto del vangelo di oggi una domanda: «Perché noi non siamo riusciti a scacciarlo?». È una domanda che, in fondo, appartiene anche a noi. Perché, nonostante l'impegno, la buona volontà e gli sforzi, ci sono situazioni che sembrano non cambiare? Perché certe ferite continuano a resistere? La risposta di Gesù è lapidaria: «Per la vostra poca fede». Non sta rimproverando i discepoli perché non hanno fatto abbastanza. Sta indicando la radice del problema. Molto spesso pensiamo che tutto dipenda dalle nostre capacità, dalle strategie, dall'organizzazione, dall'efficienza. Gesù ci ricorda invece che esiste una forza senza la quale tutto il resto rimane insufficiente: la fede. Per questo aggiunge: «Se avrete fede quanto un granello di senape, potrete dire a questo monte: “Spostati”, ed esso si sposterà». Non è un invito a compiere prodigi spettacolari. Il granello di senape è minuscolo. Gesù vuole dirci che non è la quantità della fede a fare la differenza, ma la sua autenticità. Anche una fede piccola può diventare una forza immensa quando è realmente appoggiata su Dio e non sulle nostre sole possibilità. Questo vale anche per la vita della Chiesa. Spesso, davanti alle difficoltà, siamo tentati di pensare che basti riorganizzare strutture, cambiare metodi o moltiplicare iniziative. Tutto questo può essere utile, ma non sarà mai sufficiente se manca la fede. La storia della Chiesa è cambiata soprattutto grazie a uomini e donne che hanno creduto profondamente, non semplicemente grazie a persone capaci di organizzare meglio le cose. Forse il Vangelo di oggi ci invita a cambiare la nostra preghiera. Invece di chiedere soltanto che cambino le circostanze, dovremmo chiedere che cresca la nostra fede. Perché quando cambia la fede, cambia anche il modo di affrontare la vita. E spesso è proprio lì che iniziano i miracoli più grandi.

27/07/2026

Oggi Cenacolo di preghiera alle ore 17.00
Vi aspettiamo! 🙏

15/07/2026

Vi ringraziamo della vostra vicinanza e affetto in questo momento per noi di sofferenza, ma anche di gioia perché sappiamo che ora Suor Alessandra è con Gesù in cielo. La comunità delle suore vuole invitarvi alla preghiera del Santo Rosario domani GIOVEDÌ 16 LUGLIO ALLE ORE 21,15 nella nostra chiesa di casa Emmaus, per affidare ancora Suor Alessandra a Maria, Porta del Cielo🙏

Il dolore per la perdita della cara suor Alessandra è tanto e forte.Ma, al tempo stesso, è ancora più grande la gratitud...
14/07/2026

Il dolore per la perdita della cara suor Alessandra è tanto e forte.
Ma, al tempo stesso, è ancora più grande la gratitudine verso Dio che ce l'ha donata per tutti questi anni.
Non possiamo fare a meno di ricordare la sua presenza sempre attenta alle necessità delle sorelle, della comunità e di ogni singolo ospite accolto a Casa Emmaus.
Una attenzione unica che ha sempre fatto sentire ogni persona speciale.
Sempre preoccupata perché tutti stessero bene e si sentissero accolti, sempre sollecita perché a nessuno mancasse niente.
Suor Alessandra cara, ti salutiamo con tanto Amore, quello stesso Amore che ha inondato la tua vita e che tu hai donato fino all'ultimo secondo.
Ora che sei nell'abbraccio del Padre, continua a guardarci e guidarci come solo tu sai fare!
Grazie Signore per il dono immenso di suor Alessandra!

10/07/2026

Commento al Vangelo di Alessandro Ginotta

«Ecco: io vi mando come pecore in mezzo a lupi». Gesù non addolcisce la realtà, non ci offre un Vangelo imbottito di zucchero e frasi consolatorie, ma ci mette davanti alla scena così com’è: fragile, ruvida, pericolosa. Pecore in mezzo ai lupi. E forse oggi questa immagine ci brucia addosso più che mai, perché basta aprire un giornale, scorrere una notizia, ascoltare il racconto di qualcuno, per accorgerci che il tempo dei lupi sembra essere tornato

Il mio (in)solito commento a:
Non siete voi a parlare, ma è lo Spirito del Padre vostro (Matteo 10,16-23)

Guerre, prepotenze, violenze ingiustificate, omicidi, fatti gravissimi che insanguinano il mondo e ci lasciano spesso muti, come se la realtà avesse superato la soglia dell’immaginabile. Alcune cose che accadono oggi, solo cinque anni fa, le avremmo considerate impossibili, indegne del nostro tempo, lontane dalla nostra idea di civiltà, e invece eccole qui, appena fuori dalla porta di casa, nei luoghi che abitiamo, nelle città che attraversiamo, nelle vite che sfioriamo ogni giorno.

Ma i lupi non abitano soltanto le guerre e la cronaca nera. Ci sono lupi più silenziosi, più eleganti, più difficili da smascherare, perché non sempre mordono con i denti: a volte lo fanno con un contratto calpestato, con un lavoratore lasciato senza tutela, con una persona usata e poi scartata, con una dignità piegata in nome del profitto, della carriera, del potere.

Allora la domanda diventa inevitabile, e forse anche un po’ scomoda: chi sono i lupi di oggi? Chi sono i lupi nella tua vita? E soprattutto: c’è in te una parte di lupo?

Perché il lupo non è soltanto l’altro, quello cattivo, quello distante, quello che possiamo indicare senza sentirci coinvolti. Il lupo può nascondersi anche dentro il nostro bisogno di dominare, nella nostra durezza quando giudichiamo, nella fretta con cui feriamo, nella comodità con cui ci abituiamo al dolore degli altri. Ogni volta che togliamo speranza, che schiacciamo una fragilità, che spegniamo una luce, una piccola parte di lupo si sveglia anche in noi.

Gesù lo sa. Per questo continua con parole che sembrano attraversare i secoli come una lama di fuoco: «Vi consegneranno ai tribunali e vi flagelleranno nelle loro sinagoghe; e sarete condotti davanti a governatori e re per causa mia». È un linguaggio duro, profetico, quasi spaventoso, eppure straordinariamente attuale, perché anche oggi chi sceglie la verità può diventare scomodo, chi difende il debole può essere isolato, chi resta umano in mezzo alla ferocia può apparire ingenuo, fuori posto, perfino ridicolo.

Ma il Vangelo non è il manifesto della paura. È l’annuncio di una presenza: «Quando vi consegneranno, non preoccupatevi di come o di che cosa direte, perché vi sarà dato in quell’ora ciò che dovrete dire: infatti non siete voi a parlare, ma è lo Spirito del Padre vostro che parla in voi». m Ecco la svolta. Ecco la promessa che squarcia la notte.

Tu puoi essere piccolo, esposto, ferito, circondato da lupi veri o invisibili, puoi sentirti senza parole davanti all’ingiustizia, senza forza davanti alla prova, senza lucidità davanti alla paura, eppure Dio non ti lascia mai solo sulla linea del fuoco. Lo Spirito Santo non sempre cambia la scena, ma cambia il cuore con cui la attraversi; non sempre spegne subito l’ululato dei lupi, ma accende dentro di te una voce più forte del loro rumore.

Il problema è che spesso viviamo così immersi nel frastuono da non riconoscere più questa voce. Corriamo, reagiamo, controlliamo, pianifichiamo, ci difendiamo, ci aggrappiamo alle nostre strategie, e più vogliamo essere autosufficienti, più ci scopriamo fragili. Senza Dio diventiamo ansia vestita da forza, orgoglio mascherato da sicurezza, parole vuote lanciate contro il buio.

Con Dio, invece, anche la pecora più tremante può diventare profezia. Dio è con te anche quando tutto sembra perduto, anche quando la strada si stringe, anche quando la notte pare più grande della tua fede. Se riuscirai a fare silenzio nel frastuono della vita, ascolterai i consigli dello Spirito: consigli di saggezza, consigli di verità, consigli capaci di trasformare la tua paura in parola e la tua fragilità in missione.

Siamo pecore in mezzo ai lupi, sì. Ma non siamo pecore abbandonate. Siamo mandati nel cuore della notte con una luce dentro, e quando il branco ulula, quando la paura stringe, quando il mondo sembra divorare ogni speranza, ricordati questo: il male può circondarti, ma non può occupare il posto di Dio. Anche in mezzo ai lupi. Anche nella notte più feroce. Anche lì, soprattutto lì, lo Spirito del Padre parla in noi.

26/06/2026

Oggi Cenacolo di preghiera alle ore 17.00
Vi aspettiamo!

🙏
26/06/2026

🙏

Commento al Vangelo di don Luigi Maria Epicoco La festa del Sacro Cuore diventa comprensibile proprio a partire dalle pa...
12/06/2026

Commento al Vangelo di don Luigi Maria Epicoco

La festa del Sacro Cuore diventa comprensibile proprio a partire dalle parole che Gesù ci consegna nel Vangelo di oggi: «Venite a me, voi tutti che siete stanchi e oppressi, e io vi darò ristoro». È come se Cristo ci rivelasse il segreto più profondo del suo cuore: Dio non è qualcuno da cui difenderci, ma qualcuno presso cui trovare riposo. Il Cuore di Gesù è una vera scuola di vita. Chi frequenta il suo amore viene lentamente trasformato. Impara a guardare la realtà con occhi diversi, a giudicare le situazioni con maggiore libertà, ad amare con una misura nuova. Per questo la fede cristiana non consiste anzitutto in uno sforzo morale o in una serie di pratiche religiose, ma nel lasciarsi raggiungere da un amore che ci precede e ci accompagna. L'immagine più bella di questa esperienza è forse quella dell'apostolo Giovanni nell'Ultima Cena. Egli reclina il capo sul petto di Gesù. Prima ancora di comprendere tutto, prima ancora di essere forte nella fede, Giovanni si lascia semplicemente amare. È questa la sorgente della santità. Nessuno cambia veramente perché si sforza di essere migliore. Cambia perché fa esperienza di essere amato. Dal Cuore di Cristo riceviamo quell'ossigeno spirituale che spesso ci manca. Riceviamo speranza quando tutto sembra chiuso, forza quando siamo stanchi, consolazione quando ci sentiamo soli. E soprattutto scopriamo che i pesi della vita non devono essere portati da soli. Possiamo appoggiarli sulle spalle di Colui che ha portato per amore il peso della croce e ha dato tutto se stesso per noi. Per questo il giogo di cui parla Gesù non è un peso che schiaccia, ma una relazione che sostiene. Quando portiamo la vita insieme a Lui, ciò che sembrava impossibile diventa affrontabile e ciò che appariva insopportabile trova un significato. La festa del Sacro Cuore, allora, non è semplicemente una devozione tra le altre. È il cuore stesso del cristianesimo. È l'invito a lasciarsi amare da Cristo per imparare ad amare come Cristo.

31/05/2026

Si sono chiusi stamattina i lavori del nostro 72° Convegno di Studi e, nonostante la malinconia che caratterizza la giornata conclusiva, il sentimento predominante è sicuramente quello della gratitudine.
Sono state tre giornate ricchissime di contenuti, scambi sinceri e accesi, dibattiti che hanno fornito stimoli che necessitano di sedimentare e che non cesseranno di interrogarci a lungo.

Grazie agli splendidi relatori di quest'anno giunti da diverse parti d'Italia e d'Europa, per le loro relazioni così dense e di altissimo livello.
Grazie di cuore al pubblico, a tutti voi, per essere intervenuti con così tanto interesse e numerosi come non lo si era da tempo. Tanti i volti di affezionati e tanti i volti nuovi; ciascuno di questi incontri non ha potuto che riempirci di gioia.
Grazie al Sindaco Luca Profili per aver affiancato il Presidente Prof. Letterio Mauro nell'aprire l'evento e per essere sempre al nostro fianco, con sincero trasporto e costante impegno.
Grazie ai nostri immancabili sponsor: Comune di Bagnoregio, Diocesi di Viterbo, Fondazione Carivit, Gentili Restauri, Basaltina, Conad.
Grazie allo Studio GSG Foto & Video, soprattutto nella persona di Paolo Giacobbi.
Grazie a Vittorio Stefani che non fa mai mancare la sua presenza accanto a noi.
Grazie ad Andrea Biscetti e a tutti gli autisti, sempre pronti ad agevolare spostamenti, arrivi e partenze dei nostri ospiti.
Grazie a tutti gli amici intervenuti, e ai soci del Centro di ieri e di oggi.
E con tutto il cuore, quest'anno più che mai, grazie alle Suore di Gesù Redentore di Emmaus - Casa di preghiera e a Maria Grazia, a Franca, a Rosanna e a Rina, per l'instancabile lavoro di tutte loro, per l'attenzione e l'infinita dolcezza con cui si prendono cura di ciascuno, facendoci sentire a casa e parte di una sola grande famiglia.

Davvero grazie a ognuno per quanto abbiamo potuto vivere in questo fine di settimana nel nome di Francesco e di Bonaventura.

Al prossimo anno col 73° Convegno di Studi!!! 😎✨

Vi aspettiamo!
29/05/2026

Vi aspettiamo!

Indirizzo

Viale Alfonso E Giovanni Agosti, 12
Bagnoregio
01022

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