Giangi Milesi

Giangi Milesi Informazioni di contatto, mappa e indicazioni stradali, modulo di contatto, orari di apertura, servizi, valutazioni, foto, video e annunci di Giangi Milesi, Bergamo.

16/01/2026
25/03/2025

Un documentario della Confederazione Parkinson Italia racconta la malattia neurodegenerativa che colpisce più di 300mila italiani con sintomi che si combinano tra loro in modo e con intensità differente in ogni paziente

13/02/2025

La doppia sorpresa di Garibaldi Non so nascondere la sorpresa (e il compiacimento) per i complimenti che ricevo per “Raccontare è il mio mestiere”. Non mi aspettavo invece che i lettori si sorprendessero della mia passione per Garibaldi.

06/02/2025

Chi ha letto “RACCONTARE E’ IL MIO MESTIERE” dice che si legge volentieri. Perciò non spaventatevi delle 244 pagine: sono la somma di tanti brevi capitoletti che si prestano alla fruizione a due velocità: leggere d’un fiato le storie che piacciono; sfogliare le altre pagine, anzi sbocconce...

24/11/2024

Giangi Milesi: «La mia vita da Forrest Gump. Anche scrivendo resisto al male»
di Massimo Laganà
Il libro di Giangi Milesi, «Raccontare è il mio mestiere». Un'autobiografia: «La mia resilienza al Parkinson è concreta, tangibile»

Giangi Milesi
Giangi Milesi, 71 anni: funzionario regionale, pubblicitario, leader storico del Cesvi e presidente della Confederazione Parkinson Italia (foto di Giovanni Diffidenti)

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Le mille vite di Giangi Milesi, orobico doc, 71 anni: funzionario regionale; pubblicitario; leader storico del Cesvi; presidente della Confederazione Parkinson Italia. E scrittore. L’ultima fatica si intitola Raccontare è il mio mestiere. Leggere, invece, è stato il nostro piacere. Perché il libro è un nastro srotolato, che conduce dritto al cuore dell’autore.

Giangi Milesi: «La mia vita da Forrest Gump. Anche scrivendo resisto al male»
Giangi Milesi

Pubblicare un’autobiografia è un atto di generosità o un eccesso di narcisismo?
«Forse tutt’e due, sostiene Lella Costa, che ha firmato la prefazione del volume. La ricerca di riconoscimenti è legittima. Un complimento è una carezza. Soltanto i sentimenti incontrollabili sono pericolosi. Occorre sempre un pizzico di autocoscienza».

L’importante è avere in mano la situazione, canterebbe Lucio Dalla. Rimaniamo sugli ossimori. Lei parla di rinuncia a sé, ma il libro è percorso da una compiaciuta vanità. Come tiene assieme le due cose?
«Dovremmo rinunciare ai mestieri gratificanti? Sono proprio i maestri a raccomandarci di lavorare su ciò che si ama. È per vocazione che Madre Teresa è diventata famosa e ha ricevuto il Nobel per la pace. Nessuno l’ha accusata di vanità e due Papi l’hanno fatta Redazione Santalessandro».

Insomma, la gratificazione non è peccato.
«No. È però doveroso curare la propria integrità. Senza accorgercene, veniamo sospinti quotidianamente in direzione dell’invidia. O dell’avidità. Pulsioni contro cui dobbiamo mo***re la guardia. Perciò non credo che un’autobiografia sia un mero sfogo narcisistico. È un atto che, paradossalmente, ci aiuta a schivare l’autoreferenzialità».

Scrivere stanca?
«Raccontare è il mio mestiere è stato faticoso, perché molte parti le ho riformulate completamente; altre le ho cancellate di mia iniziativa. Dalle quattrocento pagine dell’ultima stesura, sono sceso a 242».

Ci sono brani che risalgono al secolo scorso. Conferma?
«Il più vecchio è del ’93. Mi chiesero un punto di vista sul Sessantotto. Restai deluso, quando il pezzo non fu pubblicato. Eppure l’analisi mi pareva penetrante. Ora l’ho inserita nel libro. Ho la presunzione risulti utile a chi vuole approfondire l’argomento. La rivolta studentesca ebbe una valenza economica e sociale, più che politica».

Perché si è paragonato a Forrest Gump?
«“Forrest Gump de’ noantri”, per la precisione. Commentavo con mia figlia Giovanna il film di Robert Zemeckis e ci rendemmo conto che Forrest Gump risulta casualmente onnipresente negli avvenimenti epocali , da comparsa, mai da protagonista: è un anti-eroe per eccellenza. Mi è successo qualcosa di simile. Ho partecipato alla nascita delle televisioni berlusconiane, al salvataggio del Corriere e della Rizzoli dalle grinfie della P2, alla trasformazione della Scala in fondazione. Et cetera, et cetera… Magari in seconda o terza fila, ma c’ero. Ci sono stato».

Lei si definirebbe un creativo?
«Accidenti! C’è creatività in ogni pagina dell’autobiografia. Ho dedicato energie a coltivare questo talento e spero mi sia riconosciuto».

Cos’è stato il Cesvi per lei?
«L’Ong bergamasca è la chiusura del cerchio. La sintesi: il tentativo riuscito di unire le finalità sociali con la professione, il lavoro con la passione. Il “chief dreamer”, il capo sognatore, non è semplicemente una figura innovativa: è una visione organizzativa. Un mondo nuovo».

Lei è sceso a patti con la malattia?
«Ho dovuto. Per non soccombere. Il libro è una delle risposte. La mia resilienza al Parkinson è concreta, tangibile. Resistere con l’iniziativa rende la cura più efficace e dà senso alla vita».

Del libro colpiscono la tenera dedica alla figlia quasi quarantenne e la felice descrizione delle radici bergamasche. Il volume è un atto di testimonianza intergenerazionale? Un passaggio di consegne?
«Sì. È necessario conoscere il passato. Per correggere i “difetti”. Uno dei più gravi limiti degli italiani è il campanilismo. Che incide sul sistema sociale nazionale pubblico, privato, profit e non profit. In qualsivoglia campo la frammentazione frena lo sviluppo. Il campanilismo non è sana concorrenza, che significa correre insieme verso un traguardo condiviso. No. Il campanilismo io l’ho ribattezzato “sindrome da palio di Siena”. Perché è una competizione gelosa, malevola. Chi vince, è felice per l’insuccesso del competitor».

È vero che si nasce incendiari rivoluzionari e si muore pompieri?
«Sì. Siamo condizionati da quanto ci circonda. E dal tempo che scorre».

Ha più rimpianti o desideri?
«Il mio unico rimpianto è non aver studiato. Quanto ai desideri… Se non ci fossero, non ci sarebbe nemmeno la voglia di vivere. E io ne ho ancora tanta. Un anno e mezzo fa, mi hanno tagliato via 26 centimetri di colon; credevo che la partita fosse finita. Invece è ricominciata, lenta e faticosa. Infinitamente bella».

Qual è stata la gioia più grande?
«Assistere al parto di mia figlia. Sono stato un ragazzo fortunato. Pardon, sono un padre fortunato».

12/11/2024

Oggi a Firenze al Forum Sistema Salute abbiamo discusso di “Parkinson: strategie per un accesso equo alle cure in Italia”

Questa la sintesi del mio intervento:
Oggi in Italia, solo 7 delle 20 Regioni hanno adottato dei Piani Diagnostici Terapeutici Assistenziali (PDTA) specifici per la Malattia di Parkinson. Piemonte è stata la pioniera, introducendo già nel 2010 una prima versione del suo piano, poi aggiornata. Da allora, altre Regioni, come Marche, Sicilia, Umbria, Puglia, Abruzzo e più recentemente il Veneto, hanno seguito questo esempio.
L’ultimo PDTA, proprio quello del Veneto, rappresenta un modello particolarmente innovativo. È infatti frutto di un lavoro multidisciplinare che ha visto il coinvolgimento di professionisti e pazienti, impegnati a proporre soluzioni concrete alle principali sfide della malattia come l’esigenza di garantire la continuità e l’integrazione delle cure, superando la frammentazione dei servizi e ottimizzando le risorse, così da preservare la sostenibilità del sistema sanitario.
Questo approccio è perfettamente in linea con gli obiettivi del PNRR e con la riforma dell’assistenza territoriale, in quanto intende rafforzare la collaborazione tra servizi sociali e sanitari, ospedale e territorio, integrando strumenti come l’assistenza domiciliare, la telemedicina e altre tecnologie innovative.
Per essere davvero efficaci, i PDTA devono rispondere all’eterogeneità della malattia, garantendo un approccio multidisciplinare e riconoscendo la necessità di accompagnare i pazienti lungo tutte le fasi del percorso, dalla diagnosi alla gestione delle patologie croniche che possono associarsi, garantendo un supporto costante non solo ai pazienti ma anche ai loro familiari.

Dal 2016 abbiamo un riferimento chiaro a livello nazionale per guidare le politiche regionali: il Piano Nazionale di Cronicità. Questo piano definisce le baPDTA regionali, così che ogni Regione possa essere messa in condizione di seguire un modello comune.
Unire la visione, il sapere e i bisogni di istituzioni, clinici e pazienti, attraverso un coordinamento strutturato, deve essere la soluzione per raggiungere l’obiettivo di un’assistenza più integrata, efficace e centrata sulla persona.

AUTOBIOGRAFIA: UN COMMENTO VITALEL’undicesimo capitolo di “raccontare è il mio mestiere” è dedicato a Garibaldi. Abbiamo...
12/11/2024

AUTOBIOGRAFIA: UN COMMENTO VITALE
L’undicesimo capitolo di “raccontare è il mio mestiere” è dedicato a Garibaldi. Abbiamo avuto qualche incertezza nel pubblicarlo: alla lontananza nel tempo si aggiunge una riscrittura al limite del plagio. Perciò ho incontrato il Professor Marco Viale che al contrario è stato felice di ricevere il libro che ha divoraro: «...mi ha fatto molto piacere leggere il Tuo libro. Sono arrivato a 2/3 in due sere e questa sera credo che finirò di leggerlo.
E' un libro molto vero, bello, scritto magistralmente e di grande interesse e attualità per tanti. Vio ho trovato tanti temi che ci sono comuni ma anche alcuni insegnamenti significativi.
Ho molto apprezzato la Tua comprensione della profondità del personaggio Garibaldi». Marco
Non potevo leggere un commento più lusinghiero!

https://www.scatoleparlanti.it/prodotto/raccontare-e-il-mio-mestiere/
AUTOBIOGRAFIA: UN COMMENTO VITALE
L’undicesimo capitolo di “raccontare è il mio mestiere” è dedicato a Garibaldi. Abbiamo avuto qualche incertezza nel pubblicarlo: alla lontananza nel tempo si aggiunge una riscrittura al limite del plagio. Perciò ho incontrato il Professor Marco Viale che al contrario è stato felice di ricevere il libro che ha divoraro: «...mi ha fatto molto piacere leggere il Tuo libro. Sono arrivato a 2/3 in due sere e questa sera credo che finirò di leggerlo.
E' un libro molto vero, bello, scritto magistralmente e di grande interesse e attualità per tanti. Vio ho trovato tanti temi che ci sono comuni ma anche alcuni insegnamenti significativi.
Ho molto apprezzato la Tua comprensione della profondità del personaggio Garibaldi». Marco
Non potevo leggere un commento più lusinghiero!

https://www.scatoleparlanti.it/prodotto/raccontare-e-il-mio-mestiere/

11/11/2024

AUTOBIOGRAFIA: UN COMMENTO VITALE
L’undicesimo capitolo di “raccontare è il mio mestiere” è dedicato a Garibaldi. Abbiamo avuto qualche incertezza nel pubblicarlo: alla lontananza nel tempo si aggiunge una riscrittura al limite del plagio. Perciò ho incontrato il Professor Marco Viale che al contrario è stato felice di ricevere il libro che ha divoraro: «...mi ha fatto molto piacere leggere il Tuo libro. Sono arrivato a 2/3 in due sere e questa sera credo che finirò di leggerlo.
E' un libro molto vero, bello, scritto magistralmente e di grande interesse e attualità per tanti. Vio ho trovato tanti temi che ci sono comuni ma anche alcuni insegnamenti significativi.
Ho molto apprezzato la Tua comprensione della profondità del personaggio Garibaldi». Marco
Non potevo leggere un commento più lusinghiero!

https://www.scatoleparlanti.it/prodotto/raccontare-e-il-mio-mestiere/

06/11/2024

"caro amico ti scrivo, così mi distraggo un po'..."
Teo Mangione mi ha intervistato sulla mia autobiografia.
ho ricevuto complimenti e quanche critica. se ne hai, scrivimi qui, così potrò evitare qualche errore venerdì alle ore 18, alla libreria Palomar - Bergamo dove presenterò il libro, torchiato da Andrea Valesini e Max Pavan

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