19/08/2026
Esattamente la vacanza che volevo.
Tra lo spirito forte e gentile dell’Abruzzo e la bambagia paciona delle Marche.
La musica come terapia dell’anima per 3 giorni furiosi e ininterrotti, gli amici sempre esistiti e quelli acquisiti, ballare fino allo sfinimento, il panino dell’alimentari del paese con l’olio fatto in casa nella bottiglia del gatorade: “gradisci un goccio d’olio NOSTRO nel panino?”
-Sì, grazie.
(Mi viene da piangere.)
Il cibo diretto e sincero che sa di vero.
La bici da sola, la natura selvaggia che spaventa e protegge, le discese ardite e le risalite, copiosamente costellate di nuove Madonne, le improvvisazioni al fiume con altri ciclisti, dormire nelle case nel bosco e le tende sospese, come i sogni… e la prima mia fantastica caduta dalla bici, che non poteva che avvenire grazie a un dannato bastone tra le ruote. E da lontano qualcuno che ti urla: ‘ma che brava, ti ho visto, sei caduta benissimo! Espertise. E son soddisfazioni 😊
La bici è quel mezzo umile e rivoluzionario che ti permette di andare a un ritmo umano, ti educa alla meraviglia, anche con la fatica, ma senza clamore; il tempo che goduto assaporato fino all’ultimo, si dilata, si allarga,
come la vita.
Giorni che mi sono sembrati settimane lunghe e dense, come quando si va in Oriente.
Sono colma di sensazioni e vibro di nuove scoperte e bellezze..
Al mio esserino f***e e coraggioso, alla diversità, all’improvvisazione nel viaggio, agli incontri e alle persone belle, che esistono c***o,
alla madre fiducia, che si allena, sempre: Grazie