Dottor Andrea Marconcini Psicologo

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Dottor Marconcini Andrea
Albo Ordine Psicologi Veneto, sezione A n.11674

Salute: "condizione di completo benessere fisico, mentale e sociale e non esclusivamente l'assenza di malattia o infermità" (OMS).

27/07/2026
28/05/2026

Breve guida di sopravvivenza urbana ai casi umani quotidiani
Ovvero, come riconoscerli in tempo, prima che ti trasformino la giornata in un tirocinio non richiesto in psicopatologia applicata.

Premessa doverosa: qui non facciamo diagnosi al bar, al semaforo o sotto i post Facebook.

Però certi copioni umani sono così ripetitivi che ormai meriterebbero il libretto delle istruzioni.

C’è il narcisista da marciapiede, quello che entra in una stanza e si comporta come se l’illuminazione fosse stata progettata per esaltargli il profilo.
Parla solo di sé, ma con la generosità di chi crede di offrirti un’esperienza formativa. Se ti chiede “come stai?”, è solo perché ha bisogno di prendere fiato prima di ricominciare.

Poi c’è il paranoide da condominio, convinto che il mondo intero abbia fondato un comitato segreto per danneggiarlo.
Se non gli rispondi subito, stai complottando. Se gli rispondi, stai manipolando. Se respiri, probabilmente stai inviando segnali cifrati alla controparte.

Il passivo-aggressivo da manuale, invece, non ti attacca mai frontalmente. No.
Lui “non ha detto niente”.
Ha solo sospirato, guardato il soffitto, scritto “come vuoi” con la temperatura emotiva di una denuncia penale e poi ti ha servito una vendetta fredda dentro una frase apparentemente educata.

Immancabile il borderline relazionale da montagne russe, quello per cui alle 9 sei la persona più importante della sua vita e alle 9.17 sei una delusione irrimediabile dell’umanità.
Ti ama, ti odia, ti blocca, ti sblocca, ti scrive “addio” e poi ti manda un audio di sette minuti per spiegarti perché sei tu che non comunichi.

Poi c’è l’istrionico da palcoscenico permanente, che trasforma anche l’acquisto del detersivo in una scena madre.
Vive come se ci fosse sempre una telecamera accesa, un primo piano in corso e un pubblico invisibile pronto ad applaudire la sua sofferenza, possibilmente con luce calda e colonna sonora drammatica.

Il dipendente affettivo professionista lo riconosci perché non sceglie, si appende.
Non costruisce relazioni, cerca stampelle emotive.
Ti consegna le chiavi del suo equilibrio dopo tre messaggi e poi si stupisce se tu non vuoi diventare il suo centro di gravità permanente.

C’è anche l’ossessivo-controllante, quello che non organizza, sequestra la realtà.
Ha un file Excel anche per le emozioni, corregge le virgole dei tuoi pensieri e vive nel terrore che qualcosa possa accadere senza la sua autorizzazione preventiva.

Il vittimista cronico, invece, è una categoria a parte.
Non vive esperienze, produce fascicoli.
Qualunque cosa accada, lui è stato frainteso, tradito, escluso, perseguitato, sabotato. Anche quando inciampa da solo, pretende il risarcimento dal pavimento.

E poi arriva lui, il manipolatore sentimentale a basso costo, quello che alterna complimenti, colpevolizzazioni, silenzi punitivi e improvvise dichiarazioni di fragilità.
Non comunica, gestisce leve.
Non ama, amministra dipendenze.
Non ti cerca, ti richiama in servizio.

…nella vita non possiamo evitare tutti i casi umani.
Ma possiamo imparare a riconoscere prima quelli che arrivano con il cartello luminoso “attenzione:
dispersione di tempo, energia e salute mentale”.

Perché la maturità, a un certo punto, non è più capire tutti.
È capire in fretta chi va lasciato dove sta.

Con garbo, certo.
Ma anche con passo deciso.

Perché alcune persone non entrano nella tua vita per insegnarti qualcosa.
Entrano per verificare se hai finalmente imparato a chiudere la porta.

16/08/2025

📢 𝗣𝗜𝗔𝗡𝗢 𝗡𝗔𝗭𝗜𝗢𝗡𝗔𝗟𝗘 𝗦𝗔𝗟𝗨𝗧𝗘 𝗠𝗘𝗡𝗧𝗔𝗟𝗘: 𝗕𝗘𝗡𝗘 𝗟𝗔 𝗖𝗨𝗥𝗔, 𝗠𝗔 𝗗𝗢𝗩'È 𝗟𝗔 𝗣𝗥𝗘𝗩𝗘𝗡𝗭𝗜𝗢𝗡𝗘?

Il Ministero della Salute ha presentato il nuovo Piano Nazionale per la Salute Mentale, ma come Ordine sentiamo il dovere di esprimere una forte preoccupazione.

Il piano, pur ponendo molta enfasi sul trattamento delle patologie conclamate, rischia di minimizzare 𝗹'𝗶𝗺𝗽𝗼𝗿𝘁𝗮𝗻𝘇𝗮 𝗰𝗿𝘂𝗰𝗶𝗮𝗹𝗲 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗮 𝗽𝗿𝗲𝘃𝗲𝗻𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗲 𝗱𝗲𝗹 𝘀𝘂𝗽𝗽𝗼𝗿𝘁𝗼 𝗽𝘀𝗶𝗰𝗼𝗹𝗼𝗴𝗶𝗰𝗼 𝗽𝗿𝗶𝗺𝗮𝗿𝗶𝗼.

Le nostre osservazioni principali:
🔹 FOCUS SULLA PATOLOGIA GRAVE: si trascura la promozione del benessere psicologico e l'accesso precoce ai servizi, fondamentali per intercettare il disagio prima che diventi patologia.
🔹 GIOVANI E FAMIGLIE LASCIATI INDIETRO: la crescente domanda di supporto da parte di giovani e famiglie non trova una risposta adeguata nel piano.
🔹 MANCA CHIAREZZA: è necessario definire in modo chiaro il ruolo dello psicologo nelle cure primarie.

✍️ Per questo motivo abbiamo inviato una lettera alla Regione per esplicitare la nostra posizione, sottolineando l'urgenza di un modello di salute mentale che includa la prevenzione, la prossimità e la presa in carico precoce.

🎤 Come ha dichiarato il Presidente Luca Pezzullo "la psicologia e gli psicologi possono portare un prezioso contributo alla salute dei cittadini, dei giovani e delle famiglie. Chiediamo alla Regione Veneto di farsi promotrice a livello nazionale di un modello di cura psicologica più comprensivo e articolato".

Serve uno sguardo nuovo, umano e concreto per la salute mentale.

👉 Qui il servizio completo di TgPadova Telenuovo per approfondire: https://tgpadova.telenuovo.it/cronaca/2025/08/04/video-piano-salute-mentale-i-dubbi-degli-psicologi-garantire-laccesso-precoce-ai-servizi

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