Marco Gitto - Medicina e Logopedia

Marco Gitto - Medicina e Logopedia Foniatra e Logopedista. Docente a contratto (UniMi). Divulgazione su voce, deglutizione, comunicazione e linguaggio.

Attività clinica a Milano, Torino, Catania e Modica

https://www.gazzetta.it/salute/storie/09-04-2026/disfagia-cos-e-a-quali-malattie-gravi-e-associata-come-si-trova/disfagi...
11/04/2026

https://www.gazzetta.it/salute/storie/09-04-2026/disfagia-cos-e-a-quali-malattie-gravi-e-associata-come-si-trova/disfagia-le-risposte-del-dottor-gitto.shtml

La disfagia nell'anziano è una condizione che fa parte del quotidiano di molte famiglie, spesso sovalutata. Tanti non riferiscono i sintomi, ma semplicemnete smettono di mangiare certi cibi, impiegano più tempo ai pasti, o manifestano tosse dopo qualche boccone. Spesso viene etichettato come "normale" dai familiari o dai caregiver.

Ho avuto l'occasione di parlarne con La Gazzetta dello Sport cercando di mettere assieme il quadro: dalle cause alla valutazione, fino al lavoro di squadra con logopedisti e dietisti.

Il dottore Marco Gitto spiega che cos'è la disfagia, come si diagnostica, quali sono le cause, i sintomi e le malattie a cui potrebbe essere collegata.

Ogni volta che una voce ritrova il suo suono, in fondo, è un momento di rinascita.Auguro a tutti, in questi giorni di pa...
05/04/2026

Ogni volta che una voce ritrova il suo suono, in fondo, è un momento di rinascita.

Auguro a tutti, in questi giorni di pausa, una voce piena: di parole, di risate, di canto.

Le corde vocali hanno uno strato gelatinoso che permette la progressione dell'onda mucosa. Si chiama "spazio di Reinke"....
02/04/2026

Le corde vocali hanno uno strato gelatinoso che permette la progressione dell'onda mucosa. Si chiama "spazio di Reinke". Corrisponde allo strato superficiale della lamina propria, ed è una delle strutture più eleganti del corpo umano. Sottile. Trasparente. Pieno di acido ialuronico. Perfetto per oscillare centinaia di volte al secondo.

Il fumo di sigaretta lo altera in modo irreversibile. E non in modo generico, ma preciso, strato per strato.

Partiamo dall'esterno.
L'EPITELIO delle corde vocali è di tipo pavimentoso pluristratificato non cheratinizzato.
Quando il fumo colpisce ripetutamente questa superficie, l'epitelio fa l'unica cosa possibile per difendersi: si trasforma. Si chiama "metaplasia squamosa" ed è caratterizzato da cheratinizzazione. Ossia, la mucosa morbida e vibrante diventa rigida, simile alla cute secca, alterando l'onda mucosa fisiologica.

Scendiamo di un livello.

La MEMBRANA BASILARE, quella struttura sottilissima che ancora l'epitelio alla lamina propria, si ispessisce.

E lo STRATO SUPERFICIALE DELLA LAMINA PROPRIA (lo "strato di Reinke"), che dovrebbe essere morbido e gelatinoso, si riempie di matrice densa e di fibrina. Le caratteristiche principali sono l'emorragia, la presenza di fibroblasti alterati., e vasi sanguigni che perdono il loro orientamento longitudinale e iniziano a proliferare in pattern caotici. Jovanovic e colleghi, nel 2009, hanno dimostrato che il fumo di tabacco rallenta il flusso ematico nei vasi cordali, aumentando il rischio di trombosi.

Il risultato macroscopico è quello che tipicamente viene definito "EDEMA DI REINKE". Una degenerazione bilaterale, a volte con caratteristiche polipoidi, che trasforma corde vocali in strutture progressivamente sempre più gonfie e pesanti. Una frequenza fondamentale che crolla, voce spesso rauca e diplofonica nei casi più gravi.

Grossmann e collaboratori, nel 2020, hanno descritto che il fumo di sigaretta porta ad una iperespressione di geni per l'acido ialuronico e per le metalloproteinasi MMP-1. Più acido ialuronico dovrebbe significare più viscosità, più protezione. Ma quando questo viene prodotto in un contesto infiammatorio cronico insieme alle metalloproteinasi che demoliscono la matrice extracellulare, il risultato è l'opposto: una degradazione della struttura. Come mandare contemporaneamente i muratori e la squadra di demolizione nello stesso cantiere.

Nel contesto del fumatore cronico spesso si manifestano delle lesioni "leucoplasiche". Ossia una cheratinizzazione visibile come macchia biancastra sulla superficie cordale. Il 50% di queste lesioni è premaligno, con un 6-7% di rischio di trasformazione in carcinoma (Isenberg et al., 2008). Il carcinoma squamocellulare della laringe origina proprio da questo: epitelio respiratorio che ha subito metaplasia squamosa sotto l'azione ripetuta e costante dei cancerogeni contenuti nel fumo di tabacco (in letteratura, ne sono stati descritti più di 60).

Suzione, deglutizione, respirazione: tre funzioni che coinvolgono strutture anatomiche, innervazioni e timing diversi. E...
24/03/2026

Suzione, deglutizione, respirazione: tre funzioni che coinvolgono strutture anatomiche, innervazioni e timing diversi.
E un neonato di appena due ore le coordina alla perfezione. Senza averle mai provate.

Il punto non è che funzioni, ma "come" funziona. Perché la cavità orale di un neonato non è semplicemente il punto d'ingresso del cibo. Ma il sistema in cui convergono lo sviluppo neuromotorio, la maturazione anatomica e l'acquisizione del linguaggio. E il tutto procede in parallelo, specialmente nei primi sette anni.

0-3 MESI: il neonato opera su circuiti riflessi: rooting, suzione, protrusione linguale. L'integrazione suzione-deglutizione-respirazione è già presente, e la coordinazione tra queste funzioni è uno dei primi indicatori di integrità neurologica.

Inoltre, il sistema uditivo sta già elaborando a livello centrale: a poche settimane di vita il neonato mostra preferenza per la voce umana rispetto ad altri stimoli acustici. Non c'è ancora la produzione verbale, ma la percezione uditiva è attiva. E questo sarà la base di tutto lo sviluppo linguistico successivo.

3-6 MESI: i riflessi arcaici si estinguono progressivamente e subentrano i pattern motori volontari. La lingua sviluppa la lateralizzazione, prerequisito biomeccanico per la masticazione, e il controllo fine che servirà per l'articolazione dei suoni.

Intanto, il sistema uditivo si specializza sui contrasti fonemici della lingua a cui si è esposti. Ad esempio, un lattante esposto alla lingua giapponese, a 4 mesi discrimina il contrasto /r/-/l/. A 10 mesi non più. Ha perso la capacità di percepire un contrasto che non è fonologicamente rilevante nella sua lingua. Quindi, prima ancora di produrre la prima parola, il cervello ha già scelto quale sistema fonologico implementare.

6-12 MESI: Il morso fasico compare verso i 5-6 mesi. E' quel movimento ritmico mandibolare che rappresenta il precursore della masticazione rotatoria. L'esplorazione orale degli oggetti non è un comportamento senza significato, ma un esercizio di propriocezione e motricità orale, fondamentale per la maturazione del controllo sensori-motorio.

Contemporaneamente, il vocabolario recettivo raggiunge le 50 parole. E la laringe, posizionata alla nascita a livello della terza e quarta vertebra cervicale, ha iniziato la sua discesa verso C6-C7. Questa migrazione modifica la forma del tratto vocale: aumenta lo spazio sovraglottico, migliora la protezione delle vie aeree durante la deglutizione e, soprattutto, rende possibile la produzione della gamma completa delle vocali.

12-24 MESI: Il lessico espressivo passa da poche parole a 200-300. I primi fonemi prodotti seguono una logica precisa: [p], [b], [m], ossia i fonemi bilabiali, i più semplici dal punto di vista motorio. Poi [t], [d], [n], ossia i fonemi alveolari. La sequenza non è casuale: riflette la maturazione progressiva del controllo neuromuscolare in direzione antero-posteriore.

La masticazione evolve manifestando i movimenti rotatori. Compaiono le prime combinazioni di due parole. Quindi nei primi due anni, da suzione riflessa si passa a produzione linguistica con combinazione di suoni.

2-3 ANNI: la masticazione raggiunge pattern quasi adulti. I processi fonologici fisiologici, come lo stopping (/t/ per /k/: "tatto" → "gatto") si risolvono progressivamente. Le corde vocali stanno sviluppando la struttura a tre strati della lamina propria: strato superficiale, strato intermedio, strato profondo, che si completerà tra i 7 anni e la pubertà.

3-7 ANNI: entro i 7 anni il bambino padroneggia l'intero inventario fonemico, comprese le fricative come [s] e [ʃ]. La lamina propria continua a maturare verso la struttura trilaminare adulta. La meccanica deglutitoria è matura.

Ogni volta che mangiamo un boccone, si mettono in movimento oltre 50 muscoli, coordinati con una precisione al milliseco...
21/03/2026

Ogni volta che mangiamo un boccone, si mettono in movimento oltre 50 muscoli, coordinati con una precisione al millisecondo, e vengono coinvolti sei nervi cranici.
E tutto questo succede circa 600 volte al giorno, ogni giorno.

Il gesto di deglutire spesso lo diamo per scontato. Eppure dietro si nasconde una delle sequenze neuromuscolari più elaborate del corpo umano che dura poco meno di 5 secondi.

LA PREPARAZIONE ORALE: il cibo entra in bocca e la lingua lo accoglie, sposta sui denti, lo mescola con la saliva, lo riporta in posizione. In media, mastichiamo un singolo boccone tra le 15 e le 30 volte, e ogni volta la lingua si infila e si sfila tra i molari con estrema precisione (su migliaia di cicli masticatori in un pasto completo, ci mordiamo la lingua pochissime volte nella vita).

Come risultato creiamo il bolo, ossia una "pallina" di cibouniforme, della giusta consistenza e umidità. E tutti noi, inconsapevolmente, creiamo un bolo con caratteristiche simili. Com se il corpo avesse un suo "standard di qualità" interno.

IL TRASPORTO ORALE: quando il bolo è pronto, la lingua lo preme contro il palato duro con un movimento a onda, dal davanti all'indietro, come uno spremiagrumi al contrario. La punta della lingua si ancora alla cresta alveolare, e il dorso spinge il bolo verso la faringe. In questo stesso istante, la respirazione si ferma. ogni volta che deglutiamo, smettiamo di respirare per circa un secondo, per proteggere le vie aeree.

LA FASE FARINGEA: qui tutto si gioca in meno di un secondo, e non c'è margine di errore. La laringe si alza e si sposta in avanti. L'epiglottide si rovescia come un coperchio a proteggere l'ingresso delle vie aeree. Le corde vocali si chiudono ermeticamente. Il bolo scivola lungo la faringe, si divide in due flussi attorno all'epiglottide, si riunisce nei seni piriformi e supera lo sfintere esofageo superiore, (un muscolo che normalmente tiene chiuso l'esofago e che si rilassa proprio in quel momento). Tutto coordinato da circuiti neurali nel tronco encefalico, il "central pattern generator" (CPG), che producono questa sequenza allo stesso modo, ogni volta.

LA FASE ESOFAGEA: il bolo entra nell'esofago, un tubo virtuale di circa 25 centimetri (come una riga da disegno). Le contrazioni peristaltiche lo accompagnano dolcemente verso lo stomaco, superando lo sfintere esofageo inferiore.

E se qualcosa non va in una o più di queste fasi, si verifica un disturbo della deglutizione. Motivo per cui esistono specialisti (i foniatri) che studiano questo processo.

Le corde vocali vibrano in media 100-150 volte al secondo nel maschio adulto e 200-250 volte al secondo nella donna adul...
19/03/2026

Le corde vocali vibrano in media 100-150 volte al secondo nel maschio adulto e 200-250 volte al secondo nella donna adulta mentre parliamo. Ma non sono un blocco unico. Hanno una architettura a strati. Un po' come come una cipolla microscopica, dove ogni strato ha un compito preciso. E se anche uno solo di questi strati si altera, la voce cambia.

Nel 1974, il medico giapponese Minoru Hirano ha descritto per la prima volta questa architettura a strati:

Lo strato più esterno è l'EPITELIO: un rivestimento di cellule che fa da scudo protettivo, sottile e resistente.
Subito sotto troviamo la LAMINA PROPRIA, che si divide in tre sottostrati:
- lo strato superficiale (o spazio di Reinke) è fondamentale nella fonazione: morbido, gelatinoso, particolarmente flessibile. Ed è proprio grazie alla sua flessibilità che si genera l'onda mucosa: il movimento ondulatorio della superficie delle corde vocali che è essenziale per produrre il suono. Senza onda mucosa, la nostra voce come la conosciamo non sarebbe possibile.
- gli strati intermedio e profondo della lamina propria sono invece più densi e ricchi di fibre elastiche e collagene. Insieme formano il LEGAMENTO VOCALE. E nella descrizione funzionale di Hirano rappresentano una vera e propria zona di transizione meccanica. Non sono né morbidi come lo strato superficiale, né rigidi come il muscolo vocale. Sono un "ponte", ossia un gradiente di rigidità che permette alla superficie flessibile di scivolare dolcemente sopra il muscolo sottostante. Senza questo "ponte", lo strato superficiale e il muscolo non potrebbero lavorare insieme, in modo armonioso.

Al centro della architettura troviamo il MUSCOLO VOCALE, il fascio mediale del muscolo tiroaritenoideo, che costituisce il corpo della corda vocale.

Hirano ha descritto tutto questo con un modello elegante descrivendo tre unità biomeccaniche.
- Il COVER, cioè l'epitelio e lo strato superficiale della lamina propria, che scivola e vibra liberamente
- il TRANSITION, cioè il legamento vocale, che fa da cuscinetto
- e il BODY, il muscolo vocale, che fornisce la massa e la forza contrattile.

Quindi, più che una "cipolla" è un po' come avere un gu**to di seta che si muove su un'imbottitura elastica, e sotto ancora la mano che lo indossa.

Ogni volta che parliamo, cantiamo, ridiamo o bisbigliamo, gli strati lavorano insieme in equilibrio. E quando in fonochirurgia si opera sulle corde vocali bisogna rispettare il più possibile l'architettura perché danneggiare una di queste strutture può significare alterare la voce a volte in modo permanente.

Le corde vocali non producono la voce completa, ma un ronzio ("buzz").Sembra controintuitivo, ma è il principio fondamen...
15/03/2026

Le corde vocali non producono la voce completa, ma un ronzio ("buzz").

Sembra controintuitivo, ma è il principio fondamentale su cui si basa il "modello sorgente-filtro", formalizzato da Gunnar Fant nel 1960 come "source-filter model".

Funziona così:

- La SORGENTE sono (quasi sempre) le corde vocali. Quando vibrano (circa 100-150 volte al secondo in media nel maschio adulto, circa 200-250 volte al secondo in media nella femmina adulta) generano un'onda sonora complessa, composta dalla "frequenza fondamentale" (quella che percepiamo come "altezza" della voce) e da una serie di multipli interi, chiamati "armonici". Questo suono, da solo, è un ronzio indifferenziato. Non è ancora "voce".

- Il FILTRO è il tratto vocale: faringe, cavità orale, labbra, lingua, palato. Questo insieme di strutture agisce come un risonatore acustico. Amplifica selettivamente alcuni armonici e ne attenua altri, creando le cosiddetti "formanti", ossia i picchi di energia che danno alla voce il suo timbro unico e rendono possibile la distinzione tra le diverse vocali.

La prima formante (F1) dipende dall'apertura della bocca. La secondo (F2) dalla posizione antero-posteriore della lingua. Cambiando la forma del tratto vocale, cambiamo il filtro, e quindi cambiamo il suono.

Ecco perché due persone possono avere corde vocali simili ma voci completamente diverse: è il filtro che fa la differenza.

Questo modello sta alla base della valutazione clinica della voce, della riabilitazione vocale e dell'ottimizzazione della performance nel canto e nella recitazione.

Per approfondire:
- Fant G (1960). Acoustic Theory of Speech Production. Mouton, The Hague
- Titze IR (1994). Principles of Voice Production. Prentice Hall
- Van Den Berg J (1958). Myoelastic-aerodynamic theory of voice production. J Speech Hear Res 1:227-244

Stasera finalissima di Sanremo! Siete pronti? 🎙️Quanto lavoro c’è dietro una performance vocale?La voce in scena non è s...
28/02/2026

Stasera finalissima di Sanremo! Siete pronti? 🎙️

Quanto lavoro c’è dietro una performance vocale?
La voce in scena non è solo interpretazione: la resa si costruisce con riscaldamento, recupero e abitudini corrette.

Ne ho parlo su .it
Grazie a .gasbarrone per l’intervista!

Leggi l'intervista completa: 🔗 link in bio

SaluteVocale PerformanceVocale AffaticamentoVocale RiscaldamentoVocale IgieneVocale DivulgazioneScientifica VocalHealth

04/05/2023

A Messina, per parlare della fisiologia alla base della produzione vocale e della valutazione del paziente disfonico con gli studenti del Corso di Laurea di Logopedia dell' Università degli Studi di Messina (luogo che mi ha accolto e formato per piu di 10 anni). Grazie mille a Patrizia Longo e a tutti i colleghi e futuri Logopedisti. Vi sono grato.
Alla prossima. Ad majora!

🔬🎶 La struttura delle corde vocali influisce sulla produzione della voce?🔍 Le corde vocali sono costituite da una strutt...
28/03/2023

🔬🎶 La struttura delle corde vocali influisce sulla produzione della voce?

🔍 Le corde vocali sono costituite da una struttura a strati. Ogni strato influisce in maniera diversa sulla qualità. Ecco una breve panoramica di quali sono e dei loro ruoli:

1️⃣ EPITELIO: questo strato più esterno è una sottile barriera protettiva che protegge i tessuti sottostanti. Svolge un ruolo chiave nell'idratazione e nel mantenere una lubrificazione ottimale delle corde vocali, che a loro volta influiscono sulla qualità e sulla resistenza della voce.

2️⃣ LAMINA PROPRIA: questo strato è suddiviso in tre "strati":
a) STRATO SUPERFICIALE: composto principalmente da elastina, garantisce flessibilità e le caratteristiche vibratorie necessarie per fonare.
b) STRATO INTERMEDIO: composto da un mix di elastina e fibre di collagene fornisce un supporto extra, permettendo alle corde vocali di resistere allo stress generato durante la fonazione.
c) STRATO PROFONDO: composta principalmente da fibre collagene, garantisce stabilità strutturale e aiuta a mantenere la forma delle corde vocali.

3️⃣ MUSCOLO VOCALE (ossia, il fascio mediale del muscolo tiroaritenoideo): svolge un ruolo chiave nell'intonazione vocale e nella modulazione dell'intensità. Contraendosi e rilassandosi, aiuta a regolare la tensione e la lunghezza delle corde vocali, che a loro volta determinano il pitch della voce.
Secondo il modello proposto da Hirano negli anni '70, il legamento vocale (costituito dallo strato intermendio e profondo della lamina propria) e il muscolo vocale agirebbero come unità distinte chiamata rispettivamente "transition" e "body". Al di sopra, lo strato superficiale della lamina propria e l'epitelio si muovono, anche loro, come un'unità (chiamata "cover") accoppiata in maniera abbastanza debole al "body". Questo modello è stato denominato per l'appunto "body-cover".

🎼 La vibrazione delle corde vocali, la "sorgente sonora" (il cui prodotto viene poi modificato dalle strutture al di sopra, chiamate "tratto vocale"), è risultato dell'intricata interazione tra questi strati. Quando l'aria dai polmoni passa attraverso le corde vocali, fa vibrare gli strati della mucosa che costituiscono il "cover" (epitelio e lamina propria superficiale), determinando le onde sonore. La lamina propria intermedia e profonda, ossia il legamento vocale, al muscolo vocale (quindi, assieme, il "body") concorrono nel determinare le caratteristiche vibratorie e, in senso più generale, la qualità della voce.

A cosa serve comprendere tutto questo? Ci permette di:

➡️ Identificare le potenziali cause di disturbi della voce, come noduli, polipi o cicatrici, che possono interrompere l'equilibrio degli strati delle corde vocali. Ognuna di queste ha un'origine, un effetto, e un decorso diverso.
➡️ Ragionare, in caso di lesione, su interventi terapeutici, riabilitativi e pedagogici per affrontare le varie sfide vocali in maniera più mirata e ragionata.
➡️ Educare all'igiene vocale e alla tecnica vocale più adeguata in senso "fisiologico" (e non come "lista della spesa") così da mantenere una voce sana e prevenire lesioni.

(L'immagine è tratta dall'articolo pubblicato su Nature "Quantitative evaluation of the human vocal fold extracellular matrix using multiphoton microscopy and optical coherence tomography" - Benboujja, F., & Hartnick, C. (2021). Quantitative evaluation of the human vocal fold extracellular matrix using multiphoton microscopy and optical coherence tomography. Scientific Reports, 11(1), 2440. https://doi.org/10.1038/s41598-021-82157-9)

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