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Psicoadvisor La Rivista di Scienze e tecniche Psicologiche e Neurobiologia
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Leggimi 👇Molte persone si definiscono «incasinate». Sono ricche di incoerenze (desiderano più cose, anche in contrapposi...
06/09/2026

Leggimi 👇
Molte persone si definiscono «incasinate». Sono ricche di incoerenze (desiderano più cose, anche in contrapposizione tra loro) disordinate, piene di inizi promettenti e povere di conclusioni, decisioni impulsive seguite da stanchezza o senso di colpa, si caratterizzano per il potenziale che di certo non manca, ma senza una traiettoria da seguire, rimane inespresso, dissipato tra mille possibilità.
Dal punto di vista del sistema nervoso, però, non c’è confusione, non c'è «casino»... C’è soltanto iperattivazione. Un sistema nervoso sovraccarico, costantemente in all’erta, preso da tanti stimoli, consuma energia per anticipare, controllare e reagire. Parte prima di sentire, accelera prima di valutare, cambia direzione prima di integrare. Non perché manchi uno scopo o una volontà ferma, semplicemente perché manca regolazione!

L’inquietudine che queste persone provano non è un difetto di carattere. Non è "sono fatto così". È il segnale di un organismo che ha imparato a sopravvivere restando sempre acceso. E anche se viviamo in una società che sembra premiare gli eccessi.... in uno stato di “iper-”, l’energia non si organizza: si disperde. Ma come abbiamo scritto nel post, un nuovo equilibrio è possibile. Non importa da quanti anni sei in allarme (probabilmente lo sei dall'infanzia...), il nostro cervello è plastico. Può imparare altre strade, altre modalità di attivazioni, più dolci, più lente, più compatibili con l'appagamento e il benessere.

Calmare il sistema nervoso non significa riposare a caso. Significa riorganizzare l’attivazione, restituirle un ritmo, un confine, una soglia tollerabile. Un sistema nervoso regolato non è lento: è sintonizzato. Sa quando attivarsi e quando rallentare. Solo in questo stato il corpo smette di sentirsi sopraffatto.

La regolazione avviene attraverso esperienze ripetute di sicurezza: nel corpo, nella relazione, nell’ambiente. È un apprendimento neurobiologico, non una correzione morale di "chi sei". Quando il sistema nervoso smette di essere in emergenza, anche la mente smette di frammentarsi.
Dal libro: «Lascia che la felicità accada»

LEGGIMI 👇👇👇La realtà è tanto semplice quanto complessa da assimilare: ciò che senti coincide anche con ciò che vivi a li...
05/09/2026

LEGGIMI 👇👇👇

La realtà è tanto semplice quanto complessa da assimilare: ciò che senti coincide anche con ciò che vivi a livello fisiologico!

E questa è sia una buona che una cattiva notizia. Dipende dal rapporto che hai con le tue emozioni. Perché se non hai cura di ciò che senti… inevitabilmente trascurerai anche il tuo corpo. Prendiamoci allora il buono di tutto questo: l’infiammazione può essere calmata. E spesso ciò che la attenua richiede “solo” introspezione e piccole attenzioni quotidiane.

Le emozioni non sono entità astratte: sono processi biologici che influenzano l’omeostasi, cioè l’equilibrio dinamico che il nostro organismo tenta di mantenere in ogni istante.

E tutto ciò che genera sicurezza, connessione, lentezza, presenza… la medicina ha dimostrato che è anche “antinfiammatorio”. Cioè ci fa bene a livello organico! È da questo punto che prende vita il nostro libro «Lascia che la felicità accada» dalla comprensione che non si guarisce combattendo contro il proprio corpo, ma riconnettendosi ad esso. È un percorso di educazione emotiva, di neuroconsapevolezza e di cura quotidiana. ❤️

LEGGIMI👇Questa frase è molto triste. Mette in evidenza quanto può diventare piccolo l’essere umano.L’invidia nasce da un...
04/09/2026

LEGGIMI👇
Questa frase è molto triste. Mette in evidenza quanto può diventare piccolo l’essere umano.

L’invidia nasce da un senso di mancanza interiore. Quando una persona vede qualcun altro ottenere qualcosa che desidera—successo, amore, talento, stima, felicità—può sentirsi come se quella realizzazione mettesse in luce la propria insoddisfazione o i propri limiti.

Non sempre è un sentimento “cattivo”, dipende dal proprio background evolutivo. In ogni caso è il riflesso della paura di non essere abbastanza, del timore di essere lasciati indietro. È umano confrontarsi con gli altri, ed è umano soffrire quando sentiamo di non riuscire a ottenere ciò che vorremmo…

Il problema nasce quando l’invidia non viene trasformata in ispirazione, ma in risentimento. Invece di chiedersi "Come posso migliorare?", alcuni si rifugiano in un pensiero tossico: "Se lui o lei avesse meno, io starei meglio. Devo distruggerli perché distruggendo l’altro, distruggo le prove del mio fallimento”. Questo porta a critiche, sabotaggi, tentativi di sminuire l’altro per sentirsi meno piccoli; tentativi anche goffi come sparlare con terzi e innescando un desolato effetto boomerang.

La verità è che l'invidia racconta più di chi la prova che di chi la subisce. È lo specchio delle proprie insicurezze. E forse, se chi la nutre in modo disfunzionale imparasse a guardarla con consapevolezza, potrebbe riuscire ad affermare il suo posto nel mondo senza sentire il bisogno di invadere e riempire ogni spazio. Sperimenterebbe la pace :)

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Il nostro cervello non è una struttura rigida, fissata una volta per tutte alla nascita e dalla storia che abbiamo vissu...
03/09/2026

Il nostro cervello non è una struttura rigida, fissata una volta per tutte alla nascita e dalla storia che abbiamo vissuto. È un sistema vivo, plastico, in continuo dialogo con l’esperienza. Questa capacità si chiama neuroplasticità: la possibilità che i circuiti neuronali si modifichino in base a ciò che facciamo, sentiamo, ripetiamo.

Ogni volta che facciamo una nuova esperienza (anche piccola e imperfetta) nel cervello accade qualcosa di concreto: alcune connessioni si attivano, altre si indeboliscono, altre ancora iniziano lentamente a formarsi. Non è immediato n’ magia. È un processo fatto di ripetizione, di sicurezza, di un contesto emotivo favorevole. Ed è qui che entrano in gioco gli strumenti giusti.

Strumenti che non servono a “forzare” il cambiamento, ma a renderlo possibile: nuove modalità di ascolto di sé, nuove risposte corporee, nuovi significati attribuiti alle emozioni e modi inediti di sentire! Quando il cervello percepisce che un’esperienza è sufficientemente sicura, può smettere di difendersi e iniziare a imparare. Dal punto di vista neurobiologico, imparare significa questo: trasformare un’esperienza ripetuta in una traccia stabile. Significa che ciò che all’inizio richiedeva sforzo, attenzione, intenzionalità, col tempo diventa una via più accessibile. Una strada che il cervello finalmente riconosce… una possibilità che prima non c’era. È così che nasce il cambiamento: dall’inconrto tra esperienza, ripetizione e regolazione emotiva.

La felicità, allora, non è qualcosa da inseguire o meritare. È qualcosa che può emergere quando il sistema nervoso impara nuove modalità di stare al mondo. Quando nuove connessioni rendono possibile un sentire appagato, di sicurezza, di presenza… e può farlo stabilmente, con continuità!

In questo senso, «Lascia che la felicità accada» - “lezioni di educazione emotiva”, non parla di diventare qualcun altro, ma di creare le condizioni affinché qualcosa di nuovo possa finalmente accadere: dentro il corpo, dentro il cervello, dentro la vita. ❤️‍🩹🧠🍀

Il dolore non elaborato di un genitore può diventare — senza volerlo — un carico devastante per il figlio. Se un genitor...
02/09/2026

Il dolore non elaborato di un genitore può diventare — senza volerlo — un carico devastante per il figlio. Se un genitore ha degli irrisolti, se soffre, il bambino lo sente nel corpo, nelle espressioni, nei silenzi, nella qualità della presenza, lo sente in tutte le interazioni.

Nel migliore dei casi succede questo: il bambino non può pensare che il genitore abbia un mondo interno indipendente da lui, sfaccettato, caotico... Quindi quando vede il genitore triste, arrabbiato, fragile o emotivamente assente, spesso pensa:

- “Ho fatto qualcosa io.”
- “Devo essere più bravo, più calmo, più perfetto.”

Questo crea ferite che poi diventano schemi da adulti. E questo è solo lo scenario più basilare. Doloroso, disorientante.... Certo. Purtroppo, però, molti scenari, sanno essere ancora più devastanti di così.💔❤️‍🩹 Ecco perché ripetiamo spesso questa frase ai nostri incontri: il regalo più grande che un genitore può fare ai propri figli è... PRENDERSI CURA DI Sé. E non dobbiamo avere paura della parola "cura" riferito alla psiche perché... la psiche è nel corpo. Lo stesso dolore è nel corpo e... il corpo può guarire.

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Hai mai sentito un medico chiederti: ti senti al sicuro nelle tue relazioni? Come sono i tuoi ritmi di vita? Hai spazio ...
01/09/2026

Hai mai sentito un medico chiederti: ti senti al sicuro nelle tue relazioni? Come sono i tuoi ritmi di vita? Hai spazio per stare bene? Quanto ascolti i tuoi bisogni?

A me, personalmente, no. E alla maggior parte delle persone, nemmeno. Il percorso è quasi sempre lo stesso: esami, referti, valori, diagnosi, farmaci. Tutto necessario ma raramente sufficiente.

Perché spesso si interviene quando il problema è già diventato sintomo. Quando il corpo ha già dovuto farsi carico di ciò che, per troppo tempo, non ha avuto parole, ascolto, spazio. Le emozioni non sentite non scompaiono. I bisogni ignorati non si annullano. Le relazioni vissute in costante adattamento non smettono di pesare solo perché “si va avanti”. Il corpo registra ciò che la coscienza evita. E quando l’equilibrio viene mantenuto troppo a lungo attraverso il controllo e la rinuncia, prima o poi qualcosa chiede attenzione. Non perché siamo fragili ma perché nessun organismo è progettato per vivere a tempo indeterminato contro se stesso.

Nel libro "Lascia che la felicità accada" questo passaggio è centrale: la salute non riguarda solo ciò che curiamo, ma il modo in cui viviamo. Le relazioni che abitiamo.Lo spazio che concediamo ai nostri bisogni emotivi. La possibilità di sentire senza doverci difendere. Perché molte sofferenze non iniziano nel corpo. Il corpo, spesso, è solo il primo a non poter più tacere.

Facciamone esperienzasepe

A volte dimentichiamo che la forza non nasce dal controllare tutto, ma dall’accogliere chi siamo, con le nostre fragilit...
30/08/2026

A volte dimentichiamo che la forza non nasce dal controllare tutto, ma dall’accogliere chi siamo, con le nostre fragilità e i nostri tempi. Queste frasi vogliono essere piccoli promemoria: incoraggiamenti da tenere in tasca quando il mondo pesa troppo, o quando senti che stai per arrenderti. Perché anche nelle giornate più difficili, puoi trovare un modo per starti vicino.

Un post di qualche anno fa ma sempre un evergreen!Cari amici,abbiamo riscritto alcuni dei più popolari proverbi diffusi ...
29/08/2026

Un post di qualche anno fa ma sempre un evergreen!

Cari amici,
abbiamo riscritto alcuni dei più popolari proverbi diffusi in tutta Italia. Qui seguono le spiegazioni… ma, ne avete qualcun altro da smontare insieme? :)))

I panni sporchi si lavano in famiglia? No.
I panni sporchi si lavano… Sempre.
Impariamo a legittimare la ricerca di verità, chiarezza e supporto, tre elementi che spesso mancano in molte famiglie.

“Chi dorme non piglia pesci”.
Il proverbio esalta la produttività senza sosta rischiando di demonizzare il riposo. Molto meglio ricordarci che “chi dorme bene, pesca nuove energie”.

“La mamma è sempre la mamma.”
→ →→ Mitizza la madre come figura assoluta, negando la persona dietro al ruolo. I risvolti? Rende impossibile l’emancipazione dei figli e una sana co-genitorialità.
→ Ne parleremo domenica con un approfondimento che uscirà alle ore 14 sui nostri canali social.

"Botta data, gioventù aggiustata".
Cosa dire sul tristemente famoso “schiaffo educativo”?
Ancora oggi sentiamo dire “un ceffone è il mezzo più rapido per insegnare”… certo, se vuoi insegnare la disistima, la mancanza di rispetto, l’impotenza… è utile. Come spesso diciamo, al bambino non servono divieti e grandi punizioni, serve il buon esempio. La verità è semplice:
il bambino impara da te. E se quello che vede è incoerenza, violenza verbale, imposizione… è quello che replicherà, anche se gli dici il contrario. Anche se gli dici che quello schiaffo arriva per farti rispettare… lo insegni mancandogli di rispetto. Ti tornerò come un boomerang.

“Va dove ti porta il cuore”.
No, vai dove ti senti al sicuro, il cuore ti ringrazierà, la sicurezza abbassa il rischio cardiovascolare oltre a essere il criterio mediante il quale scegliamo relazioni, amici, luoghi, situazioni da ripetere :))) Questo detto, inoltre, fomenta l’idea che debba esserci un dualismo “mente-cuore”, “razionalità-sentimento”, ma quando c’è equilibrio, ascolto di sé e dei propri autentici bisogni, il dualismo cade.

A volte passiamo la vita a cercare di capire l’altro. Perché fa male, perché rifiuta, perché non riesce ad amarci come v...
27/08/2026

A volte passiamo la vita a cercare di capire l’altro. Perché fa male, perché rifiuta, perché non riesce ad amarci come vorremmo. Ma arriva un punto in cui l’unica cosa che conta è una sola: quel legame ti sta ferendo. E allora non serve più capire, serve scegliere. Scegliere te. Anche se fa male. Anche se quella persona è un genitore. Perché la verità è una: quella è la sua vita. E questa è la tua. Il coraggio più grande non è nel distacco: sta nel riconoscere che la tua vita merita pace e non dolore. Il tuo spazio nel mondo emergerà spontaneo.

Un abbraccio,
🫂🌷

Quanti di noi, ad esempio, sono stati bambini trascurati sul piano emotivo? Non sto parlando di abusi e violenze di tipo...
25/08/2026

Quanti di noi, ad esempio, sono stati bambini trascurati sul piano emotivo? Non sto parlando di abusi e violenze di tipo fisico, non sto parlando di genitori negligenti sul piano dell’igiene, dell’alimentazione, dell’istruzione… Mi riferisco invece a una forma di trascuratezza molto più complessa e i cui effetti sono meno ravvisabili e apparentemente meno dannosi. E ribadisco meno dannosi in apparenza… perché il più delle volte le ferite emotive si nascondono proprio bene.

Se i tuoi genitori non hanno saputo prendersi cura delle tue emozioni mentre ti stavano crescendo, sei stato un bambino trascurato sul piano emotivo. Saperlo e prenderne consapevolezza può davvero salvarti la vita. Perché le conseguenze della trascuratezza emotiva sono profonde. Arrivano al cuore e possono restare con te per tutta la vita, condizionando le tue scelte. Non solo possono compromettere la tua capacità di comprendere e fidarti dei tuoi sentimenti, ma pregiudicano anche la capacità di avere fiducia in te stesso/a. Non direi che sia cosa da poco!

Se non fai chiarezza sul tuo difficile vissuto infantile difficilmente potrai capire la causa di certi comportamenti disfunzionali. Non c’è nulla che non vada bene in te….c’è solo il tuo vissuto che cerca di sabotarti continuamente.
sepe

Indirizzo

Piazza Diamare, 1
Cassino
03043

Orario di apertura

Lunedì 10:00 - 13:00
Martedì 10:00 - 13:00
Mercoledì 10:00 - 13:00
Giovedì 10:00 - 13:00
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