10/07/2026
Sono davvero stanca e disgustata dall'ipocrisia finto moralista del popolo, delle istituzioni e della politica italiana. Sono psicologa, naturopata, vegetariana e animalista e tante altre qualifiche da fare tremare la santa inquisizione...questo il preambolo per commentare una notizia apparsa recentemente sul Resto del Carlino (divertitevi a valutare la qualità dei suoi giornalisti e dei correttori di bozze) che segnala la denuncia dell'associazione degli esorcisti italiani alla pratica del Reiki in oncologia a Pesaro, da alcuni anni accolta come una delle tante proposte di attività per il benessere di pazienti che attraversano una fase di vita delicata. Gridare allo spiritismo (per me alquanto esilarante anche solo fantasticare sull'esistenza dell'associazione degli esorcisti) è una tendenza dal sapore medievale, una fobia del Vannamarchismo, il solito guardare il dito anziché la luna, il clamore della denuncia (della presenza del maligno!!??) senza stimolare dialogo o spirito critico (i dogmi di solito non ne sono contemplati)... A volte indagare il "come" sarebbe altrettanto importante del denunciare il "cosa". Tra l'altro il Reiki in ospedale non è una gran novità (se ne parla da almeno 30 anni a mia memoria), certo non tutti i suoi promotori e le istituzioni hanno trovato un dialogo, ma qualcuno ci è riuscito, con cura e rispetto. Lo spiega con intelligenza e delicatezza Stefania Campanelli Naturopata in questo articolo. A lei la mia stima per aver aperto una via e aver riportato attenzione, grazie anche ad una primaria lungimirante, sull'umanizzazione delle cure. To cure or to care?
La pratica giapponese adottata al centro tumori dell’ospedale di Pesaro per ridurre lo stress dei malati non convince l'AIE (l’Associazione Internazionale degli Esorcisti). Per loro sarebbe solo una "tecnica di spiritismo"