24/08/2026
In maniera insolita, oggi vorrei condividere un momento della mia giornata di mare, apparentemente banale, ma che mi ha fatto riflettere.
Qualche giorno fa ero in spiaggia con mio figlio di 9 mesi e gli stavo cambiando il pannolino, quando una bambina di circa 5 anni si è avvicinata.
La mamma l’ha richiamata subito:
«Vieni qui!!».
Le ho sorriso e le ho detto:
«Può tranquillamente restare».
Lei, con imbarazzo e vergogna:
«Ehm no, forse è meglio di no…» poi prosegue " cerca sempre di sbirciare, lo fa anche con il papà quando va in doccia, lei è solo una bambina, non può interessarsi a queste cose”
Comprendo la presenza di rigidi tabù, ma lascio comunque un commento per esortare la mamma a rivedere la sua visione: «Può essere semplicemente un’occasione per conoscere che i corpi e le loro diversità."
Per un bambino, un corpo è semplicemente un corpo, senza necessariamente avere il significato sessuale che noi adulti possiamo attribuirgli. I bambini osservano, fanno domande e sono curiosi di ciò che li circonda e se davanti a questa curiosità mostriamo paura o imbarazzo possono imparare che del corpo ci si deve vergognare.
Per questo è importante promuovere un’educazione all’affettività e alla sessualità adeguata all’età, che offra parole e strumenti per conoscere il proprio corpo, riconoscere e rispettare i propri confini e quelli degli altri, proteggerli e soprattutto, sapere quando e a chi rivolgersi qualora fosse necessario.
Se vogliamo davvero proteggere i bambini, partiamo anche da ciò che condividiamo online: meno foto e meno esposizione dei loro corpi sui social, più educazione, consapevolezza e rispetto.