10/09/2026
Il motivo per cui continuiamo a scegliere relazioni che ci fanno soffrire non va cercato nel presente, ma nel nostro passato.
Le relazioni tossiche o disfunzionali non nascono dal nulla nell'età adulta, ma affondano le loro radici nel modo in cui siamo stati cresciuti e nella forma di amore che abbiamo ricevuto da bambini.
La psicologia e la teoria dell'attaccamento ci spiegano che i primi legami con i nostri genitori sono la base di partenza per tutte le nostre relazioni future. Da bambini registriamo quel modo di stare in relazione come l'unico modo possibile di essere amati. Se quell'amore provato durante l'infanzia è stato condizionato dal dovere, dal sacrificio, dal silenzio o dalla svalutazione, la nostra mente assimilerà, ad esempio che: "amare significa soffrire", che per essere amati bisogna essere perfetti, oppure annullarsi, che se la relazione non va bene è solo colpa nostra e molto altro ancora.
E da adulti, finiamo per ricercare esattamente lo stesso tipo di legame...quel tipo di rapporto che riflette proprio quell'idea di amore che ci portiamo dentro da che eravamo bambini. Ricerchiamo e ricreiamo quell'amore che già conosciamo, l'unico che ci è familiare. Anche se tossico, anche se ci ferisce... Perché per il nostro cervello quella forma di amore rappresenta "casa"....rappresenta qualcosa di noto dove tutto è prevedibile, dove sappiamo come muoverci.
Al contrario, un amore sano può arrivare a spaventarci, ad annoiarci, solo perché totalmente estraneo a noi.
Restare in questi schemi, però, significa addestrarsi all'infelicità e dimenticare come ci si sente a stare al sicuro.
Il pericolo più grande non è perdere l'altro, ma smarrire se stessi per rimanere fedeli a un vecchio copione.
Guarire significa comprendere questo meccanismo. Significa guardare al passato non per trovare colpevoli, ma per interrompere la ripetizione automatica di quello schema e imparare, finalmente, a scegliere un amore che curi e che non distrugga.
Dott.ssa Amadio Elisa