Azienda Sanitaria Provinciale Enna

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Lettera di Encomio del Direttore generale Mario Zappia per gli infermieri Rossana Tullio, Salvatore Quartaro e Aldo Soll...
13/08/2026

Lettera di Encomio del Direttore generale Mario Zappia per gli infermieri Rossana Tullio, Salvatore Quartaro e Aldo Sollima e per la dottoressa Maria Biagia Magnano per il comportamento professionale tenuto durante i gravi disordini verificatisi lo scorso 4 luglio presso la Casa Circondariale "Luigi Bodenza" di Enna.

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Si rinnova l’intesa tra ASP e Università Kore: Vitale confermato Direttore dello SPRESALL'Azienda Sanitaria Provinciale ...
13/08/2026

Si rinnova l’intesa tra ASP e Università Kore: Vitale confermato Direttore dello SPRESAL

L'Azienda Sanitaria Provinciale di Enna ha rinnovato al professor Ermanno Vitale l'incarico di Direttore dell'Unità Operativa Complessa SPRESAL - Servizio di Prevenzione e Sicurezza negli Ambienti di Lavoro - una struttura, dentro l'ASP, che lavora silenziosamente ma tocca da vicino la vita quotidiana di migliaia di persone.

Lo SPRESAL, infatti, ha il compito di tutelare la salute e la sicurezza di chi lavora, attraverso un'attività che va dalla vigilanza nei cantieri, nelle aziende, negli esercizi commerciali fino alle indagini sugli infortuni e sulle malattie professionali, passando per la valutazione dei piani di lavoro e, non ultima, tutta quella parte di assistenza, informazione e formazione rivolta a datori di lavoro, lavoratori e rappresentanti per la sicurezza che rappresenta il vero cuore preventivo del servizio: quello che punta a evitare gli incidenti prima ancora che a sanzionarli.

Vitale è associato di Medicina del Lavoro alla Libera Università Kore di Enna, e la sua presenza all'interno dell'ASP nasce dalla convenzione tra l'Azienda e l'ateneo ennese. Un accordo che vale la pena sottolineare, perché racchiude un modello che funziona su due fronti. Da una parte l'ASP acquisisce competenze specialistiche di alto profilo scientifico, in un settore dove trovare professionisti qualificati non è affatto scontato. Dall'altra l'Università trova nel sistema sanitario pubblico un terreno concreto dove far incontrare ricerca, didattica e pratica quotidiana, portando studenti e specializzandi a contatto diretto con l'attività dei servizi.

Sotto la direzione di Vitale, lo SPRESAL ha portato avanti i programmi del Piano Regionale della Prevenzione, con particolare attenzione alle patologie muscolo-scheletriche e allo stress lavoro-correlato. Ha coinvolto le imprese del territorio, dalla grande distribuzione organizzata alle realtà produttive più piccole. Ha promosso percorsi di sensibilizzazione anche oltre i confini stretti del lavoro, come le iniziative sulla sicurezza domestica realizzate insieme all'INAIL.

Il rinnovo dell'incarico conferma così una linea di continuità che la Direzione Strategica considera determinante: rafforzare le competenze interne valorizzando le sinergie con il mondo accademico, nella convinzione che la prevenzione non sia un adempimento burocratico ma una delle forme più efficaci e meno costose di tutela della salute dei cittadini.

12/08/2026

A Nicosia, presso la Casa di Comunità, il DG Mario Zappia consegna il nuovo Mammografo e una dotazione importante di elettromedicali. Presentile il Sindaco Francesca Gemellaro. Una meravigliosa Struttura Sanitaria pienamente operativa al servizio della collettività.

10/08/2026

Riceviamo e Pubblichiamo, Ringraziamento per l'Infermiere Muscia Gaetano

Dal cordone ombelicale una speranza in più per i neonati prematuri: ASP Enna apre la strada in SiciliaÈ l’ASP di Enna a ...
08/08/2026

Dal cordone ombelicale una speranza in più per i neonati prematuri: ASP Enna apre la strada in Sicilia

È l’ASP di Enna a muovere i primi passi nell’ambito del progetto regionale per la raccolta e l’utilizzo del sangue cordonale. Capofila di uno studio multicentrico che coinvolge 15 Unità di Terapia Intensiva Neonatale.

Il Progetto parte dall’ASP di Agrigento dove si trova, unica per il territorio siciliano, la “Banca del Sangue Cordonale di Sciacca” diretta da Pasquale Gallerano e dove opera Giusy Tancredi responsabile dello studio multicentrico per tutta la regione. Mentre L’Umberto I di Enna è il primo presidio in Sicilia a raccogliere ed utilizzare il prezioso sangue avviando concretamente il progetto.

Ad Enna è già operativo un centro di raccolta dedicato al cordone ombelicale, collocato all'interno del reparto di Ginecologia diretto dal professor Elio Pecorino, dove il sangue e i cordoni verranno prelevati e inviati tramite apposite navette presso la “Banca del Sangue Cordonale di Sciacca”, che è centro di riferimento per la lavorazione delle sacche. Qui il sangue viene processato e reso disponibile per tutte le UTIN coinvolte nel progetto. Le unità pronte all'uso torneranno poi al centro trasfusionale di Enna, diretto dal dottor Francesco Spedale, per essere impiegate al bisogno dall'Unità di Terapia Intensiva Neonatale, guidata dalla dottoressa Sabrina Morreale per migliorare la qualità della vita e prevenire malattie importanti nei prematuri.

Il sangue cordonale, ricco di cellule staminali, rappresenta da anni una risorsa preziosissima per la medicina trasfusionale e rigenerativa. Contiene le cellule staminali nella loro forma più giovane, capaci di auto-rinnovarsi e di differenziarsi in diversi tipi cellulari, per questo viene già utilizzato nel trattamento di patologie oncoematologiche, immunologiche, genetiche e metaboliche, spesso in sostituzione del trapianto di midollo osseo classico, con il vantaggio di ridurre il rischio di rigetto e di poter essere impiegato anche in condizioni di compatibilità non perfetta.

Ma il progetto che parte a Enna guarda soprattutto a un utilizzo più specifico e pratico, quello dell’utilizzo per i neonati pretermine. Il sangue cordonale, infatti, contiene emoglobina fetale, che ha un'affinità per l'ossigeno molto più alta rispetto all'emoglobina adulta, mentre quest'ultima rilascia l'ossigeno ai tessuti in modo più brusco, con possibili effetti tossici su organi ancora immaturi come la retina o i polmoni, l'emoglobina fetale garantisce una cessione più graduale, riducendo i rischi. È proprio questo meccanismo a rendere le trasfusioni da sangue cordonale una strategia promettente per prevenire due delle complicanze più temute della prematurità, la retinopatia del prematuro e la broncodisplasia polmonare, con ricadute dirette sulla qualità della vita futura di questi bambini.

Un traguardo, quello di Enna, arrivato al termine di un percorso lungo quattro anni, scandito da un iter procedurale complesso per attivare lo studio. Solo nel mese di luglio si è tenuta la prima riunione operativa tra i referenti ennesi e regionali, che ha permesso di trasferire tutta la documentazione necessaria e di perfezionare gli ultimi aspetti procedurali.

Un lavoro silenzioso, fatto di autorizzazioni e protocolli, che oggi si traduce in un servizio concreto per un intero territorio: l'Utin di Enna, infatti, non serve solo la provincia ennese, ma rappresenta un punto di riferimento anche per i bacini di utenza di Caltanissetta e Agrigento.

Un progetto che unisce, dunque, valore scientifico e ricaduta clinica immediata, e che pone Enna all'avanguardia di una sperimentazione destinata a estendersi a tutta la rete ospedaliera regionale.

Il cordone ombelicale è il primo legame di una vita. Ora, per i più fragili, può diventare anche il primo atto di cura.

L'ASP di Enna torna nelle piazze: la campagna per gli screening riparte dalla festa di San Pietro a CalascibettaRicominc...
07/08/2026

L'ASP di Enna torna nelle piazze: la campagna per gli screening riparte dalla festa di San Pietro a Calascibetta

Ricomincia il viaggio dell'ASP di Enna tra le sagre, le feste patronali e gli appuntamenti che animano l'estate nei comuni della provincia, un itinerario fatto di gazebo, banchetti e operatori sanitari che quest'anno riparte da Calascibetta, dove i festeggiamenti in onore di San Pietro Apostolo hanno richiamato in questi giorni migliaia di persone.

Tra la folla della festa, l'Azienda Sanitaria Provinciale ha scelto di riprendere la propria campagna di promozione degli screening oncologici, con una formula ormai collaudata che ribalta la logica tradizionale della sanità pubblica: non più soltanto attendere che siano i cittadini a raggiungere l’ASP, ma andare a cercarli dove vivono, dove si incontrano, dove si divertono, spiegando faccia a faccia perché vale la pena dedicare pochi minuti alla propria salute.
I programmi al centro dell'iniziativa sono i tre previsti dai Livelli Essenziali di Assistenza e completamente gratuiti, senza bisogno di alcuna ricetta del medico di famiglia: la mammografia per le donne tra i 50 e i 69 anni, il Pap test e l'HPV test per le donne dai 25 ai 64 anni, e la ricerca del sangue occulto nelle feci, rivolta a uomini e donne dai 50 ai 69 anni, con la provetta che può essere ritirata e riconsegnata comodamente in una delle farmacie aderenti del territorio.

Dietro numeri e fasce d'età c'è però una questione molto concreta, perché il tumore della mammella, quello della cervice uterina e quello del colon retto sono fra i più diffusi nel nostro Paese e hanno una caratteristica in comune: nelle fasi iniziali non fanno rumore, non danno sintomi, e quando si manifestano il percorso di cura diventa inevitabilmente più lungo e più aggressivo. Individuarli il prima possibile significa spesso poter intervenire con trattamenti meno invasivi, con tempi di guarigione più brevi e con prospettive di guarigione radicalmente diverse.

L'ASP di Enna, che nell’ultimo anno si è collocata ai vertici delle graduatorie regionali per adesione ai programmi di screening, sa bene che il margine di crescita più ampio riguarda proprio la prevenzione del colon retto, dove diffidenza e disinformazione continuano a pesare più di qualunque difficoltà organizzativa.
Da qui la scelta di puntare sulla prossimità e sul contatto diretto, perché una lettera d'invito può restare dimenticata in un cassetto, una telefonata può essere, sovente, accolta con superficialità mentre una conversazione di due minuti con un operatore, magari mentre si passeggia tra le bancarelle di una sagra, riesce spesso a sciogliere dubbi e timori che nessuna campagna istituzionale, da sola, potrebbe superare.

Al banchetto allestito per l'occasione era presente anche il Direttore Sanitario Paolo La Paglia che ha voluto seguire da vicino la ripartenza della campagna: “Stare in mezzo alla gente ci permette di parlare di prevenzione in modo semplice e diretto. Molte persone si fermano per curiosità e scoprono che aderire a uno screening richiede pochi minuti, non è impegnativo ed è completamente gratuito. Parlare di persona con le persone è un passo vincente per ottenere la loro fiducia che rappresenta il primo e più efficace strumento della prevenzione»

Nelle prossime settimane il gazebo aziendale sarà presente ad altri appuntamenti in giro per la provincia, con la possibilità di prenotare gli esami sul posto, senza file e con tempi di attesa ridotti al minimo: pochi minuti che, davvero, possono salvare una vita.

L’ASP di Enna non si ferma quindici nuove assunzioni tra sanitari e amministrativiAgosto ricco di Nuove assunzioni per l...
06/08/2026

L’ASP di Enna non si ferma quindici nuove assunzioni tra sanitari e amministrativi

Agosto ricco di Nuove assunzioni per l'ASP di Enna. Sono quattordici, in tutto, gli ingressi appena perfezionati dall'Azienda: undici unità arrivate attraverso il perfezionamento di procedure di mobilità, tra infermieri, operatori socio sanitari e un profilo amministrativo; due coadiutori amministrativi assunti al termine di una selezione concorsuale riservata alle categorie protette; un incarico libero professionale conferito al dottor Liborio Scuderi, dirigente medico specialista in Anatomia Patologica e la firma a tempo indeterminato per la Farmacista Maria Gellina. Percorsi diversi, strumenti diversi, un unico risultato: quindici professionisti in più al lavoro nei reparti, negli ambulatori e negli uffici aziendali.

Il dato non è isolato. Si somma a una serie di procedure che la direzione strategica ha avviato e portato a termine negli ultimi mesi, muovendosi su tutti i fronti che l'ordinamento mette a disposizione: concorsi pubblici per titoli ed esami, scorrimento delle graduatorie già approvate, stabilizzazioni, istituti di mobilità, incarichi professionali per le discipline specialistiche. Un lavoro paziente e continuo, che impegna gli uffici aziendali passaggio dopo passaggio, dalla predisposizione degli atti alla verifica dei requisiti fino alla presa di servizio effettiva.

Dietro ogni numero c'è un servizio che viene potenziato. Gli infermieri e gli OSS che entrano oggi in azienda vanno a rinforzare presidi ospedalieri e strutture territoriali proprio mentre il nuovo modello disegnato per la sanità pubblica assegna a queste figure un ruolo centrale. Case di Comunità, assistenza domiciliare, cure intermedie: sono loro il primo volto che il paziente dovrà incontrare, quelle che tengono insieme il percorso tra ospedale e territorio, che garantiscono la prossimità dell'assistenza alle persone più fragili. Un'unità in più significa un turno coperto, un'assistenza migliore, un carico di lavoro più sostenibile per chi già opera nei servizi.

Merita un rilievo autonomo, infine, l'ingresso dei due coadiutori amministrativi. Da un lato il rafforzamento dell’area amministrativa che nel racconto della sanità spesso resta in secondo piano, ma che rappresenta l'infrastruttura su cui poggia tutto il resto, dalla gestione delle agende di prenotazione all'accoglienza agli sportelli, e il supporto delle procedure aziendali. Dall'altro l'attuazione concreta di una norma che tutela il diritto al lavoro delle categorie protette che l'Azienda ha scelto di leggere non come un adempimento ma come un'opportunità.

Il filo che tiene insieme queste scelte ha un nome preciso, ed è la stabilità. Assumere professionisti a tempo indeterminato, inquadrati nel contratto del comparto e pienamente inseriti nell'organizzazione, significa costruire un patrimonio di competenze che si radica nel territorio e cresce nel tempo.

“Voglio ringraziare l'Ufficio Risorse Umane per il lavoro che porta avanti senza sosta — afferma il Direttore Generale Mario Zappia —. Dietro ogni assunzione che annunciamo ci sono settimane di istruttoria, di verifiche e di adempimenti che non si vedono, che non si fermano nemmeno ad agosto, senza i quali nessuno di questi professionisti sarebbe oggi in servizio.

Chi arriva oggi resta, impara a conoscere i colleghi, i pazienti e i luoghi, diventa parte di un progetto di lungo periodo. Ed è dalle persone, in sanità, che dipende tutto il resto.

L'Azienda Sanitaria Provinciale di Enna dà il benvenuto alla Dottoressa Gellina Maria - nuovo Dirigente Farmacista
05/08/2026

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ASP di Enna accoglie due nuovi coadiutori amministrativi
05/08/2026

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Viale Diaz 7/9
Enna
94100

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