14/07/2026
🧠Negli ultimi anni accade che molti psicologi giovani e meno giovani, interessati ad avvicinarsi alla professione di psicologo/a dello sport, mi scrivono per chiedermi consigli e informazioni.
Io non sono la depositaria della verità sullo stato dell'arte della Psicologia Sportiva in Italia ma come professionista che pratica nel settore da trent'anni qualcosa di questo mestiere "crudele e splendido", come direbbe Vasco Rossi, la so.
❓La domanda che non manca mai è in merito ai titoli richiesti ed alla formazione necessaria:
per essere uno psicologo sportivo bisogna aver conseguito la laurea magistrale in psicologia, essere iscritti all'Ordine degli Psicologi della propria regione ed è fortissimamente consigliato aver frequentato almeno un master o un corso che dia le basi teoriche e qualche strumento pratico e/o tecnologico. Più metodi e più approcci sono necessari per svolgere un lavoro con un'utenza e un setting molto vari e pertanto difficile ed estremamente complesso. Avere un supervisore/mentore con esperienza può essere d'aiuto così come avere una rete di colleghi con cui confrontarsi. La formazione per noi non finisce mai.
❓L'altra domanda ricorrente è quella che riguarda la concreta possibilità di lavoro e i compensi previsti:
🗣️se consideriamo ambiti come lo sport giovanile o come la pratica in studio con atleti che individualmente scelgono di voler svolgere una preparazione mentale, la possibilità di lavoro è buona. In generale le società sportive piccole e grandi di sport individuali come il tennis, il golf, l'equitazione, il nuoto e l'atletica iniziano ad aprirsi a collaborazioni e anche lo sport sociale ed il safe guarding offrono diverse possibilità.
Se parliamo di sport di èlite di squadra, invece, si apre una forbice abbastanza netta tra il Nord ed il Sud Italia. A Nord le occasioni di lavoro sono più numerose e meglio remunerate, soprattutto perchè i grandi club sono di più e minori (anche se ancora fortemente presenti) sono le resistenze rispetto all'investire risorse in una figura di cui alcuni club già si avvalgono.
Per quanto riguarda i compensi direi che in generale vivere di sola psicologia sportiva all'inizio della propria carriera è davvero difficile.
❓Un'altra richiesta è spesso quella di un consiglio sui Master/Corsi Alta Specializzazione da scegliere e riguardo a questo i miei consigli sono due:
👀guardare bene i CV di chi dirige e dei docenti per preferire quelli dai quali emerge una lunga e comprovata esperienza sul campo (questo è un mestiere applicativo e non si può trasmettere se si ha una preparazione principalmente accademica e/o teorica),
🎓scegliere i master rivolti soltanto a psicologi e non quelli aperti anche a mental coach senza laurea in psicologia.
📝Sperando di essere stata di una qualche utilità a chi si interessa a questa professione, concludo con una riflessione sul fatto che una formazione in PS è secondo me consigliabile anche agli psicoterapeuti che accolgono atleti in terapia, conoscere meglio le peculiarità psicologiche e le sensibilità di chi vive l'agonismo sportivo è condizione necessaria a poterli supportare anche da un punto di vista personale.