Anna Cascioli Logopedia&rime

Anna Cascioli
Logopedia&rime Logopedista e autrice.
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Ti porto nella mia professione e condivido le mie idee!
💻Consulenze on line per genitori, insegnanti, colleghi
📍Studio Kairos Riabilitazione Foggia

21/08/2026

Preparare alla primaria non significa anticipare la primaria!

Prima ancora di riconoscere e scrivere le lettere, un bambino ha bisogno di saper ascoltare una consegna, mantenere l’attenzione, ricordare una sequenza, giocare con i suoni delle parole, orientarsi nello spazio, attendere il proprio turno e cambiare strategia quando cambia la regola.

Io esercito i prerequisiti attraverso attività di gruppo coinvolgenti, nelle quali i bambini osservano, collaborano, confrontano le proprie risposte e scoprono nuove strategie e lo faccio senza anticipare l’insegnamento sistematico dei grafemi: è molto più importante costruire basi solide, affinché le lettere possano essere apprese davvero quando sarà il momento.

Tu come fai? Preferisci attività laboratoriali o trovi più utile esercitare direttamente il gesto sul foglio?

Fammelo sapere e seguimi se vuoi sapere quando arriverà un tesoro che contiene questo ed altro!

19/08/2026

L’accesso lessicale è la capacità di trovare la parola giusta quando vogliamo parlare.
A volte la parola è conosciuta, ma non riusciamo a recuperarla: sappiamo che cosa vogliamo dire, eppure il termine sembra non arrivare.
Può essere utile potenziare l’accesso lessicale quando la persona:
• impiega molto tempo per trovare una parola;
• usa spesso termini generici come “coso” o “quello”;
• ricorre a giri di parole;
• sostituisce una parola con un’altra dal significato o dal suono simile;
• riconosce un oggetto, ma fatica a nominarlo.
Questa difficoltà può comparire nei bambini, per esempio in presenza di un disturbo del linguaggio, ma anche negli adulti, in seguito a una lesione cerebrale o in condizioni di deterioramento cognitivo.
Attenzione, però: se una parola non è ancora conosciuta, bisogna lavorare sul vocabolario. Se invece è conosciuta ma difficile da recuperare, si lavora sull’accesso lessicale.

È una competenza che già conoscevi o ti ho insegnato una cosa nuova ? Fammelo sapere e lasciami un like!
Un attimo che per me conta❣️

09/08/2026

Quando pensiamo al linguaggio, immaginiamo parole e suoni.
Ma prima ancora c’è il timing.
Il timing è la capacità di:
avviare un suono
mantenerlo
rallentarlo o accelerarlo
concatenarlo ad altri suoni

In molti bambini (non verbali, disturbi dello spettro, profili aprassici o disorganizzati) la difficoltà non è produrre il suono, ma sequenziarlo e regolarlo.
Nel grafismo fonetico utilizzo variazioni di:
ritmo (lento → veloce)
ampiezza del gesto (macro → micro)
densità simbolica
con coerenza audio–motoria.
L’obiettivo non è l’automatismo ritmico fine a sé stesso, ma:
attivare il sistema vocale
favorire l’anticipazione motoria
sostenere il controllo e la fluidità dell’emissione
Il ritmo diventa così uno strumento di regolazione, non un obiettivo prestazionale.
📌 Prima del fonema, il tempo.
📌 Prima della parola, l’organizzazione.

Mi chiamo Anna Cascioli e sono una logopedista Seguimi se vuoi conoscere altre tips per far partire il linguaggio!

“Mettere in crisi” non significa rendere un’attività inutilmente difficile o portare il bambino alla frustrazione.Signif...
06/08/2026

“Mettere in crisi” non significa rendere un’attività inutilmente difficile o portare il bambino alla frustrazione.
Significa creare un piccolo conflitto cognitivo: qualcosa cambia, la risposta automatica non funziona più e il bambino deve fermarsi, controllare ciò che sta facendo e trovare una strategia diversa.
È proprio in quel momento che possiamo osservare molto più del risultato finale:
quanto riesce ad aspettare prima di rispondere, se si accorge dell’errore, se modifica il proprio comportamento e quanto aiuto gli serve per ripartire.
La difficoltà, però, deve essere ben calibrata: abbastanza alta da richiedere uno sforzo, ma non tanto da farlo procedere per tentativi o rinunciare. Meglio modificare un elemento alla volta, così possiamo capire davvero quale passaggio lo mette in difficoltà.
👉 Sfoglia la mia gallery per vedere gli esercizi già proposti e dimmi su quale competenza vuoi che mi concentri nel prossimo contenuto.

04/08/2026

Quali sono, secondo te, i concetti che ogni educatore, insegnante o terapista dovrebbe conoscere quando lavora con i bambini?
Io partirei da questi tre.
1. Rinforzo
Non è semplicemente un premio. È qualsiasi conseguenza che aumenta la probabilità che un comportamento si ripeta. Anche l’attenzione, una risata, il ritiro di una richiesta o una lunga discussione possono diventare rinforzi, spesso senza che l’adulto se ne accorga.
2. Antecedenti
Un comportamento non compare dal nulla. Prima possono esserci stanchezza, attese troppo lunghe, richieste difficili, cambiamenti improvvisi o consegne poco chiare. Per questo, oltre a chiedersi come interrompere un comportamento, è utile domandarsi:
che cosa è successo subito prima?
3. Co-regolazione
Prima di riuscire a gestire da solo emozioni, attese e frustrazioni, il bambino ha bisogno di sperimentare questa regolazione insieme a un adulto. Dire semplicemente “calmati” spesso non basta: servono presenza, contenimento e un adulto capace di restare regolato.

Fammi sapere se le conoscevi e le gestisci tutte! Ma soprattutto scrivimi le tue parole "educative" preferite!

31/07/2026

Quante volte fai ripetere correttamente una parola a un bambino e poi, mentre parla, commette di nuovo lo stesso errore?

Succede perché riuscire a pronunciare bene una parola isolata non significa aver automatizzato quel suono nel linguaggio.
La parola serve a stabilizzare il fonema, ma nella frase i suoni si susseguono rapidamente e si influenzano tra loro. Il bambino deve mantenere il movimento articolatorio corretto mentre collega le parole e organizza ciò che vuole dire.
È qui che entra in gioco la coarticolazione.
Anche ripetere una frase rappresenta ancora una facilitazione, perché il modello è già fornito dall’adulto. Gradualmente, quindi, sarà importante lasciare che il bambino completi, costruisca e produca le frasi in modo sempre più autonomo.

Trovi esercizi come questo, dedicati ai diversi suoni e gruppi di suoni, nei libri Visualizzare i fonemi e Potenziare i fonemi.

Lasciami un cuore, salva l'attività e raccontami su quale suono stai lavorando: ti aiuterò a capire quale dei due libri può essere più adatto alle tue esigenze.

24/07/2026

➡️ È una freccia sincera o bugiarda?⬅️

In questo esercizio le parole chiave sono
✨ flessibilità e inibizione✨
La freccia sincera si segue.
La freccia bugiarda va letta al contrario.
La richiesta sembra semplice, ma ogni volta il bambino deve fermarsi un attimo: guardare il colore, recuperare la regola, bloccare la risposta più immediata e scegliere la direzione corretta.
Se segue tutte le frecce in automatico, sbaglia.
Se si ferma troppo poco, sbaglia.
Se dimentica quale colore dice la verità e quale mente, sbaglia.
Ed è proprio questo il lavoro: imparare a rallentare, controllare l’impulso e modificare la risposta in base alla regola.
Il livello può cambiare facilmente: due direzioni o quattro, legenda visibile o nascosta, regola stabile o cambio improvviso a un segnale.

Se il video ti è stato utile salvalo
Ma se ti è piaciuto un sacco, ricondividilo!

22/07/2026

Questa volta tolgo l’aiuto visivo perché il “non” deve iniziare a funzionare anche senza un appoggio visivo.
Senza il semaforo o la parola scritta, il bambino deve ascoltare tutta la consegna, mantenere a mente l’aggettivo e capire quale caratteristica viene esclusa.
Le coppie di contrari rendono questo passaggio più chiaro, perché permettono di confrontare due significati ben distinti.
Non lavoro quindi soltanto sulla produzione della frase negativa, ma anche sulla sua comprensione e sul passaggio graduale da un aiuto concreto a un’elaborazione sempre più autonoma.
Hai già visto gli altri video? Cercali nella mia pagina ma non dimenticarti di salvare questo e seguirmi per nuovi spunti!

20/07/2026

Quanto tempo riesci ad aspettare prima di pronunciare la sillaba successiva?provalo col Tuo bimbo!

Segmentare una parola è un compito di consapevolezza fonologica. Quando però inserisco un intervallo sempre più lungo tra una sillaba e l’altra, la richiesta cambia: il bambino deve mantenere attiva la parola, ricordare a che punto è arrivato e inibire la risposta fino al suono del campanello.

Entrano così in gioco anche memoria fonologica, attenzione e controllo inibitorio.

Il ritmo iniziale è semplice, poi pian piano posso rallentarlo, aumentando gradualmente i secondi di attesa.
mostrare l’immagine è un supporto. Se la parola rimane il bambino può continuare a guardarla e il carico di memoria si riduce.

Salva il reel per proporlo a chi sei tu! E seguimi per altri spunti simili!

17/07/2026

Potrei proporlo con più cerchi e più regole.

Potrei cambiare la regola a un segnale.

Potrei utilizzare cerchi colorati da riempire con colori diversi.

Insomma, potrei diversificare l’esercizio in mille modi, soprattutto a seconda di chi ho di fronte: bambino o adulto, e a seconda delle sue capacità.

Perché ogni volta che chiedo di tenere a mente una regola mentre si svolge un compito, sto chiamando in causa le funzioni esecutive.

Se la regola è una sola, il lavoro sarà più semplice.

Se le regole diventano due o tre, aumenta il carico sulla memoria di lavoro.

Se la regola cambia durante l’attività, entra in gioco anche la flessibilità.

Se il bambino deve bloccare la risposta più immediata, lavora sull’inibizione.

Quindi non è la scheda, da sola, a rendere l’attività utile.

È il modo in cui costruiamo la consegna: quante informazioni chiediamo di gestire, quanto sostegno lasciamo, quanto rendiamo necessario fermarsi, scegliere, controllare e correggersi.

Salva il post ti servirà! E fammi sapere se continuare questa rubrica!

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