Simone Gussoni

Simone Gussoni Il dott. Simone Gussoni è Amministratore Unico presso la società di servizi sanitari Studio Gussoni Salute Srl

Due infermieri salvano un neonato in arresto respiratorio durante un volo per MarrakechRiccardo Marchetto e Ilaria Valen...
02/06/2026

Due infermieri salvano un neonato in arresto respiratorio durante un volo per Marrakech

Riccardo Marchetto e Ilaria Valentini, coppia di infermieri operanti presso l’ULSS 8 Berica nel dipartimento di emergenza e nel servizio di emergenza sanitaria territoriale di Vicenza, si trovavano in un periodo di congedo quando, a bordo di un volo a basso costo da Bergamo a Marrakech, un annuncio dell’equipaggio ha alterato il corso della loro vacanza. Un bambino di 13 mesi presentava segni di cianosi, ipotonia e arresto respiratorio, probabilmente a causa di convulsioni febbrili che avevano determinato un’ostruzione delle vie aeree superiori.

I due infermieri non hanno esitato. Hanno prontamente eseguito le manovre di disostruzione e avviato le procedure di rianimazione pediatrica secondo le linee guida internazionali, richiedendo contestualmente i dispositivi medici disponibili a bordo. Qui è emersa una criticità: le attrezzature erano gravemente inadeguate. Erano presenti palloni autoespandibili privi di maschere facciali, una bombola di ossigeno esaurita, una maschera non compatibile con pazienti pediatrici e un defibrillatore configurato esclusivamente per adulti, con elettrodi di dimensioni non idonee per un neonato di 13 mesi. L’energia erogata per un adulto, se applicata a quel peso corporeo, avrebbe potuto risultare letale. Riccardo e Ilaria sono stati costretti a ricorrere alla ventilazione bocca a bocca nel corridoio dell’aeromobile. Dopo cinque insufflazioni e due cicli di compressioni toraciche, il bambino ha ripreso a respirare.

Una volta atterrati, il piccolo è stato trasferito a un’ambulanza. I due infermieri hanno successivamente inoltrato una comunicazione elettronica alla compagnia aerea per segnalare le lacune nel kit di emergenza sanitaria. Dopo oltre due settimane, non hanno ancora ricevuto alcuna risposta.

La loro posizione è ferma: non cercano riconoscimenti ma desiderano che i controlli riguardanti i dispositivi medici di bordo vengano effettuati con maggiore scrupolosità. Infatti, con attrezzature diverse, o in assenza della loro presenza, l'esito avrebbe potuto rivelarsi tragico. Questo episodio rappresenta un chiaro esempio di una verità fondamentale: un professionista sanitario qualificato non smette di essere un soccorritore neppure al di fuori della divisa.

Venti studentesse della University of Oklahoma sono volate in Italia e hanno partecipato a una lezione presso la Casa Pi...
02/06/2026

Venti studentesse della University of Oklahoma sono volate in Italia e hanno partecipato a una lezione presso la Casa Pia. Questa residenza per anziani di Arezzo ha accolto una classe del corso di infermieristica dell'università statunitense, offrendo loro l'opportunità di esplorare in profondità il modello, l'organizzazione e i servizi di una struttura sanitaria assistenziale per la terza età.

"La visita di queste studentesse - ha evidenziato il presidente della Casa di riposo Fossombroni, Antonio Rauti - è un motivo di particolare soddisfazione, poiché il confronto internazionale e intergenerazionale è sempre un'opportunità di crescita reciproca. Questo incontro ha messo in luce l'importanza del ruolo umano, professionale e sociale nell'assistenza agli anziani, arricchendo il percorso formativo delle future infermiere della University of Oklahoma."

La recente guarigione di quattro infermieri contagiati dal virus Ebola nella Repubblica Democratica del Congo (RDC) offr...
01/06/2026

La recente guarigione di quattro infermieri contagiati dal virus Ebola nella Repubblica Democratica del Congo (RDC) offre una luce di speranza in un contesto sanitario segnato da sfide significative. Questi professionisti della salute, che avevano contratto il virus mentre assistevano pazienti infetti, sono stati dimessi dai centri di trattamento dopo aver completato con successo il percorso clinico.

Il direttore generale dell'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), Tedros Adhanom Ghebreyesus, ha sottolineato l'importanza di questo risultato, evidenziando come la risposta sanitaria possa produrre esiti positivi anche in contesti estremamente complessi. Ha inoltre aperto un nuovo centro di trattamento a Bunia, nella provincia dell'Ituri, per rafforzare gli sforzi di contenimento dell'epidemia.

Tuttavia, la situazione rimane critica. Al 1° giugno 2026, la RDC ha confermato almeno 282 casi di Ebola, con l'epidemia concentrata nella provincia orientale dell'Ituri, dove sono stati segnalati 264 casi. Il ceppo responsabile, il Bundibugyo, è particolarmente preoccupante poiché non esistono vaccini o trattamenti approvati specificamente per questa variante.

Le autorità sanitarie affrontano sfide significative, tra cui la difficoltà di rilevamento precoce dei casi, l'isolamento dei pazienti, la tracciabilità dei contatti, le sepolture sicure e il controllo delle infezioni. Inoltre, la diffusione del virus ha superato i confini nazionali, con l'Uganda che ha segnalato nove casi e ha chiuso il confine con la RDC per prevenire la diffusione del virus.

In questo contesto, la protezione degli operatori sanitari emerge come un elemento cruciale nella strategia di contenimento. L'uso di dispositivi di protezione individuale (DPI), l'isolamento ad alta sicurezza, la sorveglianza dei contatti, la formazione specifica e percorsi assistenziali dedicati sono essenziali per ridurre la trasmissione del virus e garantire la continuità dei servizi sanitari.

In sintesi, mentre la guarigione degli infermieri rappresenta un segnale positivo, la comunità internazionale deve continuare a collaborare per affrontare efficacemente l'epidemia di Ebola nella RDC, garantendo risorse adeguate e strategie di intervento mirate.

Un bimbo di 13 mesi ha smesso di respirare ha bordo di un volo aereo. Una coppia di infermieri dell’Ulss 8 ha gestito l’...
01/06/2026

Un bimbo di 13 mesi ha smesso di respirare ha bordo di un volo aereo. Una coppia di infermieri dell’Ulss 8 ha gestito l’emergenza, anche se il kit medico a bordo era inadatto.

Riccardo Marchetto e Ilaria Valentini, marito e moglie infermieri entrambi iscritti all’Ordine delle Professioni Infermieristiche di Vicenza, si trovavano su un volo da Bergamo a Marrakech per una breve vacanza quando, poco prima dell’atterraggio, è scattato l’allerta: "c’è un’emergenza medica a bordo". Non hanno esitato a intervenire.

"A circa 40 minuti dall’atterraggio, abbiamo notato una certa agitazione e la hostess ha chiesto se ci fosse personale medico a bordo. Ci siamo avvicinati e abbiamo scoperto che il problema riguardava un bambino di 13 mesi, cianotico e in arresto respiratorio. I familiari, nonostante la barriera linguistica, hanno indicato che la causa poteva essere un’ostruzione delle vie aeree a seguito di convulsioni febbrili".

Riccardo e Ilaria hanno iniziato le manovre di emergenza: "Dopo la disostruzione, abbiamo avviato la rianimazione secondo le linee guida pediatriche e abbiamo richiesto il materiale medico a bordo". Tuttavia, la realtà è stata deludente. "Il kit era inadeguato. C’erano tre palloni autoespandibili, ma mancavano le maschere facciali. Abbiamo dovuto fare ventilazione bocca a bocca in corridoio. La bombola di ossigeno era scarica e la maschera non era adatta ai bambini".

Inoltre, "il defibrillatore era solo per adulti, con elettrodi inadeguati per un bimbo di 13 mesi. L’energia impostata sarebbe stata letale per lui".

Il piccolo è stato salvato grazie alla professionalità di Riccardo e Ilaria. Dopo cinque ventilazioni e due cicli di massaggio cardiaco, ha ripreso a respirare. All’atterraggio, il bambino è stato trasferito in ambulanza.

L’assenza di un kit adeguato in aereo è un rischio grave. Ogni minuto senza massaggio cardiaco riduce del 7-10% le possibilità di sopravvivenza, e danni cerebrali possono insorgere entro pochi minuti. "Dopo l’atterraggio, abbiamo inviato un’email alla compagnia aerea ringraziando il personale, ma anche segnalando che il materiale sanitario deve essere completo e utilizzabile, soprattutto per il primo soccorso pediatrico".

Tuttavia, non hanno ancora ricevuto risposta. "Non cerchiamo ringraziamenti – dicono – questo è il nostro lavoro, sia in servizio che fuori. Vogliamo solo assicurarci che i controlli sui presidi sanitari a bordo siano più rigorosi per evitare simili situazioni in futuro".

A Cagliari, il 31 maggio 2026, è stato segnalato un sospetto caso di Ebola. Un uomo, rientrato recentemente dalla Repubb...
31/05/2026

A Cagliari, il 31 maggio 2026, è stato segnalato un sospetto caso di Ebola. Un uomo, rientrato recentemente dalla Repubblica Democratica del Congo, ha manifestato sintomi come febbre e tosse, compatibili con il virus. I protocolli sanitari sono stati immediatamente attivati: il paziente è stato prelevato dalla sua abitazione e trasportato in isolamento all'ospedale Santissima Trinità, nel reparto di Malattie Infettive.

Il Ministero della Salute ha confermato l'attivazione dei protocolli e ha sottolineato che il rischio di diffusione in Italia rimane molto basso. Il campione biologico prelevato è stato inviato all'Istituto Nazionale per le Malattie Infettive Lazzaro Spallanzani di Roma per le analisi di conferma.

In risposta a questo caso, le autorità italiane hanno intensificato le misure di controllo alle frontiere, in particolare per i viaggiatori provenienti dalla Repubblica Democratica del Congo e dall'Uganda, dove sono stati registrati focolai di Ebola.

Al momento, il paziente è in isolamento e si attende l'esito dei test per confermare o escludere la presenza del virus. Le autorità sanitarie locali e nazionali stanno monitorando attentamente la situazione per garantire la sicurezza della comunità.

Un recente studio condotto dalla School of Gerontology della University of Southern California ha messo in evidenza un i...
31/05/2026

Un recente studio condotto dalla School of Gerontology della University of Southern California ha messo in evidenza un interessante legame tra la vaccinazione contro l'Herpes zoster e un rallentamento dell'invecchiamento biologico.

I ricercatori hanno analizzato oltre 3.800 soggetti statunitensi di età superiore ai 70 anni, misurando sette parametri chiave: infiammazione, immunità innata e adattativa, emodinamica cardiovascolare, neurodegenerazione, invecchiamento epigenetico e trascrittomico, insieme a un punteggio di invecchiamento biologico composito.

I risultati hanno mostrato che i partecipanti vaccinati esibivano punteggi significativamente migliori in tutti questi parametri, suggerendo un invecchiamento biologico più lento.

L'Herpes zoster, causato dalla riattivazione del virus Varicella-Zoster, è noto per i suoi sintomi dolorosi e potenzialmente debilitanti, specialmente negli anziani e nei soggetti immunocompromessi.

Sebbene la malattia non sia di per sé letale, può portare a complicazioni gravi, rendendo la vaccinazione altamente raccomandata per le persone oltre i 50 anni. Questo studio suggerisce che il vaccino non solo previene la riattivazione del virus, ma potrebbe anche ridurre l'infiammazione cronica, un fattore noto per contribuire a diverse patologie legate all'età, come le malattie cardiache e il declino cognitivo.

Inoltre, i ricercatori hanno osservato che gli effetti benefici del vaccino si mantenevano anche a distanza di quattro anni, indicando che la vaccinazione potrebbe avere un impatto duraturo sull'invecchiamento. Questi risultati aprono a nuove prospettive per la promozione di un invecchiamento sano attraverso strategie vaccinali mirate, benché sia necessaria ulteriore ricerca per confermare e approfondire questi effetti.

Giovanni Cavalca, un giovane infermiere italiano, ha condiviso la sua esperienza lavorativa in Inghilterra, rivelando un...
31/05/2026

Giovanni Cavalca, un giovane infermiere italiano, ha condiviso la sua esperienza lavorativa in Inghilterra, rivelando un quadro sorprendente rispetto alla sua carriera in Italia. Arrivato nel Regno Unito poco dopo il lockdown, è riuscito a diventare coordinatore infermieristico a soli 28 anni, un traguardo che in Italia richiede anni di sacrificio e fatica.

Quello che colpisce di più è la questione economica: Giovanni guadagna circa 10.000 euro in più all'anno rispetto a un pari ruolo in Italia. Questo divario retributivo è emblematico delle difficoltà che affrontano molti professionisti della salute nel nostro paese, dove i colleghi di Giovanni si sentono spesso esausti e frustrati. In Inghilterra, invece, l'ambiente lavorativo appare più dinamico e diretto. Giovanni racconta che è comune ricevere un'offerta di lavoro nel giro di poche ore, un approccio che evidenzia una maggiore efficienza rispetto alla burocrazia italiana.

Il suo confronto non è solo economico, ma anche qualitativo: le ferie e i benefit offerti nel Regno Unito sembrano essere più generosi, contribuendo a un migliore equilibrio tra vita lavorativa e personale. Questa realtà mette in luce le sfide che il sistema sanitario italiano deve affrontare per attrarre e mantenere i talenti, spingendo molti giovani professionisti a cercare opportunità altrove.

La storia di Giovanni è un invito a riflettere su come le condizioni di lavoro e le retribuzioni possano influenzare le scelte professionali, soprattutto in un settore critico come quello della salute. È un tema attuale e importante, che merita attenzione e discussione. Cosa ne pensi?

🕯️ Il Giuramento di NightingalePrima del primo paziente.Prima del primo turno.Prima della prima lunga notte a chiedersi ...
31/05/2026

🕯️ Il Giuramento di Nightingale

Prima del primo paziente.

Prima del primo turno.

Prima della prima lunga notte a chiedersi se avessi fatto abbastanza.

Molte infermiere si sono alzate con orgoglio e hanno pronunciato parole che avrebbero portato per tutta la vita.

Il Giuramento di Nightingale.

Non perché fosse richiesto.

Ma perché significava qualcosa.

Per un attimo, la stanza si sarebbe zittita.

Le famiglie osservavano dai loro posti.

I compagni di classe stavano spalla a spalla.

E le giovani infermiere, piene di speranza ed eccitazione nervosa, si promettevano a una professione molto più grande di un semplice lavoro.

Non potevano sapere cosa le aspettava.

Le festività che avrebbero perso.

Le lacrime che avrebbero asciugato.

Le vite che avrebbero toccato.

I pazienti i cui nomi non avrebbero mai dimenticato.

O i momenti che sarebbero rimasti con loro per sempre.

Eppure, hanno fatto la promessa comunque.

Di servire fedelmente.

Di proteggere la confidenza.

Di non nuocere.

Di mantenere l'onore della professione infermieristica.

Gli anni passarono.

I copricapi bianchi scomparvero.

La tecnologia cambiò.

Gli ospedali cambiarono.

Il mondo cambiò.

Ma per molte infermiere, quelle parole non svanirono mai.

Perché il Giuramento di Nightingale non riguardava davvero una cerimonia.

Riguardava l'infermiere che sceglievi di diventare.

L'infermiere che restava oltre l'orario quando un paziente aveva paura.

L'infermiere che rispondeva a un'ulteriore chiamata.

L'infermiere che trattava ogni paziente con dignità, anche quando nessuno stava guardando.

Molte infermiere in pensione ricordano ancora di essere state lì e di aver pronunciato quelle parole per la prima volta.

Non perché le avessero memorizzate.

Ma perché le avevano vissute.

👩‍⚕️ Infermiere, onoriamo quel momento oggi.

💬 Hai pronunciato il Giuramento di Nightingale alla tua laurea?

💬 In che anno sei diventata infermiera?

💬 E dopo tutti questi anni, di quale parte della professione infermieristica sei più orgogliosa?

❤️ A ogni infermiera in pensione, attiva e studentessa di infermieristica: grazie per portare avanti lo spirito dell'infermieristica.

30/05/2026

Questo video che mi ha profondamente colpito, mostra una infermiera proveniente da qualche angolo recondito del pianeta che cerca di rianimare un bambino cosciente, praticando un massaggio cardiaco in modo inappropriato, nonostante il piccolo stesse piangendo. Questa scena riflette una realtà in cui la mancanza di formazione può portare a tentativi di soccorso errati e potenzialmente dannosi.

È cruciale formarsi in BLSD, ovvero Supporto Vitale di Base e Defibrillazione. Sapere come riconoscere un’emergenza e intervenire correttamente è fondamentale, perché azioni sbagliate possono aggravare la situazione invece di migliorarla. La formazione in BLSD permette a ognuno di noi di sentirsi più sicuro e pronto ad affrontare situazioni critiche, dove ogni secondo conta.

Inoltre, diffondere la conoscenza e l’importanza del BLSD può contribuire a creare una comunità più sicura. Quando più persone sono formate, più vite possono essere salvate.

Negli ultimi anni, un fenomeno interessante sta emergendo tra le giovani donne: quasi il 40% di loro ha dichiarato di no...
30/05/2026

Negli ultimi anni, un fenomeno interessante sta emergendo tra le giovani donne: quasi il 40% di loro ha dichiarato di non voler avere figli. Questo dato, che potrebbe sorprendere molti, riflette un cambio di paradigma significativo nelle scelte di vita e nei valori delle nuove generazioni.

Molte donne oggi si concentrano sullo sviluppo della propria carriera, sull'istruzione e sulla realizzazione personale. La maternità viene spesso vista come un ostacolo a queste ambizioni.

Inoltre, la precarietà del mercato del lavoro e il costo della vita influenzano pesantemente la decisione di avere figli, portando a percepire la genitorialità come un impegno finanziario e logistico troppo gravoso. C'è anche una crescente valorizzazione dell'autonomia e della libertà personale, con molte donne che desiderano esplorare il mondo, viaggiare e dedicarsi a passioni senza le responsabilità che derivano dalla maternità.

Questa tendenza solleva interrogativi importanti su come le società si adatteranno a un futuro con meno bambini, richiedendo un'evoluzione delle politiche familiari, del sistema pensionistico e dei servizi sociali per affrontare un cambiamento demografico così significativo. Riconoscere e rispettare queste scelte è fondamentale per costruire una società inclusiva e comprensiva delle diverse visioni della vita.

Cosa ne pensate? È giusto che ognuno segua il proprio percorso, anche quando si tratta di questioni così personali come la genitorialità? Condividete i vostri pensieri nei commenti! 💬✨

Indirizzo

Corso Europa 386/4
Genova
16132

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