Alessandra Proietti Psicoterapeuta

Alessandra Proietti Psicoterapeuta Del mio lavoro amo soprattutto due aspetti:l'incontro con le storie delle persone e la possibilità che dal lavoro condiviso fioriscano storie diverse

12/08/2026

Uno dei principi fondamentali di tutto il pensiero junghiano è l’integrazione tra opposti, la cui tensione ci mette di fronte alla possibilità di comprendere che esistono realtà altre rispetto al nostro punto vista. Accettare l’Altro in noi comporta una deflazione dell'Io e delle sue certezze, nonché la creazione di una zona liminare nella quale ogni nostro atteggiamento e il suo contrario corrispondente nell’Altro, si dovranno fronteggiare. Perciò Jung ammonisce sé stesso, dicendo: “La via della vita è trasformazione non esclusione” . E ancora: “Per continuare a vivere tu hai bisogno di essere intero” . L’interezza dunque è la condizione necessaria per non restare vittime dei conflitti presenti nell’animo.

04/08/2026

“Come stai? – E non rispondere tutto bene”, il nuovo programma di Radio 24 dedicato alla salute mentale, in onda dal 27 luglio a fine agosto. Una domanda semplice: Come stai?  Paolo Ruffini – attore, autore, conduttore radiofonico e ideatore del fenomeno teatrale Din Don Down – la use...

03/08/2026

Lo diresti mai in una situazione del genere? Eppure chi attraversa una sofferenza psicologica se lo sente dire spesso.
La condizione è diversa, ma il dolore per una ferita non ancora rimarginata è lo stesso.

❤️

31/07/2026

Le recenti proposte legislative sull'imputabilità dei minori aprono un dibattito che attraversa la giustizia, la salute, l'educazione e la responsabilità collettiva.

Ogni scelta normativa deve essere accompagnata da evidenze scientifiche sullo sviluppo dell'infanzia e dell'adolescenza.

𝑆𝑢𝑙 𝑛𝑜𝑠𝑡𝑟𝑜 𝑠𝑖𝑡𝑜 𝑢𝑛 𝑎𝑝𝑝𝑟𝑜𝑓𝑜𝑛𝑑𝑖𝑚𝑒𝑛𝑡𝑜 𝑎 𝑐𝑢𝑟𝑎 𝑑𝑒𝑙 𝐺𝑟𝑢𝑝𝑝𝑜 𝑑𝑖 𝐿𝑎𝑣𝑜𝑟𝑜 𝑃𝑒𝑟𝑖𝑛𝑎𝑡𝑎𝑙𝑖𝑡𝑎̀, 𝐼𝑛𝑓𝑎𝑛𝑧𝑖𝑎 𝑒 𝐴𝑑𝑜𝑙𝑒𝑠𝑐𝑒𝑛𝑧𝑎 𝑒 𝑑𝑒𝑙𝑙𝑎 𝑟𝑒𝑓𝑒𝑟𝑒𝑛𝑡𝑒 𝐶𝑙𝑎𝑟𝑒𝑡𝑡𝑎 𝐹𝑒𝑚𝑖𝑎, 𝑐𝑜𝑛𝑠𝑖𝑔𝑙𝑖𝑒𝑟𝑎 𝑑𝑒𝑙 𝐶𝑛𝑜𝑝 👇
https://www.psy.it/imputabilita-minorile-e-sviluppo-cosa-ci-dice-la-scienza/

30/07/2026

Le nuove Linee di indirizzo Agenas sulle équipe multiprofessionali nelle Case della Comunità rappresentano un passo importante nell'attuazione del DM 77/2022, ma lasciano aperta una questione tutt'altro che secondaria: lo psicologo non è previsto nel nucleo stabile dell'équipe di base, bensì solo in quella "allargata", attivabile in presenza di bisogni specifici.

Una scelta che, secondo Eva Pascoli, referente del Gruppo di Lavoro Sanità del CNOP, rischia di indebolire proprio il modello biopsicosociale su cui si fonda la riforma dell'assistenza territoriale, allontanandosi dalle indicazioni del Piano di Azione Nazionale per la Salute Mentale 2025-2030.

Vai all’articolo per approfondire 👇
https://panoramadellasanita.it/site/case-della-comunita-senza-lo-psicologo-lequipe-multidisciplinare-resta-incompleta/

28/07/2026

📌Il Consiglio dei Ministri ha approvato un disegno di legge che ha come oggetto l’imputabilità minorile.

Con le modifiche proposte, la dimensione evolutiva e dinamica della personalità dell’adolescente deviante non verrebbe più considerata come un aspetto centrale, ma un’eccezione da verificare.

I Tribunali per i Minorenni quotidianamente registrano storie di disagio psicologico, grave trascuratezza, povertà educativa, traumi e contesti familiari profondamente fragili o violenti. In questi contesti, l’intervento punitivo difficilmente svolge una funzione deterrente e rischia anzi di produrre un aumento di criminalità e recidiva.

Le ricerche ci suggeriscono infatti che la migliore forma di deterrenza consiste nella sollecitazione di azioni ed esperienze socialmente positive, attrattive e motivanti.

Invitiamo pertanto le istituzioni governative a rafforzare il sistema di welfare, intervenendo preventivamente sui contesti di vita, sul sostegno alla genitorialità, sulla scuola, sulla salute mentale e sulla costruzione di opportunità alternative alla cultura della violenza.

👉Confidiamo che la risposta della giustizia minorile continui a mettere al centro la persona minorenne, a partire dalla valutazione della sua personalità e non solo del reato. Una giustizia orientata in un’ottica educativa e psicologica promozionale di benessere.

Leggi l'articolo completo: https://ordinepsicologilazio.it/post/imputabilita-minorile

25/07/2026
19/07/2026

Pellai: ecco cosa ci dicono (e cosa ci chiedono di fare) i risultati Invalsi

14/07/2026

L’EUROPA STA PER IMPORRE NUOVE REGOLE ALLE PIATTAFORME SOCIAL A TUTELA DEI NOSTRI FIGLI

Ieri è arrivata la dichiarazione ufficiale di Ursula von der Leyen, che, dopo aver ricevuto il report finale del Panel voluto dalla Commissione Europea sui rischi che l’online produce in età evolutiva, ha affermato che “i social media non sono un giocattolo” e che “sebbene spetti ai genitori decidere quando i figli riceveranno il loro primo smartphone” oggi è necessario “fissare un'età minima per l'accesso ai social media” per “non condannare un'altra generazione a ulteriori danni psicologici, dipendenza e sofferenza”.

Ecco i tre punti che von der Leyen ha posto al centro della sua dichiarazione:
- le piattaforme hanno la responsabilità di dimostrare di essere luoghi sicuri. L’Europa ha chiesto l’applicazione di questo principio alle case automobilistiche, alle industrie farmaceutiche, alle aziende alimentari e ora lo chiede alle grandi aziende tecnologiche. Le piattaforme hanno un dovere di diligenza nei confronti degli utenti, in particolare di quelli più vulnerabili.
- Oggi “non si tratta più di stabilire se i bambini possano accedere ai social media, bensì di capire se e quando i social media possano accedere ai nostri figli”. Tale responsabilità deve trovare le piattaforme attive e in prima linea perché il divieto venga rispettato (cosa per cui fino ad oggi si sono rivelate inadempienti e/o refrattarie)
- Le evidenze oggi disponibili confermano la tesi a favore di un'età minima per l'accesso ai social media. E’ un cambiamento che richiede tempo, ma necessario.

Insomma, la strada oggi sembra segnata e l’inversione di rotta avviata in modo definitivo. La proposta con la risoluzione di intervento p stata promessa dopo l'estate. Tutti noi la stiamo aspettando.
Sperando che le narrazioni – oggi pandemiche – che affermano che “non sono i social media, ma l’uso che se ne fa” o che “i social sono l’ambiente elettivo dove oggi gli adolescenti costruiscono la loro identità” comincino anch’esse ad essere considerate inique, oltre che antiscientifiche.

Oggi ho scritto un editoriale per Avvenire su questi importanti cambiamenti. Lo trovate allegato a questo post. Da leggere, commentare e condividere.

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