14/07/2026
L’EUROPA STA PER IMPORRE NUOVE REGOLE ALLE PIATTAFORME SOCIAL A TUTELA DEI NOSTRI FIGLI
Ieri è arrivata la dichiarazione ufficiale di Ursula von der Leyen, che, dopo aver ricevuto il report finale del Panel voluto dalla Commissione Europea sui rischi che l’online produce in età evolutiva, ha affermato che “i social media non sono un giocattolo” e che “sebbene spetti ai genitori decidere quando i figli riceveranno il loro primo smartphone” oggi è necessario “fissare un'età minima per l'accesso ai social media” per “non condannare un'altra generazione a ulteriori danni psicologici, dipendenza e sofferenza”.
Ecco i tre punti che von der Leyen ha posto al centro della sua dichiarazione:
- le piattaforme hanno la responsabilità di dimostrare di essere luoghi sicuri. L’Europa ha chiesto l’applicazione di questo principio alle case automobilistiche, alle industrie farmaceutiche, alle aziende alimentari e ora lo chiede alle grandi aziende tecnologiche. Le piattaforme hanno un dovere di diligenza nei confronti degli utenti, in particolare di quelli più vulnerabili.
- Oggi “non si tratta più di stabilire se i bambini possano accedere ai social media, bensì di capire se e quando i social media possano accedere ai nostri figli”. Tale responsabilità deve trovare le piattaforme attive e in prima linea perché il divieto venga rispettato (cosa per cui fino ad oggi si sono rivelate inadempienti e/o refrattarie)
- Le evidenze oggi disponibili confermano la tesi a favore di un'età minima per l'accesso ai social media. E’ un cambiamento che richiede tempo, ma necessario.
Insomma, la strada oggi sembra segnata e l’inversione di rotta avviata in modo definitivo. La proposta con la risoluzione di intervento p stata promessa dopo l'estate. Tutti noi la stiamo aspettando.
Sperando che le narrazioni – oggi pandemiche – che affermano che “non sono i social media, ma l’uso che se ne fa” o che “i social sono l’ambiente elettivo dove oggi gli adolescenti costruiscono la loro identità” comincino anch’esse ad essere considerate inique, oltre che antiscientifiche.
Oggi ho scritto un editoriale per Avvenire su questi importanti cambiamenti. Lo trovate allegato a questo post. Da leggere, commentare e condividere.