01/09/2026
PILLOLE DI MITOLOGIA: La nascita di Ganesh
Il mito della nascita di Ganesha, narrato in diverse versioni della tradizione hindu, è innanzitutto un racconto di identità, devozione e trasformazione.
Parvati crea Ganesha direttamente dal proprio corpo e gli affida il compito di custodire la soglia mentre lei si ritira per il bagno.
Ganesha nasce per custodire un confine: tra il dentro e il fuori, tra il privato e il pubblico, tra il prima e il dopo, ma la soglia non è soltanto separazione: è anche il luogo di passaggio.
Per questo può diventare una metafora dei momenti di transizione: lo soazio tra ciò che lasciamo e ciò verso cui stiamo andando, una fine e il nuovo inizio che da quella fine può emergere.
Ganesha rimane fedele al compito che gli è stato affidato, fino alle estreme conseguenze. La sua devozione è fedeltà alla propria parola, anche quando quella fedeltà ha un costo.
Il mito, però, non finisce con la sua morte.
Ganesha rinasce in una forma nuova. La testa di elefante non cancella ciò che è stato, lo trasforma. La sua identità non viene semplicemente restituita ma ricomposta.
Anche noi attraversiamo continuamente delle soglie: la fine di un lavoro, di una relazione, di un progetto, o semplicemente di un modo di pensarci. Ci sono momenti in cui non siamo più ciò che eravamo ma non sappiamo ancora chi stiamo diventando.
È uno spazio scomodo. Eppure è proprio lì che qualcosa di nuovo può nascere
La nuova forma di Ganesha diventa così simbolo di una coscienza più ampia: forza, saggezza e capacità di ascolto e di aprire il cammino.
La soglia che custodiva diventa, simbolicamente, una soglia che sa attraversare. La fine e l’inizio non sono due realtà separate.
Sono due momenti dello stesso movimento.
Come nella salita: ogni passo lascia indietro ciò che eravamo e, nello stesso istante, ci conduce verso ciò che ancora non conosciamo.
Trasformarsi non significa perdere se stessi.
Significa lasciare spazio a una nuova forma di sé.
Se vuoi approfondire questo tema a breve trovi un articolo sul mio blog.
Nel frattempo se hai domande o vuoi raccontarmi una versione diversa del mito ti aspetto nei commenti.