Pamela..un'Ostetrica per Amica

Pamela..un'Ostetrica per Amica Alla nascita del mio primo figlio capì quale tipo di ostetrica NON VOLEVO ESSERE... E da lì trovai il mio ruolo nel mondo! Con voi e per voi

03/09/2026

🥹

03/09/2026

Non abbiate fretta nel separarci dai vostri cuccioli🧸
Stanno imparando da voi a lasciarsi andare al mondo che li circonda🧸
Noi genitori abbiamo il compito di creare e donare sicurezza e protezione, affinché possano, ognuno coi propri tempi, spiccare il volo 🧸

🙋🤣🤣🤣🙈
03/09/2026

🙋🤣🤣🤣🙈

🤣

2 figli su 3 ❤️
03/09/2026

2 figli su 3 ❤️

A volte i dettagli più piccoli hanno il significato più grande.

Quel piccolo segno rosa dietro al collo... quello che chiamano morso di cicogna, bacio d'angelo... la maggior parte delle persone lo vedrebbe e andrebbe avanti.

Ma alcuni dicono che è perché una persona cara l'ha baciata mentre veniva da noi.

E quando spazzolo loro i capelli da parte e ne intravedo un'occhiata, mi sembra un tranquillo ricordo che sono arrivati già amati... già toccato da qualcosa di gentile e invisibile.

Mi piace immaginare qualcuno che sussurra: "Prenditi cura di loro", prima di mandarlo tra le mie braccia.

Dicono che sia solo una voglia.

Ma la maternità trasforma le cose ordinarie in qualcosa di sacro.

E quel minuscolo segno sembrerà sempre la prova che erano amati molto prima che io li tenessi in braccio.

Ahhahahahahahah 🤣
03/09/2026

Ahhahahahahahah 🤣

03/09/2026
Quante volte 🤣
03/09/2026

Quante volte 🤣

«Quel “non arrabbiarti” è già una confessione.» 😂

Tutta la mia stima 😅
03/09/2026

Tutta la mia stima 😅

Dopo tre mesi passati a inventare qualcosa da fare ogni giorno, possiamo finalmente dimetterci dal ruolo di animatrici non retribuite. 😂

E come ogni settembre ripartiamo piene di buoni propositi: più organizzazione, meno corse, zaini pronti la sera e tutto preparato in anticipo.

Che ingenue che siamo a settembre.

Etichettiamo tutto con nome e cognome. Dopo dieci giorni metà del materiale appartiene misteriosamente a qualcun altro.

Ci cervelliamo per preparare merende sane, equilibrate e possibilmente diverse ogni giorno. Poi arriva ottobre e torniamo al rassicurante: «Prendi i crackers e andiamo».

Promettiamo di controllare sempre il registro e leggere tutte le comunicazioni. Poi, puntuale, alle 21:47 arriva:
«Mamma, domani devo portare un cartoncino verde».

Ci diciamo che quest’anno prepareremo tutto la sera prima. Una settimana dopo, alle 7:52, stiamo cercando contemporaneamente una scarpa, la borraccia e la pazienza.

Tornano le sveglie, le corse, i compiti, le chat di classe e i «Mamma, mi serve per domani».

E pensare che tre mesi fa contavamo i giorni che mancavano alle vacanze.

Adesso contiamo quelli che mancano alla campanella. 😂

03/09/2026

✨I bambini ti mostrano quella parte di te che devi ancora educare.
Forse è anche per questo che, in qualche modo, ognuno di noi incontra il bambino di cui ha bisogno.

Ogni bambino arriva con il proprio temperamento, le proprie sfide, i propri doni. E spesso va a toccare esattamente quei punti di noi che credevamo di aver già risolto.
La relazione con lui rende visibile ciò che, dentro di noi, chiede ancora di evolvere.

Il bambino che non accetta subito un no
può mostrarci quanto facciamo fatica a restare saldi senza diventare rigidi.
Ci insegna che mettere un confine non significa controllare l'altro, ma riuscire a rimanere presenti anche davanti alla sua frustrazione.

Il bambino lento, che ha bisogno dei suoi tempi, può mostrarci quanto siamo abituati a correre, ad accelerare, a pretendere che tutto accada secondo i nostri ritmi.
Ci invita a distinguere ciò che è davvero urgente da ciò che siamo noi a rendere urgente. E ci insegna una delle cose più difficili: aspettare senza intervenire.

Il bambino che sbaglia, dimentica, rovescia tutto può portarci faccia a faccia con il nostro rapporto con l'errore.
Con quella voce che pretende, corregge, controlla. E darci l'occasione di chiederci:
sto educando mio figlio o sto reagendo a qualcosa che appartiene alla mia storia?

Essere genitori, insegnanti non è un percorso lineare.
È anche uno specchio.
Il bambino che hai davanti può mostrarti i tuoi automatismi, le tue ferite, i tuoi limiti.
Ma anche possibilità di trasformazione che forse, senza quella relazione, non avresti mai incontrato.

Perché i bambini a volte fanno emergere la paura di perdere il controllo.
La paura di non essere abbastanza.
La paura di sbagliare proprio in ciò che per noi conta di più.
Ed è lì che educare diventa anche un lavoro su di sé.

Ma c'è un'altra parte di questa storia.
Perché mentre loro ci mostrano dove possiamo crescere, noi stiamo contribuendo a costruire il modo in cui impareranno a guardare se stessi.

Siamo il luogo a cui tornano.
La voce che, giorno dopo giorno, contribuisce a diventare la loro voce interiore.
La presenza attraverso cui imparano cosa significa sentirsi accolti, rispettati, amati.
Ed è forse questo il cuore dell'educazione
crescere un bambino mentre, inevitabilmente, quel bambino fa crescere anche noi.

Non abbiamo il bambino “perfetto” per noi.
Abbiamo davanti una persona unica che, nella relazione con noi, ci permette di evolvere.
Noi educhiamo loro. Loro, se lo scegliamo, educano qualcosa in noi.

Laura Mazzarelli

⚜️Vi aspetto, sabato 5 settembre, alla giornata “Educare con la mindfulness: coltivare la presenza per crescere insieme”, tutte le info a questo link: https://www.ilcamminopedagogico.it/webinar/corso-mindfulness-genitori-insegnanti-educatori/

Eh già 🤷
03/09/2026

Eh già 🤷

Indirizzo

Marino

Orario di apertura

Lunedì 09:00 - 18:00
Martedì 09:00 - 17:00
Mercoledì 09:00 - 18:00
Giovedì 09:00 - 18:00
Venerdì 09:00 - 18:00

Telefono

3348558290

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