17/12/2025
"Il vero conoscitore di sé diventa coraggioso quando è disposto a guardarsi sotto la luce della propria vulnerabilità. Il suo atto rivelatorio è nella paura di ciò che tale luce potrebbe produrre, soffermarsi troppo potrebbe esporlo a conoscere il buio delle proprie ombre. Il conoscitore sa anche che quella è l'unica via possibile in grado di rivelargli, allo stesso modo, tutto il potenziale della sua luce " - dott.ssa Simona Suria 📝
Ti sei mai chiesto perché è difficile intraprendere un percorso di terapia personale?
Intraprendere un percorso di terapia è difficile perché richiede coraggio. Non il coraggio di “aggiustare ciò che non va”, ma quello più profondo di guardarsi davvero.🧐
Come nel testo che ho scritto, conoscersi significa esporsi alla luce della propria vulnerabilità. 🌓
E la luce, quando arriva, non illumina solo ciò che è già visibile: porta alla superficie anche ciò che è stato messo da parte, evitato, temuto.
Emozioni non elaborate, ferite, parti di sé che fanno paura. È comprensibile, quindi, che ci si fermi sulla soglia: soffermarsi troppo può dare la sensazione di entrare nel buio delle proprie ombre.🕳️
La terapia spaventa perché:
🛡️ci chiede di rinunciare alle difese che ci hanno protetto fino a oggi
👥mette in discussione l’immagine che abbiamo di noi stessi
💔ci espone alla possibilità di sentire dolore prima di stare meglio
Eppure, come ci ricorda il testo, il conoscitore di sé sa che non esiste un’altra via. È proprio attraversando quel buio, in uno spazio sicuro e accompagnato, che diventa possibile riconoscere anche il potenziale della propria luce: risorse, autenticità, capacità di scelta e di cambiamento.✨
La terapia non è un segno di debolezza, ma un atto di profondo rispetto verso se stessi.🫂
È dire: sono disposto a guardarmi, anche quando fa paura, perché merito di conoscermi davvero.🧩
E tu che ne pensi? Ti è piaciuto il testo?
Parliamone nei commenti!