The Mentors of Design

The Mentors of Design FUNZIONALITA' DEGLI SPAZI
ARMONIA ESTETICA
CULTURA DI PROGETTO E RICERCA
DIALOGO CON LA COMMITTENZA

Ashe continua a mostrarci la sua casa. Scherzi a parte – ma nemmeno tanto – questa volta vediamo uno dei due bagni dell’...
07/09/2026

Ashe continua a mostrarci la sua casa. 

Scherzi a parte – ma nemmeno tanto – questa volta vediamo uno dei due bagni dell’abitazione. Non essendo presenti finestre, e quindi luce naturale, abbiamo lavorato sull’illuminazione, sui materiali e sul colore, rifuggendo la cupezza precedente (si veda la foto del BEFORE).

Vero che la porta del bagno rimane generalmente chiusa, ma altrettanto vero e bello ritrovare un’armonia col resto della casa.

La committenza desiderava colori chiari, sui toni marini; abbiamo accolto questa visione, giocando con rivestimenti 10x10, volutamente evidenziati da una linea di fuga generosa, divenuta elemento di progetto.

La struttura con mensole e moduli chiusi di STRING SYSTEM, oltre a rispondere ad esigenze di contenimento, dialoga con lo stile e i colori dei materiali presenti, anche a porta aperta.

Lo scalda salviette, prima posizionato all’ingresso del bagno, è tornato nella sua posizione naturale, sopra i sanitari.

Abbiamo, infine, “aggiustato” lo spazio dedicato alla lavatrice, sulla sinistra, con un riempimento di volume sulla frazione superiore ed una nuova chiusura con una doppia porta custom. Ora risulta tutto più ordinato.

Ricordiamoci sempre che il bagno non è solo uno spazio di servizio ma una stanza a tutti gli effetti, meritevole di attenzione e cura.

Benvenuti a casa di Ashe, un gatto solo apparentemente innocuo che, più di una volta, ci ha fatto perdere “10 anni di vi...
02/09/2026

Benvenuti a casa di Ashe, un gatto solo apparentemente innocuo che, più di una volta, ci ha fatto perdere “10 anni di vita”, nascondendosi così bene da farci credere di essere scappato.

In questo lavoro, quasi concluso, abbiamo ridisegnato l’estetica e la funzionalità degli spazi, tenendo fermo l’impianto distributivo della casa, al netto di una porta riposizionata per avere un bagno con accesso da una delle due stanze presenti.

Iniziamo dall’ingresso, che forzatamente portava ad un accesso diretto alla zona del salotto. Il miglior compromesso possibile è stato ottenuto inserendo un guardaroba all’ingresso – per i cappotti, le giacche e le scarpe di utilizzo immediato, oltreché per gli ospiti – e girando il distributivo del salotto. Come conseguenza è cambiata anche la posizione della Televisione, cui abbiamo associato ad un mobile di contenimento di USM HALLER.

La vestiaire ci ha anche aiutato ad allontanare, per quanto possibile, la zona living dalla porta di entrata, creando una preziosa spalletta.

Se prima avevamo un divano di spalle all’unica finestra della sala, ora abbiamo un divano di dimensioni più generose, con sviluppo ad L e aperto allo spazio rimanente. Lo vedremo meglio in altre immagini che pubblicheremo.

In termini di stile, decorazione ed arredi, si è seguita una strada minimale, dove i materiali, i colori e i dettagli sono protagonisti misurati.

Certamente l’anima dell’abitazione è stata stravolta e Ashe sembra molto soddisfatto, sperando che non faccia danni!

(pare che gli piaccia molto il tessuto del divano…)

Fondazione Achille Castiglioni Abbiamo avuto il piacere di visitare la Fondazione, ospitata nello spazio originale, in P...
10/06/2026

Fondazione Achille Castiglioni

 

Abbiamo avuto il piacere di visitare la Fondazione, ospitata nello spazio originale, in Piazza Castello a Milano, dove Achille Castiglioni ha avuto lo studio per tutta la vita.

Coi fratelli Livio e Pier Giacomo, scomparso prematuramente, ha segnato la storia del disegno industriale italiano, in un’epoca di cultura, ricerca e sapere che è alla base di quasi tutto il design contemporaneo.

Dai racconti appassionati della figlia Giovanna si comprende la curiosità e vivacità assoluta dell’architetto Castiglioni, che ha sempre ricercato nell’anima delle cose e dei materiali, quelle risposte progettuali che fossero capaci di soddisfare una funzione, senza dimenticare mai di strappare talvolta un sorriso, quasi fossero oggetti animati.

Se ripercorriamo tutte le sue infinite creazioni, possiamo forse ritrovare un fil rouge che lega il processo creativo: le risposte sono già scritte in quello che vediamo, sta a noi comprenderle e tradurle in qualcosa di nuovo, di bello, di duraturo.

E naturalmente la storia gli ha dato ragione.

In questo periodo, all’interno dello studio, è messo in scena un dialogo foriero di meraviglia: “Achille e Bruno. Liberi di giocare”. Bruno è naturalmente Bruno Munari, altra figura immensa di un’epoca d’oro, anch’egli amante della materia e del gioco – numerosi i libri per bambini e le sue invenzioni – consapevole dell’importanza di “sporcarsi le mani” per poter costruire uno spirito imaginifico. Indimenticabile la sua produzione per Danese Milano e per la casa editrice Corraini.

Il nostro invito, se avete occasione, è di visitare questo spazio, pensando all’importanza della materia in un mondo sempre più immateriale, anche nei suoi processi creativi.

Nessun passatismo, ma capiamo quanto sia ancora centrale dedicare del tempo alle cose, agli oggetti, all’osservazione.

Accade sempre più spesso – sia quando interveniamo su progetti in parte già disegnati, sia quando raccogliamo le richies...
29/05/2026

Accade sempre più spesso – sia quando interveniamo su progetti in parte già disegnati, sia quando raccogliamo le richieste dei committenti – di dover considerare scenari nei quali l’ambito cucina entra in relazione, visiva e funzionale, con altri spazi dell’abitazione.

Ed allora sarà particolarmente importante mantenere un focus attento sull’armonia dei colori, dei materiali e delle finiture, oltreché sullo stile complessivo.

In questo caso abbiamo lavorato sui colori della terra e sui toni del marrone, tenendo conto del pavimento ad effetto cemento, che era dato, e dello sviluppo della cucina, parzialmente celata dalla parete con ante in legno sullo sfondo.

Il volume che si vede sulla sinistra, che ad ante aperte rivela il mobile bar in acciaio e specchio, è in finitura di cemento (Brioni), quasi fosse un elemento architettonico “grezzo”, un vero e proprio perno prospettico e concettuale della casa.

I divani “scomposti” di Edra, sempre sui toni dell’abitazione, ci aiutano a gestire uno spazio complesso e di passaggio in modo organico, mitigando quell’effetto “barriera” che molto spesso vediamo negli open space.

Si poteva fare diversamente? Sì, come per qualsiasi progetto. Ma la cosa importante, come diciamo spesso, è evitare errori fatali, volendo magari replicare soluzioni, che si vedono altrove, ma che non corrispondono al nostro spazio effettivo.

Condividiamo una nostra riflessione, a bocce ferme, sul Salone del Mobile appena concluso. Sul fronte della partecipazio...
29/04/2026

Condividiamo una nostra riflessione, a bocce ferme, sul Salone del Mobile appena concluso. Sul fronte della partecipazione è stato un successo, con una città letteralmente invasa di persone, fiera di Rho compresa, dove siamo stati il giorno di apertura.

Negli ultimi anni vi è stato altresì un ridisegno dei poli di attrazione, col tramonto di alcuni (Tortona) e l’emergere di altri, Isola in primis.

Si sono poi moltiplicati gli eventi espositivi all’interno dei palazzi storici e la partecipazione dei marchi della moda, entrati a “gamba tesa” nel settore del design.

Abbiamo visto cose e novità interessanti? Sì, come ci siamo imbattuti in molte cose già viste o simili tra loro. Di idee forti non ne abbiamo registrate molte, e forse è normale che sia così.

Domanda: è davvero possibile disegnare nuove collezioni ogni 12 mesi? Il mondo dell’arredo, dell’illuminazione e della decorazione degli interni, non può avere i tempi della moda. È impensabile.

Quante idee nuove puoi avere all’anno, al netto di quanto già disegnato? Forse un paio e da sviluppare bene, processo che richiede tempo.

Stiamo invece debordando in una dimensione dove le foto postate contano più della sostanza, dove si sta in coda ore per entrare in un palazzo, per “agguantare” un gadget. Non possiamo non citare fila chilometrica a Palazzo Serbelloni (LV).

Potremmo utilizzare l’acronimo FOMO (Fear of Missing Out) per descrivere questo fenomeno. Un atteggiamento rivelatore di quanto l’esserci prevalga sull’interesse.

Questa formula ha perso il controllo, smarrendo quell’identità inziale che voleva dare rilievo ai professionisti. A livello esperienziale è insostenibile, con una città non in grado di gestire questi volumi.

Non abbiamo la risposta su come si dovrebbe rimodulare il Salone, che rimane fondamentale e che ha sempre qualcosa da dare; si dovrebbe indagare e capire come lasciare più spazio alla sostanza, al focus dell’evento: il design.

Tralasciamo la questione QR CODE, la cui gestione sta diventando piuttosto ridicola, senza peraltro garantire alcuna priorità di accesso.

È stato bello il Salone? Si. C’è qualcosa che non va? Sì.

Ai posteri (e a voi) l’ardua sentenza.

Nella medesima abitazione siamo intervenuti anche sul  living e in una stanza matrimoniale, ambienti già dati ma che riv...
21/04/2026

Nella medesima abitazione siamo intervenuti anche sul  living e in una stanza matrimoniale, ambienti già dati ma che rivelavano alcune criticità da risolvere, sia per la par parte della decorazione, sia per la parte funzionale.

In prima istanza abbiamo cercato di conferire unità a dei volumi spaziali molto giocati, ridando ordine visivo. Questo è stato possibile eliminando il gioco di colori presente ed utilizzando un'unica cromìa, più tenue ed accogliente, per pareti e soffitto. Con questo escamotage siamo riusciti a mitigare l’irregolarità spaziale. I nuovi arredi e complementi sono stati selezionati di conseguenza: pochi pezzi, con colori e materiali capaci di dialogare tra loro.

Nella stanza matrimoniale, anch’essa già data, abbiamo cercato di risolvere un altro punto molto critico, ovvero un passaggio idraulico piuttosto visibile che correva sulla frazione bassa della parete, tagliando – tra le altre cose – la nicchia del termosifone.

Qui ci siamo “inventati” un volume unico con una progettazione su misura, che riassumesse un mobile di contenimento, sulla sinistra, una griglia di copertura del termosifone, ed una frazione per ospitare libri od elementi decorativi. Anche qui, infine, siamo intervenuti sul fronte del colore.

Mancano evidentemente i tendaggi ma siamo soddisfatti della soluzione.

Intervenire su case già definite può essere visto come un limite. È tuttavia interessante perché ti “obbliga” a ragionare entro un perimetro che può essere molto sfidante.

Spesso ci diciamo: “ecco, forse, progettando organicamente dall’inizio, per alcuni aspetti, non l’avrei fatta così”.

Però sei felice del risultato finale!

Intervenire in una casa già definita è sempre una bella sfida perché si deve forzatamente partire da elementi già dati. ...
18/04/2026

Intervenire in una casa già definita è sempre una bella sfida perché si deve forzatamente partire da elementi già dati. In questo caso, lavorando sulla parte cromatica e inserendo soluzioni custom e nuovi arredi, abbiamo cercato di risolvere alcune criticità sui volumi e sulla decorazione degli interni.

Gli spazi risultavano particolarmente “giocati”, senza un vero filo conduttore, ed anche la parte del colore non appariva particolarmente convincente.

Abbiamo pertanto “lavorato” cercando di dare un senso estetico e funzionale all’ingresso, ritrovando un’unità dei volumi e scaricando i colori presenti, questo per creare una scatola più uniforme. Delle due l’una: o giochiamo coi colori o giochiamo coi volumi.

L’intervento di progettazione su misura ha consentito di legare formalmente una serie di nicchie che apparivano disarmoniche, e di risolvere la presenza del router con un camouflage in linea con quanto definito.

Un’ulteriore esigenza era quella di dare un senso estetico e funzionale allo studio che si apre sull’ingresso, mantenendo un ordine visivo a porta scorrevole aperta. È per questa ragione che abbiamo preferito inserire un mobile chiuso nella parte più a vista, con funzione di contenimento e vestiaire, e con una parte a giorno più prospiciente alla porta. Questo, sia per motivi tecnici – avevamo un interruttore – sia per motivi estetici: alleggerimento del volume e spazio dove poter appoggiare alcuni oggetti di utilizzo quotidiano.

Mancano ancora alcuni dettagli ma direi che ci siamo.

Uno scorcio di un viaggio durato qualche mese.Naturalmente torneremo in modo più compiuto su quest’abitazione – manca an...
18/02/2026

Uno scorcio di un viaggio durato qualche mese.

Naturalmente torneremo in modo più compiuto su quest’abitazione – manca ancora quale tassello – ma ci piaceva anticipare l’atmosfera di uno spazio che accoglierà la nostra committente nelle prossime settimane.

È stata una progettazione per sottrazione, con materiali e colori misurati, con qualche dettaglio diverso dal solito, a volte con uno sguardo al passato, rivisto in chiave contemporanea: un esempio, tra gli altri, l’utilizzo di rivestimenti 20 x 20 con fuga di 3 mm sui toni del verde salvia, in linea col colore della cucina in vetro satinato.

Sicuramente la materia è uno dei focus di progetto: sotto la Luce Sferica di FLOS verrà posizionato il tavolo Bonnet di MDF in “coccioperla”, una miscela artigianale di malta, inerti e madreperla triturata.

Non sarà un’abitazione eccessivamente disegnata, lasciando spazio al tempo di definirne il carattere. La libreria a griglia Krossing di Kriptonite, che si intravede, è una struttura minimale che potrà accogliere libri e oggetti, lasciando loro il giusto risalto.

Cionondimeno, pochi pezzi, di grande impatto, tracceranno una strada stilistica chiara.

Ancora qualche settimana e racconteremo più in dettaglio ogni particolare.

Che dire, un pezzo che per noi è un vero e proprio must.
15/09/2025

Che dire, un pezzo che per noi è un vero e proprio must.

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