The Mentors of Design

The Mentors of Design FUNZIONALITA' DEGLI SPAZI
ARMONIA ESTETICA
CULTURA DI PROGETTO E RICERCA
DIALOGO CON LA COMMITTENZA

Accade sempre più spesso – sia quando interveniamo su progetti in parte già disegnati, sia quando raccogliamo le richies...
29/05/2026

Accade sempre più spesso – sia quando interveniamo su progetti in parte già disegnati, sia quando raccogliamo le richieste dei committenti – di dover considerare scenari nei quali l’ambito cucina entra in relazione, visiva e funzionale, con altri spazi dell’abitazione.

Ed allora sarà particolarmente importante mantenere un focus attento sull’armonia dei colori, dei materiali e delle finiture, oltreché sullo stile complessivo.

In questo caso abbiamo lavorato sui colori della terra e sui toni del marrone, tenendo conto del pavimento ad effetto cemento, che era dato, e dello sviluppo della cucina, parzialmente celata dalla parete con ante in legno sullo sfondo.

Il volume che si vede sulla sinistra, che ad ante aperte rivela il mobile bar in acciaio e specchio, è in finitura di cemento (Brioni), quasi fosse un elemento architettonico “grezzo”, un vero e proprio perno prospettico e concettuale della casa.

I divani “scomposti” di Edra, sempre sui toni dell’abitazione, ci aiutano a gestire uno spazio complesso e di passaggio in modo organico, mitigando quell’effetto “barriera” che molto spesso vediamo negli open space.

Si poteva fare diversamente? Sì, come per qualsiasi progetto. Ma la cosa importante, come diciamo spesso, è evitare errori fatali, volendo magari replicare soluzioni, che si vedono altrove, ma che non corrispondono al nostro spazio effettivo.

Condividiamo una nostra riflessione, a bocce ferme, sul Salone del Mobile appena concluso. Sul fronte della partecipazio...
29/04/2026

Condividiamo una nostra riflessione, a bocce ferme, sul Salone del Mobile appena concluso. Sul fronte della partecipazione è stato un successo, con una città letteralmente invasa di persone, fiera di Rho compresa, dove siamo stati il giorno di apertura.

Negli ultimi anni vi è stato altresì un ridisegno dei poli di attrazione, col tramonto di alcuni (Tortona) e l’emergere di altri, Isola in primis.

Si sono poi moltiplicati gli eventi espositivi all’interno dei palazzi storici e la partecipazione dei marchi della moda, entrati a “gamba tesa” nel settore del design.

Abbiamo visto cose e novità interessanti? Sì, come ci siamo imbattuti in molte cose già viste o simili tra loro. Di idee forti non ne abbiamo registrate molte, e forse è normale che sia così.

Domanda: è davvero possibile disegnare nuove collezioni ogni 12 mesi? Il mondo dell’arredo, dell’illuminazione e della decorazione degli interni, non può avere i tempi della moda. È impensabile.

Quante idee nuove puoi avere all’anno, al netto di quanto già disegnato? Forse un paio e da sviluppare bene, processo che richiede tempo.

Stiamo invece debordando in una dimensione dove le foto postate contano più della sostanza, dove si sta in coda ore per entrare in un palazzo, per “agguantare” un gadget. Non possiamo non citare fila chilometrica a Palazzo Serbelloni (LV).

Potremmo utilizzare l’acronimo FOMO (Fear of Missing Out) per descrivere questo fenomeno. Un atteggiamento rivelatore di quanto l’esserci prevalga sull’interesse.

Questa formula ha perso il controllo, smarrendo quell’identità inziale che voleva dare rilievo ai professionisti. A livello esperienziale è insostenibile, con una città non in grado di gestire questi volumi.

Non abbiamo la risposta su come si dovrebbe rimodulare il Salone, che rimane fondamentale e che ha sempre qualcosa da dare; si dovrebbe indagare e capire come lasciare più spazio alla sostanza, al focus dell’evento: il design.

Tralasciamo la questione QR CODE, la cui gestione sta diventando piuttosto ridicola, senza peraltro garantire alcuna priorità di accesso.

È stato bello il Salone? Si. C’è qualcosa che non va? Sì.

Ai posteri (e a voi) l’ardua sentenza.

Nella medesima abitazione siamo intervenuti anche sul  living e in una stanza matrimoniale, ambienti già dati ma che riv...
21/04/2026

Nella medesima abitazione siamo intervenuti anche sul  living e in una stanza matrimoniale, ambienti già dati ma che rivelavano alcune criticità da risolvere, sia per la par parte della decorazione, sia per la parte funzionale.

In prima istanza abbiamo cercato di conferire unità a dei volumi spaziali molto giocati, ridando ordine visivo. Questo è stato possibile eliminando il gioco di colori presente ed utilizzando un'unica cromìa, più tenue ed accogliente, per pareti e soffitto. Con questo escamotage siamo riusciti a mitigare l’irregolarità spaziale. I nuovi arredi e complementi sono stati selezionati di conseguenza: pochi pezzi, con colori e materiali capaci di dialogare tra loro.

Nella stanza matrimoniale, anch’essa già data, abbiamo cercato di risolvere un altro punto molto critico, ovvero un passaggio idraulico piuttosto visibile che correva sulla frazione bassa della parete, tagliando – tra le altre cose – la nicchia del termosifone.

Qui ci siamo “inventati” un volume unico con una progettazione su misura, che riassumesse un mobile di contenimento, sulla sinistra, una griglia di copertura del termosifone, ed una frazione per ospitare libri od elementi decorativi. Anche qui, infine, siamo intervenuti sul fronte del colore.

Mancano evidentemente i tendaggi ma siamo soddisfatti della soluzione.

Intervenire su case già definite può essere visto come un limite. È tuttavia interessante perché ti “obbliga” a ragionare entro un perimetro che può essere molto sfidante.

Spesso ci diciamo: “ecco, forse, progettando organicamente dall’inizio, per alcuni aspetti, non l’avrei fatta così”.

Però sei felice del risultato finale!

Intervenire in una casa già definita è sempre una bella sfida perché si deve forzatamente partire da elementi già dati. ...
18/04/2026

Intervenire in una casa già definita è sempre una bella sfida perché si deve forzatamente partire da elementi già dati. In questo caso, lavorando sulla parte cromatica e inserendo soluzioni custom e nuovi arredi, abbiamo cercato di risolvere alcune criticità sui volumi e sulla decorazione degli interni.

Gli spazi risultavano particolarmente “giocati”, senza un vero filo conduttore, ed anche la parte del colore non appariva particolarmente convincente.

Abbiamo pertanto “lavorato” cercando di dare un senso estetico e funzionale all’ingresso, ritrovando un’unità dei volumi e scaricando i colori presenti, questo per creare una scatola più uniforme. Delle due l’una: o giochiamo coi colori o giochiamo coi volumi.

L’intervento di progettazione su misura ha consentito di legare formalmente una serie di nicchie che apparivano disarmoniche, e di risolvere la presenza del router con un camouflage in linea con quanto definito.

Un’ulteriore esigenza era quella di dare un senso estetico e funzionale allo studio che si apre sull’ingresso, mantenendo un ordine visivo a porta scorrevole aperta. È per questa ragione che abbiamo preferito inserire un mobile chiuso nella parte più a vista, con funzione di contenimento e vestiaire, e con una parte a giorno più prospiciente alla porta. Questo, sia per motivi tecnici – avevamo un interruttore – sia per motivi estetici: alleggerimento del volume e spazio dove poter appoggiare alcuni oggetti di utilizzo quotidiano.

Mancano ancora alcuni dettagli ma direi che ci siamo.

Uno scorcio di un viaggio durato qualche mese.Naturalmente torneremo in modo più compiuto su quest’abitazione – manca an...
18/02/2026

Uno scorcio di un viaggio durato qualche mese.

Naturalmente torneremo in modo più compiuto su quest’abitazione – manca ancora quale tassello – ma ci piaceva anticipare l’atmosfera di uno spazio che accoglierà la nostra committente nelle prossime settimane.

È stata una progettazione per sottrazione, con materiali e colori misurati, con qualche dettaglio diverso dal solito, a volte con uno sguardo al passato, rivisto in chiave contemporanea: un esempio, tra gli altri, l’utilizzo di rivestimenti 20 x 20 con fuga di 3 mm sui toni del verde salvia, in linea col colore della cucina in vetro satinato.

Sicuramente la materia è uno dei focus di progetto: sotto la Luce Sferica di FLOS verrà posizionato il tavolo Bonnet di MDF in “coccioperla”, una miscela artigianale di malta, inerti e madreperla triturata.

Non sarà un’abitazione eccessivamente disegnata, lasciando spazio al tempo di definirne il carattere. La libreria a griglia Krossing di Kriptonite, che si intravede, è una struttura minimale che potrà accogliere libri e oggetti, lasciando loro il giusto risalto.

Cionondimeno, pochi pezzi, di grande impatto, tracceranno una strada stilistica chiara.

Ancora qualche settimana e racconteremo più in dettaglio ogni particolare.

Non so se sia una nostra impressione, ma entrando in molte abitazioni, ci sembra di vedere meno specchi rispetto al pass...
13/01/2026

Non so se sia una nostra impressione, ma entrando in molte abitazioni, ci sembra di vedere meno specchi rispetto al passato, soprattutto negli spazi comuni o di passaggio, come ingressi e corridoi. Ci avete fatto caso?

Per noi rimane un complemento di arredo sempre interessante, sia per la capacità di creare nuove prospettive e di ampliare gli spazi, sia per la possibilità di conferire identità e stile agli ambienti.

Consideriamo, infatti, che uno specchio non è mai solo una lastra capace di riflettere, ma è anche un vero e proprio pezzo di arredo, con una forma, una materia, una cornice.

Nella selezione che qui condividiamo, dove abbiamo inserito alcuni pezzi più noti – come il celeberrimo Quaderna di Zanotta, il primo – ed altri meno noti, ci sembra stimolante considerare i diversi modi di utilizzo.

Possiamo appenderlo alla parete, in modo più consueto, oppure appoggiarlo a terra; possiamo utilizzarlo come materia per dei pensili di una cucina – prepariamoci a vivere col Vetril in mano – o per “sfondare” il muro di un corridoio.

Nulla ci vieta, peraltro, di riutilizzare un vecchio specchio, che magari risulterebbe datato in un contesto classico, in una casa più moderna, come nell’immagine con la cornice dorata. A volte sono proprio i contrasti, se ben bilanciati, a donare il giusto twist.

A noi capita spesso di effettuare ricerche e selezioni per questo complemento, che rientra in molti dei nostri lavori. E dobbiamo dire che è proprio un bel “mondo”.

Come siete messi, a specchi, nelle vostre case?
ph pinterest

Scrivanie o piani di appoggio, per un utilizzo anche saltuario, nei nostri spazi domestici. Come li gestiamo? Se non abb...
10/12/2025

Scrivanie o piani di appoggio, per un utilizzo anche saltuario, nei nostri spazi domestici.

Come li gestiamo? Se non abbiamo uno spazio dedicato, possiamo immaginare alcuni scenari, come proposto in questi esempi e suggestioni che condividiamo.

Nella prima foto vediamo la nostra “amata” struttura USM HALLER – che presto inseriremo in due nuovi progetti – in una configurazione con piano a ribalta. Va bene per un utilizzo saltuario e se non abbiamo l’esigenza di avere un ampio spazio di lavoro. Ma esteticamente è di grande impatto ed ordine visivo, soprattutto quando chiusa.

Possiamo ancora immaginare strutture custom con uno sviluppo lineare più importante, cercando di trovare un legame formale e volumetrico con lo spazio circostante, magari pensando ad un’integrazione con una libreria, ove possibile. La definizione di materiali e colori sono aspetti fondamentali che conferiscono stili diversi alle nostre abitazioni: sono spesso i dettagli a fare la differenza, non dimentichiamolo.

Ed ancora non escludiamo soluzioni di brand – qui vi proponiamo anche il sistema STRING – che sappiano e possano sommare diverse funzioni: scrivania, libreria, contenimento.

Abbiamo una vecchia scrivania in cantina? Non è detto che non si possa riportarla a nuova vita. A volte bastano un paio di accessori per sdrammatizzare la sua vetustà.

Insomma, non esiste mai una soluzione univoca nel mondo degli interni, ma il nostro consiglio è di valutare ogni scelta avendo una visione e senso d’insieme; e cercando di armonizzare elementi, complementi, materiali e colori.

Teniamo conto che si può lavorare sia per coerenza sia per contrasto, in virtù del carattere che desideriamo conferire allo scenario domestico.
ph pinterest

Con questa serie di immagini vogliamo portare l’attenzione non tanto sugli spazi e le stanze della casa, quanto sulle zo...
20/10/2025

Con questa serie di immagini vogliamo portare l’attenzione non tanto sugli spazi e le stanze della casa, quanto sulle zone di passaggio, spesso segnate dalla presenza di porte. Questo per dire l’importanza di dedicare la giusta attenzione a degli elementi che sono funzionali ed estetici al contempo, in virtù delle molteplici variabili in gioco: forma, materia, tipologia.

Senza trascurare un altro elemento quasi sempre presente, e non secondario, ovvero la maniglia. Se ci pensate, a volte è proprio una maniglia non all’altezza che può “sporcare” anche la migliore porta del mondo.

La porta può trasformarsi in una vera e propria variabile architettonica. Possiamo dissimularla dando priorità ai volumi dello spazio, magari utilizzando la medesima materia od eliminando ogni cornice – come accade, ad esempio, con le rasomuro – o possiamo evidenziarla giocando con superfici e materiali contrastanti, o con colori diversi.

Se abbiamo delle vecchie porte, pensiamoci prima di eliminarle, cosa che notiamo spesso nel corso delle ristrutturazioni, dove magari interveniamo, in seconda battuta, per la parte degli interni e degli arredi.

A volte può risultare interessante un restauro, un cambio di finitura, o magari la sostituzione di una maniglia datata che non abbia un valore estetico.

Insomma, a ciascuna casa la sua porta.
ph pinterest


Che dire, un pezzo che per noi è un vero e proprio must.
15/09/2025

Che dire, un pezzo che per noi è un vero e proprio must.

Negozio online USM

Intelligens. Natural. Artificial.Questo il titolo della Biennale di Architettura di Venezia 2025, e queste immagini, sca...
06/09/2025

Intelligens. Natural. Artificial.

Questo il titolo della Biennale di Architettura di Venezia 2025, e queste immagini, scattate nella sede espositiva dell’Arsenale, ci ricordano quanto tutto abbia origine dalla materia, dalla terra, dalla natura. È da qui che dovremmo ripartire, nella vita e nei nostri progetti, con intelligenza e con la libertà dell’artificio, per utilizzare i termini presenti.

Tutti noi siamo bombardati da effetti speciali, da colori, da novità: dal mondo degli arredi a quello dei complementi, dalle finiture alla decorazione, dall’illuminazione ai materiali; noi stessi facciamo a volte fatica a “star dietro” a tutte le novità e proposte che ci sommergono, senza nemmeno avere il tempo di far decantare quelle precedenti. Ma ha senso tutto questo? Probabilmente no.

Quello che ci ha lasciato questa Biennale, perché è sempre importante capire come tradurre una proposta concettuale in qualcosa di concreto, è forse una maggiore consapevolezza sugli effetti delle nostre azioni e delle nostre scelte.

Nella progettazione e nel ridisegno degli interni dovremmo rallentare la corsa all’effetto tout court – cosa che ci viene chiesta non di rado dai committenti – per tornare ad un approccio più duraturo, sia per gli aspetti dei materiali sia per gli aspetti formali.

Siamo in una fase storica di opulenza delle immagini nella quale, a nostro avviso, risulterà più interessante lavorare per sottrazione, creando scenari più misurati e pronti ad accogliere pezzi che abbiano una cultura e un’identità vera.

Abbiamo come la sensazione che le soluzioni ad effetto non portino lontano, pur consapevoli che ogni stile di spazio, se ben pensato, possa avere senso e valore.

Sono pensieri in libertà, e tutto può cambiare, anche le nostre opinioni.

Indirizzo

Milan

Notifiche

Lasciando la tua email puoi essere il primo a sapere quando The Mentors of Design pubblica notizie e promozioni. Il tuo indirizzo email non verrà utilizzato per nessun altro scopo e potrai annullare l'iscrizione in qualsiasi momento.

Contatta Lo Studio

Invia un messaggio a The Mentors of Design:

Condividi