10/07/2026
Mi capita sempre più spesso nell’osservazione delle relazioni familiari, di incontrare madri che instaurano con la figlia primogenita un legame estremamente stretto. Naturalmente ogni storia è diversa, ma quando questo legame tende a essere troppo esclusivo può influenzare lo sviluppo emotivo della bambina.
Quando la diade madre-figlia diventa fusionale, il padre rischia di perdere progressivamente il proprio ruolo educativo e relazionale, trasformandosi in una presenza marginale.
Ogni bambino ha bisogno di un amore che protegga, ma anche di confini che orientino. Ha bisogno di genitori che offrano possibilità di crescita e che occupino, ciascuno, il proprio posto all’interno della famiglia.
Quando al padre viene impedito di esercitare la sua funzione di emancipatore, la diade madre-figlia tende a cristallizzarsi. In questo contesto, la bambina può crescere confondendo la dipendenza con l’amore, la protezione con il controllo e la fusione con l’intimità.
Il compito del padre non è interrompere il legame con la madre, ma renderlo abitabile anche dalla distanza.
È aprire lo spazio della separazione, dell’autonomia e della libertà, affinché la figlia possa costruire un’identità propria senza vivere l’allontanamento come un tradimento dell’amore.