Psico-Diversa-Mente

Psico-Diversa-Mente “PsicoDiversaMente è uno spazio di riflessione, crescita e cambiamento.

Perché spesso non è la vita a dover cambiare
completamente… ma il modo in cui impariamo a guardarla.”

Fra qualche giorno sarà il 4’ anniversario della morte di mia madre. Una delle ultime frasi che mi disse fu:‘Potevamo es...
10/06/2026

Fra qualche giorno sarà il 4’ anniversario della morte di mia madre.
Una delle ultime frasi che mi disse fu:
‘Potevamo essere felici’.
Tre parole che non contengono accuse, né rabbia, ma solo la consapevolezza, purtroppo tardiva, di qualcosa che avevamo perso.
———
‘Potevamo essere felici’!

Non mi disse:
Ho sofferto...
Non mi disse:
La vita è stata ingiusta...
Mi disse soltanto:
‘Potevamo essere felici’.

Quelle parole ritornano.
A volte come una carezza.
Più spesso come rimpianto.

Perché la felicità è presente nelle nostre vite ma non la vediamo, ci passa accanto in punta di piedi e ci trova ciechi.

Ciechi ma presi a contare i torti,
a ristuzzicare ferite,
a coltivare rancori come fossero orchidee.

‘Potevamo essere felici’.

Questa frase riguarda tutte le nostre relazioni…

Fratelli che non si parlano più.
Amici che si sono persi per orgoglio.
Genitori e figli che non ricordano più ricordi comuni e persone che si amano ma continuano a punirsi chissà perché.

‘Potevamo essere felici’.

Potevamo sederci più spesso allo stesso tavolo.
Ridimensionare ciò che ci divideva.
Accorgerci che il tempo era più prezioso delle ragioni.

Perché alla fine della vita
non ricorderemo le discussioni vinte, ma gli abbracci rimandati.

Non rimpiangiamo i treni persi
ma le giornate che avremmo potuto vivere con più leggerezza.

Leggerezza e saggezza nel non aspettare l’ultimo tratto di strada per capire ciò che conta.

Fare una telefonata.
Accettare un difetto.
Chiudere uno o entrambi gli occhi e condividere un pomeriggio qualunque.

Perché un giorno, inevitabilmente,
guardando indietro,
potremmo accorgerci che la felicità non era lontana.

Era lì.

Seduta accanto a noi.

E aspettava soltanto di essere riconosciuta.
Non permettiamo che qualcuno ci impedisca di esserlo…

Per questo non vorrò un domani dire a nessuno:
‘Potevamo essere felici’

Voglio dirmi adesso:

“Possiamo ancora esserlo.”

Magari non perfettamente.
Magari non come avevamo immaginato.

Ma qualche scampolo di serenità, qualche risata,
qualche abbraccio sincero, sono sicura, ce lo meritiamo ancora!
Lo Monaco-

Totalmente d’accordo! Invece di coltivare una preziosa ‘diversità’ i genitori vogliono tutti figli omologati! A volte pe...
09/06/2026

Totalmente d’accordo! Invece di coltivare una preziosa ‘diversità’ i genitori vogliono tutti figli omologati! A volte penso che si mettano al mondo e si riempiano di ‘cose’ per una specie di competizione fra genitori ma non perché si amino per come sono veramente!

Mettere l'accento sul potenziale individuale di ciascuno invece che sulla standardizzazione degli individui rappresenta la differenza tra la fine di una società e il fiorire di una civiltà. I bambini di oggi sono la civiltà di domani.. Cè bisogno di PENSARE oltre.

Elisabetta Armiato

Re Lear, Messner e l’errore di dare tutto troppo presto!La vicenda raccontata da Reinhold Messner richiama una delle tra...
08/06/2026

Re Lear, Messner e l’errore di dare tutto troppo presto!

La vicenda raccontata da Reinhold Messner richiama una delle tragedie più profonde della letteratura: quella di Re Lear.

Anche Re Lear, ormai anziano, decise di dividere il proprio regno fra le tre figlie quando era ancora in vita. Pensava che anticipare l’eredità avrebbe garantito amore, riconoscenza e serenità familiare.
Accadde invece il contrario: una volta ottenuto tutto, le figlie smisero di rispettarlo, lo emarginarono e lo lasciarono solo.

Naturalmente la vita reale non è una tragedia shakespeariana e non si possono generalizzare i rapporti fra genitori e figli. Ma queste storie toccano un punto psicologico importante: quando si dà troppo, troppo presto, si rischia di alterare il delicato equilibrio fra amore, gratitudine, responsabilità e desiderio personale.

I figli vanno aiutati, certamente.
Vanno sostenuti negli studi, nella formazione, nelle difficoltà economiche iniziali.
Bisogna metterli nelle condizioni di diventare autonomi, sicuri e preparati alla vita.

Ma crescere non significa ricevere tutto senza fatica.
Perché ciò che arriva senza conquista spesso perde valore.
E ciò che è garantito in modo assoluto rischia di trasformarsi, lentamente, in qualcosa di dovuto.

Un genitore non dovrebbe lasciare ai figli soltanto beni materiali.
Dovrebbe lasciare soprattutto strumenti interiori:
la capacità di impegnarsi, di attendere, di costruire, di tollerare le frustrazioni e di dare valore alle cose.

A volte, nel tentativo di amare molto, si finisce inconsapevolmente per togliere ai figli una parte fondamentale dell’esperienza umana: il desiderio, la motivazione, la spinta a realizzarsi.

L’aiuto è amore.
L’eccesso di protezione o di concessione, invece, può diventare una forma silenziosa di indebolimento.

E forse la vera eredità non è “dare tutto”, ma insegnare a costruire qualcosa che resti anche quando i genitori non ci saranno più.

A volte, il silenzio,  è l’unica risposta possibile!A volte il silenzio non è freddezza, né resa.A volte è l’unica rispo...
06/06/2026

A volte, il silenzio, è l’unica risposta possibile!

A volte il silenzio non è freddezza, né resa.

A volte è l’unica risposta possibile quando le parole non servono più a spiegare, ma solo a ferire.
Quando giustificarsi non è più una strada da percorrere.

Perché se c’è armonia, il silenzio può essere un gesto di pace da cui potrà rinascere qualcosa.

Questa frase che, in tono scherzoso, a volte dicevo a mio figlio quando usciva dalle righe, oggi farebbe inorridire più ...
04/06/2026

Questa frase che, in tono scherzoso, a volte dicevo a mio figlio quando usciva dalle righe, oggi farebbe inorridire più di qualcuno!

Per fortuna i metodi educativi non hanno effetto retroattivo.

Dietro quelle parole però non c’era durezza o mancanza di affetto, ma solo la necessità di far passare il messaggio che, essere figli, porta con sé tanti diritti — amore, cura, mantenimento, istruzione e svaghi…— ma che i diritti devono andare di pari passo con il rispetto, in primis verso se stessi e, di conseguenza, verso chi, spesso tra rinunce e sacrifici, quei diritti li riconosce, li rispetta e li rende possibili.

Vorrei capire perché  se il denaro è mio, il conto è mio emia è la carta, devo pagare una commissione per spostare soldi...
02/06/2026

Vorrei capire perché se il denaro è mio, il conto è mio e
mia è la carta, devo pagare una commissione per spostare soldi all’interno dello stesso istituto bancario?
Ritengo sia un’illegalità autorizzata da uno Stato che non sa più come sfruttarci!

02/06/2026

Da Montmartre!

Passeggiando per Lampedusa !
27/05/2026

Passeggiando per Lampedusa !

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