10/10/2026
Ci sono momenti in cui anche aspettare una risposta diventa insopportabile.
Controlli il telefono. Rileggi una conversazione. Immagini come andrà a finire. Ti dici che devi fare qualcosa, perché stare così, con tutto in sospeso, ti sta consumando.
E allora vuoi mandare quel messaggio. Chiudere quella relazione. Dire sì a una proposta, purché questa tensione finisca.
Conosco quella fretta. Ho imparato a chiedermi: «Sto scegliendo qualcosa che voglio davvero, o sto cercando un modo per smettere di stare così?»
Questa domanda mi ha fatto fermare più di una volta.
Nello yoga mi esercito anche in questo: restare per qualche respiro con quello che sento, senza doverlo risolvere immediatamente. Accorgermi della mandibola stretta, delle spalle sollevate, del respiro che trattengo.
Appoggiare il telefono. Sentire i piedi a terra. Lasciare trascorrere un po’ di tempo.
Anche nello studio del counseling sto approfondendo quanto sia importante riconoscere un’emozione e darle spazio prima di agire.
Non è facile. Soprattutto quando hai paura di perdere qualcuno, di perdere un’occasione, di restare ancora nell’incertezza.
Ma posso sentire quella fretta e concedermi comunque una pausa. Posso dire: «Ho bisogno di pensarci. Ti rispondo domani».
Non devo avere una risposta pronta solo perché qualcuno me la chiede. E nemmeno perché la mia testa continua a chiedermela.
Se oggi ti senti così, prima di premere “invia”, concediti qualche respiro. Quella decisione merita anche una te più calma.
Tu quando senti più questa urgenza: mentre aspetti una risposta o quando devi darla?
Salva queste parole per quando ti sembrerà impossibile aspettare.