Psicologo Napoli Psicoterapia Napoli Quarto e Pozzuoli Vomero Diego De Luca

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Psicologo Napoli Psicoterapia Napoli Quarto e Pozzuoli Vomero Diego De Luca psicologo Napoli, psicoterapeuta, Napoli, pozzuoli, Quarto psicologo, monteruscello cerca psicologo Sono psicoterapeuta e psicologo a Napoli, Vomero e a Quarto.

Lavoro in ambito clinico, sociale e della formazione. Sono specialista nei disturbi d’ansia e attacchi di panico, nel superamento dei blocchi emotivi e dei traumi, fobie, elaborazione del lutto, depressione, fasi di crescita difficili, consulenze di coppia e disturbi sessuali, disturbi alimentari .

L’ultimo giorno di vacanza ha sempre qualcosa di malinconico.Non perché finisca il mare, il sole o la libertà, ma perché...
28/08/2026

L’ultimo giorno di vacanza ha sempre qualcosa di malinconico.
Non perché finisca il mare, il sole o la libertà, ma perché improvvisamente ci accorgiamo di aver avuto tutto il tempo che cercavamo durante l’anno.

Poi arriva la valigia.

E dentro, insieme ai vestiti, infiliamo anche quella versione di noi che per qualche giorno non aveva scadenze, responsabilità e nessuna voglia di essere qualcun altro.

Domani torneremo alla nostra vita.

Ma forse è proprio questo il senso delle vacanze: ricordarci, per un momento, che quella vita potrebbe essere anche un’altra.

Come il mare, anche noi siamo attraversati da onde, inquietudini e silenzi: la salute non è l’assenza della tempesta, ma...
20/08/2026

Come il mare, anche noi siamo attraversati da onde, inquietudini e silenzi: la salute non è l’assenza della tempesta, ma la capacità di non confondersi con essa.

Asse intestino-cervello: quando la psicoterapia incontra le neuroscienzePer molti anni si è pensato che mente e corpo fo...
08/07/2026

Asse intestino-cervello: quando la psicoterapia incontra le neuroscienze

Per molti anni si è pensato che mente e corpo fossero due sistemi separati. Oggi sappiamo che non è così.

L'asse intestino-cervello è una rete di comunicazione bidirezionale che coinvolge il sistema nervoso centrale, il sistema nervoso enterico, il nervo vago, il sistema immunitario, il sistema endocrino (in particolare l'asse ipotalamo-ipofisi-surrene) e il microbiota intestinale.

Quando viviamo una condizione di stress cronico o un evento traumatico, l'organismo attiva l'asse HPA con un aumento del rilascio di cortisolo e di altri mediatori dello stress. Questa attivazione può modificare la motilità intestinale, aumentare la permeabilità della barriera intestinale, alterare la composizione del microbiota e amplificare la sensibilità viscerale.

Ecco perché condizioni come la sindrome dell'intestino irritabile, il dolore addominale funzionale o altri disturbi gastrointestinali possono accentuarsi nei periodi di maggiore sofferenza emotiva.

Questo non significa che "è tutto nella testa". Significa che cervello e intestino dialogano continuamente attraverso vie nervose, endocrine e immunitarie.

In questo contesto la psicoterapia assume un ruolo importante. Ridurre l'attivazione cronica del sistema nervoso, elaborare esperienze traumatiche, sviluppare una migliore regolazione emotiva e favorire un senso di sicurezza nell'organismo può contribuire anche a modulare il funzionamento dell'asse intestino-cervello.

Le evidenze scientifiche mostrano che approcci psicoterapeutici orientati alla regolazione del trauma, come l'EMDR, insieme a percorsi che promuovono una maggiore consapevolezza corporea e integrazione emotiva, possono ridurre la sintomatologia in molti pazienti con disturbi gastrointestinali funzionali, soprattutto quando integrati con la presa in carico gastroenterologica e nutrizionale.

La salute non nasce dalla separazione tra mente e corpo, ma dalla loro integrazione. Ed è proprio in questo dialogo che la psicoterapia può offrire un contributo concreto, fondato sulle neuroscienze e sulle evidenze cliniche.

Le persone arrivano in terapia quando sentono che tutto è finito o crollato: — un amore che si spezza, un lutto che svuo...
03/03/2026

Le persone arrivano in terapia quando sentono che tutto è finito o crollato: — un amore che si spezza, un lutto che svuota, un lavoro che svanisce — e cosi credono di essere distrutte.
Proprio lì, dove vedono solo macerie, sta nascendo la loro occasione più grande.
Finché il dolore è sopportabile, si resta fermi, ci si abitua a una vita che non convince ma non fa abbastanza male da cambiare.
È quando la struttura cede che sei costretto a uscire allo scoperto, a scoprire risorse che non sapevi di avere e in quello spazio n**o può finalmente emergere qualcosa di più vero.
Non temere il crollo: spesso è l’inizio della ricostruzione più autentica.

Rallentare e riscoprire il valore delle piccole cose...
20/01/2026

Rallentare e riscoprire il valore delle piccole cose...

04/01/2026
Disturbi psicosomatici, difficoltà relazionali o corporee non sono solo problemi da eliminare, ma spesso segnali di un e...
04/01/2026

Disturbi psicosomatici, difficoltà relazionali o corporee non sono solo problemi da eliminare, ma spesso segnali di un equilibrio che si è rotto.
In una prospettiva psicoterapeutica integrata, il sintomo viene letto come un tentativo di adattamento a esperienze emotive complesse, relazioni difficili o eventi traumatici non elaborati.

Contatto mail : [email protected]
Telefono: 3397064820

Un tempo la terapia era fatta di silenzi, di parole sussurrate incontrando individui bloccati da proibizioni, sensi del ...
22/10/2025

Un tempo la terapia era fatta di silenzi, di parole sussurrate incontrando individui bloccati da proibizioni, sensi del dovere, rigide morali.
Oggi ci troviamo davanti a persone che sembrano poter scegliere tutto, ma che non riescono a scegliere più se stesse.
Non è più la colpa il cuore del malessere, ma una sensazione più sottile: il vuoto, la disconnessione, l’impressione di essere sempre altrove. Non ci sono più verità da portare alla luce, ma frammenti da rimettere insieme.
Le sedute non sono più solo un viaggio nel rimosso, ma un tentativo di ritrovare un contatto: con le emozioni, con il corpo, con l’altro.
Non interpretiamo più solo sogni: interpretiamo chat, silenzi, profili social, frasi non dette e sorrisi forzati.
Oggi il caos interiore parla il linguaggio della velocità, dell’iperconnessione,dell’apparenza
e a volte, forse, prima ancora di capire “cosa senti”, bisogna chiedere: “sei ancora lì dentro?”

Il digiuno sociale: quando isolarsi fa male "come la fame ".Lo sapevi che il cervello vive la solitudine come una mancan...
21/09/2025

Il digiuno sociale: quando isolarsi fa male "come la fame ".

Lo sapevi che il cervello vive la solitudine come una mancanza di nutrimento?
Gli studi recenti mostrano che quando restiamo troppo soli, la mente reagisce come se avesse fame: ansia, pensieri ossessivi sugli altri, paura del giudizio.

👉 Paradosso: più ci sentiamo soli, più tendiamo a chiuderci. Ma così il digiuno sociale si autoalimenta.

La buona notizia? 🧩
In terapia è possibile allenarsi di nuovo al contatto, passo dopo passo, scoprendo che l’altro non è un pericolo ma una risorsa.

💡 Proprio come il corpo ha bisogno di cibo, la mente ha bisogno di legami.
Il nutrimento sociale non è un lusso: è essenziale per stare bene.

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Naples
80128

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