03/08/2026
C’è davvero un momento preciso in cui si inizia un percorso di crescita interiore?
Non credo.
Ho capito, nel corso di questi anni, che nulla è mai veramente nuovo.
Al contrario, è tutto molto antico, incredibilmente misterioso e affascinante. È già tutto dentro di noi.
Si è trattato soprattutto di sintonizzarmi.
Di ricordare.
Di cercare il silenzio propizio all’ascolto.
Ricordo l’effetto che produsse su di me, durante il corso di Reiki, il concetto di mantenersi “puliti” per essere un canale aperto.
Oppure, esprimendo diversamente lo stesso principio attraverso il termine yogico Prana, la cura dell’energia che immettiamo nel nostro corpo per nutrirci.
Non viviamo in un mondo “pulito”. Forse il pianeta Terra non è nemmeno destinato a esserlo.
Rimane però una nostra scelta non assecondare alcune logiche di lento avvelenamento e impoverimento, ricordandoci che la libertà è, prima di tutto, responsabilità.
Per me tutto questo si traduce nelle scelte più piccole, dentro un mondo che mi piace pensare popolato da tanti artigiani di antichi mestieri.
C’è chi fa il contadino, chi il pastore, il veterinario, il cuoco, il commercialista, l’insegnante di yoga. C’è chi fa comunicazione.
Possiamo tutti rimanere artigiani di cuore e solidarietà, espandendo attraverso il nostro lavoro energia pulita.
E dunque, cos’è per me la cucina?
Cos’è Alabianca Home Restaurant?
Prima di tutto è divertimento e atto creativo.
È gesto femminile di cura e silenzio meditativo.
È la scelta di far parte di una comunità di artigiani.
Non mi basta che la cucina abbia gusto: prima di tutto deve essere viva, pulita e nutriente.
La mia cucina nasce dal piacere dell’incontro: con Giusy, che raccoglie per me in quel momento i tenerumi dal suo giardino; con Salvatore, che mi porta la sua farina di grani antichi; con Damiana, che ha raccolto le carrube nel suo bosco; con Vincenzo, che mi dà gli agrumi della sua terra.
Se non è questa vita!
Quindi, amici miei, aiutiamoci.
Rimaniamo vicini e in ascolto.
Proviamo a non farci distrarre dall’odore invitante della comodità, da quel piacere che inizia e finisce unicamente nei sensi.
E invece di tendere la mano verso uno scaffale, tendiamola al nostro amico-vicino-artigiano.
Tendiamo la mano a questa Terra meravigliosa, agli animali che la popolano e agli esseri umani che ancora vogliono essere tali.
P.S. Nella foto, la mia amica veterinaria-del-cuore-artigiana Valeria Cataneo.
Perché Alabianca è una base d’incontro per extraumani!