Marco Capuzzo

Marco Capuzzo Medico Chirurgo specialista in ortopedia e traumatologia collaboro con cliniche situate in Veneto. Per appuntamento:
http://www.marcocapuzzo.it/cliniche
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Ho conseguito la laurea in Medicina e Chirurgia nel 2004 e, presso lo stesso Ateneo, la Specialità in Ortopedia nel 2012, discutendo la Tesi “Trattamento artroscopicamente assistito delle fratture del piatto tibiale. Presso l’Istituto Humanitas di Milano ho frequentato l’Unità Ortopedica di Chirurgia Mini-invasiva diretta dal Prof Castagna, specializzandomi in artroscopia della spalla e del ginocc

hio. Ho ulteriormente affinato le proprie competenze in ambito artroscopico in Australia presso il North Orthopaedic and Sport Medicine Centre di Sydney, la Clinica Sportsmed di Adelaide e a Melbourne seguendo gli insegnamenti del Dr John M. O’Donnel. Ho partecipato in Italia e all’estero anche in qualità di Relatore a numerosi congressi e corsi di aggiornamento sulla chirurgia artroscopia e protesica del ginocchio e sulla chirurgia artroscopia di spalla. Dal 2005 al 2009 ho frequentato l'A.M.A.B Associazione Medici Agopuntori Bolognesi - Scuola Italo Cinese di Agopuntura - dove ho conseguito il Diploma di perfezionamento in Agopuntura e tecniche complementari. Sono iscritto all'albo Provinciale dei Medici Chirurghi di PADOVA dal 06/09/2005. Da diversi anni collaboro con ambulatori e cliniche specialistiche situate in tutta la Regione Veneto:
- Fisiopromet (PD)
- Fisiomedic Tuzzato (Oriago di Mira,VE)
- Mediclinic (Pozzonovo)
- Brenta Medica (Campolongo Maggiore - VE)
- Centro di Medicina di Conegliano (Conegliano - TV)
- Centro di Medicina Pordenone (PN)
- Elysium di Lovo Dott. Elisa (Noventa Vicentina)
- Poliambulatorio San Gaetano di Thiene (VI)


Per fissare un appuntamento, chiamate il centro più vicino a voi. http://www.marcocapuzzo.it/cliniche/

Dal 2021 sono membro della Siagascot che promuove l’educazione, la formazione, la crescita scientifica in ambito nazionale e internazionale degli specialisti ortopedici che lavorano nei nostri settori di competenza e la comunicazione del mondo ortopedico con i professionisti delle specialità affini (anestesisti, reumatologici, medici sportivi, fisiatri e riabilitatori).

Questa mattina presso MediClinic abbiamo eseguito una ricostruzione del legamento crociato anteriore (LCA) utilizzando u...
26/05/2026

Questa mattina presso MediClinic abbiamo eseguito una ricostruzione del legamento crociato anteriore (LCA) utilizzando un allograft, cioè un innesto tendineo proveniente da donatore selezionato.

Molti pazienti mi chiedono quali siano le differenze tra:

✅ Hamstring (semitendinoso/gracile)
✅ Rotuleo (bone-patellar tendon-bone)
✅ Allograft

Cerco di spiegarlo in maniera semplice.

L’obiettivo dell’intervento è creare un nuovo legamento stabile, resistente e capace di permettere il ritorno alle attività sportive e lavorative.

Ogni tecnica ha vantaggi e indicazioni specifiche.



HAMSTRING

L’hamstring utilizza i tendini flessori della coscia.

È una tecnica estremamente diffusa e supportata da una vasta letteratura scientifica.

I vantaggi principali sono:

✅ minore dolore anteriore di ginocchio
✅ minori problemi durante l’inginocchiamento
✅ minore fastidio nella vita quotidiana
✅ ottimi risultati funzionali

Questo aspetto è molto importante soprattutto in alcune categorie lavorative:

* piastrellisti
* idraulici
* elettricisti
* giardinieri
* lavoratori che trascorrono molto tempo inginocchiati

Con il tendine rotuleo, infatti, il dolore nella parte anteriore del ginocchio e il fastidio durante l’inginocchiamento sono significativamente più frequenti.

Studi PubMed:

📚 Dolore anteriore e kneeling pain nel rotuleo:
PubMed – Anterior knee pain after patellar tendon graft

📚 Revisione sistematica:
PubMed – Kneeling pain and ACL graft choice

Per quanto riguarda il rischio di rirottura, la letteratura moderna mostra risultati clinici e tassi di fallimento spesso sovrapponibili tra hamstring e rotuleo, soprattutto quando chirurgia e riabilitazione vengono eseguite correttamente.

📚 Meta-analisi e confronto clinico:
PubMed – Hamstring vs patellar tendon ACL reconstruction



ROTULEO

Il rotuleo è una tecnica storica e molto valida, particolarmente apprezzata in alcuni atleti ad alta richiesta funzionale.

Garantisce un’elevata stabilità, ma presenta più frequentemente:

* dolore anteriore di ginocchio
* fastidio inginocchiandosi
* dolore nel sito di prelievo

Per questo motivo la scelta del graft deve sempre considerare anche il tipo di lavoro e lo stile di vita del paziente.



ALLOGRAFT

Nell’intervento eseguito oggi abbiamo utilizzato un allograft.

Il principale vantaggio dell’allograft è che non viene prelevato alcun tendine dal paziente.

Questo comporta:

✅ assenza di dolore del sito donatore
✅ preservazione completa di hamstring e rotuleo
✅ chirurgia meno invasiva biologicamente
✅ recupero iniziale spesso più confortevole

La letteratura scientifica mostra che, rispettando correttamente i tempi biologici di integrazione e riabilitazione, i risultati possono essere eccellenti anche nello sportivo.

📚 Review scientifica sull’utilizzo dell’allograft nel LCA:
PubMed – Allograft ACL reconstruction outcomes



La scelta del graft non dovrebbe mai essere standardizzata.

Età, sport praticato, tipo di lavoro, qualità tendinea, richieste funzionali e tempi di recupero devono essere valutati attentamente per costruire un intervento realmente personalizzato.

La chirurgia del crociato anteriore moderna non consiste nel fare “sempre la stessa tecnica”, ma nel scegliere il graft più adatto per quel singolo paziente.

20/05/2026

50 giorni dopo un intervento di protesi totale di ginocchio destro.
Nel video vedete un paziente durante un esercizio mirato al rinforzo dei muscoli flessori e al recupero della stabilità articolare.

Ed è proprio questo il punto che molti non comprendono:
la protesi non “guarisce da sola”.

L’intervento sostituisce l’articolazione consumata dall’artrosi, ma il vero recupero passa attraverso il lavoro muscolare e la riabilitazione.

Dopo anni di dolore, infatti, il corpo tende a utilizzare meno il ginocchio malato. Questo porta progressivamente a:

• perdita di forza muscolare
• riduzione della stabilità
• alterazione della camminata
• rigidità
• peggior controllo del movimento

Per questo motivo, dopo l’intervento, è fondamentale recuperare forza e coordinazione.

Il muscolo è il vero stabilizzatore dinamico del ginocchio.
Una protesi moderna può funzionare molto bene, ma senza una muscolatura adeguata il paziente può continuare ad avvertire:

• debolezza
• fatica nelle scale
• instabilità
• difficoltà nei movimenti quotidiani

La fisioterapia NON è un optional.
È parte integrante del successo dell’intervento.

Numerosi studi scientifici pubblicati su PubMed dimostrano che il recupero della forza del quadricipite e della muscolatura della coscia è strettamente correlato a:

✅ miglior recupero funzionale
✅ riduzione del dolore
✅ miglior qualità della vita
✅ maggiore soddisfazione del paziente
✅ recupero più rapido della camminata

Molti pazienti hanno paura dello sforzo dopo una protesi.
Ma bisogna distinguere tra:

❌ sovraccarico sbagliato
e
✅ esercizio terapeutico progressivo e controllato

Allenare correttamente il muscolo NON rovina la protesi.
Anzi: aiuta il ginocchio a lavorare meglio e più a lungo.

La chirurgia crea le condizioni.
La riabilitazione costruisce il risultato.

📚 Riferimenti PubMed:

• Mizner RL et al. PMID: 15897449
• Stevens-Lapsley JE et al. PMID: 21041997
• Bade MJ et al. PMID: 21979411
• Palmieri-Smith RM et al. PMID: 21281860

🔹 CAPSULITE ADESIVA DI SPALLA (“SPALLA CONGELATA”) 🔹Molti pazienti arrivano in ambulatorio dicendo:👉 “Dottore, la spalla...
18/05/2026

🔹 CAPSULITE ADESIVA DI SPALLA (“SPALLA CONGELATA”) 🔹

Molti pazienti arrivano in ambulatorio dicendo:

👉 “Dottore, la spalla si è bloccata all’improvviso.”
👉 “Non riesco più a infilarmi la giacca.”
👉 “Di notte il dolore è insopportabile.”

Spesso dietro questi sintomi si nasconde una capsulite adesiva, conosciuta anche come “frozen shoulder” o “spalla congelata”.

COSA SUCCEDE DAVVERO?

La spalla è avvolta da una capsula elastica che permette il movimento dell’articolazione.

Nella capsulite adesiva questa capsula:
✔ si infiamma,
✔ si ispessisce,
✔ perde elasticità,
✔ si retrae.

Il risultato?

❌ Dolore importante
❌ Perdita progressiva del movimento
❌ Difficoltà nei gesti quotidiani

Anche azioni semplici come:

* pettinarsi,
* allacciare il reggiseno,
* prendere un oggetto alto,
* infilarsi la cintura di sicurezza,

diventano complicate.



QUANTO È FREQUENTE?

La capsulite adesiva colpisce circa il 2-5% della popolazione generale.
📚 Studi PubMed mostrano che è molto più frequente:

✔ nelle donne
✔ tra i 40 e i 60 anni
✔ nei pazienti diabetici

Il diabete aumenta enormemente il rischio, fino a circa il 10-20% dei pazienti diabetici.
PubMed: Hand C et al., Shoulder Elbow, 2008.



DIFFERENZE TRA UOMO E DONNA

Le donne sono colpite più frequentemente rispetto agli uomini.

📚 Diversi studi suggeriscono un possibile ruolo:

* ormonale,
* metabolico,
* autoimmune.

In particolare:
✔ menopausa,
✔ alterazioni tiroidee,
✔ diabete,
✔ disfunzioni metaboliche

sono associate più spesso alla capsulite adesiva.

PubMed:

* Kelley MJ et al., J Orthop Sports Phys Ther, 2013.
* Zreik NH et al., J Shoulder Elbow Surg, 2016.



QUALI SONO LE CAUSE?

In molti casi la causa è “idiopatica”, cioè compare senza un motivo preciso.

Tuttavia esistono fattori che aumentano il rischio:

🔸 diabete
🔸 problemi tiroidei
🔸 immobilizzazione prolungata
🔸 traumi
🔸 interventi chirurgici alla spalla
🔸 malattie autoimmuni
🔸 stress infiammatori cronici

Anche tenere il braccio fermo troppo a lungo dopo un trauma o un intervento può favorire il problema.



COME EVOLVE?

La capsulite adesiva ha generalmente 3 fasi:

1️⃣ FASE DOLOROSA

La spalla fa molto male, soprattutto di notte.

2️⃣ FASE DI RIGIDITÀ

Il dolore può diminuire leggermente, ma la spalla si blocca sempre di più.

3️⃣ FASE DI RECUPERO

La mobilità lentamente migliora.

⚠️ ATTENZIONE:
non sempre il recupero è completo spontaneamente.

Alcuni pazienti mantengono rigidità anche per anni.

PubMed:

* Reeves B., Scand J Rheumatol, 1975.
* Shaffer B et al., J Bone Joint Surg Am, 1992.



TERAPIA: COSA FUNZIONA DAVVERO?

🔹 TERAPIA CONSERVATIVA

Nella maggior parte dei casi si inizia senza chirurgia.

✔ FISIOTERAPIA MIRATA

È fondamentale.

Ma attenzione:
❌ fare esercizi aggressivi troppo presto può peggiorare il dolore.

Serve una fisioterapia:
✔ graduale,
✔ guidata,
✔ adattata alla fase della malattia.



🔹 CORTISONE: QUANDO SERVE?

Le infiltrazioni cortisoniche possono essere molto utili soprattutto nelle fasi iniziali.

📚 La letteratura PubMed dimostra che:
✔ riducono il dolore,
✔ migliorano la mobilità,
✔ accelerano il recupero iniziale.

Generalmente si utilizzano corticosteroidi come:

* triamcinolone,
* metilprednisolone,

con dosaggi variabili secondo il quadro clinico e la valutazione specialistica.

Spesso si eseguono infiltrazioni ecoguidate per maggiore precisione.

PubMed:

* Carette S et al., Arthritis Rheum, 2003.
* Uppal HS et al., Bone Joint J, 2015.

⚠️ Naturalmente il cortisone non va abusato:
un utilizzo improprio o eccessivo può avere effetti collaterali su tendini e metabolismo.



🔹 FARMACI

Possono aiutare:
✔ antinfiammatori,
✔ antidolorifici,
✔ terapia del dolore nei casi più importanti.

Ma da soli raramente risolvono il problema.



QUANDO SERVE L’INTERVENTO?

Se dopo mesi di terapia ben eseguita:
❌ la spalla resta rigida,
❌ il dolore continua,
❌ la qualità di vita è molto limitata,

si può valutare un trattamento chirurgico.



🔹 ARTROSCOPIA DI SPALLA

L’intervento viene eseguito in artroscopia, cioè con piccole telecamere mini-invasive.

Durante l’intervento si esegue:
✔ liberazione della capsula retratta,
✔ rimozione delle aderenze,
✔ recupero della mobilità articolare.

In alcuni casi si associa una mobilizzazione controllata in anestesia.

📚 La letteratura scientifica mostra ottimi risultati nei pazienti selezionati.

PubMed:

* Le Lievre HM et al., J Shoulder Elbow Surg, 2012.
* Grant JA et al., Arthroscopy, 2013.



IL VERO SEGRETO DEL RECUPERO

La chirurgia da sola NON basta.

👉 Il recupero dipende enormemente dalla fisioterapia post trattamento.

Muovere la spalla correttamente nei tempi giusti è fondamentale per evitare nuove rigidità.



🔹 In conclusione:

La capsulite adesiva NON è “solo un po’ di infiammazione”.

È una vera patologia della capsula articolare che può limitare pesantemente la vita quotidiana.

Ma con:
✔ diagnosi corretta,
✔ terapia precoce,
✔ fisioterapia adeguata,
✔ infiltrazioni mirate,
✔ eventuale chirurgia nei casi selezionati,

si possono ottenere ottimi risultati.

15/05/2026

Questa mattina al Centro di Medicina abbiamo eseguito un doppio intervento: meniscectomia artroscopica per lesione a ma**co di secchio e infiltrazione con cellule mesenchimali di origine adiposa.

LESIONE DEL MENISCO “A MA**CO DI SECCHIO”: COSA SIGNIFICA E COME SI TRATTA

Molti pazienti arrivano in ambulatorio dicendo:

“Dottore, il ginocchio si è bloccato improvvisamente e non riesco più a stenderlo.”

Molto spesso, dietro a questo sintomo, si nasconde una particolare rottura del menisco chiamata lesione a ma**co di secchio.

Cos’è una lesione “a ma**co di secchio”?

Il menisco è una struttura fibrocartilaginea che funziona come un vero e proprio “ammortizzatore” del ginocchio.
Serve a:

* distribuire i carichi,
* proteggere la cartilagine,
* migliorare la stabilità del ginocchio.

Nella lesione “a ma**co di secchio”, una parte del menisco si rompe longitudinalmente e si sposta verso il centro dell’articolazione, proprio come il ma**co di un secchio che si solleva.

Questo frammento può:

* bloccare il movimento del ginocchio,
* provocare dolore intenso,
* dare sensazione di scatto o cedimento,
* impedire la completa estensione della gamba.

Spesso il paziente riferisce un vero e proprio “ginocchio bloccato”.

Come si interviene?

In questi casi si esegue generalmente un intervento in artroscopia, quindi mini-invasivo, attraverso piccoli accessi cutanei.

Nel caso specifico è stata eseguita una:

Meniscectomia modellante

Significa che:

* si rimuove solamente la parte lesionata e instabile del menisco,
* si cerca di conservare il più possibile il tessuto sano,
* si “modella” il menisco residuo per renderlo stabile e funzionale.

L’obiettivo moderno NON è togliere tutto il menisco, ma preservarne la maggior quantità possibile.

Perché il menisco è così importante?

Qui arriva un concetto fondamentale.

Il menisco non serve solo a “fare da cuscinetto”.
Serve soprattutto a distribuire il peso corporeo sulla cartilagine.

Quando una parte del menisco viene rimossa, anche se in modo selettivo, il carico sulla cartilagine aumenta enormemente.

Alcuni studi scientifici hanno dimostrato che dopo meniscectomia:

* il carico articolare può aumentare fino al 200-300%,
* cresce il rischio di usura cartilaginea,
* aumenta nel tempo il rischio di artrosi.

In pratica:

➡️ meno menisco = più stress sulla cartilagine.

Perché associare le cellule mesenchimali di origine adiposa?

Durante lo stesso intervento sono state utilizzate cellule mesenchimali ottenute dal tessuto adiposo del paziente stesso.

In modo semplice:

* si preleva una piccola quantità di grasso,
* il tessuto viene processato con kit dedicati e centrifugazione,
* si ottiene un concentrato ricco di cellule mesenchimali e fattori biologici,
* il preparato viene infiltrato nel ginocchio.

Queste cellule NON “ricreano magicamente” il menisco, ma possono:

* aiutare a ridurre l’infiammazione articolare,
* migliorare l’ambiente biologico del ginocchio,
* supportare la cartilagine residua,
* contribuire a ridurre dolore e rigidità.

Perché questo approccio può avere senso?

Dopo una meniscectomia il ginocchio è sottoposto a maggior stress meccanico.

Per questo motivo, nei pazienti selezionati, associare trattamenti biologici può avere l’obiettivo di:

* proteggere la cartilagine,
* rallentare i fenomeni degenerativi,
* migliorare il recupero funzionale.

Ovviamente ogni paziente è diverso e il trattamento va personalizzato.

Cosa dice la letteratura scientifica?

Negli ultimi anni numerosi studi hanno evidenziato il ruolo protettivo del menisco e l’importanza delle terapie biologiche nel trattamento articolare.

📚 Alcuni riferimenti scientifici:

* Fairbank TJ. Knee joint changes after meniscectomy. J Bone Joint Surg Br. 1948.
* Papalia R et al. Meniscectomy as a risk factor for knee osteoarthritis. Br Med Bull. 2011.
* Caplan AI. Mesenchymal stem cells in regenerative medicine. J Orthop Res. 2007.
* Freitag J et al. Adipose-derived mesenchymal stem cell therapy in knee osteoarthritis. Regenerative Medicine. 2019.

Oggi l’ortopedia moderna cerca sempre di più di:

✅ preservare il menisco,
✅ proteggere la cartilagine,
✅ utilizzare approcci biologici sempre meno invasivi e più conservativi.

Perché il vero obiettivo non è solo togliere il dolore oggi, ma preservare il ginocchio anche per il futuro.

Protesi di ginocchio: i legamenti crociati vengono tolti oppure no?Una delle domande che i pazienti mi fanno più spesso ...
15/05/2026

Protesi di ginocchio: i legamenti crociati vengono tolti oppure no?

Una delle domande che i pazienti mi fanno più spesso prima di un intervento di protesi totale di ginocchio è:

“Dottore, ma durante l’intervento mi tolgono i legamenti crociati?”

La risposta è: dipende dal tipo di protesi utilizzata e dalla situazione del ginocchio.

Nel ginocchio esistono due legamenti molto importanti:

* il crociato anteriore (LCA),
* il crociato posteriore (LCP).

Nella maggior parte delle protesi totali di ginocchio moderne, il crociato anteriore viene sacrificato perché spesso già usurato o non più funzionale a causa dell’artrosi.

Il vero “bivio” riguarda invece il crociato posteriore.

Esistono infatti due grandi famiglie di protesi:



🔹 Protesi CR (Cruciate Retaining)

In questo tipo di protesi:

* il crociato posteriore viene mantenuto;
* la protesi lavora insieme al legamento naturale del paziente.

Quando si può fare?

Quando:

* il legamento è ancora valido,
* il ginocchio è stabile,
* la deformità non è eccessiva.

Vantaggi

* sensazione talvolta più “naturale” del movimento;
* conservazione di parte della biomeccanica originale del ginocchio.

Limiti

Se il crociato posteriore è degenerato o poco funzionante:

* il ginocchio può risultare meno stabile,
* il movimento meno fluido nel tempo.



🔹 Protesi PS (Posterior Stabilized)

In questo caso:

* anche il crociato posteriore viene sacrificato;
* la stabilità viene ricreata direttamente dalla protesi grazie a un meccanismo interno specifico.

Quando si preferisce?

Molto spesso:

* nei ginocchi più artrosici,
* deformati,
* rigidi,
* oppure quando il crociato posteriore non è più affidabile.

Vantaggi

* maggiore stabilità meccanica;
* movimento prevedibile;
* ottimo controllo del ginocchio anche in situazioni più complesse.



🔹 Quindi qual è la migliore?

Non esiste una protesi “migliore” in assoluto.

La scelta dipende da:

* anatomia del paziente,
* stabilità del ginocchio,
* qualità dei legamenti,
* deformità,
* esperienza del chirurgo.

L’obiettivo finale NON è “salvare un legamento a tutti i costi”, ma ottenere:
✅ un ginocchio stabile
✅ poco doloroso
✅ mobile
✅ affidabile nel tempo
✅ che permetta di tornare a camminare bene e recuperare qualità di vita



Oggi le moderne protesi di ginocchio, associate a:

* tecniche chirurgiche precise,
* recupero funzionale precoce,
* fisioterapia adeguata,

permettono nella grande maggioranza dei casi un ritorno ad una vita attiva con ottimi risultati funzionali.

Per questo motivo è fondamentale che ogni paziente venga valutato in maniera personalizzata, scegliendo il tipo di impianto più adatto al proprio ginocchio e non una soluzione “uguale per tutti”.

Ci sono messaggi che ripagano di anni di studio, sacrifici, sala operatoria, notti insonni e aggiornamento continuo.Ogni...
11/05/2026

Ci sono messaggi che ripagano di anni di studio, sacrifici, sala operatoria, notti insonni e aggiornamento continuo.

Ogni paziente che decide di affidarsi a me compie un gesto di enorme fiducia.
Ed è una responsabilità che sento profondamente, ogni singolo giorno.

Per questo il mio impegno sarà sempre lo stesso:
dare il massimo, curare ogni dettaglio e continuare ad aggiornarmi con costanza, studiando e confrontandomi con le tecniche più moderne, per offrire ai miei pazienti il miglior percorso possibile.

La chirurgia ortopedica evolve continuamente, e credo che un medico non debba mai smettere di crescere.
Dietro ogni intervento ci sono preparazione, esperienza, squadra, passione e rispetto per la persona che abbiamo davanti.

Grazie a tutti i pazienti che in questi anni hanno avuto fiducia in me e nel mio team.
I vostri risultati, le vostre parole e il vostro affetto rappresentano la motivazione più grande per continuare a migliorare ogni giorno.

Dott. Marco Capuzzo
Medico Chirurgo – Specialista in Ortopedia e Traumatologia

📍 DOVE SVOLGO LA MIA ATTIVITÀ AMBULATORIALEPer tutti i pazienti che desiderano prenotare una visita specialistica ortope...
10/05/2026

📍 DOVE SVOLGO LA MIA ATTIVITÀ AMBULATORIALE

Per tutti i pazienti che desiderano prenotare una visita specialistica ortopedica, svolgo attività ambulatoriale presso diverse strutture e poliambulatori del territorio veneto, collaborando da anni con realtà mediche altamente qualificate.

🔹 Spalla
🔹 Ginocchio
🔹 Chirurgia artroscopica
🔹 Chirurgia protesica e robotica
🔹 Traumatologia sportiva

L’elenco aggiornato delle cliniche e degli ambulatori in cui ricevo è disponibile direttamente sul mio sito:

www.marcocapuzzo.it/cliniche

Troverete tutte le sedi, i recapiti telefonici e le informazioni necessarie per prenotare una visita presso la struttura più comoda per voi.

Dott. Marco Capuzzo
Medico Chirurgo – Specialista in Ortopedia e Traumatologia

07/05/2026

Una paziente di 71 anni, sottoposta a protesi totale di ginocchio per una grave artrosi, a soli 40 giorni dall’intervento ha già recuperato una mobilità completa, tornando a camminare con sicurezza e autonomia.

Questi risultati non arrivano “per caso”.
La protesi totale di ginocchio è oggi uno degli interventi ortopedici con le più alte percentuali di successo e soddisfazione del paziente: la letteratura scientifica internazionale riporta risultati positivi nell’85-90% dei casi, con un netto miglioramento di dolore, qualità di vita e funzione articolare. (PMC)

Naturalmente, il recupero dipende da più fattori:
• corretta indicazione chirurgica
• tecnica operatoria accurata
• qualità della protesi impiantata
• impegno del paziente
• e soprattutto un recupero funzionale iniziato precocemente e seguito da personale competente.

Per questo motivo insistiamo sempre sull’importanza di una fisioterapia adeguata sin dai primi giorni dopo l’intervento: il lavoro di recupero è parte integrante del successo della protesi.

Un altro aspetto a cui il nostro team dedica particolare attenzione è la gestione della ferita chirurgica.
Eseguiamo infatti suture di tipo estetico per ridurre al minimo anche l’impatto estetico della cicatrice, cercando di ottenere non solo un ottimo risultato funzionale, ma anche il miglior comfort possibile per il paziente. Studi pubblicati su PubMed dimostrano come le moderne tecniche di sutura estetica possano migliorare la soddisfazione del paziente e la qualità della cicatrice dopo protesi di ginocchio. (PubMed)

Dietro ogni recupero rapido non c’è “miracolo”, ma un percorso costruito con chirurgia, riabilitazione, esperienza e collaborazione tra equipe e paziente.

🦴 “Dottore, ma posso già usare il braccio?”È la domanda più pericolosa dopo una riparazione artroscopica della cuffia de...
30/04/2026

🦴 “Dottore, ma posso già usare il braccio?”

È la domanda più pericolosa dopo una riparazione artroscopica della cuffia dei rotatori.

La risposta vera è questa:
👉 il tendine non è ancora guarito, anche se tu ti senti meglio.



⏳ Il punto chiave (che molti sottovalutano)

Quando noi chirurghi riattacchiamo il tendine all’osso,
non “incolliamo” qualcosa di già pronto.

👉 Creiamo le condizioni perché il corpo ricostruisca un nuovo legame biologico.

E questo processo è lento.

* Il tendine inizia ad aderire all’osso nelle prime settimane
* Ma una guarigione strutturalmente valida richiede almeno 3–4 mesi (≈120 giorni)
* Il recupero completo può arrivare anche a 6 mesi o più 



⚠️ Il problema vero: ti senti meglio prima di essere guarito

Ed è qui che si sbaglia.

* Il dolore diminuisce
* Il movimento migliora
* Ti sembra “di poter fare”

👉 Ma il tendine non è ancora biologicamente forte



📚 Cosa dice la letteratura

* La maggior parte dei pazienti recupera funzione tra 3 e 6 mesi 
* Il periodo più critico per fallimenti (re-rotture) è proprio tra 3 e 6 mesi 
* Una riabilitazione troppo aggressiva può aumentare il rischio di re-tear 
* Protocoli più “protettivi” favoriscono una migliore guarigione tendinea 



🧠 Tradotto in modo semplice

👉 Nei primi 120 giorni
stai costruendo una cicatrice biologica che deve diventare forte.

Se la stressi troppo presto:

* si allunga
* si indebolisce
* o si rompe di nuovo



🎯 Il concetto fondamentale

Non devi pensare:

❌ “Mi sento bene → posso fare”

Devi pensare:

✅ “Sto guarendo → devo proteggere”



🧩 La verità che pochi dicono

La chirurgia è solo metà del lavoro.

L’altra metà è:
👉 disciplina nei 4–6 mesi dopo l’intervento



💬 Messaggio finale

Se hai fatto una cuffia dei rotatori:

👉 i primi mesi decidono il risultato finale

Non è il dolore che devi ascoltare.
È la biologia del tendine.

🦴 Perché la protesi di spalla (per artrosi) fa meno male della protesi di ginocchio?Quando parliamo di protesi articolar...
27/04/2026

🦴 Perché la protesi di spalla (per artrosi) fa meno male della protesi di ginocchio?

Quando parliamo di protesi articolari, molti pazienti hanno paura del dolore post-operatorio.

👉 Ma c’è un dato importante:
a parità di artrosi (NON frattura), la protesi di spalla è generalmente meno dolorosa della protesi di ginocchio.

Vediamo perché, in modo semplice.



🔬 1. Motivo biomeccanico: il carico

* Il ginocchio è un’articolazione portante
👉 ogni passo scarica tutto il peso del corpo
* La spalla invece è un’articolazione non portante
👉 non deve sostenere il peso corporeo

📌 Risultato:

* Dopo una protesi di ginocchio → devi camminare subito
* Dopo una protesi di spalla → puoi proteggere e scaricare

➡️ Questo da solo spiega gran parte del dolore maggiore nel ginocchio




🧠 2. Motivo neurologico: come percepiamo il dolore

Il ginocchio ha:

* una ricca innervazione nocicettiva
* strutture come sinovia, capsula e soprattutto apparato estensore (rotula)

👉 che sono estremamente sensibili al dolore

📌 Non a caso:

* il dolore anteriore dopo protesi di ginocchio è riportato nel 6–25% dei pazienti
La spalla invece:

* ha sì innervazione, ma meno coinvolta in stimoli continui da carico
* può essere “spenta” meglio con blocchi tipo plesso brachiale

➡️ Risultato: meno stimoli dolorosi persistenti



🦴 3. Motivo anatomico: tipo di articolazione

* Ginocchio = articolazione complessa, vincolata
* stabilità legata a legamenti, menischi, rotula
* ogni piccolo squilibrio → dolore
* Spalla = articolazione più libera (enartrosi)
* maggiore tolleranza biomeccanica
* meno stress compressivo diretto

➡️ La protesi di ginocchio è più “esigente” da bilanciare



🧬 4. Motivo chirurgico: invasività e tessuti coinvolti

* Protesi di ginocchio:
* tagli ossei più estesi
* coinvolgimento dell’apparato estensore
* maggiore trauma sui tessuti molli
* Protesi di spalla:
* spesso meno invasiva
* meno strutture “critiche” per il dolore acuto

👉 Studi mostrano:

* maggiore dolore post-operatorio nelle artroprotesi degli arti inferiori rispetto alla spalla


🚶 5. Motivo funzionale: riabilitazione

* Ginocchio:
* devi muoverti e caricare subito
* fisioterapia precoce e intensa → dolore inevitabile
* Spalla:
* iniziale protezione con tutore
* recupero più graduale

➡️ Meno stress iniziale = meno dolore



📊 Cosa dicono gli studi?

* La maggior parte dei pazienti riferisce recupero più rapido e meno doloroso nella spalla rispetto al ginocchio (70–80%)
* Le protesi di spalla hanno:
* meno complicanze
* ricoveri più brevi


⚠️ Messaggio importante

👉 Questo vale per:
✔️ Artrosi
❌ NON per fratture (dove la situazione cambia completamente)



🎯 Conclusione

* Il ginocchio fa più male perché:
* porta peso
* è più innervato e “sensibile”
* è biomeccanicamente più complesso
* deve lavorare subito
* La spalla:
* non è portante
* è più “protetta” nel post-operatorio
* ha un recupero generalmente più graduale

👉 Risultato: meno dolore nella maggior parte dei casi

Indirizzo

Padua

Telefono

+393761751201

Sito Web

http://m2clinic.it/

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