17/06/2026
18 giugno 2026: Nel Vangelo di oggi Gesù ci consegna l’unica preghiera che Egli stesso ci ha insegnato: 🙏 Il Padre Nostro.
Lo fa subito dopo averci invitato a non sprecare parole, a non moltiplicare formule pensando di convincere Dio a forza di ripetizioni perché il Padre sa già di cosa abbiamo bisogno.
E allora Gesù ci lascia una preghiera brevissima, ma così profonda da contenere tutta l’essenza della nostra relazione con Dio.
Eppure, proprio perché è così centrale, ogni frase porta con sé una sfida.
Per me alcune parole sono particolarmente “ostiche”.
❤️ “Padre”
Perché non è semplicemente un titolo.
Presuppone una relazione.
Presuppone fiducia.
Presuppone amore.
Presuppone la capacità di credere che Dio non sia un giudice lontano, ma un Padre che desidera il nostro bene.
❤️ “Nostro”
Non dice “Padre mio”.
Dice “Padre nostro”.
Perché ci ricorda che non siamo figli unici.
Esistono i fratelli.
Anche quelli che ci piacciono meno, che la pensano diversamente, che ci hanno ferito.
❤️ “Che sei nei cieli”
Significa riconoscere che la realtà non finisce qui.
Che la nostra vita non si esaurisce tra nascita e morte.
❤️ “Sia fatta la tua volontà”
Forse una delle frasi più difficili perché significa accettare che i progetti di Dio possano essere diversi dai nostri.
Che non sempre ciò che desideriamo coincide con ciò che ci fa bene.
Che fidarsi è più difficile che controllare.
❤️ “Dacci oggi il nostro pane quotidiano”
È la richiesta di chi riconosce di aver bisogno.
Di chi accetta di ricevere.
Di chi comprende che non si salva da solo.
❤️ “Rimetti a noi i nostri debiti”
Significa riconoscersi peccatori.
Ammettere che abbiamo bisogno di misericordia.
❤️ “Come anche noi li rimettiamo ai nostri debitori”
Ed ecco probabilmente il punto più scomodo.
Perché chiediamo a Dio di trattarci con la stessa misura che usiamo verso gli altri.
E qui il Padre Nostro smette di essere una semplice preghiera.
Diventa un programma di vita.
Perdonare chi ci ha ferito.
Lasciare andare il rancore.
Rinunciare alla vendetta.
✏️ Qual è la parte del Padre Nostro che vi mette più in difficoltà?
Quella che fate più fatica a pronunciare con sincerità?