18/08/2026
Questo post nasce dai vostri commenti🤍
Ne ho letti tantissimi e, soprattutto nei racconti di PMA, mi sono resa conto di quanto poco conoscessi davvero quel mondo.
Io ho avuto la fortuna di vivere le mie gravidanze senza attraversare questo percorso. E più leggevo, più pensavo a quanto facilmente possiamo dare per scontata una cosa che, per qualcun altro, può diventare una strada lunghissima.
Non voglio fingere di sapere cosa significhi vivere la PMA. Non l’ho vissuta e non sarebbe giusto parlare al posto di chi l’ha affrontata.
Ma posso dirvi cosa ho provato leggendo le vostre storie..
ammirazione.
Per chi ha continuato dopo un negativo.
Per chi ha ricominciato dopo una delusione.
Per chi ha trovato ancora la forza di sperare.
Per chi ce l’ha fatta.
E per chi, alla fine, non ha ottenuto ciò che desiderava.
E penso anche ai papà.
A quelli che magari non vivono sul proprio corpo la parte più difficile del percorso, ma che guardano la persona che amano affrontarlo.
Che accompagnano, aspettano, sostengono.
E che magari hanno paura e soffrono anche loro, solo in un modo diverso.
Vorrei che nessuno, mamma o papà, si sentisse in colpa.
Non è colpa della mamma.
Non è colpa del papà.
E non c’è niente di cui vergognarsi per aver avuto bisogno della PMA.
Né nessuno ha il diritto di giudicare il percorso che una coppia sceglie di affrontare per inseguire il proprio desiderio di famiglia.
E penso anche a chi quel sogno non è riuscito a realizzarlo.
A chi oggi porta ancora dentro quel dolore.
A voi va il mio pensiero più grande🤍
Non voglio romanticizzare la sofferenza della PMA.
Voglio solo dire che, dopo aver letto le vostre storie, vi guardo con occhi diversi.
Perché non esiste un modo più vero per diventare genitori.
Esiste il desiderio.
Esiste l’amore.
E a volte esiste una strada molto più lunga di quella che avevamo immaginato.
E quella strada merita rispetto.
Sempre🤍
Se vi va, raccontatemi anche qui la vostra storia.
Non per spiegare.
Non per giustificare.
Solo per essere ascoltati🤍