Dott.ssa Sara Peracchia - Psicologa PsicoAdventure

Dott.ssa Sara Peracchia - Psicologa PsicoAdventure Ciao a tutti e benvenuti sulla mia pagina! Quì potrai trovare numerose informazioni, curiosità, nozioni e concetti sul mondo della Psicologia.

Un'avventura nel mondo della psicologia che aiuterà a conoscersi, volersi bene e migliorarsi.

Ieri in seduta un paziente mi ha detto una frase che mi è rimasta dentro."Se non sento subito quell'eccitazione... sarei...
29/07/2026

Ieri in seduta un paziente mi ha detto una frase che mi è rimasta dentro.

"Se non sento subito quell'eccitazione... sarei capace anche di alzarmi e andarmene. Oppure di smettere di scrivere a una persona."

Questa frase racconta molto più di una difficoltà sentimentale.

Racconta un sistema nervoso che ha imparato ad associare l'intensità alla sicurezza, l'imprevedibilità all'interesse, l'ansia alla connessione.

Quando cresciamo in contesti in cui l'amore è incostante, imprevedibile o emotivamente poco disponibile, il cervello si abitua a ricercare ciò che conosce. Non necessariamente ciò che fa stare bene, ma ciò che gli è familiare.

Per questo una persona presente, coerente e stabile può sembrare "spenta". Non perché manchi qualcosa nell'altro, ma perché il nostro sistema nervoso non riconosce ancora la calma come un luogo sicuro.

Molte persone descrivono questa esperienza con frasi come:
"Non sento la scintilla."
"Mi annoio."
"Manca qualcosa."

Eppure, a volte, quella "mancanza" non è assenza di amore.

È assenza di allarme.

La psicologia del trauma ci insegna che il nostro sistema nervoso può confondere l'attivazione con l'intimità, il caos con la passione, l'incertezza con il desiderio.

Ma una relazione sana non è quella che tiene il cervello costantemente in allerta.

È quella in cui, lentamente, il corpo impara che non serve più sopravvivere per poter amare.

La guarigione relazionale non consiste nello smettere di provare emozioni intense.

Consiste nell'imparare, un po' alla volta, che anche la serenità può essere emozionante. Che la sicurezza può diventare desiderabile. Che la stabilità non è noia, ma uno spazio nuovo in cui il sistema nervoso può finalmente abbassare la guardia.

24/06/2026

D'estate....

Paziente :"Ci vediamo la prossima settimana!"

Io la settimana dopo: controllo se i miei pazienti sono stati rapiti dall'estate. 😂

L'estate è quel periodo dell'anno in cui molti problemi sembrano andare in vacanza insieme ai pazienti. 😎☀️

E io, nel frattempo, li cerco ❤️





18/06/2026

Spesso pensiamo che la nostra storia sia già scritta. Che gli eventi vissuti, le ferite, le delusioni o le paure definiscano chi siamo e ciò che possiamo diventare.
A volte in terapia pensiamo di dover aggiustare qualcosa che non va. In realtà, molto spesso, il percorso terapeutico non consiste nel diventare qualcun altro, ma nel ritrovare se stessi. Nel dare voce a parti rimaste in silenzio. Nel comprendere ferite che continuano a influenzare il presente. Nel riconoscere che la nostra storia non coincide con i nostri errori, con le nostre paure o con ciò che abbiamo vissuto.

La psicoterapia offre uno spazio in cui fermarsi, comprendere, dare significato a ciò che è stato e riconoscere risorse che, a volte, abbiamo dimenticato di possedere.

Come scrive Irvin Yalom:
"La psicoterapia è un'opportunità per riappropriarsi della propria storia e ricominciare a scriverla."
Non per cancellare il passato, ma per guardarlo con occhi nuovi e scegliere con maggiore consapevolezza come proseguire il cammino perché la nostra storia non è soltanto ciò che ci è accaduto. È anche ciò che decidiamo di fare con ciò che ci è accaduto. E, a volte, riscrivere alcuni capitoli è più semplice quando non lo si fa da soli.

La terapia può diventare quello spazio sicuro in cui esplorare la propria storia, comprenderla e trovare nuove parole per raccontarla.
Ogni storia merita di essere ascoltata. Anche la tua.

Quale capitolo della tua vita senti di voler riscrivere oggi?

💚 Se senti che è il momento di iniziare questo percorso, sarò felice di accompagnarti passo dopo passo.

Dott.ssa Sara Peracchia – Psicologa

05/06/2026

Guarire non significa procedere senza inciampi, senza dubbi o senza momenti di fatica.
Spesso immaginiamo la guarigione come una linea retta: un percorso ordinato, costante, sempre in salita verso il meglio. Ma la realtà è diversa.
Ci sono giorni in cui senti di aver fatto passi avanti e altri in cui ti sembra di essere tornato al punto di partenza. Ci sono curve che non avevi previsto, tratti in cui la strada sembra sparire e momenti in cui perdi di vista perfino la direzione.
Eppure, anche quando non te ne accorgi, stai andando avanti.
Guarire raramente è una linea retta. Assomiglia molto di più a questa strada: avanza, si piega, scompare alla vista e poi ricompare.
Non giudicare il tuo percorso dalla forma che ha. Osserva piuttosto il coraggio che stai mettendo nel continuare a percorrerlo.
🍃 A che punto del tuo cammino ti trovi oggi?

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Martedì 09:00 - 20:00
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