Aliter Coop Sociale 2.0

Aliter Coop Sociale 2.0 Aliter riapre la pagina dopo l’azione di alcuni hacker che sono riusciti ad entrarne in possesso

Aliter Cooperativa SocialeII 22 novembre 1919 venne pubblicato il libro di John B. Watson intitolato "Psychology, From t...
28/08/2026

Aliter Cooperativa Sociale
II 22 novembre 1919 venne pubblicato il libro di John B. Watson intitolato "Psychology, From the Standpoint of a Behaviorist".
Questo libro esamina la psicologia nel contesto del comportamentismo e riporta tutto ciò che qualsiasi individuo adeguatamente allenato può osservare. La psicologia del comportamento è stata chiamata in diversi modi nel corso degli anni: fisiologia, psicologia delle contrazioni muscolari, biologia e così via; Watson fa notare che, nel momento in cui aiuta gli scienziati a liberarsi dai vincoli della psicologia convenzionale e insegna ad affrontare l'essere umano in modo più diretto, il nome non ha importanza in sé.

La psicologia del comportamento ha avuto uno sviluppo rapido, conseguenza diretta del lavoro svolto sul comportamento animale. I libro di Watson sconvolge la classificazione tradizionale degli argomenti psicologici e del loro trattamento convenzionale. Termini come coscienza, sensazione, percezione, attenzione, volontà, immagine e tanti altri sono volutamente evitati dall'autore vista la sua formae mentis e la sua idea che siano stati usati in modo incoerente, con la conseguenza di esser risultati poco chiari nel corso degli anni.

Termini come pensiero e memoria sono stati da lui ridefiniti per conformarsi alla psicologia comportamentista. Il testo più famoso dell'autore rimane "Il manifesto del comportamentismo" del 1913, di cui riporto le prime parole: "La psicologia, come la vede il comportamentista, è un settore della scienza naturale del tutto obiettivo e sperimentale. Dal punto di vista teorico, il suo obiettivo è la previsione ed il controllo del comportamento. Per nessuna ragione l'introspezione fa parte dei metodi da essa impiegati. In nessun modo il valore scientifico dei dati da essa ottenuti dipende dalla possibilità di ve**re interpretati in termini di coscienza. Il comportamentista, nel suo sforzo teso a perve**re ad un quadro unitario del comportamento animale, non traccia alcuna linea di demarcazione tra l'uomo e l'animale. Il comportamento dell'uomo, con tutte le sue complessità e perfezionamenti, è solo una parte dello schema totale di indagine seguito dal comportamentista."

History_of_psycology

😍

“LO DICE UNO STUDIO.”MA BASTA DAVVERO UNO STUDIO?Quando siamo genitori, soprattutto quando dobbiamo prendere decisioni i...
24/08/2026

“LO DICE UNO STUDIO.”
MA BASTA DAVVERO UNO STUDIO?

Quando siamo genitori, soprattutto quando dobbiamo prendere decisioni importanti per i nostri figli, cerchiamo informazioni.
Leggiamo articoli.
Seguiamo professionisti.
Ascoltiamo testimonianze.
Cerchiamo studi.
Tutto lecito, anzi giustissimo!
E sempre nelle nostre ricerche o quando ascoltiamo professionisti parlare incontriamo una frase che sembra chiudere qualsiasi discussione:
“È scientificamente dimostrato.”
Ma cosa significa davvero?
La risposta è meno semplice di quanto sembri.
UNO STUDIO NON È AUTOMATICAMENTE UNA PROVA FORTE
Nel campo dell'autismo, il ricercatore Brian Reichow, insieme a Volkmar e Cicchetti, ha sviluppato un metodo proprio per valutare quanto siano solide le prove scientifiche a sostegno di un intervento.
Perché non basta chiedere:
“Esiste uno studio?”
Bisogna chiedere:
“Come è stato fatto?”
Facciamo qualche esempio.
Se intervisto 30 persone e molte mi raccontano di aver vissuto la stessa esperienza, ho ottenuto un'informazione importante.
Posso dire: “Queste persone riferiscono questa esperienza.”
Non posso automaticamente dire: “Abbiamo dimostrato scientificamente cosa ha causato quell'esperienza.”
Sono due cose diverse.
Se attraverso un questionario scopro che le persone che presentano maggiormente insonnia presentano anche depressione, ho trovato un'associazione.
È interessante.
Ma non ho ancora dimostrato che: l’insonnia causa la depressione.
Se seguissi le persone per molto tempo, potrei solo capire meglio cosa viene prima e cosa viene dopo.
La prova diventa più informativa, nient’altro!
Se invece modifico sistematicamente una condizione e verifico ripetutamente che cambia anche il comportamento che sto studiando, posso iniziare a formulare conclusioni causali molto più forti.
È uno dei motivi per cui gli studi sperimentali sono così importanti.
MA ATTENZIONE: NON BASTA NEMMENO DIRE “È UNO STUDIO SPERIMENTALE”
Ed è qui che Reichow ci insegna qualcosa di fondamentale.
Bisogna guardare come è stato costruito quello studio.
I partecipanti sono descritti bene?
Ciò che viene fatto è spiegato in modo tale che un altro ricercatore possa replicarlo?
Le misure sono precise?
C'è un adeguato controllo?
È stato verificato che l'intervento sia stato applicato correttamente?
I risultati si mantengono?
Si generalizzano alla vita reale?
L'effetto è realmente importante per la persona, per la sua famiglia?
Perché possiamo avere uno studio apparentemente molto sofisticato, ma metodologicamente debole.
Per questo Reichow distingue gli studi in termini di forza metodologica:

STRONG — forte
ADEQUATE — adeguata
WEAK — debole

E SE CI SONO TANTI STUDI?
Meglio.
Ma anche qui dobbiamo fare attenzione. Ad esempio: immaginate di avere 20 fotografie sfocate dello stesso oggetto.
Avere 20 fotografie ci offre certamente più informazioni che averne una sola.
Ma non significa automaticamente avere una fotografia nitida.
Lo stesso può accadere nella ricerca.
Una revisione sistematica può raccogliere moltissimi studi.
Ma dobbiamo comunque chiederci: quanto erano forti gli studi che ha raccolto?
Perché una revisione di studi metodologicamente deboli non può trasformarli magicamente in una dimostrazione causale forte.

E I QUESTIONARI?
I questionari non sono cattiva scienza. Possono essere strumenti preziosissimi.
Se voglio sapere: “Come ti senti?” la persona stessa può essere la fonte migliore a cui chiederlo.
Ma se voglio sapere: “Che cosa ha causato ciò che senti?” potrebbero servirmi altre
prove. Per esempio il medico non farebbe mai la diagnosi basandosi solo su quello che il paziente gli descrive di sentire (non sto dormendo da più giorni e mi gira la testa), ma prescriverebbe ad esempio almeno una RM e esami ematochimici.

Questa differenza è importantissima.
Raccontare un'esperienza è un dato. Spiegare scientificamente perché avviene richiede un altro livello di prova.

PERCHÉ UN GENITORE DOVREBBE SAPERE TUTTO QUESTO?
Perché dalle informazioni che leggiamo prendiamo decisioni.
A volte anche decisioni molto importanti: “Mio figlio può fare questa esperienza?” (gita scolastica, scuola di teatro ecc)
“Questo intervento è efficace?” (Ippoterapia-musicoterapia-mototerapia ecc)
“È meglio evitare questa situazione?” (uscire con gli amici, andare al cinema, portarlo a mare ecc)
“Questa difficoltà può essere modificata oppure devo considerarla immutabile?” (ansia, bournout sociale, crisi comportamentali ecc)

Ed è proprio qui che dobbiamo proteggerci da un meccanismo che riguarda tutti noi:
IL BIAS DI CONFERMA.

È la naturale tendenza a dare più peso alle informazioni che confermano qualcosa che già pensavamo.
Leggo una teoria.
Mi ricorda perfettamente mio figlio.
Trovo testimonianze simili.
Trovo uno studio.
E penso: “Ecco. Allora è sicuramente così.”
Ma la scienza ci chiede di fare una cosa più difficile: fermarci un momento e verificare.

QUINDI, LA PROSSIMA VOLTA CHE LEGGETE:
“Uno studio dimostra che…”provate a fare qualche domanda:
Che tipo di studio è?
Quante persone sono state studiate?
Sono state semplicemente intervistate oppure il fenomeno è stato anche misurato?
È stata trovata un'associazione o dimostrata una relazione causale?
Lo studio è stato replicato?
Altri ricercatori hanno ottenuto risultati simili?

E soprattutto:
LE PROVE SONO ABBASTANZA FORTI PER QUELLO CHE MI STANNO DICENDO DI CREDERE?
Tutto questo non significa diffidare della scienza.
Significa esattamente il contrario: imparare a usarla bene.
E non significa nemmeno ignorare ciò che una persona racconta della propria esperienza. Ascoltare è fondamentale.
Ma possiamo contemporaneamente ascoltare un'esperienza e continuare a chiederci quale sia la spiegazione scientifica più supportata.
Una testimonianza merita rispetto.
Un'ipotesi merita di essere studiata.
Una correlazione merita approfondimento.
Una causalità merita prove adeguate.
E una pratica può essere definita realmente evidence-based solo quando l'evidenza diventa sufficientemente rigorosa, replicata e convergente.
Perché quando si tratta dei nostri ragazzi, non dobbiamo cercare la teoria che ci piace di più.

Dobbiamo cercare le prove migliori che abbiamo a disposizione oggi, sapendo che domani nuove evidenze potrebbero insegnarci qualcosa di nuovo.
La scienza funziona proprio così.

Le ricerche ci dicono cosa PUO’ funzionare.
I dati della persona ci dicono cosa sta funzionando PER LEI!

Riferimenti principali:
Reichow, B., Volkmar, F.R., & Cicchetti, D.V. (2008). Development of the Evaluative Method for Evaluating and Determining Evidence-Based Practices in Autism. Journal of Autism and Developmental Disorders, 38, 1311–1319.
Reichow, B. (2011). Development, Procedures, and Application of the Evaluative Method for Determining Evidence-Based Practices in Autism. In Evidence-Based Practices and Treatments for Children with Autism. Springer.

Cooperativa Sociale Aliter
La vostra vita, il nostro progetto.

In foto: Gerarchia delle evidenze scientifiche secondo il modello dell'Evidence-Based Medicine, adattata da Sackett (1989).

17/08/2026

CI FERMIAMO UN PO’. MA SOLO PER RIPARTIRE. ❤️

Anche Aliter si concede qualche giorno di pausa.

È stato un anno intenso, pieno di lavoro, incontri, progetti, nuove idee e soprattutto tanta vita condivisa.

A settembre ripartiremo con i nostri laboratori di pasticceria e cucito, con i percorsi dedicati ai sibling e con un progetto a cui tengo particolarmente: la formazione dei nostri giovani volontari come ragazzi alla pari, perché l’inclusione possa diventare relazione vera, amicizia, esperienze e tempo condiviso.

Ripartirà anche la formazione, da sempre una parte importante del nostro lavoro: nuovi percorsi rivolti a operatori, genitori e docenti, per continuare a costruire competenze e una cultura sempre più consapevole dell’autismo e della disabilità.

E poi ci saranno nuove idee, nuovi progetti e nuove sfide che per adesso teniamo ancora un po’ nel cassetto. 😉

Perché Aliter non vuole essere soltanto un luogo in cui si fanno interventi.
Vogliamo costruire autonomie, relazioni, opportunità, lavoro, appartenenza. Vita.

Adesso ci fermiamo qualche giorno.
A settembre ricominciamo. E abbiamo ancora tantissimo da fare insieme. ❤️

📩 Per informazioni e pre-iscrizioni: [email protected]
📞 320 9261899

Cooperativa Sociale Aliter
La vostra vita, il nostro progetto.

Un grande ringraziamento ai miei nuovi follower! Sono felice di avervi tra noi!Vita Craparotta, Elisabetta Mellace, Rea ...
31/07/2026

Un grande ringraziamento ai miei nuovi follower! Sono felice di avervi tra noi!

Vita Craparotta, Elisabetta Mellace, Rea Annarita

Un grande ringraziamento ai miei nuovi follower! Siamo felice di avervi tra noi!Vita Craparotta, Elisabetta Mellace, Rea...
31/07/2026

Un grande ringraziamento ai miei nuovi follower! Siamo felice di avervi tra noi!

Vita Craparotta, Elisabetta Mellace, Rea Annarita

Un grande ringraziamento ai miei nuovi followers. Siamo felice di avervi tra noi!Vita Craparotta, Elisabetta Mellace, Re...
29/07/2026

Un grande ringraziamento ai miei nuovi followers. Siamo felice di avervi tra noi!

Vita Craparotta, Elisabetta Mellace, Rea Annarita

18/07/2026

Siamo davvero orgogliosi e lieti di aver dato vita ad un progetto che come madre di 3 figli, di cui Mariano persona autistica, avevo elaborato anni fa, e poi finalmente attivato assieme ai miei super colleghi di Aliter Coop.
Sono sempre i fratelli a vivere e a volte supportare come un’impalcatura la crescita dei nostri figli con disabilità.
Questo spazio è tutto loro, ma come potete immaginare non saranno da soli, vero è che non saranno altro che bambini/e, ragazzi/e o giovani uomini e donne che sceglieranno di esserci, ognuno a modo proprio, finalmente senza richieste e pretese da parte di noi adulti!

Progetto aperto a tutti
Per chiederci informazioni:
[email protected]
320 9261899

Aspettateci…♥️🫂

Per il caro piccolo nostro amico oggi il campo estivo si conclude.Per tanti altri bambini e ragazzi continuerà ancora.Og...
17/07/2026

Per il caro piccolo nostro amico oggi il campo estivo si conclude.
Per tanti altri bambini e ragazzi continuerà ancora.

Oggi, però, vogliamo fermarci un momento e condividere un messaggio che ci ha emozionati profondamente.
Le parole inviate dalla mamma valgono più di qualsiasi descrizione del nostro lavoro.
Ci ricordano quanto sia importante poter trovare un luogo in cui il proprio figlio sia accolto, rispettato e possa vivere un’estate come tutti gli altri bambini.

Ci hanno colpito, in particolare, i ringraziamenti rivolti ai nostri terapisti e ai nostri volontari.
I volontari, ragazzi dai 16 ai 22 anni, di Aliter sono il nostro particolare e unico valore aggiunto, che nessun’altra realtà ha.
Questi ragazzi incontrano i nostri ragazzi praticamente una sola volta all’anno, durante il campo estivo.
Ebbene, quest’anno, erano tutti incantati.

Incantati nel rivedere questo ragazzo e accorgersi di quanto fosse cresciuto, di quante nuove competenze avesse acquisito, di quanto fosse cambiato in un solo anno.
Per noi questo è uno dei risultati più belli.
Perché significa che il lavoro quotidiano, spesso silenzioso e invisibile, lascia tracce concrete nella vita delle persone.

Le competenze non emergono solo durante una seduta.
Si vedono nelle relazioni, nelle autonomie, nella partecipazione, nella serenità con cui un ragazzo affronta nuove esperienze.

E ci ha emozionato anche l’ultima parte del messaggio:
“Sarebbe bello se questa esperienza potesse avere una continuità durante l’anno…”
È un desiderio che sentiamo anche nostro.
Perché l’inclusione non dovrebbe essere solo un appuntamento estivo.
Dovrebbe essere una possibilità e un diritto quotidiano!

Grazie a questa mamma per la fiducia.
Grazie ai nostri terapisti, che lavorano ogni giorno con competenza e passione.
E grazie ai nostri volontari, che con la loro presenza dimostrano che basta dedicare un po’ del proprio tempo per fare una differenza enorme nella vita di qualcuno.
Quando anche chi ti vede solo una volta all’anno rimane stupito dai tuoi progressi, significa che dietro c’è un lavoro immenso. Ed è questo il regalo più bello per noi di Aliter.

Ieri sera io e mio marito abbiamo avuto il piacere di offrire una cena ai professionisti di Aliter che, nei giorni scors...
11/07/2026

Ieri sera io e mio marito abbiamo avuto il piacere di offrire una cena ai professionisti di Aliter che, nei giorni scorsi, hanno dedicato gratuitamente il loro tempo e le loro energie per rendere possibile un importante evento sociale.

Non era una cena. Era un **grazie**.

Perché in Aliter crediamo che l'impegno, la disponibilità e il senso di appartenenza meritino di essere riconosciuti.

Ogni giorno vediamo terapisti, psicologi, educatori e collaboratori che fanno molto più di ciò che è scritto in un contratto. Lo fanno perché credono nelle persone che accompagnano e nei valori che condividiamo.

Noi parliamo spesso di rinforzo con i bambini, con i ragazzi e con le famiglie.

Ma il rinforzo è una cosa seria. E vale anche per gli adulti.

Riconoscere chi sceglie di esserci, chi costruisce una squadra, chi mette il cuore in ciò che fa, significa coltivare una cultura fatta di fiducia, collaborazione e gratitudine.

Grazie a ciascuno di voi.

Siete una parte fondamentale di Aliter e del futuro che, ogni giorno, costruiamo insieme.

Perché i risultati nascono dalle competenze. Ma i progetti più belli nascono dalle persone.

Connessioni di Vita, Incroci di Comunità: Aliter c’è! Grazie sempre all’Ambito Territoriale N25Costruire un Progetto di ...
07/07/2026

Connessioni di Vita, Incroci di Comunità: Aliter c’è!
Grazie sempre all’Ambito Territoriale N25

Costruire un Progetto di Vita significa creare relazioni, opportunità e reti che mettano davvero la persona al centro.

Per questo saremo presenti alla quarta tappa di “Connessioni di Vita – Incroci di Comunità”, un momento di confronto tra istituzioni, enti del Terzo Settore, associazioni, professionisti e cittadini per riflettere insieme su come trasformare i diritti in percorsi concreti di inclusione.

Come Cooperativa Sociale Aliter crediamo che il Progetto di Vita non possa essere costruito da una sola realtà, ma nasca dall’incontro tra competenze, famiglie, servizi e comunità. Come potrebbe essere altrimenti del resto…

Sarà un’occasione per raccontare la nostra esperienza quotidiana, fatta di autonomie, inserimenti lavorativi, vita indipendente, inclusione sociale e sostegno alle persone con disabilità e alle loro famiglie. Ma più delle parole potranno i fatti: i nostri ragazzi e la loro vita!

📅 12 luglio 2026
🕕 Ore 18:00 – 22:00
📍 Palazzo Pranzataro – Pomigliano d’Arco
🎙️ Ingresso libero

Vi aspettiamo per condividere idee, esperienze e costruire insieme una comunità capace di generare opportunità reali.

Perché il futuro di una persona non si costruisce da soli.
Si costruisce insieme.

Indirizzo

Via Trento 66
Pomigliano D'Arco
80038

Orario di apertura

Lunedì 09:00 - 19:00
Martedì 09:00 - 17:30
Mercoledì 09:00 - 19:00
Giovedì 09:00 - 19:00
Venerdì 09:00 - 19:00

Telefono

+393209261899

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