15/07/2026
Grazie al Consigliere Alberto Budai, a Fabio Fiorin e al loro staff per il grande contributo di chiarezza.
Consiglio Regionale Friuli Venezia Giulia
SALUTE. BUDAI (LEGA): MOZIONE E PDL PER RICONOSCERE TERAPIA FORESTALE.
SALUTE. BUDAI (LEGA): MOZIONE E PDL PER RICONOSCERE TERAPIA FORESTALE
28.05.2026 12:11
(ACON) Trieste, 28 mag - "La deve essere riconosciuta per ciò che è nella sua definizione originaria: un approccio medico e psicologico basato su , volto a supportare la guarigione individuale attraverso l'immersione in . Non una semplice escursione, non una moda legata al benessere, non un'attività turistica travestita da cura".
Lo afferma in una nota il consigliere regionale Alberto Budai, primo firmatario della mozione del Gruppo Lega Fvg depositata ieri, con la quale si impegna "la Giunta regionale a riconoscere, disciplinare e valorizzare la terapia forestale in quale percorso clinico e riabilitativo complementare fondato su evidenze scientifiche".
"La nostra regione - sottolinea Budai - ha già dimostrato di possedere competenze, esperienze e condizioni ambientali straordinarie per sviluppare questo ambito in modo serio. In Friuli Venezia Giulia opera dal 2017 una stazione di terapia forestale, indicata come primo esempio strutturato in Italia, e uno studio dell'Università di Udine ha già mappato le foreste regionali dotate di maggiore potenziale per fini di del ".
"A questo si aggiunge - afferma il consigliere - il contributo straordinario previsto dalla legge regionale di Assestamento 2025-2027 all'Università di Udine, con il coinvolgimento del Cro di Aviano, per un'indagine conoscitiva sui risultati dei percorsi di forestoterapia dedicati ai pazienti oncologici".
"La mozione - spiega l'esponente leghista - muove dalla necessità di evitare confusioni e improvvisazioni in un settore in crescita. Il testo evidenzia infatti come le pubblicazioni scientifiche riportino oltre trenta di terapia forestale e come, in Italia, essa sia stata spesso ricondotta a in , , o attività affini, avvicinandola più a una proposta turistica che a un approccio clinico fondato su evidenze mediche".
"Proprio per questo - prosegue il consigliere - serve chiarezza. Se parliamo di pazienti, e in particolare di pazienti fragili o oncologici, non possiamo limitarci a evocare genericamente i benefici della natura. Dobbiamo garantire , e . La forestoterapia può essere una grande opportunità, ma solo se inserita in un quadro scientifico e sanitario serio".
"Tra gli impegni rivolti alla Giunta - spiega ancora Budai -, la mozione chiede di adottare la definizione originaria di terapia forestale come approccio medico e psicologico basato su evidenze scientifiche, di incentivare la ricerca continua sul tema e di tutelare i pazienti durante le sessioni di terapia forestale, immersioni forestali e bagni di foresta, prevedendo la presenza di un operatore sanitario idoneo a intervenire in caso di necessità, non solo nelle zone montane difficilmente raggiungibili o con scarsa copertura telefonica".
"Il documento - aggiunge il consigliere di Maggioranza - impegna, inoltre, la Giunta a promuovere, anche attraverso la Conferenza Stato-Regioni, l'inserimento della terapia forestale supportata da evidenze scientifiche validate tra le prestazioni prescrivibili nell'ambito del Servizio sanitario nazionale e dei Livelli essenziali di assistenza (Lea), nonché a valorizzare studi ed esperienze già presenti sul territorio regionale".
"Contestualmente alla mozione - annuncia l'esponente del Carroccio - stiamo lavorando anche alla predisposizione di un disegno di legge regionale, che intendiamo depositare nelle prossime settimane. La mozione rappresenta il primo passo di un percorso più ampio: vogliamo costruire una disciplina organica che dia certezza agli operatori, tutela ai pazienti e piena valorizzazione alle competenze scientifiche e sanitarie già presenti in Friuli Venezia Giulia".
"La mozione prevede infine - spiega Budai - l'istituzione di una cabina di regia e di un tavolo di lavoro permanente regionale per coordinare le iniziative sul rapporto tra servizi ecosistemici, salute e benessere umano, coinvolgendo la direzione Salute, Università di Udine, Università di Trieste, Irccs Cro di Aviano, altri istituti di ricerca e cura, figure sanitarie e ambientali qualificate, operatori pubblici e privati e associazioni interessate, con partecipazione gratuita e senza nuovi oneri per il bilancio regionale".
"Il Friuli Venezia Giulia - conclude Budai - può diventare un laboratorio nazionale su questo fronte. Abbiamo boschi, competenze scientifiche, strutture sanitarie e una sensibilità crescente verso il rapporto tra salute e ambiente. Ora serve il coraggio di mettere ordine, distinguendo ciò che è benessere da ciò che può essere percorso clinico complementare, e costruendo regole chiare per evitare improvvisazioni e valorizzare davvero una risorsa preziosa del nostro territorio". ACON/COM/sm
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