Dott.ssa Elisa Piscopiello Psicologa Psicoterapeuta

Dott.ssa Elisa Piscopiello Psicologa Psicoterapeuta Psicologa e Psicoterapeuta cognitivo comportamentale
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07/08/2026
05/08/2026

Ascoltarsi.

Ascoltarsi non significa seguire ogni pensiero o lasciarsi guidare da ogni emozione, bensì sviluppare la capacità di riconoscere ciò che accade nel proprio mondo interno.

Significa comprendere in che modo pensieri, emozioni e comportamenti si influenzano reciprocamente e, nel tempo, imparare a modificare le proprie risposte in modo più intenzionale. In questo modo il cambiamento diventa possibile e sostenibile, perché nasce da una maggiore comprensione di sé e si orienta verso scelte più funzionali e coerenti con i propri valori e obiettivi.

“Ogni cambiamento inizia quando smettiamo di opporci a noi stessi e iniziamo ad ascoltarci, riconoscendo che il cambiamento non è un evento improvviso ma un processo graduale di consapevolezza.”

04/08/2026

Il viaggio di Ulisse parla anche di noi.🌊

Ulisse non attraversa il mare perché non ha paura. Lo attraversa nonostante la paura.
Incontra tempeste, perde la rotta, viene tentato da scorciatoie, cade, si rialza. Ogni ostacolo sembra allontanarlo dalla meta, eppure continua a navigare.

Anche nella nostra vita può accadere qualcosa di simile.
Passiamo molto tempo a cercare di controllare ciò che, in realtà, non dipende da noi. Vorremmo fermare il mare, calmare il vento, impedire alle onde di alzarsi.
Ma il mare non si governa.
Le onde arrivano comunque, proprio come arrivano la paura, il dolore, l'incertezza o la delusione.
..Quello che possiamo imparare, però, non è a controllare il mare, ma ad attraversarlo. A restare sulla rotta anche quando le onde ci fanno vacillare, senza lasciare che siano loro a decidere la direzione.

E questa non è solo una questione di forza di volontà.

È una capacità che può essere allenata e si può imparare a riconoscere ciò che scatena le proprie tempeste, a osservare i pensieri senza esserne travolti, a fare spazio anche alle emozioni più difficili e a scegliere, passo dopo passo, azioni coerenti con la direzione che vogliamo dare alla nostra vita.

Il mare continuerà a cambiare ma, con il tempo e con gli strumenti giusti, può cambiare il modo in cui lo attraversiamo.

"Borderline.."Negli ultimi anni il termine borderline viene utilizzato con molta facilità per descrivere una persona "tr...
30/07/2026

"Borderline.."

Negli ultimi anni il termine borderline viene utilizzato con molta facilità per descrivere una persona "troppo emotiva", "instabile" o "imprevedibile". In realtà, il Disturbo Borderline di Personalità è una condizione psicologica complessa, che non può essere ridotta a uno stereotipo.

Chi ne soffre può sperimentare un'intensa paura dell'abbandono, emozioni molto difficili da regolare, relazioni vissute con grande intensità, un'immagine di sé instabile e un profondo senso di vuoto e nei momenti di maggiore sofferenza possono comparire anche comportamenti impulsivi o autolesivi.

È importante ricordare che:

avere emozioni intense non significa automaticamente avere un Disturbo Borderline di Personalità e nemmeno un qualsiasi disturbo di personalità
-il disturbo non rende automaticamente una persona manipolativa, violenta o pericolosa;

-non significa necessariamente avere una vita compromessa e se adeguatamente trattato con un trattamento adeguato molte persone riescono a costruire relazioni significative, lavorare, studiare e perseguire i propri obiettivi

-una diagnosi non definisce il valore di una persona.

👉La diagnosi può essere formulata solo da un professionista qualificato, attraverso una valutazione clinica approfondita. Per questo è importante evitare autodiagnosi o etichette basate su informazioni trovate online o sui social.

Ogni individuo ha una storia una storia personale diversa che merita di ricevere la giusta attenzione.

Conoscere significa comprendere. Comprendere significa ridurre lo stigma e lasciare spazio all'ascolto, alla cura e alla possibilità di cambiamento.

C'è un'immagine che porto spesso in terapia: quella del colibrì🐦Mi capita di usarla perché descrive molto bene ciò che a...
28/07/2026

C'è un'immagine che porto spesso in terapia: quella del colibrì🐦

Mi capita di usarla perché descrive molto bene ciò che alcune persone vivono ogni giorno.

Il colibrì è capace di restare sospeso nell'aria grazie a un movimento continuo e instancabile delle sue ali. Da fuori sembra leggero, quasi immobile ma ciò che non si vede è l'enorme energia necessaria per mantenere quell'equilibrio.

A volte anche noi facciamo così. Continuiamo a lavorare, a prenderci cura degli altri, a rispettare ogni impegno, a sorridere quando serve. Eppure, dentro, sentiamo di essere sempre più stanchi.
È come se tutta la nostra energia fosse impiegata per non cadere.

Per questo il colibrì è una metafora a cui sono particolarmente affezionata.
Mi ricorda che dietro un'apparente capacità di "gestire tutto" può nascondersi una fatica silenziosa che gli altri non vedono.

La psicoterapia non ha l'obiettivo di renderti più resistente a quella fatica ma ha l'obiettivo di aiutarti a comprendere perché stai spendendo così tante energie, quali bisogni stai mettendo da parte e come ritrovare un equilibrio che non richieda di lottare continuamente contro te stesso o te stessa.

💙 Perché vivere non dovrebbe significare restare in equilibrio a tutti i costi, ma trovare un modo di farlo che lasci spazio anche al respiro.

...Dire di sì quando vorresti dire di no...Magari per non deludere qualcuno. Per evitare un conflitto. Per paura di semb...
27/07/2026

...Dire di sì quando vorresti dire di no...

Magari per non deludere qualcuno. Per evitare un conflitto. Per paura di sembrare egoista o di essere giudicato/a.

Se ti riconosci in queste situazioni, non significa necessariamente che tu sia "troppo buono/a". Spesso dietro questi comportamenti ci sono modi di pensare e di interpretare le relazioni che abbiamo imparato nel tempo.

A volte iniziamo a credere, senza rendercene conto, che per essere accettati dobbiamo sempre essere disponibili, non creare problemi, mettere gli altri al primo posto o dimostrare continuamente il nostro valore.

Così, poco alla volta, finiamo per:

dire sempre di sì;

chiedere scusa anche quando non è necessario;

fare fatica a mettere dei limiti;

preoccuparci eccessivamente di ciò che gli altri penseranno;

mettere da parte i nostri bisogni.

Altre volte, invece, il people pleasing si manifesta in modo meno evidente: non chiediamo aiuto, minimizziamo quello che proviamo, non esprimiamo ciò di cui abbiamo bisogno e preferiamo adattarci piuttosto che rischiare di deludere qualcuno.

Anche se questi comportamenti possono sembrare molto diversi, spesso nascono dalla stessa convinzione: "Se non soddisfo le aspettative degli altri, rischio di non essere abbastanza, di essere rifiutato/a o di perdere la relazione."

Il problema è che, nel tentativo di proteggere il rapporto con gli altri, si rischia di perdere il contatto con sé stessi.

Imparare a dire qualche "no", esprimere un bisogno o mettere un confine non significa diventare egoisti. Significa riconoscere che una relazione sana non richiede di annullarsi per essere mantenuta.

Cambiare questi meccanismi richiede tempo, perché spesso ci accompagnano da molti anni. Ma è possibile iniziare a costruire un modo di stare con gli altri che lasci spazio anche a ciò che senti, desideri e hai bisogno di esprimere.

💙 Le relazioni più autentiche non nascono dal compiacere sempre gli altri, ma dalla possibilità di essere sé stessi, senza dover continuamente guadagnare il proprio valore.

"Ma se riesco a fare tutto... come posso avere l'ansia?"È una domanda che molte persone si pongono.L'ansia ad alto funzi...
24/07/2026

"Ma se riesco a fare tutto... come posso avere l'ansia?"

È una domanda che molte persone si pongono.

L'ansia ad alto funzionamento non è una diagnosi clinica, ma un termine utilizzato per descrivere una modalità con cui alcune persone convivono con l'ansia, pur mantenendo un apparente buon funzionamento nella vita quotidiana.

All'esterno possono apparire organizzate, affidabili, produttive e sempre pronte a prendersi cura di tutto e di tutti.
Dentro, però, la realtà può essere molto diversa: pensieri che non si fermano, paura di sbagliare, bisogno di fare sempre di più, difficoltà a rilassarsi, senso di colpa quando ci si concede una pausa e la costante sensazione di dover dimostrare il proprio valore.

Proprio perché "funzionano", queste persone spesso faticano a riconoscere la propria sofferenza o si sentono dire frasi come:
"Ma se fai tutto, di cosa ti lamenti?"

👉La sofferenza psicologica, però non si misura solo da ciò che gli altri vedono.
Prendersi cura della propria salute mentale non significa aspettare di "crollare"ma imparare ad ascoltarsi, comprendendo i propri bisogni e costruendo un rapporto più equilibrato con sé stessi.

Cosa può offrire un buon percorso di psicoterapia?

Un buon percorso psicoterapeutico non ha l'obiettivo di eliminare ogni forma di ansia, ma di aiutare la persona a comprenderla e a non lasciare che sia lei a guidare la propria vita.
Nel tempo può aiutare a:

• riconoscere i meccanismi che alimentano l'ansia e il rimuginio;
• ridurre il bisogno di controllo e il perfezionismo, quando diventano fonte di sofferenza;
• sviluppare un rapporto più equilibrato con gli errori e con le aspettative verso sé stessi;
• imparare a riconoscere e rispettare i propri limiti, senza colpe.

L'obiettivo non è smettere di essere una persona responsabile, precisa o ambiziosa, ma fare in modo che queste caratteristiche rappresentino una risorsa e non il prezzo da pagare per sentirsi all'altezza.

💬 Ti sei è mai capitato e/o ti sei riconisciuta/o in alcuni di questi aspetti?

💡Quello che accade in psicoterapia non si vede sempre.Molti immaginano la psicoterapia come una semplice conversazione. ...
23/07/2026

💡Quello che accade in psicoterapia non si vede sempre.

Molti immaginano la psicoterapia come una semplice conversazione. In realtà è molto di più.

Dietro ogni seduta ci sono attenzione, studio, ascolto e una continua riflessione clinica.
Ogni persona porta una storia unica e non esistono risposte standard o soluzioni preconfezionate.
Non si offrono scorciatoie, ma strumenti.
Non si cancella il passato, ma si aiuta a viverlo con uno sguardo diverso perché il cambiamento più autentico nasce quando impariamo a conoscerci, ad accoglierci e a scegliere, ogni giorno, ciò che ci fa stare meglio.
Una seduta non è fatta solo di parole pronunciate ma di silenzi, emozioni, intuizioni, dubbi, piccoli passi che spesso sembrano invisibili.
Scrivere un appunto non significa annotare un problema, ma cercare di comprendere meglio ciò che sta emergendo: collegare emozioni, pensieri, comportamenti e bisogni per costruire, insieme, un percorso per stare meglio.

Ogni percorso è diverso.
Ogni storia merita tempo.
Ogni cambiamento è un processo...❤️‍🩹

"A volte il cambiamento comincia da una pagina bianca"🌱🗒💻


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