03/05/2026
Qualche giorno fa ho pubblicato alcune immagini relative agli incontri sul bullismo che si sono tenuti nelle scuole di Villa.
Questo è un segnale forte della scuola virtuosa che mette al centro il benessere psicologico dei propri alunni contrastando e prevenendo fenomeni pericolosi di marginalità.
È bello quando la scuola si fa parte attiva di percorsi dedicati al benessere e crea anche un' alleanza con il professionista o i professionisti che si prendono cura della comunità e spesso anche delle famiglie che richiedono consulenze e sostegno.
Spesso, il più delle volte a dire il vero, ho trovato docenti aperti al dialogo, pronti ad attivare misure adeguate per sostenere il benessere emotivo, psicologo, sociale e un sano apprendimento degli alunni che, come è noto, passa da un la spirale positiva fatta di Autostima e senso di efficacia, che motiva in modo intrinseco il discente e che alimenta relazioni positive con i pari e il corpo docente.
Tuttavia, mi rattrista profondamente essere portata a conoscenza di comportamenti di alcuni docenti improntati su uno stile minaccioso/punitivo per indurre l'alunno/a ad apprendere.
Frasi come "In classe quando non ci sei si sta meglio", "Ti comporti da imbecille" oppure "Ti prendo a schiaffi" sono affermazioni forti, violente che con fermezza condanno.
E sono proprio queste frasi che l'alunno/a si porterà dietro come macigni e che certamente minano il suo senso benessere.
Non è tollerabile che ancora qualche insegnante rivolga, su sua stessa ammissione, queste parole.
A questi/e insegnanti chiedo: è questo il messaggio che volete veicolare? Che un adulto abbia potere su un bambino/a perché si fa forte della sua posizione? Che lui o lei è un peso per l'insegnante e la classe intera?
Cosa ne è dei concetti di buona scuola e di scuola come comunità educante?
Sono vicina alle famiglie e soprattutto ai ragazzi o ragazze che subiscono tutte queste vessazioni (perché bisogna chiamarle con il loro nome).
Sono consapevole che sia, per fortuna, una sparuta minoranza delle insegnanti e dei docenti ad agire in questo modo. Mi auguro che vengano presi seri provvedimenti e soprattutto che la scuola possa essere un luogo di inclusione, accoglienza e apprendimento.
Perché è nella scuola che si formano le coscienze e si pongono le basi per una società migliore.