Centro Medico Polispecialistico- "Cassiopea" - Dr. Domenico Polito

Centro Medico Polispecialistico- "Cassiopea" - Dr. Domenico Polito Servizio di Dietologia Medica "Cassiopea" dei Dottori Polito

29/04/2026
03/03/2026

Dopo lo sport di resistenza, meglio le proteine

Mantengono il muscolo e riducono il girovita
NUTRIZIONE

I nutrienti assunti nel contesto di un allenamento di resistenza può influenzare la composizione corporea e la forza muscolare.
Uno studio ha confrontato gli effetti dell’assunzione di integratori di proteine del siero del latte con e senza carboidrati sugli adattamenti di allenamento di resistenza a lungo termine.

Per standardizzare lo stato di preparazione atletica dei soggetti, tutti i partecipanti hanno condotto un periodo preparatorio di resistenza della durata di 4 settimane. In precedenza non erano stati allenati.
Successivamente, i soggetti, tutti uomini, sono stati randomizzati in tre gruppi: 30 g di proteine ​​di siero di latte (n = 22), carboidrati (maltodestrine isocaloriche, n = 21), o proteine ​​+ carboidrati (n = 25). La bevanda in studio è stata sempre ingerita subito dopo l'esercizio fisico, 2-3 volte a settimana a seconda del periodo di training.

Nelle 12 settimane c’è stato un aumento della massa magra, della massa muscolare e della forza in modo indipendente rispetto ai nutrienti assunti post-esercizio. Tuttavia, il gruppo assegnato alle proteine ​​del siero ha ridotto più grasso totale e addominale rispetto al gruppo che assumeva carboidrati. Parallelamente il primo gruppo ha avuto un grande aumento relativo (per kg di peso corporeo) in massa magra senza differenze significative nel gruppo combinato. Nessun effetto sui lipidi del siero.
L’integrazione post-esercizio con proteine ​​del siero rispetto ai carboidrati o la combinazione di proteine ​​e carboidrati non ha avuto un effetto importante sulla dimensione del muscolo o la forza, se ingerite da due a tre volte la settimana. Tuttavia, le proteine ​​del siero possono aumentare la perdita di grasso addominale e favorire i relativi adattamenti della massa magra in risposta a un allenamento di resistenza rispetto ai carboidrati ad azione rapida.

13/02/2026

Nella stagione fredda è importante ricordarsi di bere e mantenere il giusto livello di acqua nel nostro corpo per combattere e allontanare infiammazioni e mali di stagione.

Ma se l’ideale sarebbe bere tisane di acqua calda e limone dal potere alcalinizzante e quindi naturalmente antinfiammatorio, per variare possiamo assumere due o tre tazze al giorno di tisane.

Alcuni consigli sulle tisane da preferire.

Tisana al tarassaco
Il classico fiore ‘dente di leone’ depura il fegato e aiuta la diuresi. Favorisce la digestione dei cibi, aiutando anche a tenere regolati i livelli di glucosio, colesterolo e trigliceridi nel sangue. Consumare 1-3 volte al giorno.

Tisana al rosmarino
Ha forte presenza di antiossidanti. Aiuta le vie respiratorie a trarre giovamento e contribuisce a ridurre il glucosio nel sangue e a smaltire le tossine accumulate nel fegato.

Tisana echinacea
Aiuta a rafforzare le difese immunitarie.
È bene assumerla nei cambi di stagione, soprattutto per trattare raffreddori, influenze e infezioni.
La cura preventiva prevede l’assunzione di 2-3 tazze di tisana al giorno per 3 settimane. In caso di influenza, berne almeno 3 tazze al giorno.

Tè verde biologico
Ricchissimo di antiossidanti naturali, è consigliato per il suo potere antinfiammatorio. Bere una tazza ogni mattina a digiuno.
Acqua, zenzero e limone
Buona sia calda che fredda ha il potere di unire i benefici di entrambi gli ingredienti e tenere lontani i mali di stagione.

Tisana cardo
Il cardo ottimizza le difese immunitarie.
Il cardo mariano libera da scorie e tossine il fegato affaticato e rinnova i tessuti logorati dagli eccessi delle feste. Bere una tazza di tisana dopo i pasti principali.

19/01/2026

Scendono le temperature, salgono le calorie

Quali cibi proteggono dal freddo?

Con l’inverno, ecco il freddo, accompagnato da bronchiti, influenza e malattie da raffreddamento.

I cambiamenti stagionali sui fattori di rischio di malattia cardiovascolare possono essere causati dall’esposizione a fattori ambientali quali le infezioni acute o le basse temperature e da modelli comportamentali stagionali come il calo dell’attività fisica e le variazioni nella dieta.

In inverno il corpo necessita di maggiore energia per mantenere la temperatura fisiologica, quindi si potrebbe mangiare qualcosa di più, senza esagerare con i grassi.

Mentre gli alcoolici, per esempio, che “scaldano”, hanno un effetto solo temporaneo dovuto alla vasodilatazione, che poi però provoca maggiore dispersione termica, le zuppe e le minestre sono un toccasana per questa stagione.

Ad esempio, i legumi (fagioli, ceci, lenticchie) o le minestre di verdura apportano calore e ferro, che quando è carente fa aumentare la sensazione di freddo.

Anche consumare proteine da carne, pesce, uova sviluppa calore (termogenesi indotta dalla dieta) e apporta ferro.

Le noci, le mandorle contengono poi acidi grassi e vitamine, sostanze utilissime per rinforzare il sistema immunitario, così come aglio e cipolla contribuiscono, con le loro proprietà antibiotiche, a contrastare le infezioni batteriche.

Ma peperoncino e cioccolato predominano come alimenti anti freddo: il peperoncino contiene i flavonoidi e i capsaicinoidi, che hanno un effetto antibatterico, e molta vitamina C, antiossidante; il cioccolato apporta magnesio e caffeina, che aiuta a combattere la stanchezza.

Anche lo zenzero ha la capacità di far percepire meno il freddo, grazie al miglioramento della circolazione sanguigna. Ha potenzialità antipiretiche e controlla la tosse.

Un buon minestrone piccante, il pollo allo zenzero e un quadretto di cioccolato fondente possono essere una buona indicazione contro il freddo. E come frutta, agrumi a volontà!

21/12/2025

QUALITA', MA ANCHE QUANTITA'

A volte non ci si accorge delle porzioni troppo grandi

Mangiare fa ingrassare, ma capita spesso che i pazienti riferiscano di “non mangiare molto” poiché non si rendono conto di quale sia la porzione corretta. Qualche aiuto arriva dalle scelte commerciali dell’industria alimentare che ha prodotto i cibi in monoporzione, andando incontro anche alle esigenze dei “single”.

Resta comunque il rischio di mangiare, nella quotidianità, più di quanto serva (piatti grandi, grandi porzioni!) e questo è di sicuro la strada verso l’acquisto di chili di peso.

Uno studio ha esaminato l’effetto delle stoviglie sul controllo delle porzioni in individui che cercano di gestire il loro peso.

Ventinove gli adulti obesi che avevano completato un programma di perdita di peso di 7-12 settimane sono stati invitati a utilizzare due tipi di strumenti: un kit di stoviglie calibrato per le porzioni e cucchiai calibrati, per 2 settimane ciascuno, in un disegno crossover, con contatti minimi con il medico. Si è usato un questionario cartaceo per raccogliere i dati sulla accettazione, i cambiamenti percepiti nella dimensione delle porzioni, la frequenza e il tipo di pasto quando è stato utilizzato uno strumento o l’altro.

L'accettazione, la facilità d'uso e l'efficacia percepita sono risultate da moderate ad alte, a prescindere dal tipo di utensile. Il 55% dei partecipanti ha utilizzato il kit di stoviglie quasi tutti i giorni mentre il cucchiaio calibrato è stato in gran parte utilizzato per i pasti serali.

Le dimensioni delle porzioni auto-selezionate sono aumentate per le verdure e diminuite per chips e patate con entrambi gli strumenti. I partecipanti hanno valutato entrambi gli strumenti come ugualmente accettabili, facile da usare e con simile efficacia percepita.

Insomma, anche la tavola vuole la sua parte! Meglio piatti più piccoli, meno fondi e riempiti di verdure!

Ogni traguardo nasce da un sogno, da sacrifici e da tanta forza di volontà.Oggi, Gaetano, Specialista in Neurologia con ...
06/11/2025

Ogni traguardo nasce da un sogno, da sacrifici e da tanta forza di volontà.
Oggi, Gaetano, Specialista in Neurologia con il massimo dei voti, e il nostro cuore esplode di gioia!
Sei la prova che la passione apre tutte le porte. ❤️🎓

Carmen,  hai coronato un sogno con impegno, passione e determinazione.Sei dottoressa magistrale in Scienze della Nutrizi...
05/11/2025

Carmen, hai coronato un sogno con impegno, passione e determinazione.
Sei dottoressa magistrale in Scienze della Nutrizione Umana col massimo dei voti con lode.
Immensamente orgoglioso di te.
Un traguardo che profuma di futuro e di felicità. 💚🎓Ad maiora semper!

02/11/2025

🩸 INSULINO-RESISTENZA: QUANDO IL CORPO NON “ASCOLTA” PIÙ L’INSULINA

Ti senti spesso stanco 😴, hai fame di dolci 🍫 o fatichi a perdere peso anche se ci provi? Potrebbe esserci di mezzo l’insulino-resistenza — una condizione molto comune ma spesso ignorata.

👉 L’insulina è l’ormone che aiuta lo zucchero nel sangue a entrare nelle cellule per dare energia ⚡
Quando però le cellule “non rispondono” bene, il corpo deve produrre sempre più insulina. Con il tempo questo può portare a diabete di tipo 2, aumento di peso e problemi metabolici.

🔍 Segnali a cui fare attenzione:
• Difficoltà a dimagrire (soprattutto sull’addome)
• Stanchezza continua
• Fame frequente o voglia di zuccheri
• Glicemia o insulina alte negli esami del sangue

🌱 Cosa puoi fare subito:

✅ Segui un’alimentazione bilanciata (meno zuccheri, più fibre e proteine)
🚶‍♀️ Muoviti ogni giorno — anche una camminata di 30 minuti fa la differenza
😴 Dormi bene e riduci lo stress
🥗 Evita di saltare i pasti

💡 La buona notizia? L’insulino-resistenza si può migliorare!
Con piccoli cambiamenti costanti, puoi riequilibrare il tuo metabolismo e sentirti più energico ogni giorno 💪

13/09/2025

Tumore del colon-retto sempre più comune in giovane età

I tassi di carcinoma del colon a esordio precoce stanno aumentando in molti Paesi ad alto reddito, anche se i tassi tra i più anziani si mantengono costanti o diminuiscono.

Secondo un nuovo studio americano pubblicato sulla rivista Gut, la tendenza verso una maggiore incidenza del tumore del colon nei giovani adulti è iniziata a metà degli anni ’90.

Le nuove scoperte dimostrano che “se hai sintomi coerenti con il cancro del colon-retto, dovresti rivolgerti a un medico, qualunque sia la tua età”.“I sintomi più comuni nei giovani, basati sui nostri sondaggi, sono gli stessi dei pazienti più anziani: costipazione, sangue nelle feci o sanguinamento rettale, gonfiore, diarrea, gas, dolore, crampi”.

Un giorno o due di questi tipi di sintomi probabilmente non indicano il cancro al colon, “ma se si hanno questi sintomi per due o tre settimane, allora è meglio farsi controllare”.

Probabilmente si tratta di una combinazione di fattori che hanno iniziato a modificare il rischio di malattia. Un esempio possono essere i cambiamenti nella dieta: “La fornitura di cibo è cambiata immensamente nell’ultima metà del XX secolo. Ci sono almeno un paio di studi che hanno esaminato le bevande zuccherate scoprendo che un consumo anche moderato aumenta il rischio. E non succede solo con lo zucchero. Si è notata un’associazione positiva anche con lo sciroppo di mais a alto contenuto di fruttosio. I carboidrati ad alto carico glicemico possono creare un ambiente altamente infiammatorio nell’intestino”.

Indirizzo

Via Strada Statale 184 I Tratto, N°16/Gallico
Reggio Di Calabria
89135

Orario di apertura

Lunedì 15:30 - 19:00
Martedì 08:30 - 11:30
Venerdì 15:30 - 19:00

Telefono

+393922988959

Sito Web

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