Dott.ssa Giada Cicchiello-Psicologa

Dott.ssa Giada Cicchiello-Psicologa Psicologa clinica
Criminologa forense
Psicoterapeuta in formazione

"Questa piccola luce era la mia coscienza, la sola luce che avessi.La mia coscienza è l'unico tesoro che posseggo, e il ...
07/08/2026

"Questa piccola luce era la mia coscienza, la sola luce che avessi.
La mia coscienza è l'unico tesoro che posseggo, e il più grande.
Per quanto piccolo e fragile di fronte ai poteri delle tenebre, è tuttavia una luce, la mia sola luce"✨✨

Carl Gustav Jung

28/07/2026

Nel Regno Unito più di una persona al giorno muore entro un anno dalla scarcerazione. Droghe, discontinuità delle cure e senza dimora rendono le prime settimane un passaggio ad altissimo rischio.

Ottimo contributo del  Dott. Giuseppe Lavenia 🙏
24/07/2026

Ottimo contributo del Dott. Giuseppe Lavenia 🙏

Un adolescente deve rispondere di ciò che fa. Ma una società adulta dovrebbe chiedersi anche come sia arrivato fin lì.

“Chi sbaglia paga” è una frase rassicurante. Soprattutto quando vediamo ragazzi giovanissimi picchiare, rapinare, umiliare e persino filmare la violenza per mostrarla agli altri.

È giusto che un adolescente sappia che ogni azione produce conseguenze. Ma responsabilizzare non significa fingere che a quattordici anni si possiedano gli stessi strumenti di un adulto.

Si può sapere perfettamente che rubare o aggredire è sbagliato e, nello stesso tempo, avere ancora difficoltà a controllare un impulso, sottrarsi alla pressione del gruppo, prevedere davvero le conseguenze di un gesto. Non è una giustificazione ma è adolescenza.

E non esiste un unico profilo del ragazzo violento. Non sempre c’è una famiglia assente o una periferia difficile. Il bisogno di riconoscimento, l’eccitazione del rischio, il desiderio di impressionare gli altri e la sensazione di essere invulnerabili attraversano mondi sociali molto diversi.

Per questo anche l’etichetta “anti-maranza” rischia di semplificare ciò che semplice non è.

Oggi, inoltre, il branco ha un pubblico permanente. Si picchia e si riprende. Si umilia e si condivide. Lo smartphone può trasformare la violenza in reputazione, approvazione, appartenenza.

Lo Stato deve essere fermo e la prima responsabilità resta proteggere le vittime. Ma la pena, da sola, non basta. Servono conseguenze certe e vicine nel tempo, insieme a prevenzione, sostegno alle famiglie, psicologia nelle scuole, interventi nei territori e giustizia riparativa.

Punire un ragazzo è relativamente semplice ma aiutarlo a comprendere ciò che ha fatto, impedendo che quell’errore diventi la sua identità, è molto più difficile.

Forse la sicurezza di una società non si misura soltanto da quanti ragazzi riesce a portare davanti a un giudice, ma da quanti riesce a raggiungere un attimo prima.

24/07/2026

𝐏𝐞𝐫𝐜𝐡𝐞́ 𝐢𝐥 𝐧𝐮𝐨𝐯𝐨 𝐝𝐝𝐥 𝐬𝐮𝐥𝐥'𝐢𝐦𝐩𝐮𝐭𝐚𝐛𝐢𝐥𝐢𝐭𝐚̀ 𝐝𝐞𝐢 𝐦𝐢𝐧𝐨𝐫𝐢 𝐚𝐛𝐛𝐚𝐬𝐬𝐚 𝐥𝐚 𝐬𝐨𝐠𝐥𝐢𝐚 𝐜𝐮𝐥𝐭𝐮𝐫𝐚𝐥𝐞 𝐜𝐨𝐧 𝐜𝐮𝐢 𝐠𝐮𝐚𝐫𝐝𝐢𝐚𝐦𝐨 𝐚𝐥𝐥’𝐚𝐝𝐨𝐥𝐞𝐬𝐜𝐞𝐧𝐳𝐚

Articolo di Maria Gabriella Gatti

Con la nuova norma approvata dal Consiglio dei ministri sull'imputabilità dei ragazzi tra 14 e 18 anni di età, si rovescia il principio di tutela del minore. La giustizia minorile italiana è costruita sull’idea che l’adolescente non sia un adulto in miniatura. La valutazione individuale della maturità psicologica è un cardine del sistema. Con la presunzione di imputabilità, il punto di partenza diventa l’opposto: il ragazzo è considerato maturo fino a prova contraria. Questo può rendere più difficile far valere le peculiarità dello sviluppo adolescenziale.
L’adolescente non coincide con la piena maturità, la valutazione del rischio e la capacità di prevedere le conseguenze delle proprie azioni continuano a svilupparsi ben oltre i 14 anni. Nell’adolescenza entrano in gioco dinamiche complesse e non sempre armoniche che mirano allo sviluppo dell’identità.
Questa norma rischia di spostare l’asse dalla rieducazione alla punizione. La giustizia minorile italiana è storicamente orientata al recupero educativo. Se il messaggio politico diventa soprattutto “chi sbaglia paga”, il rischio è che la funzione rieducativa perda centralità. La letteratura criminologica mostra che la riduzione della devianza minorile dipende soprattutto da scuola, servizi sociali, sostegno alle famiglie, interventi precoci e inclusione. Rendere più facile dichiarare imputabile un adolescente non affronta le cause della criminalità giovanile. La riforma non abbassa formalmente l’età dell’imputabilità, ma abbassa la soglia culturale con cui guardiamo all’adolescenza: il minore non è più un soggetto da comprendere nella sua maturazione, bensì un adulto presunto che dovrà dimostrare di non esserlo.

𝐿'𝑎𝑢𝑡𝑟𝑖𝑐𝑒: 𝑀𝑎𝑟𝑖𝑎 𝐺𝑎𝑏𝑟𝑖𝑒𝑙𝑙𝑎 𝐺𝑎𝑡𝑡𝑖 𝑒̀ 𝑝𝑒𝑑𝑖𝑎𝑡𝑟𝑎, 𝑛𝑒𝑜𝑛𝑎𝑡𝑜𝑙𝑜𝑔𝑎, 𝑝𝑠𝑖𝑐𝑜𝑡𝑒𝑟𝑎𝑝𝑒𝑢𝑡𝑎 𝑒 𝑑𝑜𝑐𝑒𝑛𝑡𝑒 𝑑𝑒𝑙𝑙𝑎 𝑠𝑐𝑢𝑜𝑙𝑎 𝑑𝑖 𝑝𝑠𝑖𝑐𝑜𝑡𝑒𝑟𝑎𝑝𝑖𝑎 𝑑𝑖𝑛𝑎𝑚𝑖𝑐𝑎 𝐵𝑖𝑜𝑠 𝑃𝑠𝑖𝑐ℎ𝑒̀

𝐀𝐓𝐓𝐀𝐂𝐂𝐇𝐈 𝐃𝐈 𝐑𝐀𝐁𝐁𝐈𝐀 𝐄 𝐎𝐆𝐆𝐄𝐓𝐓𝐈 𝐈𝐍𝐓𝐄𝐑𝐍𝐈 (𝐌𝐞𝐥𝐚𝐧𝐢𝐞 𝐊𝐥𝐞𝐢𝐧)Melanie Klein, psicoanalista austriaca naturalizzata britannica, ha ...
24/07/2026

𝐀𝐓𝐓𝐀𝐂𝐂𝐇𝐈 𝐃𝐈 𝐑𝐀𝐁𝐁𝐈𝐀 𝐄 𝐎𝐆𝐆𝐄𝐓𝐓𝐈 𝐈𝐍𝐓𝐄𝐑𝐍𝐈 (𝐌𝐞𝐥𝐚𝐧𝐢𝐞 𝐊𝐥𝐞𝐢𝐧)
Melanie Klein, psicoanalista austriaca naturalizzata britannica, ha mostrato che la rabbia non è solo una reazione a ciò che accade fuori di noi. Spesso è anche il segno di una tempesta interna.

Nella prospettiva della 𝘗𝘴𝘪𝘤𝘰𝘭𝘰𝘨𝘪𝘢 𝘥𝘦𝘭 𝘗𝘳𝘰𝘧𝘰𝘯𝘥𝘰, il mondo psichico è abitato da «𝘰𝘨𝘨𝘦𝘵𝘵𝘪 𝘪𝘯𝘵𝘦𝘳𝘯𝘪»: immagini profonde delle persone amate, temute, desiderate, odiate, costruite a partire dalle prime esperienze affettive. Quando l’angoscia diventa troppo intensa, l’altro può non essere più vissuto come una persona intera, con limiti e contraddizioni, ma come un oggetto cattivo, persecutorio, da attaccare o da espellere.

In questo senso, certi attacchi di rabbia non sono semplicemente «scatti di nervi». Sono momenti in cui la capacità di pensare si restringe: l’altro viene sentito come minaccia, la parola arriva troppo tardi, il corpo si accende, e l’unica via sembra colpire, ferire, distruggere, allontanare.

Klein ci aiuta a comprendere che dietro alcune esplosioni aggressive può esserci una paura più profonda: paura di dipendere, paura di essere feriti, paura che l’oggetto amato diventi cattivo, paura di aver già distrutto dentro di sé ciò di cui si ha bisogno.

👉 𝗟𝗮 𝗿𝗮𝗯𝗯𝗶𝗮 𝗻𝗼𝗻 𝘀𝗲𝗺𝗽𝗿𝗲 𝗱𝗶𝗰𝗲: «𝘃𝗼𝗴𝗹𝗶𝗼 𝗳𝗮𝗿𝘁𝗶 𝗺𝗮𝗹𝗲».
👉 𝗔 𝘃𝗼𝗹𝘁𝗲 𝗱𝗶𝗰𝗲: «𝗻𝗼𝗻 𝗿𝗶𝗲𝘀𝗰𝗼 𝗽𝗶𝘂̀ 𝗮 𝘁𝗲𝗻𝗲𝗿𝗲 𝗶𝗻𝘀𝗶𝗲𝗺𝗲 𝗮𝗺𝗼𝗿𝗲 𝗲 𝗽𝗮𝘂𝗿𝗮».

Nella 𝘗𝘴𝘪𝘤𝘰𝘭𝘰𝘨𝘪𝘢 𝘥𝘦𝘭 𝘗𝘳𝘰𝘧𝘰𝘯𝘥𝘰, lavorare sugli attacchi di rabbia non significa giustificare ciò che ferisce l’altro. Significa comprendere che cosa accade nel momento in cui la mente perde la possibilità di rappresentare il dolore e lo scarica nel legame.

In terapia si prova, lentamente, a riconoscere il punto preciso in cui la rabbia comincia: prima dell’urlo, prima dell’attacco, prima della rottura. Si impara a distinguere la persona reale che abbiamo davanti dall’oggetto interno che la rabbia sta proiettando su di lei.

Allora può emergere ciò che l’esplosione copriva: una paura, una vergogna, una dipendenza, una richiesta d’amore vissuta come intollerabile.

A volte non siamo più arrabbiati solo con chi abbiamo davanti. Siamo in lotta con una presenza interna che continua a farci paura.

Come membro del Gruppo di lavoro: povertà, marginalità e disuguaglianze 🙏🙏🙏
20/07/2026

Come membro del Gruppo di lavoro: povertà, marginalità e disuguaglianze 🙏🙏🙏

https://www.parmatoday.it/attualita/inclusione-lavorativa-detenuti-incontro.html📌 20 luglio Presso gli Istituti Penitenz...
18/07/2026

https://www.parmatoday.it/attualita/inclusione-lavorativa-detenuti-incontro.html

📌 20 luglio

Presso gli Istituti Penitenziari di Parma insieme al collega Giuseppe La Pietra




L’obiettivo dell’iniziativa è favorire un confronto operativo tra il mondo delle imprese, le organizzazioni rappresentative delle categorie produttive, gli enti del terzo settore e le istituzioni coinvolte nei percorsi di inclusione sociale

17/07/2026

Una norma sul divieto di aggregazione e l'estensione dell'applicazione del fermo preventivo anche ai minorenni. Sono le misure previste dal nuovo disegno di legge sulla sicurezza già battezzato "anti-maranza". Gilberto Sbaraini, presidente della cooperativa La Strada di Milano: «Ancora una volta, si ragiona per categorie. Noi siamo abituati a lavorare per persone, per nomi e cognomi, per cercare di costruire una relazione che faccia intravedere possibilità diverse. La paura più grande di questi giovani è un futuro senza speranza».

Leggi l'intervista di Ilaria Dioguardi
👉 https://www.vita.it/oltre-letichetta-maranza-dietro-ogni-ragazzo-ce-una-storia-non-una-categoria/

17/07/2026

Indirizzo

C/o Spazio B, Viale Dei Mille, 28/E, Via Dei Mille, 28
Reggio Nell Emilia
42121

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Martedì 09:00 - 21:00
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