Psicologa Alina Mustatea

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Psicologa Alina Mustatea Sono Alina, psicologa clinica,giuridica,psicodiagnosta e coordinatore genitoriale. Mi occupo di relazioni, autostima e crescita personale.

Ti aiuto a uscire dalla sofferenza e a ritrovare la tua serenità. 🔗 https://www.miodottore.it/z/roiWQh

«Se mi fa ancora male, allora non ho fatto nessun passo avanti.”Può bastare un ricordo, un incontro o una giornata diffi...
22/10/2026

«Se mi fa ancora male, allora non ho fatto nessun passo avanti.”

Può bastare un ricordo, un incontro o una giornata difficile per farci dubitare di tutto il lavoro fatto.

➡️ Puoi provare di nuovo quel dolore, ma forse oggi riesci a riconoscerlo prima, a parlarne, a chiedere aiuto. Riesci a evitare una scelta che un tempo ti avrebbe fatto stare peggio. E se prima ti servivano settimane per rialzarti, ora magari ti occorre meno tempo.

Anche questi sono progressi. Meritano di essere riconosciuti soprattutto nei giorni in cui fai più fatica a vederli.

Dott.ssa A.Mustatea

❗️Puoi passare una giornata intera senza che accada nulla di brutto e arrivare a sera esausto per tutto quello che hai t...
21/10/2026

❗️Puoi passare una giornata intera senza che accada nulla di brutto e arrivare a sera esausto per tutto quello che hai temuto.

Hai immaginato conversazioni, anticipato problemi, cercato rassicurazioni. Anche nei momenti tranquilli, eri già occupato a capire cosa potesse andare storto.

È faticoso vivere così. E sentirsi dire «rilassati» serve a poco.

Un primo passo è accorgerti di quando stai cercando di risolvere, oggi, un problema che esiste soltanto nei tuoi pensieri. E concederti di aspettare, anche senza la certezza che andrà tutto bene.

Vedere un figlio soffrire può farci sentire impotenti. Viene spontaneo intervenire, trovare subito una soluzione, rispar...
20/10/2026

Vedere un figlio soffrire può farci sentire impotenti. Viene spontaneo intervenire, trovare subito una soluzione, risparmiargli una delusione.
Crescere, però, significa anche affrontare difficoltà che un genitore non può eliminare. Possiamo esserci, ascoltare senza minimizzare e aiutarlo a trovare le proprie risorse, lasciandogli il tempo di provarci. ✨🌻

08/10/2026
Oggi un altro piccolo tassello: Terapia Familiare e nuovi modi di pensare e vivere la relazione terapeutica.
13/08/2026

Oggi un altro piccolo tassello: Terapia Familiare e nuovi modi di pensare e vivere la relazione terapeutica.

La prima esperienza col muro del silenzio l'ho fatta da bambina. Mia madre si compiaceva di non rivolgermi la parola per...
05/08/2026

La prima esperienza col muro del silenzio l'ho fatta da bambina. Mia madre si compiaceva di non rivolgermi la parola per giornate intere, solo per dimostrarmi in questo modo il suo potere assoluto e impormi l'ubbidienza. Aveva bisogno di questo potere per nascondere a se stessa e agli altri la propria insicurezza, e anche per sottrarsi al rapporto con una figlia che non aveva mai voluto. I bisogni, le domande, le profferte della bambina piccola s'infrangevano contro quel muro senza che mia madre dovesse rispondere a nessuno di questo sadismo, perché considerava il suo comportamento come una giusta — perché meritata — punizione delle mancanze che mi attribuiva, come un dovere d'impartirmi una «lezione».
Per quella bambina — rimasta a lungo senza fratelli, con un padre che non la prendeva mai sotto la sua protezione e che era raramente in casa — il dover sopportare il lungo e ostinato mutismo della madre era terribile. Ma ancor più tormentoso del silenzio era lo sforzo continuo, disperato della bambina di scoprire finalmente la causa di quella tortura.

A. Miller - La fiducia tradita

31/07/2026

Secondo Alice Miller è sbagliato l’atteggiamento buonista di certi terapeuti, per i quali una terapia ha successo se i figli perdonano i genitori per quello che hanno subito da piccoli e se si riesce ad ottenere una riconciliazione tra genitori e figli.

Questo atteggiamento del terapeuta per lo più è causato dal fatto che lui stesso non ha risolto i problemi coi suoi genitori.

Ma è un modo di fare dannoso e tossico per il paziente, perché gli impedisce una completa presa di coscienza della sua famiglia e della sua infanzia. Il terapeuta che invita a perdonare i genitori e riconciliarsi ostacola la crescita del suo paziente e lo condanna a restare psicologicamente bambino e figlio, per tutta la vita, anche dopo la morte dei suoi genitori.
Onora il padre e la madre dice il "Quarto Comandamento", ma non tutti i genitori meritano di essere onorati, non tutti hanno diritto al perdono dei figli.

Indirizzo

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Martedì 09:00 - 19:00
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