Laura Ciardulli - Psicologa

Laura Ciardulli - Psicologa Psicologa Clinica ad orientamento sistemico-relazionale, iscritta all'Albo A dell’Ordine degli Psicologi della Campania.

👨‍👩‍👦 Ogni genitore è portatore di una storia che determinerà il suo modo di stare in relazione con il figlio, ha delle ...
12/09/2022

👨‍👩‍👦 Ogni genitore è portatore di una storia che determinerà il suo modo di stare in relazione con il figlio, ha delle aspettative su di lui che, inevitabilmente, lo influenzeranno. Frasi del tipo “Studierai medicina” e “Sei proprio testardo” equivalgono a “Sii come io mi aspetto che tu sia, sii come io ho bisogno di vederti”: medico, non testardo, e così via. Un bambino fa di tutto per tenere vicino a sé le figure che sono per lui di riferimento, perciò cerca di soddisfare le loro aspettative; tuttavia, prima o poi, arriverà un momento nel ciclo di vita del bambino in cui per lui sarà naturale esplorare il mondo e modificarsi in seguito alle esperienze.

A questo punto, molto dipende dal grado di modificazione che i genitori sono disposti a tollerare.
❤️‍🩹 In alcune famiglie, introdurre un cambiamento significa tradire i dettami di mamma e papà ed essere rifiutati, questo può produrre nel bambino grossi sensi di colpa e desiderio di riparazione. “Ho bisogno di te, mamma/papà, non posso metterti in discussione. Posso riparare, tornare ad essere come tu mi vuoi e far sì che non mi rifiuti più”, penserebbe il bambino.
🌷 In altre famiglie, invece, i cambiamenti disorientano ma non spaventano. In questi casi, i genitori si prenderanno il tempo di cui hanno bisogno per capire, entrare in contatto con la diversità e riconoscerla come non pericolosa, incorporabile. Quando i genitori sono disposti a costruire uno spazio d’incontro e a dire “Posso accettare il tuo cambiamento, sono aperto a te”, si creano le condizioni affinché il bambino possa sentirsi visto e accettato.

Qualche giorno fa riflettevo sul bisogno diffuso di mostrarsi felici e performanti.Affannarsi a cancellare con una spugn...
29/08/2022

Qualche giorno fa riflettevo sul bisogno diffuso di mostrarsi felici e performanti.
Affannarsi a cancellare con una spugna il dolore, la fatica, la stanchezza e la tristezza equivale a negare una parte del nostro mondo interno. Quando ci capita di mostrarlo agli altri, arriviamo perfino a vergognarcene. In ogni famiglia esiste una “cultura degli affetti”: talvolta, quello che passa dai genitori ai figli è che “certe cose è meglio tenerle per sé”, perché sono poco accettate, poco viste. È lì che impariamo la vergogna. È lì che, in alcuni casi, impariamo a spegnere tutto e a non piangere più, perché così il dolore si sente meno.

🪄In stanza di terapia accade qualcosa che trovo essere magico: è possibile fare esperienza di una nuova cultura degli affetti, una cultura che normalizza i vissuti di tristezza, stanchezza e dolore, anziché negarli; quello della terapia è uno spazio in cui si impara a dare loro un significato e a permettere a sé stessi di sentirli, senza scappare.

🏠 In terapia impariamo che i luoghi delle nostre emozioni scomode hanno diritto di esistere e che anch’essi sono abitabili.

🤯 Per quale motivo i sintomi ci fanno così paura? Perché sono fuori il nostro controllo, si manifestano contro la nostra...
15/06/2022

🤯 Per quale motivo i sintomi ci fanno così paura? Perché sono fuori il nostro controllo, si manifestano contro la nostra volontà e senza che ne capiamo il motivo. Ci fanno sperimentare un senso di impotenza, ci fanno sentire intrappolati nel punto in cui siamo.

🚦 Ma se non ci fossero i sintomi, chi verrebbe in nostro soccorso a dirci che è tempo di prendersi una pausa per accorgersi del proprio malessere interiore?
I sintomi sono una spinta a prendersi cura di sé stessi, sono un’occasione per fermarsi e iniziare a chiedersi come cambiare le cose per stare meglio.

❤️‍🩹 Dietro i sintomi ci sono vissuti dolorosi che sono inesprimibili attraverso le parole e perciò utilizzano un’altra modalità per chiederci di uscire. Mettere parola sul dolore è terapeutico, e quando le parole giocano a nascondersi, il miglior regalo che possiamo fare a noi stessi è bussare alla porta di qualcuno che ci aiuti a trovarle.

📚 Diversi studi ci dimostrano che l’aver avuto genitori iperprotettivi rappresenta un fattore di rischio per lo sviluppo...
19/05/2022

📚 Diversi studi ci dimostrano che l’aver avuto genitori iperprotettivi rappresenta un fattore di rischio per lo sviluppo di disturbi d’ansia in età adolescenziale o adulta.
👨‍👩‍👦 L’eccessiva protezione veicola implicitamente un doppio messaggio:
1) Il mondo è un posto pericoloso. Questa visione soffoca i comportamenti esplorativi del bambino e inibisce la ricerca del nuovo (“Non andare sull’altalena, è pericoloso e rischi di cadere!”).
2) La fiducia nel bambino e nelle sue capacità è carente. Questa percezione sarà assorbita dal bambino, il quale, confrontandosi con i coetanei lasciati invece liberi di esplorare, la rafforzerà iniziando a credere di essere incapace di cavarsela da solo laddove gli altri sembrano farcela alla grande (“Gli altri bambini vanno sull’altalena, io però non posso andarci perché rischio di farmi male”).
🤕 Se mi porto dietro queste idee su di me e sul mondo, non posso che sentirmi ansioso, minacciato e spaventato da tutto ciò che è fuori dal mio controllo. Talvolta, questa angoscia, sperimentata a livello emotivo, trova il modo di esprimersi manifestandosi nel corpo in vari modi (vertigini, problemi digestivi, pressione al petto, tensione psichica e muscolare, tremori ed insonnia).

❓Mi chiedo… si ha davvero paura di “x” oppure è vivere che terrorizza?


Tra i comportamenti che adottiamo, ce ne sono alcuni che razionalmente riconosciamo come sbagliati e disfunzionali ma ch...
13/05/2022

Tra i comportamenti che adottiamo, ce ne sono alcuni che razionalmente riconosciamo come sbagliati e disfunzionali ma che, nonostante questo, non riusciamo ad interrompere. Spesso, questo avviene perché trascorriamo troppo tempo a cercare delle risposte, perdendo di vista i significati, cioè i valori che assumono i nostri comportamenti.

Vi porto degli esempi:
📌 “Non riesco a porre fine ad una relazione che riconosco essere tossica… perché continuo a farmi del male? Sono stupida, non imparerò mai!”
📌 “Sono stanco, non voglio fare altro che trascorrere le mie giornate chiuso nella mia stanza… perché faccio sempre così? Perché sono un buono a nulla!”.

💡Se invece cambiassimo lente di lettura e provassimo ad andare al di là delle risposte giudicanti?
Potremmo chiederci “quale bisogno spero di vedere soddisfatto nella mia relazione con questa persona?” oppure “come mai ho così tanto bisogno di riposare e non incontrare nessuno?”.
Così facendo, ci siamo implicitamente autorizzati ad entrare in contatto con i nostri bisogni reali, autentici.

🌺 Per avvicinarsi a sé stessi, occorre fare un passo indietro.

Indirizzo

Via Dei Gonzaga
Rome
00163

Orario di apertura

Lunedì 09:00 - 20:00
Martedì 09:00 - 20:00
Mercoledì 09:00 - 20:00
Giovedì 09:00 - 20:00
Venerdì 09:00 - 20:00

Notifiche

Lasciando la tua email puoi essere il primo a sapere quando Laura Ciardulli - Psicologa pubblica notizie e promozioni. Il tuo indirizzo email non verrà utilizzato per nessun altro scopo e potrai annullare l'iscrizione in qualsiasi momento.

Contatta Lo Studio

Invia un messaggio a Laura Ciardulli - Psicologa:

Scelte rapide

Condividi

Digitare