Collettivo Art. 32 - Salute e Integrazione socio-sanitaria

Collettivo Art. 32 - Salute e Integrazione socio-sanitaria Incremento finanziamenti SSN e verifica permanente dati Osservatorio sicurezza operatori sanitari

28/07/2026
09/07/2026

OGGI ALLA COMMISSIONE STATUTO PER PRETENDERE LA DISCUSSIONE DELLA DELIBERA E AL CAMPIDOGLIO CONTRO LA CONCESSIONE DELL'EX CONVENTO SANT'AMBROGIO ALLA COMUNITÀ EBRAICA

ROMPERE ORA CON ISRAELE!

Oggi, come Roma sa da che parte stare, eravamo in presidio sotto la Commissione Statuto di Roma Capitale per pretendere che la Delibera d'iniziativa popolare per la rottura con israele venisse esaminata, in modo da sollecitare la discussione in Assemblea Capitolina, e poi in Campidoglio contro la concessione dell'Ex Convento Sant'Ambrogio alla comunità ebraica, per ribadire che vogliamo la rottura con Israele.

CORBUCCI
Presidente della Commissione
ha pensato, nonostante fosse stato informato più volte della nostra presenza, di dileguarsi, evidenziando che la delibera di iniziativa popolare per la rottura di ogni rapporto con lo stato genocidario di israele, mette paura e si preferisce ancora la fuga al confronto.
I rappresentanti della Giunta, infatti, a parole dicono di essere d’accordo con noi, per poi sfuggire all’esame in aula della delibera.

Vogliamo far presente a Corbucci della Commissione Statuto, che con noi questo atteggiamento non funziona, e che troviamo inaccettabile che si continui a ritardare l'esame in Aula Giulio Cesare e a raccontare menzogne agli abitanti della città come fatto nel documento presentato al nostro Comitato dalla segreteria del Sindaco e dai capigruppo di maggioranza, nell’ultimo incontro, smentendo i rapporti con israele; o nei municipi che ancora non hanno votato a favore della delibera di iniziativa popolare.

Proprio per questo oggi abbiamo concluso l’iniziativa nella piazza del Campidoglio, dicendo chiaramente che non accettiamo questa chiusura degli spazi di democrazia e che sappiamo benissimo che Roma Capitale continua ad essere complice del , come emerso anche dall'inchiesta de "Il Fatto Quotidiano" sulla concessione dell'Ex Convento Sant'Ambrogio alla Comunità Ebraica.
Un'assegnazione degli spazi a titolo gratuito per la costruzione di una scuola privata paritaria a favore della Comunità Ebraica, con gli investimenti di fondazioni tra cui figura uno dei principali finanziatori, tale Iuri Poliavich, che in più occasioni avrebbe elogiato l’IDF e avrebbe auspicato che in tali scuole si faccia propaganda per l’arruolamento nell’esercito di Israele; lo stesso che attualmente viene accusato, da moltissimi organi internazionali, di avere portato avanti scientificamente un progetto genocidario.
Questa concessione va revocata, e anche se il TAR ha affermato che i ricorrenti non avessero diritto a ricorrere, sappiamo bene che gli abitanti di questa città hanno già scelto di rompere con israele, e che la battaglia continuerà.

Non chiediamo promesse e vaghi impegni, ma atti concreti che portino alla rottura immediata di ogni rapporto con Israele.
Qualsiasi tentativo di annacquare questa richiesta, sarà respinto con forza, con la consapevolezza che di fronte ad un genocidio, non c’è mediazione che tenga, in Campidoglio così come a livello municipale.

Vogliamo la calendarizzazione della discussione della Delibera, la revoca della concessione, la fine di ogni accordo e un monitoraggio continuo affinché la nostra città non sia più complice del sionismo, sappiamo che la strada che abbiamo intrapreso è la strada giusta e non ci fermeremo.

02/07/2026

VERGOGNA NEL MUNICIPIO XIII. IL PD VOTA INSIEME AI FASCISTI.

Questa mattina il Consiglio del Municipio XIII era convocato per rimettere al voto la mozione in sostegno alla Delibera di Iniziativa Popolare per l'interruzione dei rapporti fra Roma Capitale e lo Stato di Israele, poichè nella precedente votazione era venuto a mancare il numero legale.
Mozioni analoghe di sostegno ad una proposta sottoscritta da più di 16.000 cittadine e cittadini sono state già approvate dai Municipi II, III, IV, V, VII, VIII e X, che già da soli contano molto più della metà degli abitanti della città.
Il Municipio XIII non solo è andato in controtendenza, respingendo la mozione, ma ha anche offerto un pessimo spettacolo, che ha visto protagonisti una buona parte dei consiglieri del Partito Democratico, i quali, pur di affossare la mozione, hanno unito i loro voti a quelli di Fratelli d'Italia, sconfessando la loro capogruppo, Angela Lidia Fanara, che aveva presentato la mozione.
Al termine delle votazioni, la vivace protesta dei cittadini presenti alla seduta ha portato alla sospensione dei lavori del consiglio municipale.
Questi i nomi dei consiglieri che hanno votato a favore dell'approvazione della mozione:
Fanara (capogruppo PD), Granata (PD), Cagnazzo (Sinistra Civica Ecologista), Finelli (Azione), Ianiro e Urru (Aurelio in Comune).
La mozione è stata respinta con i voti contrari dei consiglieri del PD Arvizzigno, Bordi, Bramante, Fargione, Mele e Satriano, di Pieroni (Lista Civica Gualtieri), che hanno unito i loro voti a quelli dei consiglieri di Fratelli d'Italia Giorgi.
Giovagnorio e Mattia Bonadies (Lista Civica Gualtieri) e Monticone (gruppo misto) si sono astenuti.
Il Comitato Roma sa da che parte stare, promotore della Delibera Popolare, mentre ringrazia i consiglieri del XIII Municipio che hanno votato a favore della mozione, afferma la propria indignazione nei confronti di quei consiglieri del PD che hanno preferito unirsi ai fascisti sostenitori dello Stato genocida di Israele piuttosto che
sostenere la volontà popolare, democraticamente espressa da migliaia di cittadini e cittadine, che vogliono che la Delibera per l'interruzione dei rapporti con lo Stato che sta commettendo un orrendo nei confronti del popolo palestinese, che sta invadendo e occupando territori in Libano e in Siria e che
rappresenta un pericolo costante per tutti i popoli del Vicino Oriente e per la pace.
Denunciamo pubblicamente le pressioni e le interferenze indebite del Campidoglio verso l'autonomia dei Municipi, riferiteci direttamente da alcuni consiglieri.
Siamo certi che queste interferenze proseguiranno nei
confronti dei Municipi IX e XV, che hanno calendarizzato il voto sulle mozioni a sostegno della Delibera popolare per i prossimi giorni.
Saremo presenti alle sedute e invitiamo le cittadine e i cittadini ad unirsi a noi, in difesa dei diritti del popolo palestinese e dei nostri stessi diritti.
Non ci fermeranno, non ci fermeremo.
Noi sappiamo da che parte stare e soprattutto lo sanno le migliaia
di cittadini che hanno firmato la delibera di iniziativa popolare. Davanti ad un genocidio non valgono gli "ordini di partito", ogni consigliere municipale e comunale si dovrà esprimere secondo coscienza e dovrà affrontare le conseguenze politiche delle sue scelte.
Roma, 2 luglio 2026
Il Comitato Roma sa da che parte stare

🇵🇸

26/06/2026

COMUNICATO STAMPA
del 25 giugno 2026

ROMA SA DA CHE PARTE STARE CONTINUERA’ CON ANCORA PIU’ CONVINZIONE LA MOBILITAZIONE PER FARE ARRIVARE IN AULA LA DELIBERA DI INIZIATIVA POPOLARE PER LA ROTTURA DI OGNI RAPPORTO CON ISRAELE!

Oggi la delegazione di "Roma sa da che parte stare" ha incontrato i capigruppo di maggioranza dell'Assemblea Capitolina e la segretaria politica del Sindaco in Campidoglio.
Un incontro sostenuto da un nutrito presidio che ha visto la partecipazione delle tante realtà del comitato promotore e della città a dimostrazione della natura popolare della delibera sulla rottura con a tutti i livelli.
Ancora una volta abbiamo riscontrato un atteggiamento, da parte dei rappresentanti dell'amministrazione, teso più a “smarcarsi” piuttosto che a confrontarsi con le richieste chiare e puntuali della delibera di iniziativa popolare.
Abbiamo chiesto il coraggio politico, stante l’allargamento del in corso, di prendere una posizione chiara sulla rottura, ad ogni livello, con Israele, abbiamo ricevuto risposte deludenti e giustificatorie di un presunto impegno dell’amministrazione.
Quando è in corso un genocidio o si ha la volontà politica di intervenire senza paura oppure ci si nasconde dietro posizione cerchiobottiste.
Nel documento che ci hanno consegnato, si parla del genocidio definendolo ancora una "tragedia" e un "massacro" , si condanna il 7 ottobre, ma si tace sulla natura terrorista dello stato d'israele e sulle migliaia di prigionieri e ostaggi palestinesi, marginalizzando quello che accade in solo all'operato del governo Netanyahu.
Si negano i rapporti tra Roma e Israele, pur non fornendo nessuna documentazione che certifichi questa tesi. Insomma, si fugge davanti alle proprie responsabilità di fronte a questa fase storica.
Nonostante tutto, durante l'incontro siamo riusciti a strappare, anche se in maniera confusa, l'impegno a portare in Consiglio Comunale la , come garantito dal regolamento di funzionamento del dispositivo e dai principi democratici che dovrebbero governare la città. Questo vogliamo!
Vogliamo che ogni singolo consigliere comunale dichiari apertamente da che parte sta.
Una vittoria tutta popolare che segna ancora una strada lunga da percorrere, senza delegare a nessuno la lotta e la solidarietà al fianco del popolo palestinese, ma che non ci basta finché non otterremo l'approvazione della delibera, la rottura concreta e su tutti i livelli con Israele, il riconoscimento del genocidio e il pronunciamento reale della giunta su queste tematiche.
Siamo pronti a continuare la lotta finché la delibera non verrà approvata, pronti a mobilitarci anche sotto la Commissione Statuto e la sede dei gruppi consiliari.
Pretendiamo come cittadine e cittadini di questa città che ogni singolo consigliere abbia il coraggio di dichiarare la propria posizione, su un genocidio in corso, senza seguire silente le indicazioni di partito.
Ci sono temi, posti dalla storia, nei quali bisogna avere il coraggio delle proprie scelte.
Roma sa da che parte stare, aspettiamo di sapere dove sta ogni singolo consigliere.

🇵🇸

25/06/2026
FESTIVAL FALASTIN  ﻣﮭﺮﺟﺎن ﻓﻠﺴﻄﯿﻦ  Festival della Cultura Palestinese 18-21/6/2026 – Parco dei Caduti, San Lorenzo – Roma...
18/06/2026

FESTIVAL FALASTIN ﻣﮭﺮﺟﺎن ﻓﻠﺴﻄﯿﻦ Festival della Cultura Palestinese 18-21/6/2026 – Parco dei Caduti, San Lorenzo – Roma

L’ASSOCIAZIONE AMICI DELLA MEZZA LUNA ROSSA PALESTINES E LA COMUNITA’ PALESTINESE D’ITALIA VI INVITANO ALLA SETTIMA EDIZIONE DEL FESTIVAL DELLA CULTURA PALESTINESE A ROMA

PROGRAMMA

GIOVEDI 18 GIUGNO – MANIFESTAZIONE: INAUGURAZIONE E GRAZIE GLOBAL SUMUD FLOTILLA

18.00 - MANIFESTAZIONE-INAUGURAZIONE DEL FESTIVAL:

Introduce: Francesca Fornario, giornalista

Intervengono:
Yousef Salman, Presidente della Comunità Palestinese di Roma e del Lazio, Lena Lavermicocca, Presidente Associazione Amici della Mezzaluna, Francesca Del Bello, Presidente Municipio Roma II, Monica Robelo Raffone, Ambasciatrice Nicaragua, Jorge Luis Cepero Aguilar, Ambasciatore Cuba,
Rino Fabiano, Assessore Municipio Roma II,
Giorgia Grossi, Organizzazione Festival, Cristiano Morgante, Comitato San Lorenzo, Anna Foglietta, Attrice, Igor Camilli, Organizzazione Festival.

19.00: Dabke: Danza popolare palestinese

19.15: GRAZIE Global Sumud Flotilla

Intervengono: Maria Elena Delia, Coordinatrice Nazionale Global Sumud Flotilla, Adriano Veneziani, Portavoce Global Sumud Flotilla, Dario Carotenuto, Parlamentare M5S, Luis Paradell Trius, Avvocato Diritto Internazionale, , Ilaria Del Mastro, Sanitari per Gaza, Luca Poggi, Tony La Piccirella.

Spazio Cinema:
21.00- Canzone per Gaza: "Sono Nato Qui" di Piero Bellisario.

21.30: Proiezione documentario: Gaza: Doctors Under Attack (Medici sotto attacco), di Karim Shah Il docufilm che la BBC ha rifiutato di mandare in onda: l’indagine e il resoconto della drammatica realtà degli operatori sanitari e degli ospedali a Gaza sotto l’occupazione sionista in Palestina.

Introduce: Valeria Cioni, Ginecologa

Modera: Vittorio Infante, psichiatra

Intervengono: Alessandro Mantovani, Giornalista Fatto Quotidiano, Cinzia Pettini, Emergency, Maria Pia Montemitro, Presidente Project Allegria, Francesca Anna Perri, Medico

VENERDI 19/6/2026: ROMA SA DA CHE PARTE STARE

18.00: I GIOVANI E LA QUESTIONE PALESTINESE

Modera: Adila Al Salman, Comunità Palestinese

Intervengono: Lorenzo Mascetti (Cambiare Rotta), Alessandro Cocchelli (UGS), Farah Eyad (Gaza), Amro Shalabi (Network Giovani M5S), Maya Issa (Presidente Movimento degli Studenti Palestinesi)

19.00: Incontro con il Comitato: “Roma sa da che parte stare”, promotore della Delibera di iniziativa popolare affinché il Comune di Roma interrompa ogni rapporto con Israele

20.00: LA MIA CITTA’ NON È COMPLICE DEL GENOCIDIO:

Il Campidoglio deve interrompere i rapporti con lo Stato genocida di Israele.

Modera: Germano Monti

Intervengono:

Linda Meleo (Capogruppo M5S in Campidoglio)M5S, Francesca Del Bello (Presidente Municipio Roma II), Mario Falconi (Presidente Municipio Roma X), Ruggero Piccolo, Municipio Roma IV, Presidente Municipio Roma X), Stefano De Angelis (USB), Gianluca Peciola (AVS Roma), Marco Stefanini (Nazzano), Antonio Amoroso (Segr. Naz. CUB), Francesca Vetrugno, Assessore Municipio Roma II, Luisa Delle Fratte (Guides For Gaza).

22.00: PULKRA IN CONCERTO e a seguire Gruppo Musica Irlandese NA GAEIL DO GAZA

SABATO 20/6/2026: L’ITALIA E LA QUESTIONE PALESTINESE

18.00: Presentazione libro “La Brigata ebraica” di Alberto Fazolo

Modera: Silvio Marconi (Scrittore)

Intervengono: L’autore del libro Alberto Fazolo, Patrizia Cecconi (Scrittrice), Bassam Saleh (giornalista palestinese).

19.30: Emanuele Russo – in arte Rashan: selezione di canti e poesie per la Resistenza

20.00: Sfilata del Thoub: Vestito tradizionale Palestinese.

20.30: L’Italia e la Questione palestinese

Modera: Eleonora Sgaravatti, Ideatrice Artists for Gaza

Intervengono: Francesca Del Bello (Presidente Municipio Roma II), Stefania Ascari (M5S), Maura Cossutta (Presidente Casa Internazionale delle Donne), Marta Collot (PAP), Andrea Satta, Mamme Narranti, Yousef Salman (Presidente Comunità Palestinese di Roma e del Lazio)

22.00 - KENTO IN CONCERTO

DOMENICA 21/6/2026: LA PALESTINA E I PALESTINESI

13.00: PRANZO CON LE FAMIGLIE GAZAWI PRESENTI A ROMA

15.30: La Palestina, quale futuro? Incontro con le Comunità Palestinesi

Modera: Ghada Shehadeh (Comunità Palestinese di Roma e del Lazio)

Intervengono: Ragda Abushamaleh (Attivista di Gaza), Imad Ali (Comunità Palestinese Tuscana), Salim Elmaoued (Comunità Palestinese del Veneto), Yousef Salman (Comunità Palestinese di Roma e del Lazio)

17.00: Sfilata del Thoub, vestito tradizionale palestinese

17.30 – Presentazione del libro “La Pace è Femmina” di Imma Schiena

Modera: Ilaria Giovinazzo

Intervengono: L’autrice del libro Imma Schiena e Fabio Sebastiani

18.30: Reading Poeti e poesie per la Pace:

Jana Alwhedie, Imma Schiena, Marco Onofrio, Paola Oliva, Stefania Di Lino, Salim Elmaoued, Collettivo Writer Monkey, Andrea Vasone, Fabio Sebastiani, Luciana Raggi, Cristiano Maria Carta, Camilla Cederna, Elisabetta Petrolati, Davide Toffoli, Michele Arcangelo Firinu, Performance teatrale “Piovono bombe”, regia di Beatrice Simonetti con le Libere Cittadine per la Palestina.

20.00: Palestina: il Diritto di Esistere

Modera: Angela Scalzo, Presidente SOS Razzismo Italia

Intervengono: Michela Arricale (Avvocato CRED), Paolo Venezia (Comitato Piazza Vittorio)
Franca Marini (Artista per i Diritti Umani), presenta un video d’arte: “Un Sogno a Gaza”.

22.00: OMAR - ORCHESTRA MULTIETNICA IN CONCERTO

Spazio Palco centrale: Dabka e Sfilata Thoub- Abiti tradizionali palestinesi. Coordinatrici: Adel Alafifi e Ghada Shehadeh

Ogni sera cucina tradizionale palestinese, ARTE PER LA PALESTINA - Mostra FALASTIN AL SUMUD - Mostra dell’artigianato palestinese - Mostra di pittura Arte e Resistenza

Per tutta la durata del Festival: Raccolta fondi per la Campagna: UNA AUTOAMBULANZA PER AJJA-JENIN.

09/06/2026

COMUNICATO STAMPA
“LE CARTE.”
“ROMA SA DA CHE PARTE STARE” TORNA IN CAMPIDOGLIO.
NON E’UNA DISPUTA AMMINISTRATIVA, MA UNA SCELTA DI DIGNITÀ DI FRONTE AL GENOCIDIO.
Conferenza Stampa e Consegna del Dossier al Sindaco Gualtieri
✅ Giovedì 11 giugno, ore 12:00
⛳Piazza del Campidoglio

Roma, 8 giugno 2026

Giovedì 11 giugno, alle ore 12:00,
il Comitato “Roma sa da che parte stare”, insieme agli studenti e alle studentesse di OSA del Liceo Cavour, si recherà al Campidoglio per consegnare al Sindaco Roberto Gualtieri il faldone documentale
📑 “Le Carte ” 📑
Oltre la logica del "vero o falso”
l’iniziativa risponde alla richiesta del Sindaco di «vedere le carte» e si propone di smentire quelle che egli ha definito «fake news» con riguardo ai legami tra le aziende capitoline e l'apparato industriale israeliano.
Tuttavia, con questa consegna, il movimento intende superare il piano della semplice verifica amministrativa: il tema non è una disputa tecnica sulla veridicità/falsità dei fatti, ma una richiesta di coraggio politico e di dignità che la Capitale d'Italia deve dimostrare di fronte al genocidio.
I promotori dichiarano:
"Le prove documentali che portiamo non solo su Farmacap e ACEA, ma anche sui capitali legati all'occupazione e all'edilizia illegale in Cisgiordania, tolgono ogni alibi"!
Ma oltre all’evidenza indiscutibile delle carte, la vera domanda che poniamo al Sindaco e al Consiglio, è se questa amministrazione abbia la statura Politica per interrompere la complicità con un sistema che viola ogni norma del Diritto Internazionale Umanitario.
La dignità dei territori contro il silenzio del centro.
Mentre il Sindaco ha cercato di derubricare la questione a notizia infondata, la mobilitazione dei cittadini ha portato molti Municipi a scegliere da che parte stare:
I Municipi II, III, IV e V hanno già approvato mozioni a sostegno della delibera popolare ed altri Municipi ne hanno calendarizzato il testo e sono pronti alla discussione e alla votazione per l’approvazione e questo perché i consigli Municipali, ramificazioni istituzionali più vicine alle realtà territoriali, si sono resi conto che il desiderio dei cittadini e delle cittadine di Roma è quello di interrompere qualsivoglia rapporto con Israele, responsabile di un che non si ferma ma che, al contrario, si allarga, ed è una richiesta sempre più estesa e pressante.
A questo punto ci chiediamo:
il Consiglio Comunale cosa intende fare?
Continuare ad ignorare le istanze della popolazione Romana e fare finta che nulla stia accadendo?
Un appello alla responsabilità storica.
Il faldone "Le Carte" viene consegnato al Sindaco insieme alla volontà di quasi 16.000 firmatari che chiedono di non essere ignorati e, di conseguenza, l’immediata discussione in Aula Giulio Cesare della Proposta di Delibera di Iniziativa Popolare.
"Di fronte al genocidio nella Striscia di e alle violazioni sistematiche in Cisgiordania e Libano, il silenzio e la continuità commerciale e ogni qualsivoglia tipo di rapporto con Israele diventano una scelta politica precisa".
"Ogni Consigliere sarà chiamato a votare secondo coscienza, assumendosi la responsabilità storica del proprio voto di fronte alla città e al Paese".
Durante la conferenza stampa, il dossier sarà consegnato ai giornalisti presenti come strumento di verità e monitoraggio civile.




*La Nakba è la storia di ogni palestinese*78 anni fa, la catastrofe, la Nakba, si abbattè sulla popolazione palestinese....
15/05/2026

*La Nakba è la storia di ogni palestinese*
78 anni fa, la catastrofe, la Nakba, si abbattè sulla popolazione palestinese. Da allora, noi palestinesi continuiamo a viverla ogni giorno.
di Eman Abu Zayed su Kritica del 15/05/2026

Settantotto anni fa, la Nakba si abbatté sulle città e sui villaggi della Palestina, lasciando dietro di sé una distruzione capillare che ha segnato intere generazioni. Più di 500 villaggi e città furono completamente distrutti, eppure la memoria collettiva palestinese ne ha conservato i nomi, mantenendoli vivi nella coscienza comune. Circa 750.000 palestinesi furono costretti a fuggire sotto la minaccia delle armi e dei massacri, tra cui quelli di Deir Yassin e Tantura, che misero in luce la crudeltà sistematica inflitta ai civili e un piano deliberato per allontanare il popolo palestinese dalla propria terra.
Fotografie e documenti storici illustrano la portata della distruzione e dello sfollamento di massa. I vicoli si trasformarono in mattatoi umani; centinaia di palestinesi furono uccisi in atti di violenza strategici, progettati per svuotare le aree dei loro abitanti originari. A Tantura, i residenti si arresero dopo esecuzioni di massa, solo per essere rinchiusi in gabbie e fucilati. La loro resistenza continua a risuonare nei campi profughi palestinesi, dove i palestinesi preservano la loro identità e la loro storia.
La storia di tutti noi, la memoria di tutti noi
In un’intervista esclusiva, il giornalista Azzam Al-Rais racconta a Kritica della sumud palestinese e del legame con la terra: “La Nakba non è solo un evento storico o un’immagine di sfollamento e distruzione. È la storia di ogni palestinese nella diaspora. Conserviamo i dettagli delle nostre case e dei nostri villaggi e li trasmettiamo alle nuove generazioni per affermare che il diritto al ritorno rimane vivo. Ogni generazione impara da quella precedente che la sumud non è una scelta; è un dovere verso la terra e la storia”. Al-Rais aggiunge: «La forza palestinese deriva dal riconoscere la verità e dal mantenere la memoria collettiva dei luoghi che i nostri antenati si sono lasciati alle spalle. Le nostre storie sono raccontate attraverso case abbandonate, documenti e gli alberi che hanno assistito agli eventi della Nakba. Viviamo con questo ricordo ogni giorno e lo instilliamo nelle nostre generazioni affinché rimanga vivo, fungendo da salvaguardia dell’identità del popolo palestinese».
Gli effetti della Nakba continuano a farsi sentire nelle città, nei villaggi e nella diaspora, con l’obiettivo di preservare l’identità palestinese nonostante lo sfollamento. Migliaia di palestinesi hanno vissuto nella diaspora, conservando i dettagli delle loro vite e dei loro ricordi, mentre si aggrappavano al sogno di tornare a Gerusalemme, Jaffa e Haifa. La loro resilienza dimostra che la Nakba non è un evento fugace, ma una serie di realtà che fanno parte della storia vivente del popolo palestinese.
La chiave palestinese è diventata un simbolo di identità e di legame con la terra, un segno che rappresenta la fiducia e l’attaccamento al diritto al ritorno. Le immagini storiche – dai vicoli distrutti alle case e ai terreni abbandonati – confermano che la Nakba continua a influenzare ogni palestinese, plasmando la memoria di generazioni. Oggi la sumud assume nuove forme, dalle proteste popolari alla conservazione della storia di ogni villaggio e città, mantenendo viva la causa palestinese nella coscienza e nella pratica quotidiana.
È anche la mia storia
Ricordo i miei anni d’infanzia alle elementari, quando commemoravamo il Giorno della Nakba a scuola. Indossavamo l’abito palestinese ricamato da mia nonna e portavamo striscioni con i nomi dei nostri villaggi d’origine, sentendo ad ogni passo un profondo legame con la terra dei nostri antenati e la nostra ricca storia. Il mio villaggio d’origine, Al-Masmiya, era la casa della mia famiglia e di molte altre che furono per lo più sfollate a Gaza. Mio nonno ha mantenuto vivo il sogno del ritorno, stabilendo la sua famiglia in Iraq prima di tornare a Gaza nel 1995, desiderando essere sepolto nella sua terra natale. Oggi vivo a Gaza e ho vissuto le guerre fin dall’infanzia: dal 2008 al 2012, poi nel 2014, nel 2021 e gli eventi del 2023. Con ogni esperienza difficile e ogni fase di bombardamenti e di escalation, il mio senso di appartenenza e la mia identità si sono rafforzati. Ho trascorso gran parte della mia vita in tempi difficili, eppure il mio amore per la Palestina non è mai diminuito. Il mio orgoglio di palestinese e di rifugiata cresce di giorno in giorno, circondata come sono dai ricordi dei miei antenati e dalle esperienze del mio popolo, fiduciosa che arriverà il giorno del ritorno e della liberazione, e che riprenderemo ad abitare i nostri villaggi e le nostre terre, riportando la vita e la dignità in ogni angolo della Palestina.

🇵🇸

🗓️ Roma, la mobilitazione continua con il Presidio a Piazza del Campidoglio.⏰ Giovedì 14 maggio dalle ore 15:00 alle 20:...
13/05/2026

🗓️ Roma, la mobilitazione continua con il Presidio a Piazza del Campidoglio.

⏰ Giovedì 14 maggio dalle ore 15:00 alle 20:00 e Venerdì 15 maggio dalle ore 10:00 alle 15:00

📣 Roma capitale non può restare ambigua davanti al Genocidio del Popolo Palestinese. Una città cosmopolita, solidale e antifascista come Roma ha il dovere politico e morale di interrompere ogni relazione con uno Stato responsabile di stermini di massa, occupazione, apartheid e distruzione sistematica della vita civile e di territori.

Chiediamo:
1) l’interruzione di ogni rapporto tra FARMACAP e Teva
2) l’interruzione ogni rapporto tra ACEA e MEKOROT
3) chiarezza sull’assegnazione del COMPLESSO SANT’AMBROGIO
4) di impedire speculazioni finanziarie e immobiliari sul COMPRENSORIO DEGLI EX MERCATI GENERALI

🇵🇸

Indirizzo

Rome
00162

Sito Web

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