Stefano Borioni - Psicologo

Stefano Borioni - Psicologo Psicologo e Psicoterapeuta | Ordine Nazionale Psicologi mat. 25190 | Associato IAPSP | Blogger per Il Fatto Quotidiano Studio sanificato prima di ogni incontro

15/05/2026

🧶 A volte il trauma non resta nel passato come un ricordo definito. Può restare nelle , nelle , nel modo in cui impariamo a muoverci dentro i .

👉🏻 Diventa una forma invisibile di anticipazione: ci prepara a obbedire, a compiacere, a temere l’abbandono. Oppure ci spinge a controllare tutto, ogni pensiero, ogni , prima che qualcosa possa ferirci. Di nuovo.

🧶 Nel video non ci sono redini, ma il cavallo risponde ad una dinamica appresa. Non vede la realtà per quella che è, ma per quella che ha imparato ad aspettarsi.

👉🏻 Come accade spesso nelle relazioni umane: continuiamo a rispondere a dinamiche relazionali che esistono nella nostra esperienza passata, condizionando quella presente e futura.

🧶 Molte persone crescono imparando che per essere amate devono adattarsi, evitare il conflitto, sacrificare parti di loro stesse.

👉🏻 Col tempo questi schemi diventano automatici. Non sembrano più schemi interni e vengono definiti diversamente:“carattere”, “destino”, “modo di essere”. Mi ci confronto ogni giorno.

🧶 Il cerca continuamente nuovi scenari in cui rappresentarsi, il passato entra nel presente (senza chiedere permesso) e finiamo per agire schemi appresi che confondiamo con libere scelte.

👉🏻 E non se ne esce con qualche frase motivazionale - tanto intensa quanto superficiale - ma diventando emotivamente e relazionalmente consapevoli delle mani invisibili che, dentro di noi, continuano a tenere quelle redini.

👉🏻 E prenderne coscienza quella non è la meta finale, ma una tappa di consapevolezza fondamentale per iniziare lavorarci in terapia. Affiancando dei nuovi principi organizzatori a quelli vecchi e malevoli che tengono in mano le redini.

14/05/2026

🧶 Questo è uno dei film più belli e malinconici di Satoshi Kon. Un’opera che mostra quanto , e si mescolino continuamente nella vita psichica.

🧶 La storia segue Chiyoko Fujiwara, un’attrice ormai anziana che ripercorre la propria vita durante un’intervista. In questa narrazione ricordi personali, film interpretati e , si fondono senza confini netti.

👉🏻 Il motore della sua intera esistenza sembra essere un oggetto d’amore quasi irraggiungibile: il pittore incontrato da giovane e che continua ad inseguire per tutta la vita.

👉🏻 Ma cosa sta inseguendo davvero la donna? È questo misterioso uomo l’oggetto centrale del suo desiderio, o il movimento stesso del desiderare?

🧶 E se non vivessimo necessariamente per raggiungere qualcosa, ma anche per mantenerci emotivamente organizzati attorno alla tensione del desiderio stesso? E se questo avvenisse dentro una dinamica relazionale condivisa, di rimandi e specchi?

👉🏻 Potremmo ipotizzare che, mentre Chiyoko rincorre l’uomo misterioso, anche il regista che la intervista sta rincorrendo lei ed il suo ricordo idealizzato negli anni. Potremmo notarlo mentre anche noi, come spettatori, finiamo per rincorrere entrambi.

🧶 Forse questo desiderare dà senso al nostro quotidiano. Forse in ogni desiderio, in ogni ambizione, in ogni percorso c’è la paura della fine di tale movimento?

👉🏻 Se tutti gli oggetti dei nostri desideri fossero magicamente raggiunti, se avessimo la chiave che apre quella porta, saremmo felici o qualcosa del nostro mondo interno si potrebbe inevitabilmente spegnere?

13/05/2026

🧶 Ci sono forme di che tengono vivo il con il passato. E ce ne sono altre che diventano un rifugio interiore contro il “rischio” del presente.

🧶 In “Nuovo Cinema Paradiso”, il vecchio Alfredo capisce che Totò rischia proprio questo: restare emotivamente legato a un mondo che, per quanto meraviglioso, non può più essere abitato.

🧶 Per Totò, quel cinema era stato un luogo magico, quasi sacro. Uno spazio in cui sognare, in cui sentirsi visto, accolto, vivo. E Alfredo, interpretato da Philippe Noiret, era qualcosa di più di un gentile proiezionista: era un legame, una figura paterna, il custode di quel calore che aveva accompagnato la sua crescita.

🧶 La nostalgia qui non apparirebbe come semplice , ma come il rischio di trasformare il passato in un santuario immobile.

🧶 Idealizziamo certi luoghi e certe relazioni perché lì ci siamo sentiti interi, protetti, amati. Ma quando il passato diventa più abitabile del presente, qualcosa dentro di noi smette lentamente di vivere.

👉🏻 È questo il senso più doloroso del “non farti fregare dalla nostalgia”. Alfredo ama Totò talmente tanto da non trattenerlo in un luogo che non esiste più.

👉🏻 Perché a volte la forma più matura dell’amore paterno non è proteggere qualcuno dal dolore della , ma aiutarlo a tollerarla senza tornare indietro.

🧶 E forse diventare adulti significa proprio questo: portare dentro di sé il calore dei propri luoghi originari, senza usarli come rifugio contro la vita.

12/05/2026

🧶 Ci sono scene di film che colpiscono perché mostrano il momento esatto in cui una persona non riesce più a nascondersi dentro la propria .

🧶 Qui Mastroianni - che interpreta la parte del padre di Troisi - non sta semplicemente dicendo: “Ami ancora la tua ”. Sta interrompendo una costruzione .

👉🏻 A volte una nuova non nasce per incontrare davvero qualcuno, ma per anestetizzare un dolore precedente: un lutto, una colpa, una perdita mai elaborata.

🧶 “Stai con quest’altra nella speranza di dimenticarti quella lì”descrive una dinamica molto umana: usare il presente per non sentire il passato.

👉🏻 Ma i sentimenti non elaborati non spariscono. Entrano nelle relazioni successive sotto forma di , nostalgia, confronti invisibili, incapacità di esserci davvero.

🧶 Così, due uomini che per anni non sono riusciti a parlarsi davvero, riescono improvvisamente a vedersi nel punto più vulnerabile di uno dei due.

👉🏻 Come se certe verità riuscissero ad emergere solo quando non abbiamo più la forza di difenderci. Come se voler bene a qualcuno passasse attraverso il non colludere con le sue difese.

11/05/2026

🧶 Nello splendido “The Eternal Sunshine of the Spotless Mind” (orrendamente tradotto in Italia con “Se mi lasci ti cancello”) inizialmente sembra tutto lineare: se cancelli il che ti fa soffrire, in automatico sparirà anche il .
Ma funziona davvero così? No, ed il protagonista se ne accorge presto.

🧶 Quando vuoi dimenticare, non stai cercando di eliminare una persona. Stai provando a spegnere quel che quella persona ha acceso dentro di te.

👉🏻 Le sembrano dinamiche esterne, ma non restano mai fuori. Entrano, si organizzano dentro di noi, ci cambiano. Alterano il modo in cui sentiamo, desideriamo, reagiamo.

🧶 È per questo che non basta “cancellare”. Perché il dolore non è un errore da correggere, è il segno che quella relazione è ancora viva, anche se l’altro non c’è più.

👉🏻 Non soffri perché non riesci a dimenticare, a rimuovere, a dissociare. Soffri perché una parte di te continua a essere in relazione.

👉🏻 E forse la domanda non è: “Come faccio a non soffrire più per il mio ex”, ma “Cosa faccio con quel che questa relazione ha lasciato dentro di me?”

09/05/2026

🧶 Questa simpatica pubblicità di occhiali, ci consente una riflessione interessante. La raramente nasce solo da ciò che vediamo, spesso riguarda anche ciò che temiamo di vedere.

👉🏻 La percezione non è mai neutra: guardiamo l’altro attraverso organizzatori affettivi costruiti nelle precedenti. Non reagiamo semplicemente alla realtà presente, ma a configurazioni antiche che cercano continuamente conferma.

🧶 La donna non vede davvero un’amante: a causa della sua forte miopia vede una forma indistinta, ed è il suo mondo interno a completare immediatamente l’immagine.

👉🏻 La mente relazionale odia il vuoto percettivo: quando qualcosa è ambiguo, tende a riempirlo con le aspettative più cariche emotivamente. E la gelosia è uno degli stati affettivi più rapidi nel trasformare l’incertezza in certezza.

🧶 Il Golden Retriever diventa una donna elegante perché, in quel momento, la paura sta organizzando la percezione. La mente, specie se ferita, non registra soltanto dati: interpreta continuamente il mondo per proteggersi. Dall’umiliazione, dall’abbandono, dalla sostituibilità.

👉🏻 La scena è comica proprio perché rende visibile qualcosa che normalmente accade in modo invisibile in alcune : non spaventa ciò il partner ha realmente fatto, ma ciò che il nostro schema relazionale - fondato su di una cattiva esperienza pregressa - teme possa accadere.

👉🏻 E allora la miopia della pubblicità diventa quasi una metafora clinica: non vedere bene l’altro significa anche rischiare di vedere al posto suo i propri fantasmi.

08/05/2026

🧶 Non viviamo nulla - tantomeno l’amore - in modo neutro. Entriamo nelle con schemi, pregiudizi, aspettative legate alla nostra esperienza di vita. Un modo profondo e inconsapevole di aspettarci l’altro, costruito fin dalle prime esperienze .

🧶 Se hai imparato che l’amore arriva solo quando sei utile, necessariə o performante, potresti avere difficoltà a credere nell’amore gratuito. E nasce qualcosa un po’ paradossale: pensare di desiderare l’intimità, ma diffidarne quando arriva.

👉🏻 “Non ho bisogno di te. Ti amo.” Per chi ha legato il proprio valore al bisogno dell’altro, questa frase può essere destabilizzante, di fatto respingente. Se non ha bisogno di te, che vuole da te? Così il rapporto tossico passa, è quello buono diventa sospetto.

🧶 Le relazioni non sono mai semplici incontri tra due persone, ma tra due mondi pieni di aspettative, paure e memorie inconsce. Sono un incontro, reciproco, con due soggettività che si influenzano continuamente.

👉🏻 Per questo l’ vera può fare così paura, perché non ci chiede di essere indispensabili, ma qualcosa di forse più difficile:
lasciarci vedere davvero.

👉🏻 qualcuno, per come la vedo io, significa provare offrirgli uno spazio emotivo di condivisione, in cui possa esistere senza dover continuamente dimostrare il proprio valore.

👉🏻 E secondo te che significa?

07/05/2026

🧶 A fare questa battuta, per giustificare il suo “naso rosso” e provare a far divertire la piccola paziente, è il dottor Patch Adams (qui interpretato da Robin Williams, nell’omonimo film).

🧶 Patch Adams è stato un medico realmente esistito, nato in America negli anni ’40, diventato famoso per aver portato nella medicina qualcosa che per anni era stato considerato “non scientifico”: l’umanità e l’ironia.

🧶 Nel pieno di un’epoca in cui l’ospedale era un luogo prevalentemente asettico, gerarchico, incentrato sul sintomo e capace di trasformare il paziente in un numero, Adams portò dentro la qualcosa di radicale: la umana.

👉🏻 Il paziente non guarisce soltanto attraverso una tecnica corretta, ma anche attraverso ciò che accade nella relazione con chi si prende cura di lui.

🧶 Nella realtà, Adams ha continuato per tutta la vita il suo lavoro come medico e attivista, fondando negli anni 70 il “Gesundheit! Institute”, con l’idea di una medicina gratuita, comunitaria e profondamente umana.

👉🏻 Il suo lascito più importante non è stato solo “far ridere i pazienti”, ma aver ricordato alla medicina che anche l’ , la presenza emotiva e la dignità fanno parte della cura.

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