15/05/2026
🧶 A volte il trauma non resta nel passato come un ricordo definito. Può restare nelle , nelle , nel modo in cui impariamo a muoverci dentro i .
👉🏻 Diventa una forma invisibile di anticipazione: ci prepara a obbedire, a compiacere, a temere l’abbandono. Oppure ci spinge a controllare tutto, ogni pensiero, ogni , prima che qualcosa possa ferirci. Di nuovo.
🧶 Nel video non ci sono redini, ma il cavallo risponde ad una dinamica appresa. Non vede la realtà per quella che è, ma per quella che ha imparato ad aspettarsi.
👉🏻 Come accade spesso nelle relazioni umane: continuiamo a rispondere a dinamiche relazionali che esistono nella nostra esperienza passata, condizionando quella presente e futura.
🧶 Molte persone crescono imparando che per essere amate devono adattarsi, evitare il conflitto, sacrificare parti di loro stesse.
👉🏻 Col tempo questi schemi diventano automatici. Non sembrano più schemi interni e vengono definiti diversamente:“carattere”, “destino”, “modo di essere”. Mi ci confronto ogni giorno.
🧶 Il cerca continuamente nuovi scenari in cui rappresentarsi, il passato entra nel presente (senza chiedere permesso) e finiamo per agire schemi appresi che confondiamo con libere scelte.
👉🏻 E non se ne esce con qualche frase motivazionale - tanto intensa quanto superficiale - ma diventando emotivamente e relazionalmente consapevoli delle mani invisibili che, dentro di noi, continuano a tenere quelle redini.
👉🏻 E prenderne coscienza quella non è la meta finale, ma una tappa di consapevolezza fondamentale per iniziare lavorarci in terapia. Affiancando dei nuovi principi organizzatori a quelli vecchi e malevoli che tengono in mano le redini.