Hera Holistic Healer

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Accompagno persone consapevoli e in contatto con il loro mondo interiore che si sentono ancora trattenute da relazioni distorte, paure e condizionamenti, e non riescono ad incarnare il loro sentire nella propria vita✨❤️

Un giorno, sdraiata sul letto, mi è venuto un dubbio sincero e intenso che mi incuriosiva molto...Cosa impedisce alle pe...
16/05/2026

Un giorno, sdraiata sul letto, mi è venuto un dubbio sincero e intenso che mi incuriosiva molto...
Cosa impedisce alle persone di vivere approcciando spontaneamente alla loro interiorità?
Volevo capire in profondità.

Verrebbe da pensare a ciò che normalmente associamo alla sofferenza, ai traumi e alle tragedie più evidenti...
Eppure razionalmente non mi convinceva totalmente.

Così ho voluto provare a connettermi a quello stato per percepirlo e comprenderlo fino in fondo.

Ciò che mi è arrivato non era ciò che immaginavo.

Non era un urlo.
Non era disperazione intensa.
Non era nemmeno tristezza nel senso classico.

Era qualcosa di molto più silenzioso.

Un vuoto doloroso.
Uno di quelli in cui ci si logora silenziosamente.
Si vive per inerzia.
Magari viene quella voglia di cambiare ma c'è una paura di fondo di perdersi nonostante ti stia perdendo in quel momento.
E il processo continua lentamente e inconsapevolmente.
E, un po' per volta, si entra in una sorta di anestesia.

Ed è lì che ho compreso che il dolore più pericoloso è quello nascosto che non arrivi a sentire più.

Perché quando una persona soffre intensamente, almeno una parte di lei reagisce e vuole cercare una via per uscirne.
Mentre quando il sentire è spento non ci fai quasi più caso: è una sofferenza così invisibile che sembra non valere nemmeno la pena di darle attenzione.

Molte persone continuano a lavorare, parlare, sorridere, uscire… ma dentro si sentono completamente scollegate da sé stesse...o non si sentono più affatto.
Poi un giorno si ritrovano improvvisamente con una malattia e cercano di spiegarla con ciò che è più visibile, senza vedere tutto ciò che dentro si stava spegnendo da tempo.
Inizi a suicidarti involontariamente, piano piano…

Possiamo sopportare tantissimi dolori e uscirne forti se quello è veramente il nostro posto perché è da lì che prendiamo forza.

La guarigione non inizia quando “risolvi tutto”.
Inizia nel momento in cui riesci a contattare questo dolore silenzioso e inizi a seguire il tuo sentire.

Anche poco.
Anche piano.
Anche con paura.

Perché quando inizi a seguirti, non ti logori più perché torni ad abitare nel punto in cui la vita può passare pienamente dentro di te🔥❤️

Puoi fare anche quando pensi di non poter fare nulla✨Mi è capitata una situazione in cui una persona ha iniziato a crear...
02/05/2026

Puoi fare anche quando pensi di non poter fare nulla✨

Mi è capitata una situazione in cui una persona ha iniziato a creare tensione intorno a sé: modi bruschi, risposte aggressive, fino ad arrivare all’insulto diretto.

L’ambiente si è caricato.
Le persone attorno hanno iniziato a reagire.
La situazione stava degenerando.

Dentro di me sentivo chiaramente una cosa:
non volevo rispondere allo stesso livello.
Non volevo “gestire” il comportamento.
Volevo portare qualcosa di diverso.

Ma dirlo apertamente sarebbe stato fuori contesto.
Quindi ho fatto l’unica cosa che in quel momento sentivo possibile:
ho cambiato il mio stato.

Ho iniziato a rivolgerle pensieri di calma, comprensione, apertura.

Dopo poco, è successo qualcosa.

Se n’era andata.
Poi è tornata.

Era diversa.

Si è scusata.
Ha spiegato cosa stava vivendo.
Ha persino abbracciato una persona con cui poco prima era in conflitto.

Non so se sarebbe successo comunque ma so questo:
quando cambi il tuo stato,
cambi il campo in cui quella situazione esiste.

Spesso si mette in mezzo la paura e questo ci frena nelle nostre possibilità ma quando porti nella tua realtà che tutto è veramente connesso sai come puoi agire...
È questa la magia🪄

Non sempre puoi intervenire fuori.
Ma puoi sempre intervenire dentro.

Perché la relazione, alla fine, porta sempre da te verso te stesso 🌀

Come mai ricado nelle stesse dinamichenonostante tutto il lavoro che sto facendo su di me?Vuol dire che sto sbagliando s...
10/04/2026

Come mai ricado nelle stesse dinamiche
nonostante tutto il lavoro che sto facendo su di me?

Vuol dire che sto sbagliando strada?

Il mio sentire è tutta un’illusione?

Queste domande me le sono poste davvero
dopo uno degli scossoni più forti della mia vita.

È un punto delicatissimo,
perché non mette in discussione solo ciò che ti è accaduto.
Mette in discussione tutto di te.

La tua identità.
Le tue scelte.
Le tue risorse.
Il tuo cammino.
La tua verità.

Non ti fidi più di te stesso.

Eppure, col tempo, ho visto una cosa:

quello è spesso l’ultimo baluardo.

Il punto in cui dubiti di tutto.
Il punto in cui pensi di esserti sbagliato.
Il punto in cui credi che il tuo sentire non sia reale.

Ma, una volta attraversato, tutta la tua vita si trasforma.

Perché ogni soglia può diventare crollo o rinascita.
Dipende da come la attraversi.

Quello che serviva era solo tempo.
Tempo per maturare.
Tempo per trasformare.
Tempo per sedimentare.

Perché a volte proprio quell’evento,
quello scossone,
serve a far emergere risposte interiori
che altrimenti non sarebbero mai uscite.

La scintilla c’era ancora.
Il sentire c’era ancora.
La verità continuava a chiamare.

Ma io non le stavo permettendo di diventare vita.

Il punto era questo:

Sentire,
ma non seguire.

Intuire,
ma non incarnare.

A volte non hai perso la verità.
Hai perso la fiducia necessaria per sostenerla.

E senza quella fiducia,
anche ciò che è reale dentro di te
resta sospeso.
Non prende corpo.
Non prende terra.
Non prende vita.

Ci sono momenti in cui il dolore
non nasce dall’assenza di luce,
ma dal fatto che quella luce
abbia ancora bisogno del tempo necessario
per incarnarsi nella tua esistenza.

La strada non è solo ascoltarsi.

È arrivare, finalmente,
a materializzare ciò che si sente.

---

Il passo è tuo… se vuoi, sono qui.

Lo stato di identità può essere sostenuto solo ad intervalli...Non possiamo restare continuamente nella mente, negli att...
30/03/2026

Lo stato di identità può essere sostenuto solo ad intervalli...

Non possiamo restare continuamente nella mente, negli attriti, nello sforzo di dover essere qualcuno.

Non è nella nostra natura...

È una forma necessaria per sperimentare e simulare il tuo percorso per riscoprirti.
Ma in realtà sei già chi stai cercando di raggiungere...Solo che non lo stai ancora sperimentando pienamente.

E a un certo punto lo senti
Come una tensione sottile.
Come un vestito un po’ troppo “stretto”.

Anche quando fuori sembra che tu abbia già capito tanto.
Anche quando “dovresti stare bene”.

Il nostro stato più profondo è diverso.

E senza quello…
non riusciamo a vivere davvero.

✨È per questo abbiamo bisogno di dormire.

È lo stato che in qualche modo ti riporta ad intervalli regolari più vicino a te stesso,nel tuo stato naturale, quasi "a forza" sennò non potresti continuare questa sperimentazione.

È il momento in cui non ci identifichiamo, metti da parte la mente, lasci scorrere le varie energie senza blocchi.

Di giorno ti contrai in un nome,
in una storia,
in un ruolo.

Di notte, invece, puoi riespanderti.

Torni a qualcosa di più essenziale.
A uno spazio senza lo stesso attrito.
A una libertà che ti ripristina.

Poi una volta che rientri nello stato di veglia ricrei tutto ciò che avevi lasciato con energie nuove per poter sostenere quel ruolo.

Non vivi perché stai nell' identità...

Vivi perché, a intervalli regolari, hai la possibilità di toglierti da essa.

E forse le difficoltà nel dormire
nascono anche da questo:
dal fatto che sei andato così lontano dalla tua natura
da fare fatica a rientrare.

Puoi ridurre il sonno.
Puoi ostacolarlo.
Ma non puoi eliminarlo del tutto.

Perché senza quel ritorno…
avrai sempre meno energia per sostenere ciò che chiami “Io”.

Il vero passaggio, allora,
non è solo dormire.

È riuscire a portare anche nello stato di veglia
qualcosa della tua natura più profonda.

____

Il passo è tuo…
se vuoi, sono qui.🤗

Come usi l’attenzione?Ci sono giorni in cui la mia presenza sta tutta fuori.Occhi aperti, antenne alte: persone, rumori,...
22/03/2026

Come usi l’attenzione?

Ci sono giorni in cui la mia presenza sta tutta fuori.
Occhi aperti, antenne alte: persone, rumori, segnali, dettagli.
È l’attenzione più comune, quella che ci fa stare “nel mondo”.
Ma se resto troppo lì… mi svuoto facilmente.
Come se il fuori annullasse l'interno.

E poi ci sono momenti in cui la presenza torna dentro.

Respiro, corpo, sensazioni...
Ogni movimento è al ritmo del mio respiro e nulla è fuori posto.
Quel punto in cui non sto interpretando la vita:
la sto sentendo.

E qui succede una cosa che conosco bene (e che vedo in tante persone molto interiori):
se resto solo dentro…
mi perdo dettagli fuori.
Per gli altri sembro assente, in un altro mondo.
Mi sfuggono volti e parole di poco prima.

Ho capito una cosa:

🔸Attenzione all’esterno = orientamento, adattamento, sopravvivenza.
🔸Attenzione all’interno = regolazione, verità, integrazione.

Il problema non è “stare fuori”.
Il problema non è “stare dentro”.
Il problema è quando uno dei due prende tutto lo spazio.

Perché quando l’attenzione resta solo esterna,
la mente prende il comando…
e il corpo diventa un luogo lontano.
E quando non lo ascolti, prima o poi si fa sentire.

Quando invece l’attenzione resta solo interna,
posso essere profondissima…
ma non presente nel mondo.

Ed è qui che nasce il tema che mi sta più a cuore:

✨ incarnare il proprio sentire ✨
non solo capirlo.
Non solo sentirlo.
Ma portarlo nelle scelte, nelle relazioni, nei confini, nella vita vera.

E se sei una persona consapevole che ha lavorato su di sé ma ti senti ancora trattenuta da relazioni distorte, paure e condizionamenti...
spesso non manca il sentire.
Manca il ponte tra ciò che senti… e ciò che vivi.

Nota quale attenzione è più dominante e quale passaggio ti è più naturale:

Esterno → Interno: “Cosa noto fuori? E cosa accende dentro di me?”
Interno → Esterno: “Cosa sento dentro? E come cambia il mio sguardo sul mondo adesso?”

L’ideale, poi, è arrivare ad attivare entrambe in contemporanea...
Non è scontato, porta ad incanalare molta energia nel corpo e, se non sei abituato, può stancare velocemente.

Ma quando succede...è lì che inizi a vivere la vita con un ordine più coerente con ciò che Sei.

E tu dove ti perdi più spesso: fuori o dentro?

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