21/09/2026
MOLTI CHIEDONO AIUTO BEN SAPENDO IN CUOR LORO CHE NON METTERANNO IN PRATICA LE SOLUZIONI RICEVUTE
Quante volte abbiamo seguito con disciplina, costanza e precisione i rimedi, la dieta, gli esercizi e le tecniche ricevute?
Qual’è il nostro storico?
Molte persone chiedono aiuto, consigli, tecniche ed esercizi. Ma soltanto una piccolissima parte li metterà realmente in pratica.
Chiedere è facile. Applicare ciò che si riceve richiede volontà, costanza, determinazione e una motivazione profonda.
Per questo, prima di aiutare qualcuno, sarebbe utile domandargli:
“Se ti spiegassi con chiarezza che cosa devi fare, saresti veramente disposto a farlo con costanza e disciplina, anche quando non ne avrai voglia?”
Il problema è che molte persone chiedono aiuto, ma non sono disposte a compiere gli sforzi necessari. E, soprattutto, non vogliono sacrificare lo stato d’inerzia abituale e assumersi la responsabilità del proprio cambiamento.
Vorrebbero che fosse qualcun altro a guarirle, trasformarle o risolvere i loro problemi. Attribuiscono la responsabilità del risultato all’insegnante, al terapeuta, al medico, al percorso o alla tecnica.
Ma chi ti aiuta può mostrarti la strada e offrirti degli strumenti. Non può camminare al tuo posto.
Il primo passo è uscire dal ruolo di vittima anche se lo sei stato/a.
E qui arriva la provocazione.
La maggior parte delle persone che chiede aiuto passa poi la giornata dal cellulare al divano, dal divano al frigorifero e dal frigorifero nuovamente al cellulare. E avanti così, continuando a lamentarsi.
In realtà non è ancora pronta a cominciare a camminare in salita, e tantomeno a correre in salita.
Ma sono proprio la salita, e anche una bella discesa, a farti sviluppare i muscoli. Non stare seduto in poltrona a lamentarti.
Se non sei disposto a fare gli sforzi necessari con determinazione e costanza, e continui ad attribuire agli altri la responsabilità del tuo cambiamento, significa semplicemente che non sei ancora pronto a cambiare.
Molte persone, in cuor loro, sanno già che non metteranno in pratica ciò che chiedono. Vogliono essere rassicurate, comprese o temporaneamente sollevate dal proprio disagio, ma non vogliono trasformare la loro vita.
Perché, se metti realmente in pratica l’aiuto ricevuto, non sarai più la stessa persona di prima. Questo vale soprattutto nei processi di guarigione, cambiamento e crescita personale.
Una parte di te vuole stare meglio. Un’altra vuole continuare a essere esattamente come prima, mantenendo le stesse abitudini, gli stessi pensieri, le stesse reazioni e lo stesso modo di vivere, ma senza i sintomi e le sofferenze di prima.
Questo non è possibile.
Non puoi essere la persona di prima senza avere anche i sintomi della persona che eri prima. Quei sintomi appartengono al tuo modo di vivere, pensare, sentire e relazionarti con te stesso e con il mondo.
Cambiare non significa soltanto eliminare ciò che ti disturba. Significa lasciare andare una parte della tua vecchia identità e imparare a vivere in modo nuovo.
Un esercizio che non pratichi rimane soltanto un’idea. Un consiglio che non applichi diventa un’altra informazione accumulata. Una tecnica che abbandoni dopo pochi giorni non può produrre alcun risultato.
La vera domanda, quindi, non è:
“Vuoi essere aiutato?”
La vera domanda è:
“Sei disposto ad assumerti la responsabilità del tuo cambiamento, a compiere gli sforzi necessari e a non essere più la persona che eri prima?”
(Roberto Potocniak)