19/09/2026
Yayoi Kusama, 1929–2026.
Da bambina vedeva fiori, reti e pois moltiplicarsi fino a ricoprire il “suo” mondo interiore.
Quelle esperienze percettive, che lei descriveva come allucinazioni, entrarono nella sua arte.
E ciò che nella sua vita era stato vissuto anche come limite, comprese le restrizioni familiari alla sua libertà artistica, trovò una forma: ripetizione, espansione, colore, infinito.
Kusama ci ricorda qualcosa di prezioso: dentro di noi esiste una parte che non obbedisce sempre alla logica, alle regole, alla prevedibilità. Non è necessariamente “follia”: è anche immaginazione, intuizione, emozione, possibilità.
La creatività non nasce dalla sofferenza, ma a volte può trasformarla. E allora, invece di vergognarci delle nostre parti più difficili, possiamo imparare ad ascoltarle con cura.
E tu, quale parte di te fai ancora fatica ad accogliere?