20/05/2026
📈 Molti pazienti mi chiedono spesso: "Dottoressa, ma il colesterolo alto va sempre trattato?".
Oggi sappiamo che non conta solo il valore del colesterolo, ma il rischio cardiovascolare complessivo della persona.
Un parametro sempre più importante è la Lipoproteina(a), o Lp(a): una particella simile alle LDL, ma con una proteina in più chiamata apolipoproteina(a).
La Lp(a) è determinata soprattutto dalla genetica, cambia poco con dieta e stile di vita e può aumentare il rischio cardiovascolare favorendo aterosclerosi, infiammazione vascolare e trombosi.
Per questo le linee guida ACC/AHA raccomandano di misurarla almeno una volta nella vita.
Valori ≥50 mg/dL (o ≥125 nmol/L) sono considerati un fattore che aumenta il rischio cardiovascolare. Oggi non trattiamo più “un numero isolato”, ma il carico aterosclerotico complessivo e il rischio reale della persona.
Per questo un LDL moderatamente aumentato può, in alcuni casi, essere inizialmente gestito con:
🥗 alimentazione mirata
🏃 attività fisica
🩺 monitoraggio clinico periodico
Soprattutto in assenza di:
• Lp(a) elevata
• diabete
• ipertensione
• fumo
• forte familiarità
• infiammazione cronica
• aterosclerosi subclinica
Diverso invece il caso di:
⚠️ LDL ≥190 mg/dL
⚠️ Lp(a) elevata
⚠️ calcio coronarico positivo
⚠️ coronaropatia subclinica
⚠️ forte familiarità cardiovascolare
Dove il rischio aumenta significativamente e il trattamento ipolipemizzante è spesso raccomandato.
La vera domanda non è: “Quanto è alto il colesterolo?”. Ma: “Quanto rischio cardiovascolare reale sta creando in quella persona, in quel momento della vita?” ❤️
La prevenzione cardiovascolare moderna è medicina personalizzata, non automatica.
⚠️ Non modificare mai terapie o farmaci senza confrontarti con il tuo medico o specialista.
🔎 Nella mia bio di IG puoi trovare le nuove linee guida per la gestione dell'percolesterolemia.