19/04/2020
𝗖𝗼𝗿𝗼𝗻𝗮𝘃𝗶𝗿𝘂𝘀 𝗲 𝗴𝗿𝗮𝘃𝗶𝗱𝗮𝗻𝘇𝗮: 𝗰𝗼𝘀𝗮 𝗱𝗶𝗰𝗲 𝗹𝗮 𝘀𝗰𝗶𝗲𝗻𝘇𝗮
Valgono le stesse regole di prevenzione primaria valide per tutta la popolazione (igiene frequente e accurata delle mani, attenzione a evitare il contatto con soggetti malati o sospetti, rispetto della distanza di sicurezza interpersonale di almeno un metro). Il tampone va effettuato solo in presenza di sintomi conclamati.
Non sono state raccolte evidenze a supporto di una trasmissione verticale, da madre a feto, del virus SARS-COV-2. Inoltre, la gravidanza e il parto, al contrario di quanto osservato per l’influenza H1N1 e per la SARS, non sembrano aggravare il decorso sintomatologico, né il quadro della polmonite virale.
Non esistono indicazioni a eseguire il taglio cesareo d’elezione, cioè non motivato da altre cause, per le donne con sospetta infezione da SARS-CoV-2 o affette da COVID-19. La scelta dipende dalle condizioni cliniche della donna, dall’età gestazionale e dalle condizioni fetali. Si raccomanda una gestione multidisciplinare del parto che, oltre ai ginecologi e agli specialisti di medicina materno-fetale, preveda il coinvolgimento di ostetriche, anestesisti, intensivisti, virologi, microbiologi, neonatologi e specialisti in malattie infettive.
𝗖𝗼𝗿𝗼𝗻𝗮𝘃𝗶𝗿𝘂𝘀 𝗲 𝗴𝗿𝗮𝘃𝗶𝗱𝗮𝗻𝘇𝗮: 𝗰𝗼𝘀𝗮 𝗰𝗮𝗺𝗯𝗶𝗮 𝗶𝗻 𝗰𝗮𝘀𝗼 𝗱𝗶 𝗶𝗻𝗳𝗲𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗱𝗮 𝗖𝗢𝗩𝗜𝗗-𝟭𝟵
Il latte materno non viene ritenuto veicolo di trasmissione del virus da donne affette da COVID-19. Secondo le indicazioni dell’OMS, la madre può continuare ad allattare, considerati i benefici dell’allattamento e il ruolo insignificante del latte materno nella trasmissione di altri virus respiratori. Per ridurre il rischio di trasmissione al neonato, si raccomanda l’adozione delle procedure preventive come l’igiene delle mani e l’uso della mascherina durante la poppata, secondo le raccomandazioni del Ministero della Salute. In caso di gravi condizioni cliniche materne può essere raccomandata la temporanea separazione della madre dal neonato. Quando possibile, è raccomandato usare latte materno spremuto.