28/09/2026
Quando parliamo di stili di attaccamento, il pensiero va spontaneamente alle relazioni di coppia, ai genitori o agli amici più cari.
Eppure, questi schemi relazionali non restano fuori dalla porta quando entriamo in ufficio: ci accompagnano quotidianamente anche nella nostra vita professionale.
La teoria dell'attaccamento descrive la modalità con cui percepiamo noi stessi e gli altri. Nel contesto lavorativo, influenza il modo in cui gestiamo feedback, collaborazione e momenti di alta pressione.
Come si manifestano i diversi stili sul lavoro?
🔵Stile Sicuro: abbiamo fiducia nelle nostre capacità e negli altri. Sappiamo chiedere supporto senza timore, accettiamo il confronto e gestiamo lo stress con maggiore equilibrio.
🟡Stile Ansioso: cerchiamo continue rassicurazioni. In ufficio può tradursi nell'iper-analizzare una mail troppo breve del capo o nel vivere una critica come una svalutazione personale.
🟠Stile Evitante (distanziante): poniamo l'indipendenza al primo posto. Tendiamo a non chiedere aiuto e a mantenere colleghi e collaboratori a distanza di sicurezza.
🟢Stile Evitante (spaventato): desideriamo il contatto e l'inclusione, ma temiamo di essere delusi. Questo genera un'altalena tra la ricerca di vicinanza e l'isolamento.
Le ricerche evidenziano che chi sviluppa uno stile più sicuro vive minori livelli di burnout e stress. Le modalità insicure, al contrario, rendono più complesso gestire le incomprensioni, incidendo sul benessere e sulla performance.
Cosa possiamo fare, quindi?
L'obiettivo non è mai applicare etichette o diagnosticare colleghi e collaboratori, ma sviluppare una maggiore autoconsapevolezza.
Se ricopriamo un ruolo di guida, chiediamoci: sto offrendo aspettative chiare e feedback coerenti?
Lascio il giusto spazio d'azione rimanendo al contempo un punto di riferimento affidabile?
Riconoscere l'influenza dell'attaccamento sulle nostre dinamiche di gruppo ci offre uno strumento in più per guidare noi stessi e i nostri collaboratori verso un ambiente di lavoro realmente solido, empatico e performante.
Credits by: PsychologyToday