Dott.ssa Alice Demichelis

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Dott.ssa Alice Demichelis La gente vede la follia nella mia colorata vivacità e non riesce vedere la pazzia nella loro noi Io so ascoltare.

A volte saper ascoltare è la prima fonte di aiuto che si può offrire a chi ha subito violenza ma ancora non ha trovato la forza per chiedere aiuto. Questo è il primo passo sia per lo psicologo che per chi si rivolge a lui.

12/10/2026
E se alcune delle cose che fai oggi fossero decisioni prese da una bambina o da un bambino che eri?Non è una condanna.No...
17/09/2026

E se alcune delle cose che fai oggi fossero decisioni prese da una bambina o da un bambino che eri?

Non è una condanna.
Non è qualcosa a cui dobbiamo semplicemente “rassegnarci” perché ormai è così.

È un copione di vita: un insieme di modelli di comportamento che abbiamo appreso nell’infanzia e che, attraverso la ripetizione delle esperienze, possono essere diventati automatici.

Nei primi anni di vita cerchiamo di dare un senso a ciò che viviamo.

Carezze, assenze, umiliazioni, bisogni soddisfatti o non soddisfatti, ciò che riceviamo e ciò che ci manca…
Da bambini costruiamo, spesso inconsapevolmente, una strategia per stare al mondo e sentirci al sicuro.

Quella strategia allora aveva un senso.

Ma la domanda è: mi serve ancora oggi?

Immagina una bambina che vive il lavoro del genitore come un'assenza.
Una bambina che desidera qualcosa, ma sente continuamente parlare di soldi, di ciò che non ci si può permettere, di ciò che non si può avere.

Quella bambina potrebbe imparare: "Non posso avere quello che desidero"; "Devo rinunciare"; "Per me le cose sono difficili."

E magari, molti anni dopo, quella stessa persona continua inconsapevolmente a vivere secondo quella regola: non lavora, non guadagna, è tutto difficile.

Non si tratta di dare colpe ai genitori. E nemmeno di colpevolizzare noi stessi. Si tratta di comprendere.

Perché quel bambino ha fatto del suo meglio con gli strumenti che aveva.

E oggi possiamo dirgli:

"Grazie per avermi protetto. Grazie per aver scritto questa storia quando ne avevo bisogno. Ma ora sono grande. Puoi tornare a giocare. Da qui in poi ci penso io." ❤️

Il copione è come una mappa, ma una mappa non è il territorio.
E soprattutto, può essere aggiornata.

E poi c'è la fame. Non solo quella dello stomaco. Abbiamo fame di essere visti.
Di essere riconosciuti.
Di stimoli.
Di riposo.
Di intimità.
Di tempo.
Di sentirci noi stessi.

Beviamo un caffè quando siamo stanchi.
Un bicchiere quando siamo stressati.
Scorriamo il telefono quando sentiamo un vuoto.
Cerchiamo continuamente qualcuno che ci confermi che esistiamo.

Ma possiamo iniziare a farci una domanda diversa: "Che cosa sto cercando davvero? Di cosa ho fame? Di cosa mi voglio riempire?"

Forse di riconoscimento.
Forse di riposo.
Forse di novità.
Forse di tempo per noi.
Forse semplicemente del permesso di essere ciò che siamo.

Perché quando riesco ad ascoltare ciò di cui ho realmente bisogno, posso iniziare a nutrirmi di ciò che mi serve.

E forse è proprio da lì che comincia la possibilità di riscrivere il mio copione. Non più guidata soltanto da ciò che ho imparato allora. Ma anche da ciò che sento, desidero e scelgo oggi.

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Dott.ssa Alice Demichelis, psicologa

A volte non hai bisogno di essere più forte. Hai bisogno di uno spazio in cui poter essere ascoltata/o.Ci sono momenti i...
16/09/2026

A volte non hai bisogno di essere più forte. Hai bisogno di uno spazio in cui poter essere ascoltata/o.

Ci sono momenti in cui ti accorgi di ripetere gli stessi schemi, di trovarti in relazioni che ti fanno stare male o di sentirti sopraffatta/o da ansia, stress e cambiamenti.

Comprendere la propria storia può essere un primo passo.
Accettare ciò che è stato può aiutarti ad aprire nuove possibilità.

Sono la Dott.ssa Alice Demichelis, psicologa, e mi occupo di psicologia forense, criminologia, violenza di genere e psicogenealogia.

Nel percorso possiamo lavorare insieme per:

• riconoscere dinamiche relazionali tossiche o manipolatorie
• affrontare ansia, stress e momenti di cambiamento
• esplorare schemi familiari e relazionali che tendono a ripetersi
• riscoprire le tue risorse e il tuo modo personale di stare nelle relazioni
• costruire una maggiore consapevolezza di te e dei tuoi bisogni

🌿 Ricevo esclusivamente online, in uno spazio riservato, flessibile e pensato per permetterti di sentirti a tuo agio.

Non devi avere tutte le risposte prima di iniziare.
Puoi semplicemente partire da ciò che stai vivendo oggi.

Se senti che è arrivato il momento di dedicare uno spazio a te, scrivimi in privato.
Ti darò tutte le informazioni per un primo colloquio conoscitivo.

Dott.ssa Alice Demichelis | Psicologa

Ricordi la matrigna di Biancaneve?Ogni mattina si alzava e chiedeva allo specchio:"Specchio, specchio delle mie brame, c...
15/09/2026

Ricordi la matrigna di Biancaneve?

Ogni mattina si alzava e chiedeva allo specchio:

"Specchio, specchio delle mie brame, chi è la più bella del reame?"

Ecco. In fondo, molte persone vivono la stessa cosa.

Tutti abbiamo bisogno di vederci riflessi nello sguardo di chi amiamo. È anche attraverso quello sguardo che costruiamo la nostra identità: scopriamo chi siamo, ma anche chi possiamo diventare.

Quando ami qualcuno, è naturale vedere in lui non soltanto ciò che è, ma anche ciò che potrebbe essere. Vederne le potenzialità, incoraggiarlo, restituirgli un'immagine positiva di sé: non c'è niente di sbagliato in questo.

Anzi, è forse una delle cose più belle che ci si possa aspettare da chi ama davvero.

Vedere l'altro. E, insieme, vedere anche la persona che potrebbe diventare.

Ma c'è un confine sottile.

Tu sai, meglio di chiunque altro, se lo sguardo che offri all'altro lo aiuta a crescere oppure, senza che tu te ne accorga, lo autorizza a diventare sempre più viziato, egoista, centrato su un io autoreferenziale.

Perché il tuo sguardo amorevole può diventare anche uno specchio troppo indulgente.

E allora l'altro può imparare che, qualunque cosa faccia, troverà sempre qualcuno pronto a giustificarlo.

Che potrà sbagliare senza pagare il prezzo dei suoi errori.

Che potrà ferire, manipolare, pretendere, perché tanto arriverà sempre il tuo perdono.

A quel punto non stai più aiutando l'altro a diventare la persona che potrebbe essere.

Stai contribuendo a impedirglielo.

Amare non significa smettere di vedere il bello nell'altro.

Significa anche avere il coraggio di non mentirgli attraverso il proprio sguardo.

Perché chi ama davvero non è soltanto uno specchio che dice:

"Sei perfetto così."

A volte è quello che, con amore, sa dire:

"Io vedo chi puoi diventare. E proprio per questo non posso giustificare chi stai scegliendo di essere."

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14/09/2026

🌱 Quali sono i 7 fondamenti per una vita più piena, consapevole e ricca di significato?

Amare.
Ascoltare.
Parlare.
Praticare.
Respirare.
Mettere ordine.
Lasciare andare.

Sette semplici parole, ma sette veri pilastri su cui costruire un modo diverso di vivere.

Quando iniziamo ad acquisirli, coltivarli e praticarli con consapevolezza, possiamo lentamente liberarci da vecchi schemi di pensiero, condizionamenti e ferite emotive che, spesso, finiscono per soffocare la nostra crescita.

🌿Ma da dove iniziare?

Ci sono almeno tre elementi fondamentali:

✨ Tempo per noi stessi — per fermarci, ascoltarci e capire di cosa abbiamo davvero bisogno.
✨ Fiducia — nel percorso, nella vita e nella nostra capacità di trasformarci.
✨ Sospensione del giudizio — imparare a osservare ciò che accade senza etichettarlo immediatamente come giusto o sbagliato.

Essere presenti significa imparare a stare nel qui e ora, con una mente aperta, curiosa e consapevole.

Non significa dimenticare il passato o smettere di progettare il futuro. Significa non permettere che il passato ci imprigioni o che il futuro ci impedisca di vivere ciò che sta accadendo adesso.

Anche il nostro corpo beneficia di questa presenza: stress e rimuginio prolungati possono avere effetti negativi sul benessere fisico e mentale.

🌱 Vivere il presente è quindi molto più di una pratica mentale. È un modo di prenderci cura di noi stessi.

E forse una vita ricca di significato non nasce dal fare sempre di più, ma dal riuscire a vivere più profondamente ciò che già abbiamo.

Amare. Ascoltare. Parlare. Praticare. Respirare. Mettere ordine. Lasciare andare. --> Sette pilastri. Un unico viaggio: tornare a noi stessi.❤️

Spesso capita di sentir dire: «Il mio obiettivo è essere felice. Voglio essere felice, ma non ci riesco» oppure «Non so ...
10/09/2026

Spesso capita di sentir dire: «Il mio obiettivo è essere felice. Voglio essere felice, ma non ci riesco» oppure «Non so come si fa».

E se la felicità fosse una scelta?

I dolori, le delusioni e le perdite possono farci sentire come se fossimo in un mare agitato, con onde molto alte che ci fanno sentire isolati, sfiniti, con la paura di non riuscire a respirare e a prendere fiato.

Ma se, invece di lottare contro queste onde, provassimo ad accoglierle?

Se provassimo ad accogliere le emozioni, le sensazioni e le situazioni che viviamo e a guardarle da un’altra prospettiva?

Attraverso la mia esperienza lavorativa mi sono accorta che la felicità viene spesso associata a qualcosa di esterno a noi. Aspettiamo che sia un evento, una situazione o una persona a renderci felici, attribuendo agli altri la responsabilità del nostro benessere o della nostra sofferenza:

«Mi ha rovinato la vita».
«È colpa sua se sto così male».
«Mi ha lasciato/a solo/a».

Ma cosa succederebbe se, invece, ci assumessimo la responsabilità della nostra vita, senza consegnare questo potere a qualcuno o a qualcosa di esterno?

Impareremmo ad accogliere la vita come un dono, coltivando la gratitudine anche nei momenti più difficili e trasformando ciò che ci accade in un’opportunità di crescita personale.

In questo modo possiamo scoprire che il nostro benessere non dipende esclusivamente da ciò che accade fuori di noi, ma anche da come scegliamo di stare di fronte a ciò che accade.

Perché, forse, la vera felicità non significa non soffrire, non attraversare momenti difficili o non avere paura.

Forse significa imparare a stare dentro le onde, senza permettere che siano loro a decidere chi siamo e come vivere.

Assumersi la responsabilità della propria esistenza significa anche riprendersi il potere di scegliere, ogni giorno, come guardare alla propria vita.

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Dott.ssa Alice Demichelis, psicologa

🧠 Perché ricordiamo così bene le cose negative?Ti è mai capitato di ricevere dieci complimenti e di rimanere tutta la gi...
08/09/2026

🧠 Perché ricordiamo così bene le cose negative?

Ti è mai capitato di ricevere dieci complimenti e di rimanere tutta la giornata a pensare a quell’unica critica?

Non è detto che tu sia una persona pessimista.
Il nostro cervello è proprio predisposto a dare più peso a ciò che è negativo.

Per i nostri antenati, accorgersi di un pericolo poteva fare la differenza tra vivere e morire. Una tigre nascosta tra i cespugli era molto più importante di una giornata trascorsa serenamente. 🐅

E quel meccanismo, in qualche modo, è rimasto.

Per questo un’esperienza dolorosa può rimanerci dentro per anni, mentre tante esperienze positive rischiano di passare inosservate.

Una parola che ci ha ferito.
Un errore che continuiamo a rimproverarci.
Una situazione imbarazzante che, anche dopo tanto tempo, ci fa ancora vergognare.

Il problema è che oggi non viviamo più nella savana, ma il nostro cervello continua spesso a comportarsi come se dovesse proteggerci da un pericolo imminente.

E così rischiamo di concentrarci sulle nostre mancanze, sui nostri errori, su ciò che non va, dimenticandoci di tutto ciò che invece funziona.

🌱 La consapevolezza è il primo passo:
non tutto ciò che il nostro cervello mette in primo piano merita davvero tutta la nostra attenzione.

Forse dovremmo imparare a dare alle esperienze positive lo stesso spazio che, spontaneamente, concediamo a quelle negative.

Perché una cosa è certa:
un errore può insegnarci qualcosa, ma non dovrebbe diventare la misura del nostro valore.

07/09/2026
🌿 TERRA DI ORIGINE26 SETTEMBRE 2026 | ANDORA (SV)Un’esperienza dedicata a chi sente il bisogno di fermarsi.Di respirare....
07/09/2026

🌿 TERRA DI ORIGINE
26 SETTEMBRE 2026 | ANDORA (SV)

Un’esperienza dedicata a chi sente il bisogno di fermarsi.
Di respirare.
Di tornare ad ascoltarsi.

In un luogo immerso nella natura, il cavallo diventa compagno di un viaggio fatto di presenza, ascolto e consapevolezza.

Terra di Origine nasce per creare uno spazio lontano dalla frenesia quotidiana, dove poter rallentare e ritrovare una connessione più autentica con sé stessi, con la natura e con il cavallo.

🐎 Una giornata esperienziale per:

🌿 Risvegliare i sensi e ritrovare la presenza
🤲 Entrare in relazione con il cavallo attraverso ascolto e comunicazione
🐴 Vivere il contatto e il grooming in modo consapevole
🥾 Camminare nella natura, lasciandosi accompagnare dal ritmo del momento
💚 Ascoltare il corpo, le emozioni e ciò che emerge
✨ Osservare il cavallo come specchio e occasione di consapevolezza
♾️ Integrare ciò che si è vissuto e aprirsi a nuove prospettive

Non è necessario avere esperienza con i cavalli.

È sufficiente arrivare con curiosità, apertura e il desiderio di concedersi una giornata diversa.

Perché a volte non abbiamo bisogno di fare di più.
Abbiamo bisogno di fermarci abbastanza da poter sentire.

Terra di Origine è questo:
un ritorno all’essenziale, attraverso la natura, il corpo e la relazione.

🌱 Ascolta. Respira. Vivi. Ritrova.

📅 26 settembre 2026
📍 Andora

Una giornata per tornare, passo dopo passo, alla propria origine.

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Dott.ssa Alice Demichelis, psicologa

Indirizzo

Rome

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