Roberto Postacchini - Chirurgo ortopedico

Roberto Postacchini - Chirurgo ortopedico Il Dott. Postacchini, specializzato in Ortopedia e Traumatologia è tra i chirurghi che negli ulti

26/05/2026

Paziente anziano, frattura di spalla. La risonanza mostra anche una lesione dei tendini della cuffia dei rotatori. E la domanda è sempre la stessa: bisogna operare anche quelli?

La risposta, nella stragrande maggioranza dei casi, è no.

Quando c'è una frattura, la priorità è il risultato della frattura. I tendini possono aspettare. Anche se fossero rotti, il trattamento è conservativo: infiltrazioni, fisioterapia, recupero graduale. Perché il rischio di mettere troppa carne al fuoco è reale. Aggiungere un intervento sui tendini a un paziente che sta già gestendo una frattura significa complicare tutto, spesso senza un vero beneficio.

Non sempre operare di più vuol dire curare meglio. A volte la scelta più responsabile è proprio quella di non operare.

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23/05/2026

Il dolore di spalla non è sempre dove te lo aspetti.

Una paziente, prima dell'intervento, mi dice: prof, io non ho dolore alla spalla, ce l'ho qui, al braccio. Ed è normale. Tipicamente il dolore di spalla è un dolore irradiato verso il basso, lungo il braccio. Non oltre il gomito, ma fino a quel livello sì. Questo succede perché spesso è il capo lungo del bicipite, cioè il tendine che passa dentro l'articolazione, a generare quel dolore che il paziente sente più in basso rispetto alla spalla vera e propria.

Quindi se senti dolore al braccio e non alla spalla, non escludere che il problema parta proprio da lì.

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21/05/2026

Signora di 65 anni, caduta 40 giorni fa. Frattura composta di spalla.

Frattura composta significa che i frammenti ossei sono rimasti allineati. Nessun intervento necessario: si tratta in modo conservativo.

Il percorso che abbiamo seguito. Prima fase: un mese di mobilizzazione passiva per proteggere la spalla e mantenere il movimento. Seconda fase: Kinetec, un macchinario che muove la spalla in modo graduale e controllato. Terza fase: fisioterapia attiva con un fisioterapista specializzato in spalla.

A 40-45 giorni dalla frattura il callo osseo si è formato, quindi possiamo passare alla fisioterapia vera e propria senza rischi.

Il punto chiave: una frattura composta non sempre richiede la chirurgia. Ma il percorso riabilitativo deve essere preciso, con tempistiche rispettate e un fisioterapista che conosca bene la spalla. Saltare i passaggi o bruciare i tempi può compromettere il recupero.

19/05/2026

Come fai a capire se hai una lesione della cuffia dei rotatori? I segnali più comuni sono il dolore notturno, il dolore durante i movimenti e, in alcuni casi, nessun dolore ma una grave limitazione funzionale. Ci sono pazienti che non riescono più ad alzare il braccio e non sanno perché. La cuffia dei rotatori non dà solo "rotture": può essere una tendinite, una degenerazione progressiva o una lesione vera e propria. Ogni quadro ha sintomi diversi e richiede una valutazione diversa. Se la tua spalla ti limita nelle attività quotidiane o ti sveglia di notte, non ignorare il segnale: è il momento di capire cosa sta succedendo davvero.

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16/05/2026

Hai una calcificazione alla spalla e ti hanno detto che basta un'infiltrazione per risolverla. Non è così. Il cortisone riduce il dolore, ma non riassorbe la calcificazione. Le vere alternative sono due: onde d'urto e litoclasia eco-guidata. Se nessuna delle due funziona, e il dolore continua, il passo successivo è l'artroscopia. Due piccoli fori e si va a rimuovere il deposito di calcio. Il punto è questo: non basta togliere il dolore, serve eliminare la causa. E ogni caso ha la sua scala terapeutica corretta.

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14/05/2026

Paziente di 49 anni, arrivato da lontano con una storia complessa alle spalle. Due interventi già fatti nel tempo: prima una capsuloplastica artroscopica, poi una Latarjet. Vent'anni dopo, un incidente stradale gli provoca una lussazione posteriore che non viene risolta. Quando lo visito, la situazione è questa: artrosi grave, testa dell'omero danneggiata, una vite da rimuovere e una lussazione inveterata da ridurre. Ha 49 anni. È giovane per una protesi, ma non aveva alternative reali.

Abbiamo eseguito una protesi inversa di spalla, rimuovendo l'hardware dei precedenti interventi e ricostruendo quello che era possibile ricostruire. Ogni passaggio chirurgico era condizionato da quello che era stato fatto prima. Casi così ti ricordano una cosa: la scelta terapeutica non è mai isolata, è sempre il risultato di tutta la storia clinica del paziente. E a volte la soluzione giusta è quella che avresti voluto evitare.

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12/05/2026

Quando la fisioterapia non basta, non significa che devi operarti.

Significa che serve un cambio di strategia.

Piano A: trattamento conservativo e fisioterapia mirata. Funziona nella maggior parte dei casi.
Piano B: infiltrazioni, per ridurre infiammazione e dolore quando la fisioterapia da sola non riesce a sbloccare la situazione.
Piano C: chirurgia. Ma solo quando le prime due strade non hanno dato risultati.

La chiave è avere un percorso chiaro, non saltare subito alla soluzione più invasiva.

Ogni paziente ha il suo piano. Il mio lavoro è guidarti verso quello giusto per te.

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Una giornata di confronto, aggiornamento e ricerca dedicata alla chirurgia della spalla e alle lesioni della cuffia dei ...
11/05/2026

Una giornata di confronto, aggiornamento e ricerca dedicata alla chirurgia della spalla e alle lesioni della cuffia dei rotatori.

Il Dott. Roberto Postacchini ha preso parte al Corso Regionale SICSeG Lazio “Lesioni di cuffia dei rotatori, dalle massive alle irreparabili”, in qualità di Presidente e relatore, condividendo esperienza clinica e approcci chirurgici sulle più moderne tecniche di trattamento.

Momenti di formazione, dialogo scientifico e crescita professionale, con l’obiettivo di continuare ad offrire ai pazienti soluzioni sempre più avanzate e personalizzate.

09/05/2026

Dottore, perché mi fa male la spalla se non ho avuto nessun trauma?

È una delle domande più frequenti in ambulatorio. E la risposta è semplice: la maggior parte dei dolori di spalla non nasce da un trauma. Nasce dall'usura.

Dopo i 50 anni, milioni di movimenti ripetuti, soprattutto in chi fa lavori usuranti, consumano i tendini della cuffia dei rotatori, cioè quei muscoli che stabilizzano la spalla. È un processo degenerativo lento, silenzioso, che a un certo punto si fa sentire.

Non serve un colpo, una caduta o un incidente. Basta il tempo.

Se hai dolore alla spalla senza un motivo apparente, un motivo c'è. Va solo cercato con la valutazione giusta.

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07/05/2026

Dottore, perché la spalla continua a uscire dopo il primo episodio?

Perché i legamenti si sono rotti. E purtroppo non si rimarginano nella posizione corretta. Nella migliore delle ipotesi guariscono in modo scorretto. Nella peggiore, restano lassi. A questo si aggiungono spesso difetti ossei che peggiorano la situazione.

Nel paziente giovane e sportivo il rischio di recidiva dopo una prima lussazione supera il 90%. Non è sfortuna, è anatomia. I tessuti non tengono più come prima, e ogni nuovo episodio peggiora il quadro.

Ecco perché in questi casi non aspettiamo la terza o quarta lussazione. Se il paziente è giovane, attivo e vuole tornare a fare sport, la valutazione chirurgica va fatta subito, dopo il primo episodio. Non per operare per forza, ma per capire cosa si è rotto e decidere il percorso giusto.

Se ti sei lussato la spalla e continua a darti problemi, non sottovalutare la situazione.

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