11/07/2026
“Tanto quella mi odia…”
“È inutile che perdi tempo, io non la capirò mai.”
Queste sono state alcune delle prime frasi che mi ha detto Giacomo (nome di fantasia), quando abbiamo iniziato il nostro percorso insieme, a febbraio.
Lo avrei seguito fino alla fine dell’anno scolastico, in tutte le materie.
Ma con la matematica era diverso.
Prima di iniziare gli esercizi ripeteva sempre le stesse parole:
“Io non la capirò mai.”
“Perdi tempo.”
“L’insegnante ce l’ha con me.”
Giacomo è un ragazzo dolcissimo, con una diagnosi di ADHD.
Aveva bisogno di un percorso personalizzato, di tempi adatti a lui e di strategie che rispettassero il suo modo di apprendere.
Mi sono confrontata anche con la scuola, assicurandomi che il suo PDP venisse applicato con continuità.
Ma ho capito presto che, prima ancora della matematica, c’era qualcosa su cui lavorare.
La sua autostima.
Dopo i primi voti sufficienti arrivò l’ultima verifica.
Per lui era quella decisiva.
Era convinto che, se fosse andata male, avrebbe concluso ancora una volta l’anno con un’insufficienza.
Così, quando iniziammo a prepararla, tornò a dirmi:
“Ancora che ci provi… io non sono capace.”
Poi, sorridendo, aggiunse:
“Ma come fa a piacerti così tanto la matematica?”
Lui, che è un ragazzo sveglio, ha capito che è una delle materie che amo di più, anche se non gliel’ho mai detto apertamente.
Poi arrivò il momento più esilarante. Il giorno prima della verifica, a fine lezione, alzo’ lo sguardo dal quaderno e, quasi incredulo, urlo’:
“HO CAPITO LA MATEMATICA!” .E un signore dal terrazzo di fronte, inconsapevole, rispose: “ma che te urli” 🤣
Certo che l’ha capita, lui ne e’ assolutamente in grado, ma lo bloccava la convinzione di non esserne capace.
È una situazione che incontro spesso.
Ragazzi intelligenti, curiosi, con tante potenzialità… che però hanno smesso di avere fiducia nelle proprie capacità.
E ogni volta che i loro occhi riprendono a brillare, per me quella è la conquista più grande. 🌱☺️