Dr Matteo Merli - IBS • SIBO • Salute Intestinale

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Dr Matteo Merli - IBS • SIBO • Salute Intestinale Se hai IBS, SIBO o gonfiore cronico, posso aiutarti a stare meglio.

Lavoro sul microbiota, sulle abitudini e su un’alimentazione sostenibile e personalizzata.
🔎 Gut Reset Method | 💬 Prenota la tua consulenza.

04/09/2026

“Mangio sano, quindi perché sono sempre gonfio?”

È una domanda che sento spesso.

Il problema è che mangiare sano e mangiare in modo adatto al proprio intestino non sono sempre la stessa cosa.

Anche alimenti considerati “healthy” possono contribuire ai sintomi in alcune persone: non necessariamente perché siano alimenti sbagliati, ma perché possono entrare in gioco quantità, combinazioni, volume del pasto, fermentazione, motilità intestinale e sensibilità viscerale.

E nell’IBS questo è particolarmente importante.

Per questo, davanti al gonfiore, la domanda non dovrebbe essere sempre:
❌ “Quale alimento devo eliminare?”

Ma piuttosto:
👉 “Come sto costruendo i miei pasti e la mia giornata?”

Perché spesso non è il singolo alimento a fare la differenza, ma il contesto in cui lo mangi.

Se ti riconosci in questa situazione, scrivimi METODO in DM e ti spiego da dove partire.

28/08/2026

🏖️ Se dopo le vacanze il tuo intestino è completamente fuori fase, niente panico.

Più pasti fuori, aperitivi, alcol, porzioni diverse dal solito e soprattutto orari completamente sballati possono farsi sentire.

E se hai IBS, il conto può essere:

🎈 gonfiore
💨 più gas
🚽 intestino irregolare
😣 quella sensazione di “malessere” che ti fa pensare di aver esagerato troppo.

Ma attenzione: non hai bisogno di una detox o di una dieta drastica per rimediare.

La strategia più efficace è spesso molto più semplice:

👉 torna gradualmente ai tuoi orari abituali
👉 riprendi pasti regolari e semplici
👉 scegli per qualche giorno gli alimenti che sai di tollerare meglio
👉 idratati e riprendi la tua normale attività fisica

L’obiettivo non è compensare quello che hai mangiato in vacanza.

È dare nuovamente al tuo intestino routine, regolarità e prevedibilità.

E soprattutto, non trasformare qualche giorno di vacanza in una settimana di restrizioni. ❤️

💬 Scrivi STRATEGIA nei commenti o in DM se vuoi sapere come impostare un’alimentazione che ti permetta di gestire l’IBS anche quando la routine cambia.

06/07/2026

🥗 Orzo, farro o quinoa d’estate?

Con l’IBS la risposta non è così semplice.

Spesso si cerca il cereale “giusto”, quando in realtà il punto è un altro: come costruisci il piatto.

Orzo e farro contengono fruttani, che in alcune persone possono aumentare gonfiore e fermentazione. La quinoa è generalmente meglio tollerata, ma questo non significa che qualsiasi insalata di quinoa sia automaticamente adatta a un intestino sensibile.

Condimenti, verdure, quantità e abbinamenti possono fare una grande differenza.

Con l’IBS non esistono alimenti buoni o cattivi in assoluto. Esiste una strategia che ti permette di mangiare in modo più sereno, senza rinunce inutili e con una dieta davvero sostenibile.

💬 Scrivi STRATEGIA in DM e ti spiego il metodo che utilizzo per aiutare i miei pazienti a ridurre gonfiore e sintomi, senza trasformare ogni pasto in una lista di divieti.

Just wrapped an intensive study abroad program in Italy on food systems, culture, and sustainability.My teaching contrib...
23/06/2026

Just wrapped an intensive study abroad program in Italy on food systems, culture, and sustainability.
My teaching contribution was based in Rome, where I focused on a series of lessons connecting nutrition, history, and food environments in a way that moves beyond theory and into lived reality.
We started from the Mediterranean diet, not as a fixed “ideal,” but as a historical and cultural construct that evolved over time through geography, economy, and tradition. We traced its origins and how it was later translated into nutritional science and public health language.
From there, we looked at the evolution of dietary guidelines and the food pyramid, unpacking how nutritional models are never neutral: they reflect scientific knowledge, but also policy priorities, industry influence, and cultural assumptions about what “healthy eating” means.
A major part of the work was connecting these frameworks back to real food environments in Rome. Through market visits and discussions, we explored how access, seasonality, and food diversity shape dietary patterns in practice and how these same factors influence metabolic health in more subtle ways, including the role of diet in shaping the gut microbiome.
We also examined markets not just as places of exchange, but as living systems: spaces where culture, nutrition, and economy intersect every day. This allowed students to rethink food not only as nutrients or recipes, but as an ecosystem shaped by structure and behavior.
For me, the Rome sessions were about building a bridge: between nutritional science and food culture, between historical dietary patterns and modern health frameworks, and between what we know about food and what people eat in real environments.
Grateful to have had the space to teach in this way, and to engage with students who were willing to think critically about something as everyday and as complex as food.

19/06/2026

🍉🍑 “La frutta estiva mi gonfia.”

È una frase che sento spesso da chi soffre di IBS.

Ma il problema non è sempre il singolo alimento.

Con l’intestino sensibile conta anche il cosiddetto “effetto accumulo”: una pesca a metà mattina, qualche ciliegia nel pomeriggio, due fette di anguria dopo cena...

Scelte che prese singolarmente sembrano innocue, ma che nell’arco della giornata possono aumentare il carico fermentativo e favorire gonfiore e disagio.

Per questo motivo, prima di eliminare la frutta estiva, vale la pena capire cosa sta realmente succedendo.

Nella maggior parte dei casi la soluzione non è la rinuncia, ma una strategia personalizzata che ti permetta di mangiare con più serenità e meno sintomi.

Scrivi METODO nei commenti o in DM e ti spiego come lavoro con i pazienti che soffrono di IBS e gonfiore addominale.

06/05/2026

Scoprire di avere l’IBS spesso lascia più domande che risposte.
Molte persone ricevono la diagnosi… ma nessuno spiega davvero come gestirla nella vita quotidiana.

Se soffri di IBS, queste sono 5 cose che probabilmente avresti voluto sapere subito.

1. Non è solo “sensibilità intestinale”.
L’IBS è una condizione complessa che coinvolge microbiota, motilità intestinale, fermentazioni e asse intestino-cervello.

2. Eliminare alimenti a caso spesso peggiora la situazione.
Molte persone iniziano a togliere glutine, lattosio, legumi, frutta… senza una strategia.
Il risultato? Diete sempre più restrittive e intestino ancora più sensibile.

3. Non esistono alimenti “buoni” o “cattivi” per tutti.
La tolleranza è individuale: ciò che crea sintomi per qualcuno può essere perfettamente tollerato da un’altra persona.

4. Il problema non è solo cosa mangi, ma anche come mangi.
Velocità dei pasti, quantità, combinazioni alimentari e distribuzione dei pasti durante la giornata fanno una grande differenza.

5. L’obiettivo non è eliminare cibi, ma costruire un metodo.
La vera svolta arriva quando impari come gestire l’alimentazione e l’intestino nel tempo, non quando trovi la “lista perfetta”.

Se soffri di IBS e vuoi capire come funziona il mio METODO di lavoro per ridurre gonfiore e sintomi intestinali, scrivi METODO nei commenti o in DM.
Vediamo insieme il percorso più adatto a te

13/04/2026

Molte persone con sindrome dell’intestino irritabile (IBS) cercano di migliorare i sintomi semplicemente “mangiando più sano”.

Il problema è che alcuni alimenti o ingredienti percepiti come salutari possono comunque aumentare fermentazione intestinale, gas e distensione addominale in un intestino sensibile.

Tra i più comuni:

• grandi quantità di verdure crude
• prodotti “senza zucchero” ricchi di polioli
• alimenti arricchiti con fibre fermentabili come l’inulina

Questo non significa che vadano eliminati, ma che è importante capire quali alimenti sono davvero tollerati dal proprio intestino e in quali quantità.

La gestione dell’IBS non si basa su eliminazioni casuali, ma su un metodo strutturato e personalizzato.

Se vuoi capire se questo approccio può essere adatto al tuo caso, scrivi METODO nei commenti per essere ricontattato.

Quando si soffre di sindrome dell’intestino irritabile (IBS) spesso si presta attenzione solo agli alimenti principali.I...
07/04/2026

Quando si soffre di sindrome dell’intestino irritabile (IBS) spesso si presta attenzione solo agli alimenti principali.
In realtà anche alcuni ingredienti nascosti negli alimenti confezionati possono contribuire a gonfiore e distensione addominale.

Tra i più comuni:

• polioli (sorbitolo, maltitolo, xilitolo), usati nei prodotti “senza zucchero”
• inulina o fibra di cicoria, aggiunta per aumentare il contenuto di fibra
• sciroppo di glucosio-fruttosio, presente in molti prodotti industriali

Questi ingredienti possono aumentare la fermentazione intestinale nelle persone con IBS e peggiorare i sintomi.

Imparare a leggere le etichette è uno dei primi passi per gestire meglio l’intestino.

Se vuoi ricevere una guida pratica per fare la spesa quando soffri di IBS, scrivi SPESA nei commenti.

27/03/2026

Molte persone con sindrome dell’intestino irritabile (IBS) riferiscono gonfiore o distensione addominale dopo aver mangiato pane.

Questo però non significa necessariamente che il pane debba essere eliminato.
Spesso la tolleranza dipende da alcune caratteristiche del prodotto.

Tra i fattori più rilevanti:

• presenza di fruttani del frumento, appartenenti ai FODMAP
• quantità e tipologia di fibre, che in alcune persone possono aumentare distensione e discomfort
• processo di fermentazione e lievitazione, che può influenzare la digeribilità

Per questo motivo, nella gestione dell’IBS non si tratta semplicemente di togliere pane o carboidrati, ma di capire quali fonti sono meglio tollerate e in quali quantità.

Se vuoi ricevere una guida pratica su come gestire i carboidrati quando soffri di IBS, scrivi CARBO nei commenti e te la invierò nei DM

23/03/2026

L’errore più grande quando si parla di IBS?

Pensare che sia solo una questione di “cosa mangiare”.

La Sindrome dell’intestino irritabile è molto più complessa:
👉 asse intestino-cervello
👉 microbiota
👉 ritmo dei pasti
👉 gestione dello stress
👉 qualità del sonno

E sì, anche la dieta… ma non è tutto.

Il problema è che spesso si interviene solo su un pezzo del puzzle.

Risultato?
❌ miglioramenti temporanei
❌ restrizioni inutili
❌ frustrazione continua

La verità è che serve un approccio strutturato, personalizzato e sostenibile.

Se vuoi capire come lavoro su questi aspetti in modo concreto e applicabile👇

Scrivimi “METODO” in DM 📩

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