Sabrina Saltini Nutrizionista

Sabrina Saltini Nutrizionista 🍎Modena: via Prampolini, 170
🍋Casalgrande: piazza Martiri della Libertà, 13
🍐Rubiera: Centro L'una per l'altra, via Emilia Ovest, 54

Intestino e cervello sono costantemente in comunicazione attraverso un sistema complesso di segnali nervosi e ormonali. ...
11/08/2026

Intestino e cervello sono costantemente in comunicazione attraverso un sistema complesso di segnali nervosi e ormonali.

Questo asse bidirezionale influenza non solo la digestione, ma anche emozioni, appetito e livello di stress. Durante l’estate, cambi di routine, viaggi e alimentazione diversa possono modificare questo equilibrio, rendendo il corpo più sensibile a gonfiore, variazioni dell’appetito o stanchezza.
Anche lo stato emotivo può riflettersi sul sistema digestivo, creando un circolo continuo tra sensazioni fisiche e mentali.

Comprendere questa connessione aiuta a leggere i sintomi in modo più ampio, senza ridurli solo al cibo. Il corpo non funziona a compartimenti separati: ciò che viviamo mentalmente ha sempre una ricaduta fisica, e viceversa.

Uno degli aspetti più difficili nel rapporto con il cibo è la tendenza a passare da rigidità a eccesso. L’alimentazione ...
07/08/2026

Uno degli aspetti più difficili nel rapporto con il cibo è la tendenza a passare da rigidità a eccesso.

L’alimentazione consapevole lavora proprio contro questa polarizzazione. Non esiste un pasto che “rovina tutto”, così come non esiste un singolo gesto che “sistema tutto”. Il corpo risponde a schemi più ampi e continui nel tempo. Uscire dalla logica del tutto o niente permette di ridurre il senso di fallimento e di costruire maggiore stabilità.

Ogni scelta è parte di un processo, non un giudizio definitivo.

Con il caldo aumenta il consumo di bevande zuccherate ed energetiche, spesso percepite come una soluzione rapida alla st...
03/08/2026

Con il caldo aumenta il consumo di bevande zuccherate ed energetiche, spesso percepite come una soluzione rapida alla stanchezza. In realtà, questi prodotti agiscono generando un picco glicemico seguito da un rapido calo energetico, che può portare a ulteriore affaticamento e desiderio di zuccheri.

Anche il sistema ormonale risente di queste oscillazioni, influenzando energia, fame e umore. In estate, quando il corpo è già sottoposto a stress termico, questi effetti possono essere amplificati. Non si tratta di eliminare rigidamente queste bevande, ma di comprenderne l’impatto e ridurne la frequenza.
Alternative più equilibrate possono sostenere meglio l’idratazione e l’energia nel lungo periodo, evitando il classico “su e giù” tipico delle bevande ad alto contenuto di zucchero o caffeina.

La sazietà non è solo una sensazione fisica legata alla pienezza gastrica. È un insieme di fattori: soddisfazione, piace...
31/07/2026

La sazietà non è solo una sensazione fisica legata alla pienezza gastrica.

È un insieme di fattori: soddisfazione, piacere, equilibrio emotivo e anche contesto del pasto.
A volte ci sentiamo “pieni” ma non soddisfatti, altre volte il contrario. Nell’alimentazione consapevole si impara a riconoscere questi diversi livelli, senza ridurli a un’unica sensazione.
Questo aiuta a comprendere meglio perché, in alcune situazioni, si continua a cercare cibo anche dopo aver mangiato.

La qualità dell’esperienza alimentare è parte integrante della regolazione della fame.

In estate capita spesso di sentire un senso di “fame improvvisa”, soprattutto nelle ore più calde della giornata. In rea...
28/07/2026

In estate capita spesso di sentire un senso di “fame improvvisa”, soprattutto nelle ore più calde della giornata. In realtà, in molti casi si tratta di una lieve disidratazione che il corpo interpreta come richiesta di energia. Il caldo può ridurre la percezione della sete, mentre aumenta la confusione tra segnali corporei diversi. Imparare a distinguere fame fisica e fame “confusa” è fondamentale: la prima è graduale e persistente, la seconda compare all’improvviso e spesso si risolve anche solo bevendo acqua. Prima di mangiare, può essere utile fermarsi e chiedersi: ho davvero bisogno di cibo o di idratazione? Questo semplice gesto aiuta a ristabilire un ascolto più preciso del corpo, soprattutto nei mesi estivi in cui i ritmi e le abitudini quotidiane cambiano.

Il corpo non funziona in modo identico ogni giorno. Fame, energia, digestione e desideri alimentari possono variare in b...
24/07/2026

Il corpo non funziona in modo identico ogni giorno. Fame, energia, digestione e desideri alimentari possono variare in base a stress, sonno, ciclo ormonale, attività fisica e contesto emotivo.

L’alimentazione consapevole riconosce questa variabilità come normale, non come incoerenza. Cercare di mantenere sempre le stesse abitudini a prescindere da come ci si sente può portare a disconnessione dai segnali interni.

Ascoltare il corpo significa accettare questa flessibilità e adattare le scelte senza rigidità. Non è mancanza di controllo, ma capacità di risposta.

Nel rapporto con il cibo è molto comune attraversare fasi in cui si cerca di avere un controllo rigido: regole precise, ...
21/07/2026

Nel rapporto con il cibo è molto comune attraversare fasi in cui si cerca di avere un controllo rigido: regole precise, schemi alimentari stretti, attenzione costante a ciò che è “giusto” o “sbagliato”. Questo tipo di approccio può dare risultati nel breve periodo, soprattutto perché restituisce una sensazione di ordine.

Con il tempo però, il controllo tende a diventare faticoso da mantenere. Non perché manchi volontà, ma perché richiede un livello di attenzione continuo che difficilmente è sostenibile nella vita reale.

La consapevolezza segue una direzione diversa. Non si basa sul controllo costante, ma sull’osservazione progressiva: come il corpo risponde, cosa cambia nelle sensazioni di fame e sazietà, quali situazioni influenzano le scelte alimentari.

È un processo più lento, meno immediato, ma spesso più stabile. Non elimina le oscillazioni, ma permette di riconoscerle senza viverle come fallimenti.

Ogni persona ha tempi diversi per costruire questo tipo di relazione con il cibo. In alcuni momenti può prevalere il bisogno di struttura, in altri quello di maggiore ascolto. Non è una contraddizione, ma parte del percorso.

La velocità con cui mangiamo influisce profondamente sulla percezione della sazietà e del piacere. Quando si mangia velo...
18/07/2026

La velocità con cui mangiamo influisce profondamente sulla percezione della sazietà e del piacere. Quando si mangia velocemente, il corpo ha meno tempo per registrare i segnali di pienezza, e la mente è meno presente all’esperienza. L’alimentazione consapevole invita a rallentare, non per regola, ma per possibilità di ascolto. Anche piccoli cambiamenti, come appoggiare le posate tra un boccone e l’altro o masticare con più attenzione, possono modificare l’esperienza del pasto. Rallentare non significa controllare, ma dare spazio alla percezione. Questo spesso porta naturalmente a una maggiore soddisfazione con quantità più adeguate al bisogno reale.

Il rapporto con il cibo non nasce da un singolo momento, ma da una storia fatta di piccoli gesti ripetuti nel tempo. Nel...
15/07/2026

Il rapporto con il cibo non nasce da un singolo momento, ma da una storia fatta di piccoli gesti ripetuti nel tempo. Nella maggior parte dei casi, non è una scelta consapevole dei genitori o dell’ambiente, ma una costruzione graduale di abitudini quotidiane.

Il modo in cui si vive il pasto, il tempo che gli si dedica, la gestione della fame tra un pasto e l’altro, il ruolo del cibo come premio, consolazione o distrazione: tutti questi elementi contribuiscono a creare un linguaggio alimentare interno.

Nel tempo, questo linguaggio diventa automatico. Non viene più osservato, ma semplicemente agito. Ed è proprio qui che spesso si formano difficoltà che sembrano “improvvise”, ma che in realtà hanno radici molto più antiche e sottili.

Osservare queste dinamiche non ha l’obiettivo di attribuire responsabilità. Non serve rileggere il passato in modo critico. Serve piuttosto comprendere come si è costruito il presente, per poterlo leggere con maggiore chiarezza.

Quando questo avviene, spesso si apre uno spazio diverso: non fatto di correzione immediata, ma di possibilità di scelta più consapevole.

La fame è un segnale fisiologico fondamentale, non un problema da eliminare o controllare. Nell’alimentazione consapevol...
12/07/2026

La fame è un segnale fisiologico fondamentale, non un problema da eliminare o controllare. Nell’alimentazione consapevole si lavora per riconoscerla, non per combatterla. Spesso però la fame viene vissuta con fastidio o come qualcosa da rimandare il più possibile. Questo può portare a un rapporto rigido con il cibo e a episodi di eccesso successivi. Ascoltare la fame significa darle dignità: arriva gradualmente, ha un’intensità variabile e non è sempre uguale. Imparare a riconoscerla aiuta a costruire un rapporto più stabile con il cibo, senza oscillazioni estreme tra restrizione e perdita di controllo.

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